Onore ai vincitori, ma senza salire sul carro

Dopo quello che ho scritto, e confermo, sull’uomo e sulla coalizione che si sono largamente imposti nelle elezioni politiche di ieri, non avrò di certo il cattivo gusto e la solenne faccia di tolla di salire anch’io, come tanti stanno già facendo (anche qualche collega…), sul carro dei vincitori che inneggiano, berlusconiani della prima o dell’ultimissima ora, all’affermazione del Popolo della Libertà.
Prendo atto, come tutti gli italiani, del fatto, tutt’altro che esaltante, che il Cavaliere di Arcore ritornerà per la terza volta a Palazzo Chigi e mi auguro, anche se non l’ho votato, perché questa volta, come avevo detto, ho preferito restare alla finestra e salvare la mia anima non dando il mio voto a nessuna delle forze politiche in lizza, che a differenza del passato il Cavaliere provi seriamente a fare gli interessi degli italiani, tutti, e a non curare solo gli innumerevoli interessi delle sue aziende, degli amici e sodali.
Sono rallegrato e sollevato al pensiero che l’Italia non abbia più lo scalcinatissimo governo di sinistra, o presunta tale, che in due anni di presidenza Prodi (a casa e senza alcun rimpianto!) ha fatto più danni di Attila, e che i vari Mastella non infesteranno più con la loro presenza Camera e Senato, e posso essere soddisfatto per il semplice fatto che chi governerà, se vorrà davvero farlo e mantenere le svariate promesse elettorali, avrà tutta la possibilità di farlo, senza scuse e attenuanti, perché la maggioranza è forte, sembrerebbe anche abbastanza coesa (nonostante la forte e a mio avviso non esaltante ipoteca della Lega che peserà nelle decisioni collegiali) e quindi potrà esercitare, per cinque anni, quel mandato che ha ricevuto dalla maggioranza degli italiani.
Sono sinceramente dispiaciuto, invece, che in virtù di una legge elettorale cialtrona e dilettantesca non potranno essere rappresentate in Parlamento forze, mi riferisco alla Sinistra arcobaleno di Fausto Bertinotti e ai Socialisti di Boselli, dalle quali sono filosoficamente e culturalmente lontano anni luce, ma che sarei stato felice, come italiano, come democratico (seppure a modo mio), avessero voce in capitolo nel dibattito parlamentare e oggi invece, per la legge dei numeri, si trovano ridotte al rango di forze, vitali, rispettabilissime, che potranno esprimersi solo nel dibattito culturale e in una politica fatta al di fuori dal Parlamento.
E che faranno un’opposizione di idee, come mi auguro faccia il Partito Democratico di un Veltroni che merita l’onore delle armi, perché più di quello che ha fatto, pur con tantissimi errori tecnici e tattici (l’impresentabile alleanza con Di Pietro in primis), non poteva davvero fare.
Sono invece molto contento che non abbiano ricevuto voti sufficienti ad essere rappresentate in Parlamento (o quasi) due forze, di destra, che in queste elezioni hanno preso una solenne batosta.
Mi riferisco alla Destra di Storace e di Teodoro Buontempo che pagano il clamoroso autogol, la gigantesca c…..a di aver scelto come capolista la siliconata amica del ras del Billionaire, (casa di lusso con piscina e spa personale – leggi) che non era assolutamente credibile, anche se ha tentato di spacciarsi come “pasionaria di destra”, come aspirante premier di una Destra che volesse intercettare i voti dei molti che si sono allontanati da AN per le scelte di campo di Fini, pronto a tutto per farsi accettare. E diventare domani, come pare, presidente della Camera, terza carica dello Stato.
E mi riferisco, con gioia, alla SVP, alla Suedtiroler Volkspartei, in forte calo (vedi)che voglio vedere come farà ora, con questo governo, a proseguire nella sua politica di aperta, anche se sotterranea e furbesca, discriminazione nei confronti dei cittadini di lingua italiana in provincia di Bolzano.
Con due soli rappresentanti alla Camera la vedo dura continuare a fare i tracotanti ed i padroni su un territorio che è, piaccia o non piaccia, territorio della Repubblica Italiana. Spero tanto che questo governo serva a ristabilire quella giustizia e quel rispetto che negli ultimi anni, anche con quel governo Prodi che la SVP contribuiva con i propri voti a tenere in piedi, ricevendo in cambio la libertà assoluta di fare in terra bolzanina, sono mancati. Per il resto, che dire? La maggioranza degli italiani hanno dato a Berlusconi e ai suoi alleati un chiaro voto per governare. Cerchino di farlo bene, dimenticando la tracotanza e la sbruffonaggine, le cadute di stile, gli sbracamenti, l’arroganza del “faso tuto mi”, del self made man plurimiliardario che hanno contraddistinto il Cavalier Berlusconi.
Che oggi ha davvero l’occasione, e sarà l’ultima, per dimostrare di essere davvero quell’uomo di Stato, attento all’interesse comune e al bene degli italiani, che dice sempre di essere, ma che almeno ai miei occhi non è apparso. Al punto da giocarsi il mio voto e quello di tanti altri italiani, perbene, non di sinistra, ma nemmeno con l’anello al naso ed il paraocchi, che si sono comportati come me.
Buon lavoro a questo governo e che gli dei siano benigni con questa nostra povera adorata Italia…

0 pensieri su “Onore ai vincitori, ma senza salire sul carro

  1. Caro Franco,
    le perplessità restano, ma il destino era scritto. Non è certo da ora che il pericolo del pensiero unico avanza nel nostro paese. Berlusca e Veltroni erano e sono i due volti di una medesima deriva.
    Detto questo, godiamoci però il momento: Uolter all’angolo, il governo Prodi (per me il peggiore della storia italiana) a casa, i comunisti spazzati via dal parlamento. Era ora. Non per rancore, ma perchè era una prova da fare. La destra, del resto, in parlamento non c’è mai stata: quella vera, di Almirante, c’era per modo di dire perchè con la “conventio ad excludendum” era come se non ci fosse, quella di Fini non si può definirla tale. Un parlamento senza sinistra è invece una rivoluzione epocale in Italia, perchè il collante, il mastice ideologico, le contiguità nel nome delle comuni radici e le affinità che hanno sempre contraddistinto la sinistra erano il fiume sotterraneo che da sempre alimenta la grande palude marxista con le sue connivenze, le simpatie a senso unico, le egemonie culturali, gli “anni memorabili” di Capanna.
    Vediamo ora, senza il megafono e il clientelismo parlamentari, che capacità di attecchimento sapranno mantenere. Vediamo cosa resta dell’antico potere di propaganda. Ora che Uolter li ha scaricati e che le nostalgie sono finite, vediamo qual è il loro tasso di vitalità, ridotta nel sottosuolo (una volta si diceva fogna) come per sessant’anni è stata la destra.
    Ti ricordi che disse l’ex ministro Berlinguer quando Prodi vinse nel ’96 e il Pds andò al governo? “Erano cinquant’anni che aspettavamo”. Ecco, ora molti potranno dire: erano sessant’anni che aspettavamo. Che i comunisti togliessero il disturbo, intendo. Ripeto, senza offesa personale per nessuno, ma la verifica andava fatta (del resto, anche la destra è formalmente esclusa dai seggi parlamentari).
    Adesso ci aspettano la Tav e il ponte sullo Stretto? Il consumismo? Il liberismo? Può darsi. Ma a prescindere dal fatto che siano un errore o meno (non voglio entrare nel merito), anche Veltroni li avrebbe messi in atto se avesse vinto (e anche Prodi se fosse rimasto in sella). Quindi dov’è la differenza tra Silvio e Uolter? Nessuna nella sostanza. Forse nei modi. O forse, più credibilmente, nei gruppi di interesse a cui far riferimento nell’attuazione del programma.
    Un incubo? Può darsi, vediamo. Ma peggio di Prodi, è impossibile.
    Ciao,

    Stefano

  2. concordo e sottoscrivo Stefano, del resto la nostra é una tale sintonia che potremmo (quasi) a firmare l’uno le cose scritte dall’altro, ma da inguaribile “romantico”, pur godendo da un lato per la scomparsa dei “comunisti” (o dei loro epigoni all’acqua di rose) dal Parlamento, dopo tanti anni, mi dispiace che un Bertinotti, che é stato un correttissimo Presidente della Camera, non possa più essere presente a testimoniare le sue idee (che non condivido, ma restano idee) in un posto dove invece continueranno a dire la loro gli Schifani, i Cicchitto, i Fini, i Casini, e tanta altra gente che non ha niente da dire, che non ha passione civile, che non vive la politica come ha dimostrata di viverla il compagno Fausto. Non mi piace questo “pensiero” unico che avanza, io sono per la diversità nel vino, figuriamoci se non sono per l’eterogeneità e la varietà delle idee nel dibattito politico.

  3. Io sono rimasto allibito ieri sera nel sentire le parole di Lucia Annunziata al LA7. Improvvisamente (ma ne avevamo avuto un’anticipazione già domenica nella sua trasmissione “In mezz’ora”) convertitatasi al Tremonti pensiero…

    Non capivo se stava a prendere in giro oppure era seria…

    Era seria, era seria.

    Mi sa che la paura di perdere la poltrona si sia subito fatta sentire…

  4. Sono come alto atesino italiano contento che la Svp ha perso voti, e anche un seggio alla Camera. Però sono anche preoccupato, perchè la Svp ha perso tanti voti che sono andati all’estrema destra tedesca, ai movimento anti-italiani come Union e Freiheitliche.
    Spero tanto che con questo governo si cambia rotta anche in Alto Adige!

  5. Stefano e Franco, ho il sospetto che non vi rendiate proprio conto di dove stiamo andando a finire, ma può darsi che mi sbaglio e che la cosa vi piaccia assai. Premesso che sono d’accordo in gran parte sul fatto che i programmi dei due schieramenti abbiano fin troppe cose in comune, la figura con tanta leggerezza catalogata come Walter Veltroni non ha nulla a che spartire con un soggetto di cui mi vergogno come italiano quale è Berlusconi. Veltroni, che io non ho votato, al contrario di un Bertinotti o di uno Storace, ha capito perfettamente di che pasta è fatta l’Italia e che l’unico modo per poter essere ancora parte in causa è proprio avvicinarsi al modello degli attuali vincitori, ecco perché le differenze si sono assottigliate. Perché? Perché agli italiani, o meglio a quella parte di italiani che ha una visione fondamentalmente opportunistica della vita, questo modello va benissimo. Il fatto che poi si racconti che c’è più lavoro per tutti, mentre è sempre di più la gente che finisce a spasso superata una certa età e sono sempre più i giovani che vivono precariamente senza riuscire nemmeno a farsi una loro vita, e non è più richiesta professionalità né tantomeno specializzazione, ovvero tutti sono intercambiabili, e che si va incontro ad un futuro (in parte già presente) dove i contratti si faranno all’interno delle aziende, con tutto ciò che ne conseguirà, senza più alcuna mediazione fastidiosa, non è ovviamente problema di chi è libero professionista ed è abituato a contrattare giorno per giorno il proprio onorario.
    Pensate che l’imprenditore faso tuto mi abbia a cuore i problemi dei giovani che desiderano avere un futuro? Per favore, invece di finire sempre su quello squallido giochetto destra-sinistra che in Italia non ha mai avuto un valore concreto se non in estremismi violenti da dimenticare da ambo le parti, cerchiamo di capire cosa realmente vogliamo che diventi questo Paese, ricordandoci che lo lasceremo ai nostri figli.
    Qui il problema sono le persone che ci governano non le idee, perché quelle sono state chiuse in un cassetto a doppia mandata. Oggi si deve produrre e stare al passo con gli altri, se poi questo significhi perderci per strada e mandare al macero il pianeta è cosa che in fondo non ci riguarda, poiché non saremo noi a pagarne le reali conseguenze.

  6. benvenuto a questo governo che si regge su condannati prescritti e buffoni.
    bentornato al vecchio avanzato; campione di un paese culturalmente povero e mai unito, la cui economia si regge sulla malavita organizzata;
    Non c’è più speranza, felicità, finite le opportunità; speculazione interesse e calcola è la nuova trinità. Prevaricazione e razzismo, bieco tornaconto personale; il tutto edulcorato da veline e puttane via cavo. Inizia lo spettacolo é tutto intorno a noi.

  7. Roberto, le nostre risposte si sono incrociate, perchè ti stavo scrivendo sul post “Che succede nel mondo del vino”.
    Onestamente credo che, di fondo, la differenza di pensiero tra me e te consista in questo: tu parti da un presupposto di sostanziale uguaglianza naturale tra le persone, io no. Io sono convinto che le persone siano tra loro sempre diverse e che da questo discenda la loro disuguaglianza materiale. Disuguaglianza di capacità, di intelligenza, di carattere. Non ne faccio una questione di reddito, ma proprio di qualità intrinseche. Non me la sento di difendere un sistema in cui si garantisce tutto a tutti e quindi si comprime la società al ribasso. Mi sta benissimo dare a chiunque un minimo sicuro come forma di solidarietà di base. Ma poi, ognuno per la sua strada. Invece, con l’alibi dell’egualitarismo, si vuole dare salario uguale a capacità diverse, meriti uguali a qualità diverse. Ciò è utopistico: bello ma in teoria, ma palesemente impraticabile. A chi dovrebbe spettare l’onere di “mantenere” la pletora? Perchè mai dovrei sobbarcarmi rischi, lavoro, fatiche e uso dell’intelletto quando la mia controparte ha tutti i vantaggi da me garantiti e nulla da perdere?
    Guarda, io faccio il libero professionista per scelta e quindi di precarietà, in tutti i sensi, me ne intendo. Ma questa retorica dei precari mi è insopportabile. Dove è scritto che si debba avere tutto garantito, a prescindere dalle proprie capacità, intelligenza, forza morale, voglia di lavorare? Chi ha detto che tutto dev’essere garantito e assicurato? La vita è precaria per definizione, è difficile, talvolta amara, non ti perdona nulla. Occorre prenderne atto. Teorizzare un’arcadia socialmente equa e esistenzialmente tranquilla è davvero un’utopia.
    Su questo terreno però, ne converrai, a parte le boutade da campagna elettorale Berlusconi e Veltroni sono esattamente gli stessi. Intercambiabili. Perchè tanto terrore per il primo e tanta cieca indulgenza verso l’altro?
    Ciao,

    Stefano

  8. Caro Stefano la penso in buona parte come te ma purtroppo ritengo che in Italia sia sempre più difficile far valere le “proprie capacità, intelligenza, forza morale, voglia di lavorare…”
    Non credi ?

  9. Caro Stefano,
    tu confondi le capacità personali, le proprie predisposizioni con l’uguaglianza di diritti e doveri, che sono due cose completamente diverse. Il problema è proprio questo. L’attuale società, l’attuale sistema industriale stanno appiattendo proprio le differenze che giustamente citi. E’ proprio la differenza capacità individuale che va stimolata e sostenuta, lascia perdere i soliti discorsi su chi si adagia nel posto sicuro, sappiamo bene che anche nel libero professionismo c’è chi riesce a vendere fumo e campa benissimo. Non è questo il punto. Il vero problema è che oggi le aziende hanno la possibilità di sfruttare tanti giovani che lavorano seriamente e studiano, trattandoli “nella stessa identica maniera”.
    E’ questo che sta avvendendo, te lo assicuro. A parte le tante conoscenze personali che mi permettono di verificare ogni giorno quanto dico, ma fino a pochi mesi fa io ero a contatto diretto con certe realtà. Oggi le aziende possono usare questa arma del precariato perché gli permette di risparmiare moltissimo, non avendo più bisogno di veri professionisti, come in passato erano molti di noi. Perché assumere chi, bravo o meno che sia, mi fornisce quello che mi serve al più basso costo possibile?
    E’ questo il vero problema nel mondo del lavoro. E’ stato consentito a chi da il lavoro di decidere in totale libertà come sfruttare chi lavora.
    E’ cosa ben diversa da quella di cui tu parli.
    Tu ti riferisci al premiare chi è più bravo e capace, cosa che non si discute, sebbene anche questo non venga affatto applicato. Basta pensare a quanti grandi uomini sono dovuti andare via dall’Italia per trovare maggior fortuna.
    Bisogna stare molto attenti a questi ragionamenti. E’ giusto non sostenere i fannulloni ma è anche giusto dare regole e limiti precisi ai datori di lavoro, pena la libertà di sfruttamento, cosa che sta progressivamente riemergendo in tutti i settori.

  10. secondo me state parlando di due diversi tipi di precariato

    alla mia azienda un precario costa almeno il 5% in più

    tu, Roberto, invece, parli di professionisti…

  11. @Stefano
    Lo sento poco in giro, forse ieri ad un certo punto lo ha accennato da qualche parte solo Mieli, ma al di là di come la si pensi, avere la Sinistra Arcobaleno che diventa in un botto una forza extraparlamentare è pericoloso e non ne sarei così contento come dici tu, Stefano. Con una piccola presenza alle camere poteva svolgere un ruolo, nullo a livello pratico, ma utile a livello sociale, intendo di rappresentanza di una certa fascia sociale, che in questo momento è senza guida. Ci sono solo nato negli anni 70, non li ho vissuti con coscienza civile e politica, ma questo quadro attuale non mi rende sereno e mi riporta, pure con le dovute differenze, esattamente lì. Non credo sia una grande prova di democrazia decapitare in un colpo solo, in questo modo, una rappresentanza che solo due anni fa’ aveva più del 10%.

  12. Alessandro la penso (e non mi stupisco affatto) come te, e ho lamentato nel mio post la scomparsa di una rappresentanza parlamentare della Sinistra arcobaleno o “antagonista”, come la si voglia chiamare. Ma in questo caso – a parte l’orrore di una legge elettorale indegna voluta dal precedente governo del cavaliere, ma che il governo Prodi in due anni di governo non ha nemmeno tentato di cambiare, come non ha fatto tante cose che il “popolo di sinistra” si attendeva – non penso proprio che si possa dare la colpa al Berlusca se l’elettorato di sinistra sinistra non ha sostenuto con i voti la formazione del compagno Fausto…

  13. @Franco
    Lungi da me, le colpe della deblacle della Sinistra Arcobaleno (vero ago della bilancia elettorale insieme al successone della Lega) sono tutte loro e spero, anche se non credo, che finalmente capiscano che ragionano e comunicano con modelli che non sono più credibili e sono i numeri a dirlo, senza pietà. Faccio un esempio, che per chi conosce l’hinterland milanese, dal mio punto di vista è molto indicativo. Da questa pagina: http://www.corriere.it/Speciali/Politica/2008/elezioni08/SEAS/politiche/camera/italia/20080413000000_20_PROVINCIA_49.shtml
    cliccare almeno su 4 comuni: Cesano Boscone, Corsico e Buccinasco e poi Sesto San Giovanni (ex stalingrado del nord). Nei primi tre comuni il numero di meridionali arrivati a cavallo degli anni 60/70, molti dei quali vivono ancora in casermoni popolari stile ghetto e dai quali sono nati tanti degli attuali finti milanesi trentenni (vedasi il sottoscritto), e di extracomunitari rappresenta la maggior parte della cittadinanza. Qui la Lega ha sfondato e la Sinistra Radicale è praticamente morta. Per non parlare di Sesto, dove la Sinistra Arcobaleno aveva abbondantemente più del 10% ed ora non raggiunge il 5. In queste zone, ma sono tante a Milano con gli stessi problemi, esistono due priorità: il lavoro e la sicurezza. Per queste fasce di popolazione e su questi problemi, la sinistra evidentemente non è credibile, c’è poco da fare. Lo sono, scorrendo i numeri, la Lega e Berlusconi. Quando “la gauche a caviar” capirà che non puoi essere, contemporaneamente, credibile vestita in cashmire ed amata dai salotti buoni dell’alta borghesia e della nobiltà ed anche per chi arranca in contesti sociali semi abbandonati per raggiungere la fatidica fine del mese, forse ritornerà ad essere rappresentata ed ad avere un senso.

  14. Su questo, Franco, sono perfettamente d’accordo. Credo invece, almeno per quello che ho potuto verificare intorno a me, che gran parte della gente abbia preferito “salvare il salvabile”, puntando tutto su PD, semplicemente perché davano per scontato che le altre espressioni politiche non avevano possibilità. Io, infatti, pur sapendo che L’Arcobaleno non aveva possibilità, speravo almeno che raggiungesse il quorum per rimanere in Parlamento, perché, a prescindere dalle diverse opinioni politiche (e sociali, non dimentichiamolo mai, visto che le lotte sociali e le poche vittorie ottenute sono sempre state appannaggio delle correnti di sinistra) su Bertinotti in particolare si può dire tutto tranne che sia una persona disonesta. In questo magna magna generale Bertinotti ha sempre avuto una posizione chiara e limpida, tanto da guadagnarsi il rispetto anche delle parti avverse (anzi, direi pià degli avversari che dei “vicini di casa”).
    Oggi una persona come lui sta diventando davvero un fenomeno raro, ripeto, a prescindere dalle opinioni politiche.

  15. Hanno votato lega gli operai di Valdagno, se non erro.
    La lega ha preso voti anche in Toscana; Veltroni ha fatto un grande lavoro (cosa poteva fare di più in pochi mesi?), cercando di scrollarsi di dosso gli apparentamenti con il governo Prodi, e la Malpensa.
    Certo è un peccato che la sinistra più netta sia fuori; ma è fuori anche a causa della sua ambiguità (io governo e contesto), delle contraddizioni incuranti dell’opinione di chi sta fuori dall’uscio e la votava e si è spazientito.
    Si sa che berlusconi ha i divani bianchi, ma non si sopportava più il sinistrismo cashmirato di bertinotti, alla faccia dei precari e non.

    Speriamo almeno che il cavaliere faccia fare alla scuola italiana un giro di boa (no, non cambiando i libri di storia, ma ricominciando a dare valore penso all’italiano parlato e scritto, e alla storia, e alla storia dell’arte).
    Bisogna, con urgenza, dare ai giovani strumenti per esprimersi, a cominciare dalla lingua italiana, che è diventata cosa vaga.
    Sursum corda.

  16. Lo so che ora molti di voi mi daranno addosso per quello che sto per dire, ma ritengo quello della sicurezza un cavallo che ha egregiamente cavalcato la destra e il centro destra con grande demagogia. Per me era, e resta, un falso problema. L’extracomunitario è sempre e comunque caprio espiatorio per molti della popolazione che, per un motivo o per un altro, non sanno o non vogliono sapere: dare addosso all’untore favorisce una bella lavata di animo da parte di imprenditori (e anche lavoratori, purtroppo) oscurando il vero problema del lavoro, del precariato, delle risorse energetiche, dell’ambiente, dell’illegalità e abusi dei potenti (e non certo dei poveri cristi), della disoccupazione intellettuale (leggasi l’intervento di Giuliani, prima), perché l’extracomunitario è ancora percepito come chi ruba il lavoro agli Italiani, oltre che come chi ruba nelle nostre case, dunque eliminato lui si eliminano per magia tutti i problemi.
    Ghettizzare gli extracomunitari, come in Italia si cerca di fare da anni, significa lasciar fermentare una contrapposizione che noi stessi abbiamo concorso a creare, con incremento di odio, di cultura del sospetto e quanto da essa si genera.
    fateci caso: alcuni di voi hanno scritto che avere rappresentanti di aree e partiti antagonisti in parlamento è un bene per il Paese, ai fini di un incanalamento di quelle tensioni che, se tenute libere, possono esplodere.
    Lo stesso accade con gli extracomunitari: più li si discrimina e li si tiene lontani, meno facilmente è possibile un dialogo e un incanalamento corretto di un’energia diversa. Più li si rende partecipi più c’è possibilità di una convivenza pacifica. Con questo voglio dire 3 cose:
    1) che il tema della sicurezza può essere sbandierato da certe forze politiche con faciloneria e in modo apodittico, senza né bisogno di argomentarlo né di giustificarlo, perché fa presa sulla gente che continua a reputare “diversi” coloro che ora vivono in mezzo a loro, nelle loro terre.
    2) Che la logica del sospetto nei confronti degli stranieri porta ad una ideale e reale banlieu, con tutte le conseguenze che essa comporta (la periferia parigina docet), in una realtà occidentale che è sempre più contrassegnata da “zone rosse” (così si chiamano le aree off limits nelel quali operano indisturbati i potenti della terra, durante i loro incontri) invalicabili ai più, per l’opposto vi è un sempre maggiore controllo e invasione (con informazioni pilotate, omissioni, installazione di telecamere a circuito chiuso ovunque) nella vita dei restanti uomini e, all’occorrenza, un ghetto dove trovano dimora i diseredati (leggasi Baumann, Agamben, Latouche etc.).
    3) Che tuttavia una regolamentazione degli accessi è necessaria ad un paese impreparato all’immigrazione, ma che sia messo nero su bianco su una legge che tenga presente tutte queste cose e non sia solamente censoria e preventiva a senso unico.

    Noi ci stiamo muovendo in questa direzione, per chi non se ne sia accorto. Se poi per i più un paese civile è un paese che pone vincoli su ogni cosa e lascia mani libere ai potenti, questo è un altro conto.
    Questo detto con tutto il rispetto per le posizioni politiche di chiunque.

    Personalmente sono frastornato dal risultato elettorale delle sinistre (sia ben chiaro, per me Veltroni non è sinistra). Tuttavia questo flop, a differenza di quanto si diceva sopra, non è tutto riconducibile al “politichese” di Bertinotti & C., al mancato aggiornamento di idee ecc ecc.
    Semplicemente un paese che ha sempre avuto una storia anomala della sinistra, ha gettato finalmente la maschera, dimostrando di giocare per di più di opportunismo. Il vecchio PCI in Italia è stato un partito di cui gli Italiani hanno sempre potuto fare a meno, se non fosse stato per larga parte un’emanazione di forze contrappuntistiche che in uno scacchiere d’equilibrio internazionale (di cui l’Italia non era una semplice pedina, ma qualcosa di più) ne imponeva l’esistenza.
    Il PCI era per la quasi totalità finanziato dall’URSS (altrimenti come avrebbe fatto a sostenere una propaganda così vasta?)e i soldi inviati a Botteghe Oscure erano sempre almeno il doppio di quelli che venivano destinati al PCF e agli altri partiti comunisti europei.
    E’ inverosimile pensare che lo strappo di Gramsci a Livorno abbia da solo potuto produrre una forza che viaggiava costantemente sul 30% nazionale dal dopoguerra alla fine degli anni ’80. Il periodo fascista con la clandestinità del partito e la resistenza sono stati l’incubazione di un partito che senza Togliatti, l’URSS (e il legame qui è troppo vistoso) e la Guerra Fredda non avrebbe mai potuto espandersi così tanto (e naturalmente le eversioni di destra e sovversioni extraparlamentari di sinistra si calano in quel contesto, e possono essere lette solo a partire da quella chiave altrimenti non sarebbero mai esistite, altro che fenomeno italiano…).
    Infatti il PSI storicamente ha abbandonato istanze rivoluzionarie ben prima che in altri paesi europei (proprio per dire dell’atteggiamento mai massimalista dell’italiano). Quando poi, caduto il Muro, il PCI divenne PDS, la direzione immediata fu quella di una sinistra moderata, governativa.
    FIno ad arrivare ad oggi, quando la sinistra è composta unicamente da uno sparuto gruppo di indiani, cioè quel numero che forse “veramente” la rappresenta.

    Perdonate la lunghezza e il tentativo maldestro di sintesi per chiarire una posizione.

  17. “benvenuto a questo governo che si regge su condannati prescritti e buffoni.
    bentornato al vecchio avanzato; campione di un paese culturalmente povero e mai unito, la cui economia si regge sulla malavita organizzata;
    Non c’è più speranza, felicità, finite le opportunità; speculazione interesse e calcola è la nuova trinità. Prevaricazione e razzismo, bieco tornaconto personale; il tutto edulcorato da veline e puttane via cavo. Inizia lo spettacolo é tutto intorno a noi.

    Scritto da fabio, il 15 Aprile, 2008 at 11:50”

    Con il Governo di prima, invece………….

  18. Mi spiace per l’amico Fausto, ma la compagnia che si era scelto, e mi riferisco ai verdi, era da suicidio per come ha rovinato la Campania non lasciando costruire i termovalorizzatori necessari. La gente che era abituata a votare a sinistra ha capito che avrebbe votato per la barbarie civile e ha deciso di astenersi o di cambiare parrocchia. Sono contento con Davide Orfino che in Alto Adige la SVP sia scesa al minimo storico, perdendo la maggioranza assoluta nei voti di una delle due camere, così vediamo già dalle prossime provinciali dell’Ottobre 2008 se gli altoatesini di madrelingua italiana potranno essere ancora trattati da paria in provincia di Bolzano dai politici della stella alpina. Per il resto, spero che il sistema italiano riesca davvero a modernizzarsi nel bipolarismo come tutte le grandi democrazie d’Europa e d’America. Era ora, indipendentemente da chi ha vinto adesso non mi è mai piaciuta la partitocrazia con l’ago della bilancia di turno a ricattare chi governa.

  19. @Mario,
    questa volta mi sento proprio lontano dalle tue conclusioni, credo che ancora una volta si sappia davvero troppo poco sui termovalorizzatori. Ultimamente gli avevo dedicato questo post:
    http://esalazionietiliche.spazioblog.it/127367/
    E’ importante sapere che questi inceneritori NON risolvono affatto il problema delle discariche, visto che sono in grado di incenerire solo il 35% dei rifiuti (ovvero carta, plastica e legno, tutti materiali riciclabili), bensì ne creano altri. Non c’è inceneritore che non produca scorie, e queste richiedono a loro volta discariche, intanto producono nanoparticelle che, vatti a leggere quello che hanno appurato fior di scienziati (il link lo trovi nel post), sono una garanzia per malattie gravissime a lungo termine, irreversibili e incurabili.
    Il problema delle discariche nasce dalla mancanza di volontà da parte degli organi competenti di istituire un sistema efficiente di raccolta differenziata e di riciclaggio. Sono decenni che se ne parla ma nessuno se ne occupa seriamente.
    A Milano stanno un pezzo avanti rispetto a tante altre città, ma anche in alcuni comuni della Campania in provincia di Salerno.
    Ora, con il nuovo governo e con questa finta opposizione i termovalorizzatori verranno installati un po’ ovunque, con buona pace di chi in quei luoghi vive, che andrà poco alla volta a contribuire senza volerlo a svuotare i già pochi fondi della sanità.
    A quanti piace l’idea di bere grandi vini a base di pesticidi (http://esalazionietiliche.spazioblog.it/128300/) e nanoparticelle?

  20. Franco,
    ma non sei stato proprio tu a pubblicare un post sul caso termovalorizzatore a Rufina? Se pensavi che era giusto perché l’hai fatto? O pensi che siccome lì c’è Selvapiana che produce un ottimo vino allora non è giusto farlo? E se quel termovalorizzatore di 9 piani verrà fatto, continuerai a comprare la carne da quel macellaio?
    Mi sembra di avere detto che le alternative ci sono e sono nettamente migliori, altro che monnezza. Franco, per la miseria, documentiamoci e cerchiamo di capire perché vengono fatte certe scelte invece di altre. O crediamo ancora che ci sia un governo che, invece degli interessi economici, si preoccupa di salvaguardare l’ambiente e la gente che su questa terra ci vive?
    Rubbia, per chi se lo fosse dimenticato, se n’è andato dall’Italia quando ha capito che qui nella ricerca non si investirà mai un centesimo.
    Dobbiamo davvero arrivare al punto di non ritorno per la cecità di tutti? E’ un problema di mentalità, fortemente radicata in ognuno di noi, si fa casino solamente quando toccano il nostro orticello.
    Offriamoci volontari per vivere in una casa a 10 metri da antenne, tralicci, inceneritori e vediamo quanti di noi riusciranno a vivere in salute per oltre 20 anni.

  21. Roberto non sono tendenzialmente contro o a favore dei termovalorizzatori. Dico che servono, che non possiamo farne a meno (visto che i rifiuti li produciamo ogni giorno) e che dobbiamo trovare siti dove possano essere collocati senza creare danni ambientali o pregiudicare la salute dei cittadini

  22. Si Roberto, a Milano, o meglio, nella landa di provincia dove vivo io facciamo una differenziata tosta (spero che poi tutto non finisca nel mucchio), differenziamo tutto, addirittura veniamo controllati con cartellini con codice a barre personali che dobbiamo apporre sul sacchetto del cosiddetto “resto”, cioè del non reciclabile e paghiamo in base a quello. Quindi, più differenziamo, meno paghiamo e poi ci sono pure i controlli e sei pure rintracciabile se differenzi male e capita pure che qualcuno del comune ti possa chiamare per capire perchè sbagli o perchè non butti mai il sacchetto del “resto”. Ci forniscono di sacchetti di colori diversi gratuitamente, di secchi etc…però in Lombardia, uno non lontanissimo da dove abito, di inceneritori ce ne sono e non pochi credo e non credo che il tutto poi funzionerebbe, non dico bene, ma decorosamente da queste parti se non ci fossero. Magari mi sbaglio, però credo ci sia una via di mezzo da questo punto di vista.

  23. @ Roberto
    Sono originario di uno di quei comuni del Salernitano, di cui tu accennavi, che hanno una differenziata ad altissima percentuale da oltre una decina d’anni.
    Quanto agli inceneritori e alla loro utilità (preferisco chiamarli col proprio nome, perché termovalorizzatori edulcora non poco la loro funzione) sono perfettamente d’accordo con te.
    La loro realizzazione sarebbe uno dei tanti interventi-tampone, ma non risolverebbe il problema alla radice.

  24. “la vedo dura continuare a fare i tracotanti ed i padroni su un territorio che è, piaccia o non piaccia, territorio della Repubblica Italiana.”

    Le ricordo che, alla fine della grande guerra, il volere di Wilson era che il Sudtirolo ottenesse almeno un autonomia “senza ingerenze italiane”
    Mi sembra che ingerenze ce ne siano ancora fin troppe!!

  25. Tre segnali per dire che la gente è stufa:
    l’enorme crescita del voto di protesta (Di Pietro -Bossi).La minore affluenza alle urne. Le schede bianche o nulle.In pratica la gente ha fatto pulizia.Adesso ci vorrebbe una grande pulizia dei guru, sociologi, ciambellani, maghi del futuro che attraverso i “giornali” possono spararle senza che la gente abbia diritto di replica.Come? Non acquistando più certi giornali (io dopo 40 anni compero molto meno il Corsera). La grande bufala degli expoll, segno di maturità e di intelligenza della gente contro il tentativo di essere trattati come polli da batteria.Se potessi replicare a quella faccia paonazza (credo dai bicchieri di vino)del “sociologo” Aldo Bonomi che ieri su il Corsera parlava di ” secessione dolce”, le vorrei dire che la gente la secessione già la fatta dagli: imbecilli! Un mio cliente Francese mi diceva ieri al telefono ” siete gente meravigliosa , gli unici che potreste vivere senza un Governo perchè siete capaci di fare da Voi trattando sempre con sufficienza la politica stessa”. Poco importa chi ha vinto, contro la realtà del momento una sola cosa non possiamo permetterci di fare: la demagogia! Al Sig. Peter vorrei dire che possiamo pure togliere le ns. ingerenze magari togliendo pure i ns. soldi che tanto servono per risanare questo Paese, il conto qualcuno lo presenterà!

  26. Franco,
    scusa se insisto, ma vorrei che leggessi con più attenzione quello che scrivo:
    gli inceneritori sono in grado di bruciare solo il 30% dei rifiuti, il cosiddetto CDR (combustibile da rifiuti), che è tra l’altro una parte riciclabile (cioè carta, plastica e legno). Il restante 70% va comunque in discarica. Gli inceneritori hanno poi bisogno di una seconda discarica per trattare le ceneri, considerate rifiuti speciali.
    Questo significa che NON risolvono il problema dell’accumulo di rifiuti, ma i danni che il loro operato fanno sono invece accertati.
    Le alternative ci sono e nettamente più sane, ma richiedono uno sforzo da parte di tutti, è qui la differenza. Si vuole un mondo migliore ma senza fare alcun sacrificio. Così non si va avanti.

  27. Caro Roberto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Potrei consigliare a tutti le conferenze di Paul Connet, docente americano di chimica, sulla possibilità reale e già sperimentata di un circuito della produzione a rifiuti zero, ma non servirebbe a niente. Quanto scrivi sui termovalorizzatori è verissimo. Se portassimo la differenziata anche solo al 60% i termovalorizzatori e le discriche già presenti sul territorio sarebbero più che sufficienti. Con il ri-uso intelligente si abbatterebbe ulteriormente la quantità di materiale da portare in discarica. Con scelte produttive “progredite” in fatto di design e packaging potremmo eliminare il problema rifiuti dalla storia umana: d’altronde in natura non esiste il concetto di “rifiuto”. E’ un concetto dell’umano capitalismo, specie nella sua fase attuale dell’usa e getta.
    Ma la realtà è che questi discorsi sono tutti finiti nella grande discarica creata per noi dal Pensiero Unico del consumismo e della crescita infinita. Gli italiani hanno scelto. La batosta è di quelle tombali e definitive. Ora aspettiamo le magnifiche sorti e progressive di rigassificatori, termovalorizzatori, treni ad alta velocità (ma cibo e vino slow), centrali nucleari, ponti, passanti e gallerie da record. Non so che dire. Mi viene quasi da piangere a pensare a tutti questi anni sprecati nel tentativo di far passare certi discorsi, di veicolare idee differenti, di denunciare questioni assolutamente prioritarie. Rialzati Italia era pure un bello slogan, populista ma azzeccato. Io credo che mi siederò nel mio vigneto e non ce la farò più a rialzarmi.

  28. signor Dottori un consiglio: guardi che la filosofia “spocchiosa” di certa sinistra, che ostenta superiorità, morale, culturale, comportamentale, ecc. su chi non la pensa come lei ha rotto letteralmente gli zebedei agli italiani.I risultati elettorali e certi flop clamorosi parlano chiaro: “per essere comunisti, oggi bisogna poterselo permettere” e oggi gli italiani non possono e non vogliono più permetterselo. Ora lei ironizza sulle “magnifiche sorti e progressive di rigassificatori, termovalorizzatori, treni ad alta velocità (ma cibo e vino slow), centrali nucleari, ponti, passanti e gallerie da record”, che il nuovo governo, del quale come ho detto non sono entusiasta, porterà. Ma perché le varie sinistre al governo non hanno percorso vie alternative, non hanno fatto uso di soluzioni intelligenti, a misura d’uomo, rispettose dell’ambiente, ecc ? Mi sembra che a Napoli ed in Campania abbiano dato la piena misura della loro “efficienza”. Ora se ne vadano a casa e basta ammorbarci con geremiadi e grida di allarme per l’arrivo dei barbari. Hanno avuto una, dieci, cento opportunità, le hanno sprecate e oggi per la legge della democrazia e dei numeri, e soprattutto per volontà degli italiani, levano il disturbo e lasciano spazio ad altri. Oppure sempre per la legge della superiorità morale della sinistra questi altri, che sono brutti, sporchi, cattivi, non hanno diritto di governare? Suvvia!

  29. Caro Ziliani Lei tende costantemente a fraintendere certi ragionamenti. Comunista non lo sono mai stato, anche per ragioni anagrafiche. Non sono mai stato iscritto ad alcun partito della cosiddetta “sinistra radicale”. Che certa sinistra abbia malgovernato e abbia avuto una grossa responsabilità nel declino di questo paese l’ho sempre sostenuto. Il mio messaggio non mi pareva affatto spocchioso né tantomeno trasudava alcun tipo di superiorità morale. Conosco molto bene la Lega per aver vissuto più di vent’anni a Milano e posso assicurarLe che uno dei problemi della sinistra italiana è stato proprio quello di non aver capito un fenomeno popolare, autonomo e territoriale come quello leghista (non a caso i socialisti in Spagna sono alleati con gli autonomisti catalani). Dunque, altro che superiorità. Politicamente direi che si continua a sbagliare… E pure nella divisione fra buoni e cattivi, evidentemente per gli italiani tutto il male stava nell’arcobaleno. Questo è chiaro. Non è più discutibile. Ma non voglio tediarLa più con la politica. Noto semplicemente che la Sua analisi sia un pò generica. Se il problema della Campania sono i termovalorizzatori, si facciano. Ora i numeri non mancano. Ma se ne ha occasione, vada ad una conferenza di Paul Connet. Osserverà dati scientifici, si farà una idea di metodi alternativi di gestione del ciclo dei rifiuti e poi potrà giudicare. Io l’aspetterò seduto nel mio vigneto, le offrirò un bicchiere del mio vino e potremo parlare della magnifiche sorti e progressive di questo capitalismo che, mi par di capire, Lei continuerà a difendere a spada tratta senza esitazioni. Mi piacerebbe, però, che non si diffondesse un pensiero molto pericoloso: che siccome la sinistra socialista ed ecologista è sparita dal Parlamento siano spariti le questioni di cui essa era e sarà portatrice. Vi è una situazione globale perlomeno allarmante che dimostra l’insensatezza del modello di sviluppo attuale, a tutti i livelli e in tutte le parti del globo. Le risposte di questi anni sono state peggiori del male. Vedremo che cosa accadrà: la mia non era ironia, era ed è preoccupazione per l’ulteriore consolidarsi in questo nostro paese, ed oramai senza alcun freno, di una visione del mondo e dell’esistenza che è lontanissima dalla mia. Mi pare, poi, di ricordare che due anni fa, a parti invertite, chi aveva perso parlasse esplicitamente di brogli, alla faccia del diritto di governare e del rispetto per l’avversario.

  30. Tra le cose che pero’ mi preoccupano di piu’ ci sono il ricorso al nucleare (che spero non sia di fissione, c’e’ ancora Cernobyl che continua a minacciarci) e il ponte sullo stretto di Messina (zona altamente sismica, vale a dire che c’e’ da aspettarci la tragedia). Per quanto riguarda invece la discussione sui termovalorizzatori che ho involontariamente scatenato, preciso che proprio la paura di dover vivere in una barbarie civile e in un paese ingovernabile per via dei verdi ha dato la mazzata alla Sinistra Arcobaleno. Quindi la difesa ambientale va vista con un’ottica diversa, va assunta a programma di governo, a cultura di vita, a materia scolastica, deve far parte integrante di tutti i regolamenti della societa’ civile. Non si puo’ lasciare questo tema in mano a quegli estremisti, visto i danni che sono stati capaci di fare e visto che non sono piu’ nemmeno rappresentati in Parlamento e possono soltanto fare scontri di piazza e non leggi.

  31. “Quindi la difesa ambientale va vista con un’ottica diversa, va assunta a programma di governo, a cultura di vita, a materia scolastica, deve far parte integrante di tutti i regolamenti della societa’ civile. Non si puo’ lasciare questo tema in mano a quegli estremisti, visto i danni che sono stati.”

    Sarà difficile fare più danni del Pecoraro (con tutto il rispetto per la categoria)

  32. Mario Crosta, Chernobyl era una centrale obsoleta, malgestita e non al meglio dal punto di vista strutturale. La metafora che molti fisici tirano fuori quando si parla dell’incidente di Chernobyl è quella di una macchina vecchissima, senza freni né airbag, messa su una strada piena di curve, in discesa su una pendenza del 18%. Le centrali nucleari, per fortuna (soprattutto nostra, dell’umanità), non sono tutte così. Non vent’anni dopo, in ogni caso.

  33. @Mario, @Corrado: posso assicurarVi che il Partito Democratico ha posto la questione ambientale tra le priorità. Sconfitti dalle urne, sapremo comunque fare tesoro di tante persone che appartengono ad associazioni ambientaliste: il problema è semmai che i due partiti di governo difficilmente faranno altrettanto. Potrei sbagliarmi, ma non vedo questa sensibilità in loro. Certo, noi potremo fare una opposizione “costruttiva”, ma, poichè i numeri contano, è prevedibile che tanti provvedimenti passeranno sopra le nostre teste e quelle di tutti i cittadini,in materia di difesa dell’ambiente (il Ponte sullo Stretto per primo).
    Posso anche dire che, avendo militato brevemente tra i Verdi, ho giudicato scellerata la loro politica dei No ad ogni costo e dell’appiattimento verso la Sinistra radicale (con tutta la stima per Bertinotti).
    @Franco Mi auguro che chi è arrivato in Parlamento ( sia tra i vincitori, sia tra i vinti) agisca veramente per il bene del Paese. Il segnale di semplificazione del quadro politico è da cogliere come opportunità per mutare il metodo con cui affrontare i problemi, specie quelli più urgenti ( scuola, economia, salari, riforme; sì anche la scuola è la cultura!).
    La prima cosa che chiederei alla maggioranza e all’opposizione (da cittadina): abolire quelle norme che permettono ai partiti e partitini in lizza in queste elezioni politiche di RICEVERE per tutta la prossima legislatura i CONTRIBUTI ELETTORALI ( avevamo votato per eliminare il finanziamento ai partiti, no? ma sono rientrati dalla finestra) Mi pare che la soglia sia molto bassa in terìmini di percentuale “atta a riceverli” (tra l’ 1 e il 5%, credo) anche se non si è giunti in Parlamento. Cominciamo a dare l’esempio da qui, oltre che ridurre il numero dei Parlamentari ( ma non rimandando gli atti necessari alla prossima legislatura!).
    Altro suggerimento: istituire l’obbligo di un “contributo per il sociale” sulle pensioni dei Parlamentari, dei Dirigenti d’Industria di coloro, insomma che hanno pensioni “d’oro. Lo stesso obbligo sia esteso ( con una cifra commisurata alle somme percepite) anche per tutti quei lavoratori del settore pubblico che sono andati in babypensione prima delle riforme. Ci sono colleghe che hanno insegnato 11 anni e, provviste di laurea “valente”, se ne sono andate in pensione a 38 anni; paghiamo loro la pensione per cinquant’anni!
    E’ poi che certe ideologie sono anche simbolicamente morte – mi spiace per Diliberto, ma la falce e martello e pure lo scudo crociato andrebbero consegnati definitivamente all’archivio della storia. Un augurio all’Italia.

  34. @ Tommaso Farina, lavoro per una ditta che le centrali atomiche le fa e le monta, sono un dirigente del controllo qualità, quindi conosco perfettamente l’origine dei miei timori e ti posso dire che non potranno facilmente scomparire, e con cognizione di causa diretta. Inoltre ti suggerirei di volgere al presente ed al futuro il verbo essere che tu usi al passato per quant riguarda Cernobyl, perchè per decenni ancora lassù il fuoco sotto la cenere sta continuando e continuerà a bruciare, dimenticato forse ma non per questo meno pericoloso.

  35. @ Mario Crosta
    Il paese europeo più nuclearizzato è la Francia: se scoppia qualcosa siamo i primi ad esserci dentro fino al collo. E allora tanto vale riprendere una politica del nucleare nostra invece di fare come adesso dove non lo vogliamo (non io) ma in compenso andiamo a comprare l’energia dai cugini transalpini (pagandola a prezzi folli) fianaziando così proprio il loro sviluppo nucleare. Col risultato di una spesa energetica folle che viene scaricata sulle utenze e sulle famiglie italiane (vedere i costi delle bollette).
    Se non è una politica demenziale questa…

  36. Vedo che state usando i miei timori per fare una polemica sul nucleare. Ho solo espresso dei timori fondati, il che non significa una contrarieta’ di principio, ma una preoccupazione. E’ come quando comprate un motorino a vostro figlio. Tornera’ a casa? Di chi sara’ eventualmente la colpa? Si possono comprare i motorini ai figli? Ma li vedete i telegiornali? Cerchiamo di ridurre al minimo tutti i rischi possibili, ma la fissione nucleare in mano all’uomo oggi e’ come una Lamborghini Miura in mano ad un adolescente. I miei operai le saldature le fanno a mano, le radiografie dicono che vanno bene, ma chi si intende di saldatura sa cosa significa mettere sempre un punto interrogativo se poi le tubazioni trasportano materiali radioattivi. Punto. E il terremoto di Messina, anzi i terremoti di Messina, come l’ultimo pochi giorni fa, senza danni ma evidente, che impatto avranno sugli agganci del ponte a terra? Non e’ che poi finiscono diecimila auto e famiglie annesse in mare? Insomma, un po’ di prudenza mi sembra d’obbligo e ci sono delle urgenze maggiori.

  37. E comunque preciso che sono affascinato dal ponte sullo stretto, non vedo l’ora che gli uomini ci riescano a realizzarlo, come sono affascinato dall’energia nucleare e non vedo l’ora che gli uomini ci riescano a controllarla pienamente. Ho dei dubbi pero’ sulle cosiddette certezze degli uomini. La sicurezza purtroppo anche in Italia e’ un optional, basta vedere che ci sono in media tre morti al giorno sul lavoro che sarebbero evitabilissimi e invece crepano senza nessuna pietà e con tanti begli impegni presi a parole e negati nei fatti. Ed e’ per questo che amo il vino, che mi fa compagnia, raccoglie i miei sorrisi e le mie lacrime, mi avvicina anche a chi ha idee contrarie alle mie se e’ sincero. Tommaso farina e Diego, se vi facessero una centrale nucleare nel vostro paese, rimarreste lì ad abitare?

  38. Un Paese dove raddoppiano i voti due “masaniello” come Di Pietro e Bossi, è un Paese che ha una febbriciatola non un febbrone. Con il febbrone si sfebbra con la febbriciatola si muore.Titolare piccola impresa

  39. Ve lo dico col cuore in mano perche’ io me ne sono andato in Polonia a vivere e qui vedo nascere bambini con dieci volte di più le malattie brutte, incurabili, specie vicino al confine ucraino, vedo le loro famiglie piangere, una e’ una mia amica e il marito e’ un mio collega, quando vedo la bambina strisciare sul pavimento penso a chi ha costruito Cernobyl e temo che ancora si parlera’ per decenni di incidenti del genere, ma intanto questa gente soffre e ne avrebbe fatto volentieri a meno.

  40. Non votare è sempre la peggiore delle scelte, secondo me.

    Il nuovo Governo Berlusconi è l’ennesima sciagura che questo paese infantile deve affrontare.

  41. Io penso che ogni cambiamento è pur sempre una chance. Anche quest’ultimo. Quando tanti anni fa si parlava di una democrazia dell’alternanza, di un bipolarismo, io ci credevo. Si sta finalmente andando in quella direzione e quindi non ho cambiato idea, anzi ho una maggior speranza. L’importante è che che ci siano due schieramenti forti come in tutte le democrazie moderne, senza aghi della bilancia di turno a ricattare l’uno o l’altro e quindi permettendo loro di governare. Se lo fanno bene dopo 5 anni li si riconferma, se non lo fanno bene dopo 5 anni si cambia.

  42. E che si cambia Mario? Già questa volta abbiamo votato (chi ha votato) tutti turandoci il naso, cosa dovremmo votare fra 5 anni se la gente è sempre questa? Non mi sembra ci sia nessuno che stia proponendo cose nuove. Berlusconi se n’è uscito con la stessa frase della sua precedente legislatura, ripetuta pedissequamente da Prodi: “E ora servono misure impopolari”. Come se quelle prese in passato fossero dalla parte della gente.

  43. Berlusconi ha già avuto le sue chance e le ha tutte fallite. Dal 1994 ad oggi sono passati ben 14 anni. Continuare a dargli fiducia è dannatamente assurdo.

  44. Roberto Giuliani, se non si rimette in discussione il sistema democratico fondato sul voto popolare, questi sono i risultati e questo per altri 5 anni sara’ il parlamento ed il governo. Puoi solo sperare che rimangano 5 e non diventino 10, vista l’incapacita’ di governare insieme tra centro e sinistra, dimostrata in 20 mesi di coalizione malsopportata da tutti i partitelli che sostenevano Prodi. L’attuale situazione ha il mandato della maggioranza degli italiani che sono andati a votare, anche se non ha il tuo gradimento. Altra cosa se mi dici che bisogna rifiutare questo sistema democratico fondato sul voto popolare, ma non credo che tu sia a favore di una qualsivoglia forma violenta di lotta politica. O sbaglio?

  45. Nel governo di centrodestra scoppiano già i primi malumori per le poltrone.
    E l’ex ministro Sirchia del precedente governo Berlusconi viene condannato a 3 anni di carcere per tangenti. Non cambierà niente neanche questa volta, perché siamo noi italiani che non vogliamo cambiare. Prendiamone atto.

  46. In un mondo come quello attuale un Paese che elegge 2 “campioni” tali Antonio Di Pietro e Umberto Bossi è un Paese disperato, impaurito, seduto alla mercè del primo masaniello. L’ Italia delle Signorie senza Signori e senza Rinascimento. Se poi sentiamo le parole di Cossiga viene veramente voglia di chiudere bottega e andar via.

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