Una Destra al silicone: tra protesta e Billionaire

Come uomo di destra (ma di una destra tutta mia, che è molto più nei miei sogni che nella realtà) dovrei essere contento, io che ho pubblicamente dichiarato e lo confermo che al cavalier Ganassa non darò più il mio voto (ne tantomeno al suo amico e sodale Fini, un vero democristiano che di destra non ha nemmeno la manica della giacca), di avere la possibilità di votare una forza politica che di Destra orgogliosamente si chiama, ovvero La Destra creata dall’ex governatore del Lazio ed ex ministro della Salute del governo Berlusconi Francesco Storace.
Possa piacere o meno l’uomo, o altri suoi “compagni” di strada come Teodoro Buontempo, andrebbe riconosciuto loro se non altro un merito, la coerenza, che li ha portati, di fronte ad un trasformismo diffuso e vergognoso, a mollare Alleanza nazionale e a fondare (ma con la strana “benedizione” del Berlusca) un partito a destra della formazione di Fini, La Russa, Gasparri e Alemanno.
Uno, di destra, della destra (un po’ a sinistra…) che ho in mente io, alla fine avrebbe anche potuto dare il proprio voto, inutile, puramente di bandiera, a queste persone, turandosi leggermente il naso di fronte a svariate contraddizioni e salvandosi l’anima.
Poi, improvvisamente, dal cappello del mago, non si sa per quale bizzarra valutazione “politica”, La Destra ha pensato “bene”, si fa per dire, di proporre come candidato leader, da contrapporre ai Veltroni, ai Berlusconi, ai Bertinotti, (ai Casini…), non Storace o qualcuno che di destra lo è sempre stato, ma nientemeno che la signora Daniela Garnero Santanché (Cuneo, 7 aprile 1961 – vedi), che nonostante una sua militanza politica decennale in AN, dapprima consigliere provinciale a Milano, quindi parlamentare nel partito di Fini, è soprattutto più nota per essere concittadina, amica e sodale del patron del Billionaire Flavio Briatore, e personaggio di spicco di quel démi monde mondano, fatto di attori, cantanti, calciatori, starlette, finanzieri d’assalto, politici goderecci, che anima le estati in Costa Smeralda e di cui possiamo trovare settimanalmente descritte le gesta sulle riviste specializzate in gossip o su Dagospia (vedi).
Che c’azzecca madame Garnero, preferisco chiamarla così che con il cognome dell’ex marito chirurgo plastico, con un partito che vorrebbe proporsi come forza politica della destra sociale, che si è dotata di un “manifesto programmatico” impegnativo come questo (leggi), che dice di essere “destra per il popolo contro i poteri forti”? Direi proprio un bel niente.
Una sensazione che si é rafforzata sempre di più quando, proseguendo la campagna elettorale, e susseguendosi le partecipazioni televisive sempre brillanti della pasionaria di Destra, sempre elegantissima, la scarpa giusta, la pettinatura ben curata, il look di chi potrebbe indifferentemente comparire da Santoro o da Mentana oppure ad un vernissage, ad una sfilata di moda, ad un cocktail, ad una soirée in discoteca, dopo la candidatura a leader della Signora Garnero il potenziale votante si è trovato di fronte ad un paio di altre trovate ad effetto. Per altro in linea con questo profilo di Destra protesta e Billionaire splendidamente descritta da quel giornalista di razza (e uomo di sinistra) che è Luca Telese su Il Giornale di oggi (leggi).
Dapprima l’annuncio che Mr. Billionaire, Flavio Briatore voterà la sua amica e con ogni probabilità si candiderà con lo stesso partito (leggi), quindi l’intervista dove la signora Paola De Benedetti (moglie di Marco De Benedetti, figlia del notissimo imprenditore ed editore Carlo De Benedetti), al secolo la conduttrice della Domenica Sportiva Paola Ferrari, annuncia (leggi) la sua discesa in campo candidandosi a fianco della Santanché.
Di fronte a questa “Destra” un po’ confusionaria, che mischia mondanità, silicone, annunci demagogici, proteste, prove di Formula Uno e feste fastose, magari sorseggiando Champagne e gustando caviale (una droite caviar?), e dove i personaggi del mondo dello spettacolo hanno sempre più spazio, (a quando l’annuncio delle candidature dei “camerati” Lele Mora e Fabrizio Corona, della “compagna” di Briatore, di qualche velina o calciatore?), io che di destra, di una mia idea personalissima di destra (sempre più di sinistra, sempre più “incazzata”, indignata, nauseata, desiderosa di prendere e non solo metaforicamente a calci in culo questa casta di parassiti) sono sempre stato, come diavolo potrei, anche turandomi non solo il naso ma anche altro, dare il mio voto a questa variopinta umanità?
Non è che stanno facendo di tutto, ma proprio di tutto, dipingendo scenari che non avrei mai pensato (il mitico Er Pecora nello stesso partito della Garnero e della signora Ferrari – De Benedetti!) per farmi votare, con un sano e sacrosanto voto di protesta, con un riconoscimento alla coerenza (le idee sono ancora lontane anni luce dalle mie) il compagno Fausto?

0 pensieri su “Una Destra al silicone: tra protesta e Billionaire

  1. Sarebbe il caso di mettersi nei panni della vera destra sociale, magari più incolta che bigotta, ma coi suoi bei valori granitici.
    Papà operaio mamma a casa e figlia all’università.
    Le sagre di paese, il Superenalotto, il pizzicagnolo sotto casa che ti segna il pane e lo paghi a fine mese.
    D’estate dopo cena l’obbligo di scegliere: il gelato o il cinema.

    Tutti e due no, costa troppo.

    Vaglieli a spiegare tu il silicone della Santanchè e il deretano liposuzionato della Ferrari.

    In fondo, Briatore che va da Storace è un regalo a Bertinotti.

    Ricompatta e dà senso – per contrasto – all’Arcobaleno.

  2. Franco, questa non e’ destra, e’ la corte di Maria Antonietta, roba da ghigliottina, ci manca solo Dracula e come squadra sarebbero a posto. Ma penso che se ne accorgera’ prima o poi anche Storace che e’ meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora (col cerone).

  3. Ascoltati povera patria di Battiato…inspira a fondo chiudi gli occhi e beviti un bel bicchiere di rosso..di piu’ non possiamo fare….io quest’anno mettero’ un fumetto sulla scheda….

  4. Bel post Ziliani…però non è che anche dall’altra parte si sprechino i cervelli! E come sempre saremo costretti a scegliere tra il peggio ed il meno peggio!! 🙁

  5. Egregio Ziliani

    io non voto da 15 anni credo, però ogni volta che non sono andato a votare la mia coscenza sinceramente non era tranquilla, dopo le ore 22,00 del Lunedì quando le urne chiudevano dentro di me c’era un pò di inquietudine per non aver fatto il dovere sacrosanto di ogni cittadino. Mi giustificavo con me stesso dicendo ” ma chi avrei dovuto votare” non mi veniva proprio, la nausea era mille volte più forte della voglia di votare. Ci stavo male.Ora non più , ora sono sollevato, sono tranquillo. Il marciume che in questi 15 anni codesti signori hanno creato, giustifica ampiamente la mia coscenza. Ma ho anche una speranza. Per come siamo ridotti votare in Italia non serve più è un esercizio inutile . Non siamo più soli, non possiamo più svalutare la lira ( mettendolo nel didietro a francesi e tedeschi), non possiamo più fare la Cassa del Mezzogiorno (panacea per politiccuchi del Sud e pacchia per imprenditori falliti del Nord)non possiamo più dare la cassa integrazione a intere generazioni, etc. Abbiamo sbagliato ancora una volta la storia è fatta di corsi e ricorsi. Abbiamo creato le Regioni come le vecchie Signorie con la differenza che a posto di signorotti molto spesso anche mecenati, oggi abbiamo analfabeti , ladri e corrotti ma soprattutto mediocri. Abbiamo detto a mia zia di ottantani semianalfabeta se era giusto il nucleare o il petrolio e i risultati sono sotto gli occhi(e le tasche )di tutti. Tornerà lo straniero come tanti secoli fa a prenderci per le orecchie e a darci calci nel culo. Tornerà in maniera diversa, forse come un vicino di casa che ci dice” cosa stai facendo, così non si può fare” oppure ” non gliela fai ad andare avanti ci penso Io”. Il vicino di casa è già arrivato in Alitalia, nella grande industria alimentare, nella chimica, nell’elettronica arriverà nell’assurdo sistema Fiere, nelle Ferrovie e così via. La Storia ha spesso dei percorsi inevitabili segnati dal destino o dalla mediocre cultura che si trascina dietro un “popolo”.

  6. Eccone un’altra…sulla linea Fini: La Destra non ha il problema di sciogliere i nodi con il fascismo?
    «Non giudico il passato. Sono nata negli Anni Sessanta; ai tempi del fascismo non c’ero. Le dico solo questo: il mio viaggio di nozze l’ho fatto a Gerusalemme».

  7. splendida analisi caro Franco, che condivido in pieno. Magari qualcuno in Europa decidesse di prendere sotto le proprie ali, con un amichevole protettorato, questa povera Italia! Temo invece che arriveremo all’antico motto “Franza o Spagna purché se magna”, sperando che qualche potenza straniera ci aiuti o ci costringa a fare quello che non abbiamo l’animus (e gli attributi) per fare… Povera patria!

  8. Concordo pienamente con le sue considerazioni. Per eccesso questi stanno facendo rimpiangere la Prima vecchia Repubblica… Dimenticavo, sono uno dei tanti che ha esultato quando all’ epoca di Tangentopoli si parlava di una pulizia radicale. Non c’ è mai limite al peggio.

  9. Caro Franco,
    so bene che la questione politica è difficile da affrontare, soprattutto quando si è fortemente convinti della propria idea, di come secondo noi dovrebbe andare il mondo (non di come non dovrebbe andare, perché quello è pià facile da dire).
    Io ho le stesse difficoltà a votare, non tanto perché non saprei chi votare, ma piuttosto perché so quanto il meccanismo sia corrotto, inquinato da tanta, troppa gente che non ha né coscienza né valori né idee per portare qualcosa di utile alla società, finendo per rendere impossibile il lavoro anche di quelli onesti.
    Però Franco mi domando, quando dici di essere molto lontano da Fausto Bertinotti, sarebbe molto bello capire su quali punti programmatici, dato che il Bertinotti è uno dei pochi che ha davvero qualcosa da dire e quel qualcosa non è mai propagandistico bensì ben radicato nel mondo del lavoro e civile. Soprattutto Bertinotti non è un voltagabbana, non è un assetato di potere e la sua idea, lo ha sempre espresso chiaramente in ogni trasmissione dove abbia avuto la parola, è costruita sulle esigenze concrete della gente. Il fatto che sia di sinistra non deve fare da spauracchio per non considerare quello che dice. Siamo ormai alla frutta e gli uomini di potere, di quel potere malsano che ci sta mandando sempre più a fondo, si vedono chiaramente ogni giorno, basta guardarli in faccia, negli occhi, perché con le parole sono bravi a ingannare gli sprovveduti, ma i loro occhi dicono sempre la verità. Bertinotti, ma non solo lui ovviamente, è uno di quelli che con questa gente deve fare i conti ogni giorno. In passato è stato proprio lui a mettere i bastoni fra le ruote a Prodi, perché sapeva chi era, ma gli italiani hanno dovuto sperimentarlo direttamente per rendersene conto, d’altronde lo spauracchio del cavaliere era molto forte. La verità è che Bertinotti non dice cose che piacciono ai potenti, agli industriali, ai banchieri, a quelli che determinano realmente le nostre sorti con i loro personali interessi e tornaconti. Non è facile portare avanti un’idea ed un programma costruito su di essa quando quello stesso programma non favorisce chi ha il reale controllo del Paese.
    Ripeto la domanda, cosa c’è nel programma di Bertinotti, ad esempio su un tema fondamentale come il lavoro, che non è condivisibile? E’ della persona che non ci si fida o di quello che dice? Perché se non ci si fida di uno come lui, allora davvero è meglio rinunciare al voto. O vogliamo continaure a credere che siano più “veri” Fini, Casini, Mastella, Veltroni, Berlusconi, Bondi, Storace ecc.?
    Onestamente di Storace mi sono bastati i 5 anni alla regione Lazio, dove vivo, e come ministro della sanità non ha fatto certo una bella figura. E poi, ripeto, le persone bisogna guardarle negli occhi, i suoi esprimono una durezza e un’aggressività che dovrebbero far riflettere al di là delle parole.
    Ho l’impressione che anche noi preferiamo parlare di politica con la stessa modalità con cui ne parlano loro, puntando il dito sugli errori degli altri, sarebbe ora invece che cominciassimo a confrontarci sui programmi, sui temi sociali, sulle problematiche del lavoro, della famiglia, della salute ecc.
    Altrimenti in cosa siamo diversi dai politici?

  10. Parlare degli errori dei politici credo che sia inevitabile, dal momento che sono talmente evidenti da non permettere di fare diversamente. Credo però che il nostro parlare di politica sia profondamente diverso dal loro, per il semplice fatto che i politici puntano il dito gli uni contro gli altri solo per giustificare i propri errori. E’ questa la cosa triste. La critica sana e costruttiva non sanno nemmeno cosa sia.

  11. Caro Compagno Franco, tanto tuonò…… che piovve !!!

    Dopo tante mie sollecitazioni ed altrettante tue smentite alla fine sei arrivato anche tu alla logica e giusta conclusione!!

    Ciao

    🙂

  12. Car(i) Franco, concordo in buona parte con le analisi che avete fatto, NON con la soluzione!
    Come è possibile perdere la speranza? Per che motivo lasciare che altri decidano per noi? Non posso accettare che per criticare la casta non si vada a votare e silenziosamente si accetti di perdere la democrazia.
    Votate chi volete, ma votate! Personalmente credo che nel Partito Democratico qualche piccolissimo cenno di cambiamento ci sia …mi fido e spero che si apra davvero una nuova era, magari…. non di estremamente capaci ma almeno di onesti! Purtroppo è vero, ci manca la preferenza e non saremo noi a scegliere in ogni caso…

  13. “compagno” Franco un par de ciufoli caro vignadelmar! Ho detto che non voterò Berlusconi, né tantomeno la destra al Billionaire e al silicone, ma non ho assolutamente intenzione di diventare un compagno e di passare a sinistra. Quella dell’ipotetico voto a Bertinotti é solo una battuta, amara, sconsolata, ma sempre e solo una battuta…

  14. Di Storace ricordo solo una recente sua “battuta” (ma non nel senso, ahime’, che potesse essere un motto di spirito): “In Italia ultimamente si fondano un sacco di moschee perche’, si sa, bisogna dare fastidio alla Chiesa”.
    A me e’ largamente sufficiente per farmi un’idea del personaggio.
    Vi faccio tanti auguri, e li faccio anche me visto che poi tocchera’ pure a me vivere in questo paese che misura gli “altri” sul metro del “fastidio” causato.

  15. Mai come stavolta: è solo un circo televisivo di immagini, un talk show in cui la destra e la sinistra sono parodie di se stesse mentre al centro ci si rincorre a colpi di effetti-annuncio e candidature improbabili. Mi è poi insopportabile l’idea di perdere anche un solo minuto della mia vita per dare la preferenza ad una lista decisa non nelle stanze di un partito, non ne esistono più, ma in qualche salotto, buono o malfamato non so. Ma la domanda risolutiva è: serve a qualcosa? Ci sono programmi innovativi? Qualcuno ha qualche idea? Il paese cambia se vince l’uno o l’altro?

  16. Sono Franco (quello che non vota da 15 anni – 1 marzo – 14;58)
    Io vorrei porre una domanda:”ci ricordiamo e ci rendiamo conto cosa è stato fatto in questo paese da ’70-72 fino ai ns. giorni?”.Perchè se perdiamo la memoria andiamo verso il dramma dritti come un treno.Credo che tutti noi uomini di buonsenso, ma soprattutto uomini a cui non piace prendersi in giro, eravamo convinti che le cose che si stavano facendo in questo Paese erano assurde, per pochi e senza futuro.Le aziende di Stato,l’azzeramento del merito e della cultura nelle scuole, la cassa integrazione a go-go, il moltiplicarsi di Enti inutili, la folle assunzione di personale pubblico nelle ASL fatta dal politico di turno, il patto scellerato tra sindacati e industriali ( tu mi assumi io non ti rompo i zibidei), la follia delle Regioni e del moltiplicarsi dei livelli di potere ( siamo ormai a circa 10 livelli), la barzelletta del “federalismo” fatto ad uso e consumo per il mediocre politico locale, la suicida politica energetica ( i petrolieri ringraziano).Potrei seguitare all’infinito.Tutto questo, fino che i panni sono stati lavati in casa in qualche modo è andato avanti. Nel ’90 qualcuno ci ha detto “potete entrare in Europa, questo è il costa”, la scelta era obbligata perchè o entravi o fallivi!Hanno raschiato in fondo alle tasche di tutti e siamo entrati. Se tra di Voi ci sono imprenditori, mi insegnano, che quando Io che sono un piccolo imprenditore e con molti debiti faccio una società con un imprenditore più grande e meglio messo di me, le regole le detta chi è più forte, ma io debbo sottostare se voglio almeno sopravvivere. Il cambio dell’euro è stato fatto da economie più forti e quindi a loro vantaggio e rapportato ai loro stipendi, a noi sarebbe stato ottimo un cambio lira /euro a 850 lire anzichè a 1936,27. Per cui come prima mossa la ns. entrata nella nuova società- Europa ci è costato il dimezzamento delle retribuzioni ai cittadini. La cosa poteva anche essere accettata se non avessimo un debito pubblico da paura, in pratica guadagnamo meno ma paghiamo sempre gli stessi debiti e gli stessi interessi.Adesso parliamo di regole. Qui veniamo al punto.L’Europa,il nuovo assetto mondiale , i mercati aperti, i sistemi economici che si confrontano hanno scompigliato l’assurdo castello di carta creato in questi 30-40 anni dietro in questo Paese. Il socio forte, di cui parlavo prima, quando è venuto a visitare l’azienda Italia ha trovato il medioevo ed essendo il socio forte ha dettato le Sue regole(giuste o sbagliate che sono). Ci ha detto ” cari signori Vi illustro alcuni punti dove saremmo intrasigenti” : il debito non deve superare il 3 % del PIL, le aziende non devono ricevere aiuti di Stato,il mercato deve essere concorrenziale, conflitti di interessi palesi non possono esserci (a tal proposito l’Europa a breve ci applicherà una multa di 400 mila euro al giorno per il problema irrisolto delle frequenze televisive) etc. Queste sone le regole! Poi ci sono il normale vivere quotidiano, in Francia un mio cliente Ristoratore a Lille usa in cucina sistemi di cottura elettrici (la Francia con una accorta politica nucleare può farlo)in Italia siamo alla canna del gas in tutti i sensi e la colpa è di mia zia analfabeta che a suo tempo decise di scegliere il petrolio. La TAV negli altri Paesi è già stata decisa qui un comune montano di 200 abitanti ha detto no!In Inghilterra apri una srl con 300 euro qui da noi con 5000 mila. A Malpensa un inglese arriva con 50 euro poi prende un taxi spende 140 euro per arrivare a Milano dopo 2 ore se tutto va bene.Chiedo scusa per lo sfogo, ma rispondendo a molti dico: di quali programmi elettorali vogliamo parlare? I programmi si fanno e hanno credito nella libertà di poterli e volerli applicare. Mi spegate comeè possibile? saluti

  17. @Franco
    visto che gli argomenti che citi sono troppo per poterne parlare qui senza tediare tutti, vorrei chiederti solo una cosa. Secondo te dove hanno fatto la TAV, qual è la condizione economica generale e in che condizioni è il resto della rete ferroviaria? Ti sembra logico investire miliardi per fare la TAV (che fa molta scena ma a noi serve solo come specchietto per le allodole nei confronti dei paesi esteri, per dare l’illusione che siamo un paese moderno) quando gran parte della rete attuale è vecchia e pericolosa e ci sono ancora tratti con una sola rotaia?
    Non facciamoci ingannare da questi grandi progetti, come TAV, ponte a Messina ecc., mentre siamo sommersi dai rifiuti, collusi con la mafia, incapaci di contrastare le industrie petrolifere, indifferenti ai danni ambientali che tutti, ma proprio tutti, provochiamo ogni giorno con il nostro disinteresse. Quando si riduce all’osso l’investimento nella ricerca, impedendo un reale progresso, quando non si lavora per le fonti alternative ed ecocompatibili (come invece ha saggiamente fatto la Germania), ma ci si ostina a voler ricominciare a fare centrali nucleari che inizieranno a funzionare nella migliore delle ipotesi fra più di dieci anni mentre gli altri paesi andranno sempre più verso altri sistemi di produzione energetica, quando si tassano le aziende che dovrebbero operare il riciclaggio disincentivandole, come si può davvero sperare che qualcosa cambi nel nostro malandato Paese?
    E poi non è stata tua zia analfabeta a scegliere il petrolio ma le industrie petrolifere a condizionare le scelte politiche, basta che guardi un paese che dovrebbe essere un faro per tutti come l’America per renderti conto di come petrolio e industria bellica siano ancora i veri padroni del nostro destino.

  18. Sono abbastanza basito dal fatto che si reputi la vittoria del movimento ambientalista contro il nucleare come la decisione di una zia analfabeta. La vittoria di quel referendum, sebbene influenzata dagli eventi di Chernobyl, fu una delle poche cose giuste accadute in questo paese da molti anni. Un paese che non riesce a gestire in modo decente la normale monnezza immaginate come avrebbe potuto gestire le scorie nucleari. E poi i sostenitori del nucleare mi devono spiegare per quale motivo, nonostante il prezzo del petrolio sia in ascesa da anni e non da ieri, nei paesi occidentali non vengano più costruite centrali nucleari. Il nucleare è uno dei tanti buchi neri del nostro modello di sviluppo.

  19. Attenzione che fra le fonti energetiche alternative nella ricerca scientifica in corso c’e’ anche la fusione nucleare fredda e la fusione nucleare in circuito toroidale, alle quali non sono contrario. Il nucleare non e’ soltanto la fissione nucleare, che rappresenta un pericolo per le radiazioni su chi ci lavora, per la fuoriuscita di materiale radiattivo in caso d’incidente e per le scorie radioattive che ci devono dire chi se le vuol portare a casa. Su questa ero contrario all’epoca del referendum e lo sono anche adesso. Siamo il Paese meglio messo di tutti per quanto riguarda l’energia geotermica, le dighe, il vento, il sole ed gas biologico, e ancora non c’e’ una sola centrale interamente a biomassa come ho contribuito a costruire a Stalowa Wola in Polonia. Abbiamo avuto il dubbio che non funzionasse, invece sono gia’ mesi che brucia cespugli coltivati apposta, bucce di mele, truciolati e senza nemmeno un cucchiaino di polvere di carbone o di petrolio, tutta roba vegetale. E ci abbiamo messo meno di un anno!

  20. La destra italiana (intesa come orientamento politico, non certo il movimento di recente istituzione) ha smarrito la sua più importante connotazione nonchè patrimonio culturale: il sociale.
    Non a caso nessuno a destra vi si rifà più.
    Il risultato è che il “sociale”, diventato nel frattempo Welfare, è divenuto cavallo di battaglia indiscusso delle sinistre.

  21. Giuliani

    riguardo alla TAV vogliamo rifiutare di agganciarci ai corridoi europei? L’alternativa esiste, si passa sopra le Alpi. Per l’energia Tu pensi di risolvere un problema attuale con il sole e il vento? La Germania di certo le sta applicando dopo essersi assicurata l’energia per la sua economia. Corradi le centrali nucleari in quanto a pericolo le abbiamo dentro casa (leggi Francia e Svizzera). Il movimento ambientalista in questo Paese è Pecoraio Scanio, vogliamo ancora parlare? In un Paese serio come la Svezia un partito come quello di Pecoraio non esisterebbe visto la percentuale di voti che prende

  22. @Gian Paolo Guindani,
    permettimi di dissentire. Il sociale “era” il cavallo di battaglia delle sinistre, molti anni fa c’era un effettivo coinvolgimento in mezzo alla gente, in qualche modo si era tutti coinvolti nei processi, oggi è solo una facciata ma sappiamo perfettamente che le cose sono profondamente cambiate anche a sinistra.
    @Mario
    è vero, la fusione nucleare fredda è stato uno dei maggiori impegni di Rubbia, e parliamo degli anni ottanta. Allora il problema era che i costi per ottenerla erano troppo elevati e quindi non era ancora possibile applicarla, oggi sono scesi di molto, ma io credo che la strada migliore sia proprio quella delle biomasse e di sfruttare tutto ciò che la natura ci mette a disposizioni, perché le tecnologie ci sono tutte, si tratta solo della volontà di applicarle.

  23. Affermare che il movimento ambientalista è Pecoraro Scanio significa dare troppa importanza al personaggio. E poi: si può discutere di tutto ma sostenere che siccome i nostri vicini compiono un errore allora dovremmo compierlo anche noi è folle. Forse sarebbe meglio attivarsi per far cambiare idea anche agli altri. Non mi spaventano le centrali in sé, che sono e saranno sicure, mi spaventa l’idea di produrre rifiuti tossici impossibili da stoccare in modo sicuro e che saranno radioattivi per milioni di anni. Ma, certo, pur di mantenere i nostri assurdi consumi energetici bisogna pur pagare un costo, no? Ciò che mi procura un lieve fastidio, però, è l’idea che si consideri gli italiani una massa di rincoglioniti per aver votato quel referendum… Cosa è cambiato rispetto all’epoca? Il petrolio a 100 dollari? Sono passati vent’anni e mi volete dire che in vent’anni non è possibile impostare una strategia di politica energetica alternativa? Dai, siamo seri! Con quello che costa costruire una centrale nucleare si potrebbero fare cose incredibili col solare, le biomasse ed il geotermico. Se si volesse. E se si smettesse di ragionare in termini populisti, qualunquisti e, in definitiva, reazionari. Il nucleare (intendo la fissione tradizionale) è una tecnologia vecchia poiché costosa e non sostenibile nel lungo periodo.

  24. Io che si possa fare energia con i cespugli o con le pale al vento e i specchi ci credo poco, credo invece che può essere un sistema per integrare la produzione di energia tradizionale. In particolare per l’Italia , visto la conformazione geografica, credo molto più all’energia idroelettrica, un fiume che scende dalle Alpi a dall’Appennino crea naturalmente 10 opportunità di sfruttamento della sua forza per produrre energia, almeno a livello locale. Ma l’intervento mio voleva sottolineare che i politici che presentano un programma sanno di mentire, già si è visto nel passato recente, poiché in una situazione critica come quella Italiana e con i parametri da rispettare , uno che dice che abbasserà l’IVA sa che non sarà possibile, come non potrà abbassare l’ICI. Avete mai sentito uno che dice diminuiamo i livelli di potere, eliminiamo le provincie ,diminuiamo i dipendenti pubblici e quindi la burocrazia inutile, scremiamo l’assurdo sistema delle Università, etc.Allora quando sento dire voto secondo il programma a me viene da ridere, i programmi nelle aziende si fanno quando le cose vanno bene , quando ci sono i profitti. Quando è emergenza si fanno i tagli.

  25. franco, credici poco, ma dove ho lavorato finora di centrali a biomassa con carbone ne hanno fatte 5 ed io ho lavorato alla prima interamente a biomassa. Perche’ fra 30 anni di carbone in Europa non ce ne sara’ piu’. Sai anche tu fra quanti anni non ci sara’ piu’ nemmeno petrolio, percio’ o si seguono strade alternative (tra cui anche l’energia idroelettrica che hai ricordato bene tu, che si puo’ produre anche con il solo movimento delle maree o sui fiumi con cascate di meno di 2 metri) oppure i nostri pronipoti dovranno abituarsi a vivere al freddo o a emigrare dall’Europa all’Africa e vivere da bantu’.
    Ma siamo sempre allo stesso punto: se la politica non rinsavisce, chi guidera’ un progetto cosi grandioso di diversificazione delle fonti energetiche? Non sanno nemmeno produrre energia da tonnellate di rifiuti, che si potrebbe benissimo fare entro poco tempo, prima che arrivi il colera, solo perche’ al vertice ambientale hanno messo un mondezzaro scanio (questi non sono nemmeno piu’ verdi, ma marroni, e galleggiano quando piove)

  26. bellissima e nobile discussione, per la quale bisognerebbe allestire à la volée un apposito thread, (ma sarebbe ancora un tema da Vino al Vino o devo pensare ad un blog-filiale dove ospitare queste discussioni su temi extra vinosi?), ma mi permetto di richiamare tutti al tema iniziale, ovverosia il disgusto per questa “destra” al caviale, siliconata, mondana, modaiola, fighetta e insulsa, per la quale chi si ostina a definirsi di “destra” come me non può che provare orrore. Fino a decidere, ma senza ambasce, di non votarla e il 13 aprile restare alla finestra a guardare…l’effetto che fa. Voto anch’io? No, tu no. Ma perché? Perche NO!

  27. Hai ragione, capo, ma come vedi abbiamo dimostrato almeno che c’e’ un vero abisso di contenuti tra questi che hai letto sul tuo blog da parte di gente di ogni fede politica, rispetto a quelli delle cariatidi di un mondo che con la destra c’entra soltanto quando questa fa moda e spettacolo, quello che frutta. Rimango del parere che Storace si rendera’ presto conto di chi gli si e’ aggregato e dovra’ pur decidere come tornare a fare il leone piuttosto che la pecora (col cerone).

  28. A proposito, sul blog di Roberto Giuliani c’e’ una tua finalmente bella foto con un sorriso da ragazzino, per la simpatia del quale sei conosciuto e stimato da quelli che ti incontrano (cosa che auguro a tutti almeno una volta nella vita)? Perche’ non te la fai dare e non sostituisci quella seriosa in bianco e nero in alto a destra (ooppss, non voleva essere propaganda elettorale, parlo della posizione nella home page) che non da’ proprio l’idea del carattere che hai e di chi sei?

  29. Buongiorno.
    Caro Franco (Ziliani), stavolta non sono d’accordo con te.
    Prima di argomentare è necessaria una premessa: anche in politica io e te la pensiamo allo stesso identico modo.
    E la penso nello stesso identico modo su La Destra, ma con un distinguo: quelli non sono fighetti sono dei buzzurri cafoni dei quali il prestigioso locale in cima alla salita con privèe e super privèe con trono dorato e la prestigiosa opera dei chirurghi sono le scintillanti insegne.
    Ma da qui al non votare, permettimi, no!
    No con tutta la forza.
    Siamo reduci noi italiani, non solo noi di destra, da due anni di governo ridicolo dove un curato di campagna con la forza decisionale (e anche l’aspetto fisico e la dizione, suppongo) di Don Abbondio ha cercato per il solo gusto di tenere la poltrona di far stare insieme un’accozzaglia di ridicoli (alcuni), offensivi per la Nazione (altri) poltronari suoi pari.
    E’ per toglierci questa gente da ghiandole delicate che dobbiamo andare a votare.
    Non so se i nuovi saranno meglio, non credo, ma è l’unica risorsa che abbiamo. Non votare o non votare bene (turandosi il naso) sarebbe rinunciare e questo mai davvero!
    Buona giornata.

  30. Egregio Ziliani

    Lei è un giornalista troppo esperto, navigato e fine osservatore per capire che ormai non esiste più Destra e Sinistra come la intende Lei e anche io. Tangentopoli, che un “popolo” isterico e senza memoria ha salutato con grida e lancio di monete e fuochi d’artificio, sembrava la soluzione di tutti i problemi, la pulizia degli “onesti” contro i disonesti,non credo che abbia sortito gli effetti sperati, anzi!Qualcuno ha la soluzione? Sarei ben contento di ascoltarlo per imparare qualcosa!

  31. Caro Ziliani,
    non conoscevo il Suo blog e ci sono inciampata ora quasi per caso.
    Molto lucida la Sua analisi: credo che Lei abbia detto chiaro e forte quello che molti ancora intuiscono appena.

    Grazie e buona giornata

    A.

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