Nuova sorprendente presidenza per il Comitato Grandi Cru d’Italia

Con una coincidenza che non può essere casuale, ma voluta, o che invece è un clamoroso involontario scivolone, mentre da Montalcino sono arrivate fior di notizie e conferme del coinvolgimento di alcune notissime aziende, ovvero Antinori, Frescobaldi, Argiano e Castello Banfi (vedi), nell’inchiesta in corso sui Brunello diciamo così “riveduti e corretti”, alle quali sono state sequestrate le bottiglie di Brunello dell’annata 2003 con l’ipotesi di reato di “frode alimentare”, il Comitato Grandi Cru d’Italia, (sito Internet scarno e poco aggiornato: l’ultima “news” é di un anno fa…) un’associazione che dovrebbe comprendere, secondo le intenzioni dei suoi animatori, la crème de la crème dei produttori italiani, ovvero realtà produttive “con almeno 20 anni d’attività e almeno un vino ai massimi livelli di punteggio di tutte le guide e riviste, italiane e internazionali” ha deciso di darsi una nuova presidenza.
Il presidente uscente, il marchese Piero Antinori passa il testimone ad un altro marchese fiorentino e al rappresentante di un’altra storica, nobile casata, Vittorio Frescobaldi, definito sobriamente, dalla comunicazione più istituzionale e vicina al potere, “nuovo condottiero dell’élite dell’enologia…” scelto “per tenere alta nel mondo la bandiera del vino tricolore”.
Domanda sommessa, ma per tenere alta la bandiera del vino italiano non sarebbe stato forse meglio scegliere come presidente del Comitato Grandi Cru il rappresentante di un’azienda, storica e prestigiosa, non sfiorata in alcun modo da scandali piuttosto che il membro di una dinastia del vino che (leggi qui e leggi ancora) in questi ultimi mesi, destino cinico e baro, finisce per trovarsi sempre nell’occhio del ciclone delle inchieste?
Mi piacerebbe sapere, anzi proverò a chiedere loro dopo il Vinitaly, cosa pensano aziende come Cà del Bosco, Ceretto, Ferrari, Marchesi di Gresy, Mastroberardino, Tenuta San Leonardo, Vietti, che fanno parte come soci fondatori del Comitato Grandi Cru, oppure soci ordinari come Cavallotto, Cordero di Montezemolo, Dei, Felsina, Il Poggione, Le Ragose, Tedeschi (per citare solo alcune aziende che conosco e stimo particolarmente) di questa scelta che, fatto salvo tutto il garantismo possibile nei confronti dell’uomo e dell’azienda Frescobaldi (che sono solamente state coinvolte in un’inchiesta e non sono state condannate), appare quantomeno singolare e non certo la scelta più felice possibile per l’immagine di questo Comitato la cui azione è “finalizzata alla tutela e alla valorizzazione dei vini italiani nel mondo”…

0 pensieri su “Nuova sorprendente presidenza per il Comitato Grandi Cru d’Italia

  1. allo stato attuale, una scelta quantomeno discutibile.
    Potevano attendere l’esito delle indagini prima di eleggere Frescobaldi che è coinvolto direttamente, quest ultimo per un dovere di trasparenza e per non creare ulteriori polemiche avrebbe dovuto declinare l’offerta.
    Ma evidentemente tutto fuorchè la trasparenza si cerca.

  2. Vedo che questo cambio della guardia un po’ spericolato non ha colpito l’attenzione dei lettori di questo blog. Cerco di vivacizzare il dibattito riportando un passo di un articolo sul Comitato Grandi Cru d’Italia pubblicato su Italia oggi.
    L’estratto dell’articolo dice: “Nella mattinata di venerdì si era svolta l’assemblea del Comi­tato Grandi Gru d’Italia, che ha proceduto alla nomina, per acclamazione, come nuovo presidente di Vittorio Frescobaldi, propo­sto ai soci dal presidente uscente Piero Antinori, mentre vicepre­sidente rimane Paolo Panerai. L’acclamazione di Frescobaldi è il segnale che i migliori produttori italiani hanno più fiducia nell’alta qualità del vino italiano, fuori dal­le polemiche e più o meno fondate rivelazioni di questi giorni”.
    Cosa dire se non che con giornalisti del genere chi ha interpretato in modo “creativo” il disciplinare del Brunello di Montalcino può dormire sonni tranquilli? Ci manca solo che proponga di modificare, se possibile facendo decorrere questa modifica da qualche anno fa con effetto retroattivo, il disciplinare del Brunello e poi siamo a posto!

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