Ferrini sull’affaire Montalcino: domani su Vino al Vino

Non mi rimangio l’impegno, già espresso chiaramente in questo post (vedi), di astenermi da altre notizie e da ulteriori commenti sull’affaire Montalcino.
Quello che penso l’ho già detto ed il clamoroso silenzio dei produttori, anche di quelli amici, o presunti tali, che ha fatto seguito al mio ultimo intervento, mi conferma che sono troppo impegnati nel curare il loro business per occuparsi di questioni di lana caprina, che ovviamente non li riguardano, tipo la salvaguardia della loro prestigiosa denominazione e dell’identità del Brunello.
Avendo però avuto l’avventura di incrociare a Ronda in Andalusia, nel corso dei lavori del wine meeting Wine Creator (sito) una persona sicuramente informata sui fatti, ovverosia quello che denominato “l’enologo co’ baffi”, alias Carlo Ferrini, consulente di diverse importanti aziende a Montalcino, tra cui Casanova di Neri, e avendo trovato una persona disponibile e molto simpatica (sabato mattina nel salutarmi si è raccomandato “ e ora non scrivere troppe c…..e per favore!”), non ho potuto esimermi dal chiedergli un’opinione e un commento su quanto sta accadendo a Montalcino e sulle prospettive future.
Ferrini, mi ha detto cose estremamente interessanti, oggetto di un post (nel quale pubblicherò solo una parte di quello che mi ha detto conversando off record alla presenza del co-direttore della guida dell’Espresso Ernesto Gentili) che pubblicherò domani.
E sono certo che saranno riflessioni e punti di vista, i suoi, che faranno molto discutere…

0 pensieri su “Ferrini sull’affaire Montalcino: domani su Vino al Vino

  1. Noi di divinoscrivere abbiamo cercato di capire, di seguire, sperando che le zone d’ombra fossero illuminate (aspettando risposte alle sollecitazioni di alcuni giornalisti seri, informati sui fatti). Purtroppo che Vino al vino ed Esalazioni etiliche mostrano amarezza e disagio è una cattivissima notizia per la libertà di stampa e d’opinione.
    A Montalcino stanno perdendo un’occasione. I rannuvolamenti non fanno bene a nessuno. Le omissioni sono altrettanto gravi che le bugie.
    Che la parte “onesta” di Montalcino non colga l’occasione per dissociarsi con fermezza è indicativo degli stressanti interessi che vi circolano: vuol dire che tutti hanno paura di restare soli, di perdere qualcosa. Purtroppo che la faccenda coinvolga dei grossissimi nomi pone gli altri comunque in una posizione di subalternità e di timore.

    Così scriveva Mario Soldati, raccontando della priorità del business su qualsiasi altro aspetto del vino (per alcuni produttori, commercianti, non certo per lui):

    ” – Sa, l’importante, nel nostro mestiere, è di trovarsi nelle condizioni di poter fare un po’ di manfrina… Sa, tanto nessuno ci capisce niente… né quelli che producono, né noi che lo vendiamo… neanche noi… neanche noi… […] – La scena ha qualcosa di stregonesco. *Danza macabra* sarebbe il titolo: *Danza macabra intorno al cadavere del vino italiano*”

    M. Soldati, Vino al vino, Mondadori, 2006 [1977], pp. 223-4.

  2. Buonasera.
    Caro Franco,
    sarei curioso di aver sentito con le mie orecchie quello che ti ha detto il grande (per la simpatia) Carlo…………
    Per intanto Muccioli e Tasca d’Almerita l’altra sera su Rai 3 hanno dato ennesima brillante dimostrazione di miopia e invidia…….. aspetto di vedere cosa dicono a Terra su Canale 5 stasera.
    A domani.
    Buona serata.

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