Saluti da Madrid

Un post al volo, di corsa, solo per salutare i lettori di Vino al Vino. Sono a Madrid da ieri e sto godendo letteralmente dell’atmosfera elettrica, positiva, piena di energia e di voglia di vivere di questa città bellissima.
Qui la gente si diverte, si prende i tempi giusti per lavorare e per rilassarsi. I ristoranti sono pieni (soprattutto ad orari che da noi sono impensabili). Ieri sono andato a pranzo con il mio fraterno amico Juancho Asenjo da Abraham Garcia al Ristorante Viridiana (sito). Siamo arrivati verso le 14.45 e siamo rimasti a tavola, piacevolissimamente, sino alle 17.30 abbondanti. Esperienza gastronomica straordinaria, tra le più belle che ricordi da diverso tempo a questa parte. Una cucina estremamente golosa, curiosa, originale, ricca di sapori, con attenzione estrema alle materie prime, alla godibilità e riconoscibilità dei piatti. Tutta un’altra musica rispetto alla cucina concettosa e concettuale che va per la maggiore oggi in Spagna. Al ritorno a casa con più tempo vi racconterò le cose straordinarie che Garcia mi ha proposto. Ricordo tra tutto un uovo in padella con una salsa ristretta di funghi porcini e tartufo nero letteralmente da urlo. E poi non dimenticherò mail un Jerez da Solera da 80-100 anni, Agustin Blazquez il produttore (che oggi non esiste più), un Carta Azul di una complessità cremosa, di una ricchezza, eppure di una freschezza e vivacità da lasciare senza parole.
Per il resto degustiamo al mattino per il Concorso Bacchus organizzato dalla U.E.C. e ci godiamo la vita, mangiando (troppo) coccolati, stuzzicati, in un contesto di tecnici ed esperti internazionali, con me solo a difendere i colori italiani. Una cosa mi appare sempre più chiara, ogni volta che partecipo a questi concorsi: che il modo di degustare e giudicare i vini di noi giornalisti é completamente diverso da quello dei tecnici, che assolvono e danno valutazioni positive anche a vini tecnicamente impeccabili, ma senz’anima, senza spirito territoriale, senza grandi caratteristiche. Un giudizio condiviso anche dal grande collega francese Pierre Casamayor, che ho ritrovato dopo tanto tempo e con il quale é sempre un assoluto piacere discutere di vino e confrontare punti di vista e sensazioni.
Stasera ci aspetta una cena, credo a base di pesce, dove protagonisti saranno i vini della mia D.O. spagnola in bianco prediletta, Rias Baixas. Saranno finalmente l’eleganza, la mineralità, il nerbo, la sapidità di quella grande uva che é l’Albarino a dire la loro.
Ci sentiamo presto e que viva Espana!

0 pensieri su “Saluti da Madrid

  1. Franco, la Galicia ce l’ho in casa ormai da tempo e non posso trattenermi: Albariño, non Albarino (in Spagna la ñ è una lettera vera e propria, che sta sul vocabolario dopo la n…. ). Comunque, n o ñ, verissimo: grandi, los blancos gallegos! Riccardo

  2. nella vita si può provare invidia?? in questo caso lo confesso, la provo,
    ho letto le prime nove ( 9 ) righe e poi mi sono rifiutato di continuare.
    L’unica cosa che rinnegherei della SPAGNA è la Corrida. Buona permanenza.

    Lino

  3. caro Riccardo, lo so benissimo che quel grande vino bianco del nord della Spagna, della Galicia se llama Albariño e non Albarino come ho scritto nella fretta. Degustati due sere fa in un ottimo ristorante di Madrid collocato proprio all’interno del mitico stadio Santiago Bernabeu, una ventina di Rias Baixas, con il netto predominio del classico, eccellente Albariño del Palacio de Fefinanes. Buoni anche i vini di Laxar, il sorprendente 2003 di La Val, il 2006 di Morgadio. Ma qui a Madrid tendono a proporti vini rossi corposi (e non sempre straordinari,anzi…) anche sul pesce. Que viva España! E ora vado a dormire che domani ci aspettano ancora 40 vini da catar al Concurso Internacional Bacchus 2008 organizzato (benissimo) dalla Union Española de Catadores (U.E.C.).

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