Vernaccia e Sauvignon, un gemellaggio difficile. Cronaca di una degustazione a San Gimignano

A proposito di Anteprime toscane, di degustazioni riservate alla stampa delle nuove annate che stanno per affrontare il mercato, non va dimenticato che, anteprima delle anteprime, aperitivo prima di passare ai blasonati rossi Docg, l’assaggio dei Chianti Classico, del Vino Nobile di Montepulciano, del Brunello e del Rosso di Montalcino, è stato preceduto da un’interessantissima degustazione dedicata al più importante dei bianchi di Toscana, la storica, celebrata da Dante, Vernaccia di San Gimignano.
Ma non una degustazione qualsiasi, che poi c’è anche stata, della Vernaccia annata 2007, bensì il consueto appuntamento, ormai divenuto un classico, che per cura e ideazione del Consorzio vede la Vernaccia in abbinamento-alternativa ad un altro vino bianco estero. Dopo lo Chablis, lo Chasselas svizzero, l’Albariño spagnolo e il Thalassytis greco quest’anno alla Vernaccia è toccato misurarsi nientemeno che con un vitigno tra i più lontani dal suo dimesso, esile, ma affascinante nella sua elegante semplicità, profilo aromatico, ovvero il Sauvignon, in una delle espressioni più grandi al mondo, quella targata Vin de Loire, ovvero le Aoc Sancerre e Pouilly Fumé.
Come sia andata questa comunque interessante degustazione, che ha visto sette vini della terra di Dante confrontarsi con altrettanti vini della storica zona degli Châteaux (vedi), cavandosela… beh, com’era prevedibile, lo racconto in questo ampio resoconto, pubblicato (leggi qui) nello spazio delle news da me curato sul sito Internet dell’Associazione Italiana Sommeliers.
Amici sangemignanesi, dopo lo Chardonnay, lo Chasselas, l’Albariño, il Thalassytis, il Sauvignon, quale sarà il prossimo anno il vitigno o il vino al centro della vostra esplorazione e di un ideale gemellaggio Vernaccia – Uva X? Io un’ideuzza nemmeno balzana o addirittura due forse ce l’avrei…

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