Per Carlin, capataz di Slow Food, l’ex camerata Alemanno non ha difetti…

Non ci sarebbe molto da aggiungere al divertente, ironico, graffiante il giusto “appello” (leggermente in forma di sfottò) che l’ottimo Massimo Bernardi su Kela blu (leggi qui) ha lanciato al capataz e lider maximo di Slow Food, il quasi beatificato Carlin Petrini, a “dire qualcosa di sinistra”. E io aggiungerei, ad avere un po’ di pudore.
Trionfa, un po’ a sorpresa, il suo caro amico, l’ex camerata Gianni Alemanno nelle elezioni che l’hanno portato a diventare il nuovo Sindaco di Roma, e Carlin, che qualche anno fa a proposito del suo rapporto con l’esponente di AN ora Pdl aveva dichiarato (leggi) “quando si parla di cose concrete ci si trova d’accordo. In questi cinque anni mi sono trovato benissimo con il ministro Alemanno, me ne hanno dette di tutti i colori e chissà quante ne hanno dette a lui. Ma quando si è d’accordo bisogna lavorare tutti assieme”, cosa fa?
Rilascia (vedi allegato
Petrini-Alemanno ) un’intervista a Roberto Rizzo, pubblicata a pagina 11 del Corriere della Sera di oggi, dove non solo festeggia, moderatamente, lui che è membro costituente del PD, la vittoria di Gianni, affermando “sono sicuro che, anche al Campidoglio, farà un buon lavoro. Per tanti sarà una sorpresa”, lo difende dagli attacchi di chi gli rinfaccia la sua antica militanza missina dicendo “è un politico aperto anche a istanze diverse dalle sue” e poi lasciando cadere, en passant, un “da giovani capita di fare scelte avventate” che se vale per Alemanno, che è stato solo un dirigente del Movimento Sociale Italiano partito regolarmente rappresentato in Parlamento, dovrebbe valere, altrettanto, per Carlin Petrin, che “da giovane” ha militato nell’ultrasinistra più accesa, e poi chiude con una vera “perla”.
Che fa, il “compagno” (chissà se si offende a chiamarlo ancora così?) Carlin quando l’intervistatore gli chiede “Petrini, non riesce a dire una cosa di sinistra, per esempio un difetto di Alemanno?” ? Che ne so, s’inventa qualcosa, trova nell’ex ministro dell’Agricoltura del governo Berlusconi (leggi) uscito dalle elezioni del 2001, un qualcosa che non va, un difettuccio, un limite?
Niente affatto, alla domanda, lui che già qualche giorno fa aveva espresso la sua disponibilità a collaborare con il probabile nuovo ministro delle Risorse Agricole, il leghista Luca Zaia (leggi qui
Petrini-Zaia ) replica solo… “guardi, non mi viene in mente niente…”. Probabilmente solo l’ennesima conferma di un feeling, di un flirt, in nome della “lotta contro le coltivazioni geneticamente modificate” che li accomuna, di una comunione di amorosi e gustosi sensi che vede il massimo esponente della “sinistra gourmet” (definizione del Corriere) affratellato all’esponente di AN che ieri ha vigorosamente marciato, pardon, conquistato Roma.
Una sola cosa mi viene da dire, da uomo di destra, che il 13 aprile non ha votato e che se fosse stato elettore a Roma si sarebbe astenuto anche in questa occasione, non avendo una particolare simpatia per Alemanno, al nuovo sindaco.
Guardi che il popolo, largamente di destra, che l’ha votata e che ora festeggia e dice “finalmente a Roma il sindaco è nostro”, l’ha scelta e l’ha votata perché portasse un effettivo cambiamento, perché facesse una politica di destra (o quantomeno di centro destra, visto che è alleato, contento lui, di Berlusconi), perché cambiasse sistemi e rompesse con la tradizione di una gauche divisa tra Capalbio, Nanni Moretti, feste del cinema, notti bianche (e ben poco attenta alle esigenze concrete dei cittadini) e non perché ballasse cheek to cheek guancia a guancia con il suo amico Petrini.
Io se fossi in lei, Alemanno, queste “benedizioni” e questi endorsement, un po’ pelosetti, di gente come il capataz di Slow Food (di cui ricordiamo in passato il flirt con l’ex presidente della Regione Piemonte Ghigo), le prenderei con beneficio d’inventario e mi terrei alla larga, anzi ne farei francamente anche a meno…

0 pensieri su “Per Carlin, capataz di Slow Food, l’ex camerata Alemanno non ha difetti…

  1. Esimio Ziliani,
    un tempo si parlava di “pregiudiziale anticomunista”.
    Oggi che non è più possibile – per estinzione dei comunisti medesimi – ogni due per tre lei non perde occasione per esprimere la sua personale “pregiudiziale anti-Slow Food” e, in particolare, anti-Carlin.

    Tanto è piacevole leggerla quando parla di vino e dintorni, tanto sono noiose certe sue ripetitivissime filippiche, di cui pure io farei francamente anche a meno…

    Con immutata stima,
    P.

  2. Pingback: Quinto quarto » Blog Archive » Gli uomini del giorno: Carlo Petrini e Alemanno

  3. una gran cazzata…i pirla vivono in tutto il paese in varie fascie….l’omo intelligente per istinto travalica le lottizzazioni e le fazioni….io da figlio di contadino mi vanto di avere come bandiera il mio personalissimo modo di vedere….”so’ le braghe” facciamoci vedere per quello che vogliamo e pensiamo aldila’ degli stereotipi dx o sx…ho avuto delle piacevoli sorprese parlardo ultimamente con molte persone di ambo i lati….parola d’ordine: etica e sicurezza della propria pulizia mentale.
    adriano liloni
    il futuro della patria italiota sara’ solo in mano ai delottizzati di qualunque provenienza cardinale….

  4. io gli darei qualche litro di camomilla o un calmante e gli direi di non esagerare con la grappa, che dopo spara ca….e come quelle che ho segnalato. Ma si può, parlare ancora di fucili caldi, di martiri pronti a sacrificarsi, e basta ci ha veramente rotto i corbelli con queste assurdità da osteria di bassa.. Lega!

  5. Caro Franco so di essere leggermente fuori tema ma aspettavo un tuo post sulla Nazionalizzazione dell’Alitalia attraverso il suo acquisto da parte delle facoltosissime Ferrovie dello Stato.
    Il Luminosissimo Compagno Statalista Berlusconi finalmente ci ha detto da chi è composta la cordata italiana disposta ad acquistare la nostra compagnia di bandiera !!!
    Avrei voluto sentire le ipotesi di fucili caldi, rivoluzioni popolari liberali, moti di piazza nel nord se tale proposta fosse venuta da Prodi…..ah, povera Italia !!!

    Ciao

  6. caro compagno vignadelmar ho già definito “deliranti” ieri e lo confermo, le dichiarazioni del signor Bossi, e mi aspetto come te che i suoi colleghi di maggioranza gliele cantino chiare e pubblicamente definiscano folli e pericolose le sue dichiarazioni da gomito troppo alzato. E per del cattivo vino o della grappa dozzinale. Quanto alla “battuta” del cavaliere sull’ipotesi di nazionalizzazione dell’Alitalia mediante un acquisto da parte delle Ferrovie dello Stato, mi dichiaro sin d’ora disponibile a “marciare su Roma”, con chi ci sta, a far sentire con una manifestazione di piazza il nostro sdegno e la nostra totale non disponibilità ad accettare ipotesi parimenti deliranti come quelle che il sor Berlusca ha avanzato. Che se la compri lui l’Alitalia il Berlusca, con i suoi soldi, non quelli di noi contribuenti che ABBIAMO GIA’ DATO. Basta!!!

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