Pochi sprazzi di nobiltà per il Vino Nobile di Montepulciano 2005

E’ un vero peccato che la grande delusione della settimana delle Anteprime delle Docg toscane, più che dal Brunello di Montalcino 2003, che anche i bambini sapevano che non avrebbe potuto dare, salvo rare eccezioni, segni tangibili della propria grandezza, data l’annata, sia venuta dal Vino Nobile di Montepulciano, un vino che negli ultimi anni aveva pur dato segno di essere sulla buona strada per affermare una propria chiara identità.
Contrordine amici! Penalizzato forse da un’annata 2005 che qualche problemino l’ha pure avuto (ma problemi minimi rispetto ai problemoni con i quali ha dovuto giocoforza fare i conti il Brunello a Montalcino) e che non è eccellente come l’ottima annata 2006, il comparto del Nobile, almeno secondo gli assaggi della quarantina di Vino Nobile 2005 che ho avuto modo di degustare (in un clima di kermesse, nella tensostruttura allestita nella splendida Piazza Grande di fronte al palazzo del Municipio), ha testimoniato, come scrivo in questo “commento” (leggi qui) pubblicato nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S., poca chiarezza d’intenti e soprattutto una deleteria tendenza a seguire (ancora!!!) gli stilemi ormai datati che chiedono ai vini (unicamente per impressionare i degustatori di gran parte delle guide e certa critica born in Usa), di essere concentrati, massicci, muscolosi, maturi, rotondi e pieni di legno.
Vini stile più Super Tuscan old style che Vino Nobile, vini noiosi, prevedibili, ben poco appealing, che non hanno offerto, almeno a mio modesto parere (ma altri colleghi e amici la pensavano come me), grande prova di sé e segnali esaltanti nel corso dell’Anteprima.
Un Vino Nobile, insomma, che di sprazzi di nobiltà ne ha mostrati ben pochi e che ha lasciato, e non solo metaforicamente, ma in realtà, dati certi tanninacci e certe spremute di legno (provare per credere i vini della Fattoria del Cerro, della Braccesca, di Villa Sant’Anna, Fassati, Canneto, La Talosa, La Ciarliana, La Calonica), un grande amaro in bocca. Speriamo che l’anno prossimo ci porti un Vino Nobile di Montepulciano 2006 davvero all’altezza del proprio nome e della storia di un vino che fatica a diventare grande e a trovare una propria precisa direzione.

0 pensieri su “Pochi sprazzi di nobiltà per il Vino Nobile di Montepulciano 2005

  1. Ciao Franco,
    hai avuto modo di provare all’anteprima i Nobile di Crociani e Casale Daviddi? Nel primo caso (un 2001), degustato l’anno scorso sono stato ben impressionato per la freschezza e la bevibilità. Altrettanto per il Casale Daviddi (non il riserva), molto più evoluto ma elegante (era però un ’97!)
    A presto.
    Andrea

  2. Il miglior Nobile, inteso come TRADIZIONALE, rimane quello della cantina Dei, sia il “base” che la Riserva Bossona. Secondo me…s’intende!

  3. @Andrea
    La cantina Crociani non presenta i propri vini all’anteprima da anni. Però sia Franco che io abbiamo avuto modo di passare in cantina e saggiare con mano, pardon palato, l’ottimo 2003, come riassaggiare le annate precedenti fino all’eccellente 2001. La riserva 1999, che per me resta una pietra miliare, è praticamente esaurita. Il 2003 di Susanna Crociani (e allora c’era con lei Giorgio, il fratellone recentemente, fulmineamente e precocemente scomparso) non lascia dubbi sul valore di questa cantina: freschezza da vendere, grande equilibrio, carattere da sangiovese di Montepulciano, con quei tannini presenti ma mai debordanti, un frutto si maturo ma per nulla dolciastro o cotto. Un vino che vale la pena acquistare perché è buonissimo oggi ma che non teme qualche anno di cantina.

  4. sottoscrivo in toto quello che ha scritto il mio “fratello” Roberto: le più belle emozioni a Montepulciano le abbiamo avute, io, Roberto, Alessandro Franceschini, che era con noi, e poi altri amici che abbiamo incontrato in cantina, facendo visita a Susanna Crociani. Non solo una carissima amica cui vogliamo bene e siamo vicini, ma una produttrice seria, che costituisce un tesoro per il mondo produttivo di Montepulciano. Loro magari non se ne sono accorti, ma le cose restano così.
    I vini di Susanna e dell’indimenticabile Giorgio, sono di una purezza e di un tale rispetto della (migliore) tradizione poliziana da suscitare meraviglia. E non mi fa certo velo l’amicizia per Susanna se dico questo

  5. Sarà, ma dopo che Roberto e Laura mi presentarono la Susy e i suoi vini, decisi che per me Montepulciano era solo Crociani, non avendo bisogno di cercare altrove.
    Qualche mese fà, per curiosita al Merano Wine Festival sono venuto meno alla mia promessa, e ho assaggiato i Vini Nobili di Montepulciano presenti, ovvero i più cari, famosi e premiati:
    Ma chi me l’ha fatto fare????
    Se prima era solo Promessa, adesso diventa Assoluta Verità: i Vini di Montepulciano devono essere come i Crociani, non pessime imitazioni dei vari Brunelli da Wine Spectator….
    Max Pigiamino Perbellini

  6. Buon pomeriggio.
    Povera la mia adorata Montepulciano (uno dei posti più belli del mondo), come la trattate male!!
    (e se lo merita!!!!!!!)
    A cominciare dal fatto che tutti a cominciare dal Consorzio e dai produttori parlano di sangiovese: BASTA!!!! Il Nobile non si fa col Sangiovese ma col Prugnolo Gentile.
    I due aggettivi Nobile (del vino) e Gentile (del vitigno) sono praticamente sinonimi (nell’accezione rinascimentale) e stanno ad indicare la peculiarità del vitigno cioè un eleganza dei tannini ben diversa da quella più aggressiva del Sangiovese propriamente detto. Solo che nessuno questo “piccolo” dettaglio lo ricorda. Mai. Mah!
    Buon pomeriggio.

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