Elezioni politiche: io speriamo che me la cavo…

L’ora della verità è dunque arrivata e gli italiani sono chiamati (e chissà come e se accoglieranno questo invito…) ad esprimere un governo che li rappresenti degnamente e cerchi di tirarli fuori da questa situazione complicatissima in cui, per l’opera, l’inedia e l’incapacità (eufemismo) di tantissimi governi che hanno preceduto quello che verrà, ci siamo cacciati. Anzi, ci hanno cacciato.
Come ho già detto non so proprio a che “santo votarmi” e faccio le proverbiali dodici fatiche di Ercole nel trovare qualcuno che rappresenti effettivamente il mio pensiero (debole finché si vuole, ma sempre mio) e al quale mi senta di concedere la mia fiducia con il mio voto.
Sono confuso, perplesso, poco entusiasta di uscire di casa e andare alle urne e consapevole che non votando, come sono tentato di fare, non solo rinuncio ad esercitare un mio sacrosanto diritto, ma in qualche modo finisco con il favorire chi il vero cambiamento non lo vuole e preferisce perpetuare questo stato, molto “stile Alitalia”, di pre – commissariamento e di anticamera di un fallimento fortemente annunciato.
Votare, ma chi, come e perché? Perché sottopormi, dando l’avallo di un voto, quale che sia (beh, quello che non potrebbe mai essere è chiaro, perché nonostante certi cambi del nome della bottega la merce resta sempre la stessa, avariata e del tutto indigeribile al mio gusto) all’ennesima cocente delusione?
Perché accettare una logica, che mi manda letteralmente in bestia, che vuole che io voti non chi veramente rispecchia le mie idee e le intercetta, ma il “meno peggio”, ovvero la formazione che, tutto sommato, mi fa meno “ribrezzo” (di tipo estetico, culturale, comportamentale, etico, più che politico) rispetto alle tante altre che sono in lizza ? Ossignur, che pena e che fatica per un cittadino italiano, che sia di destra, di sinistra oppure del fantomatico, eterno, inestinguibile centro, andare a votare!
Posso solo esprimere un forte, affettuoso, caldo augurio alla nostra povera Italia e sperare, come direbbero a Napoli, “io speriamo che me la cavo”? Auguri Italia e che gli dei ce la mandino buona…

0 pensieri su “Elezioni politiche: io speriamo che me la cavo…

  1. Da bravo Compagno stamane sono stato il primo elettore del mio seggio a votare.
    E’ inutile nasconderlo, se mai l’ho fatto, voglio solo non essere governato da Berlusconi.

    Buon voto a tutti !!

    Ciao

  2. Buongiorno Franco,
    ha proprio ragione……..dove ti giri ti giri…..e’ dura……viene quasi da pensare che Caligola fece proprio bene a eleggere senatore il proprio cavallo!

  3. caro Luciano, hai vinto qualcosa ad essere il primo elettore nel tuo seggio? Sempre questa leggera “spocchia” di primi della classe, di moralmente superiori, di più bravi, voi della sinistra… Io invece vorrei solo essere governato da un buon governo, serio, affidabile, onesto e capace. Temo che nessuno dei due maggiori competitor in lizza sia in grado di offrirmi questa garanzia…

  4. In verità sono stato il primo solo perchè aspettandomi una domenica di intenso lavoro mi sono dovuto alzare prestissimo…..;-)
    Però è anche vero che storicamente l’elettorato di sinistra è più disciplinato, non va al mare anche se è una bella giornata di sole.
    E’ vero, ai ragione, noi Comunisti ci consideriamo migliori. Ma in questo non c’è assolutamente spocchia, siamo effettivamente la parte migliore della Nazione.

    Buona domenica e ciao !

  5. Votate, anche se è difficile scegliere chi ci possa rappresentare.
    Il sistema elettorale è scandaloso, gli uomini che ci hanno rappresentato nella II Repubblica (ultimo 15 anni) ci hanno portato dalla stagnazione alla rescissione.
    I centri di potere si annidano nei partiti più grandi ma i partiti minori sono in grado di offrire solo instabilità.
    Che fare? Almeno non facciamo scegliere altri al nostro posto…

  6. Caro Farina, La ringrazio.
    Il solo sapere che Lei abbia perso del tempo a rispondere ad un mio ennesimo stupido scritto mi pervade di orgoglio !!!

    Ciao

  7. @Franco, mi unisco agli auguri all’Italia e pure all’ invito di Luciano a non lasciar scegliere altri al nostro posto. Anch’io stamane ero tra i primi al seggio, ma non perchè qualcuno mi dicesse brava. Ero lì intorno alle 7 per svolgere il mio compito di rappresentante di lista. Ho poi votato, ma non sentendomi depositaria di qualche verità rivelata e superiore…
    Semplicemente da cittadina che vorrebbe fare con civiltà, onestà intellettuale e ancora (sì ancora) con entusiasmo quacosa per il nostro sgangherato Paese. Le rinnovo, Franco, il mio grazie per la bella degustazione di ieri a Lonigo. Sfumature, colori nel raccontare il vino d’Abruzzo, una lievità sorridente e concisa che prende l’uditore. A Lei auguro giorni sereni e a me di poterLa riascoltare ancora.
    M.Grazia

  8. Dai vigna, sai che ti voglio bene e ti apprezzo per quello che sei.
    Senza ironia.
    A una tua frase acuminata ho replicato con un’altra frase tranchant. Se mi piace Bobo Vincenzi, che si pitturava la barbetta di rosso e a Guglionesi riempiva il locale di Che Guevara, vuoi che non mi piaci tu?
    Poi, quanto a stupidità non c’è gara: vincerò sempre io, sono destrorso no? 😉

  9. Qualcuno mi spieghi. Da decenni tre quarti d’Italia è amministrata dalla sinistra. Comuni, Province, Asl, Prefetti, Questori, Provveditori, Sovraintendenti, Presidi, Rettori, Direttori di giornali, Capiufficio, Segretari comunali…UN ESERCITO immane di soggetti che vengono dalla sinistra e votano a sinistra. Ma allora perchè quelli di sinistra ce l’hanno così tanto con chi non la pensa come loro, dato che per così larga parte devono ringraziare solo loro stessi del bello spettacolo italiano? Questo Stato che non funziona dalle fondamenta è di fatto gestito da persone e da comportamenti ispirati da un ideologia ben precisa, peraltro mai controbilanciata da una seria e costruttiva cultura del fare di altra matrice. Mi chiedo dove sia la voglia di democrazia se si negano evidenze storiche come queste e c’è chi va a votare soprattutto per far perdere l’altro.

  10. Gentile Vignadelmar, mi perdoni ma qualcosa di buono queste elezioni ce lo hanno portato: la scomparsa dei comunisti e dei verdi dal Parlamento. Era ora.

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