Domanda: é propaganda elettorale oppure no a due giorni dal voto pensare e soprattutto scrivere, guardando fuori dalla finestra la pioggia che infuria da due giorni qui in Lombardia, “piove governo ladro”?
E propaganda diretta o indiretta dirlo pensando non solo a questo governo, che quanto a tasse di ogni tipo ci ha alleggerito niente male, ma a quelli che verranno, quale che sia il “vincitore” di questa contesa alla quale tanti italiani si sono ben poco appassionati, preoccupati di ben altre e concrete cose che non siano se il nuovo presidente del Consiglio sarà il Berlusca oppure Uolter (essendo gli altri aspiranti premier dichiaratamente fuori dal gioco)?
E’ qualunquismo, deriva grillesca, populismo dire questo o semplicemente testimoniare, anche da un piccolo spazio come questo blog, la nausea che ti prende quando pensi alle politiche italiane vicende, quando ti chiamano a dare la fiducia (parola impegnativa) a qualcuno, a dargli il tuo voto e tu non sai nemmeno a che “santo” votarti? Datemi pure del qualunquista, ma a quasi 86 anni di distanza, come non sentire attualissimo il pensiero di Giuseppe Prezzolini che lanciando una Società degli Apoti, ovvero coloro che non la bevono, si rivolgeva idealmente ad una comunità di “individui liberi, raggruppati tra loro, che non parteggiano, che vogliono differenziarsi dalla vita e dalla malavita pubblica contemporanea per poter valutare l’attualità politica e la cronaca contingente con chiarezza e imparzialità”?
Piove governi ladri (e inadeguati, e deludenti e lontani dai cittadini e dal sentire comune), e mi sa tanto che domenica, dopo aver stappato una bottiglia di Barolo o di Brunello di Montalcino (vini liberi, vini veri che non fanno gregge, che sono sinceri e inimitabili, quantomeno nelle loro migliori espressioni), me ne starò alla finestra intrecciando le dita, sperando solo che il risultato del voto non ci regali il miglior governo, cosa impossibile, ma quello che farà meno danno a questa nostra povera Italia (senti)…
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Caro Franco, Lei dunque ci invita a starcene a casa e a non andare a votare. Alla finestra, insomma, augurandoci che il VOTO (di altri) ci REGALI non il miglior governo, ma quello che farà meno danni.
Mi spiace, ma non sono d’accordo. Sono tra quelli che non vogliono imparzialmente star sopra le parti e vedersi regalare (da voti altrui) un Governo del Paese, di qualunque colore sia. Penso che sia importante dire la mia, ancora dare fiducia a un esercizio democratico com’è il diritto di voto. Se vuole/vuoi, ne parliamo… Penso d’essere al Lonigo, domani pomeriggio… Sarà un piacere parlare ed anche la degustazione, of course!
Con reverenza
M.Grazia
Franco,
scusami ma dissento dalla tua eventuale scelta. Ritengo, come ho scritto nel mio post di questa mattina
http://esalazionietiliche.spazioblog.it/127692/
che se non si vuole votare c’è una legge che ci consente di farlo in un modo più significativo e in grado di “ferire” maggiormente l’apparato.
Ben sapendo che sulla rete non sono molti quelli che hanno voglia di perdere tempo spostandosi da un sito/blog all’altro leggendo pure in corsa, riporto qui quella che secondo me, per coloro che non vogliono dare a questa casta politica, che come ho cercato di fare notare nel post è anche ALTAMENTE INQUINANTE, è la soluzione più esaltante:
quando si va al seggio e dopo che le schede sono state vidimate si può dichiarare che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale. Le schede di rifiuto vengono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o all’astensione dal voto. A differenza dell’astensione, nel caso le schede di rifiuto arrivassero a un certo numero (cosa mai successa nelle elezioni italiane), la casta avrebbe “qualche problema” nell’assegnare i seggi vuoti e i media sarebbero obbligati a parlarne. Ovviamente io non vi invito a non votare, ma se doveste decidere di non dare il voto ad alcun partito, vi prego di usare questo sistema, che è l’unico che può tornare a vostro favore.
Egregio Ziliani
Prezzolini ci ricorda soprattutto che ormai in questo Paese non esiste più “opinione pubblica” che si indigna.Vorrei ricordare a Lei e alla sig.ra M.Grazia, che esiste un astensionismo reale del 30-40% fatto ( si legga Ilvo Diamanti e Giuseppe de Rita)dalla parte più attiva e intrapendente di questo Paese a cui questa mediocre massa di politici , di localismi, di Nord e Sud, di furbizie, di ciambellani fa letteralmente schifo. Un movimento trasversale, aperto , pronto alle novità inteso come opportunità, con “confini” che sono minimi quelli Europei (Diamanti). Sono la parte trainante minoritaria di questo Paese (De Rita) , quasi invisibile, la speranza dell’oggi e del domani.Sono quelli del fine settimana a Londra, come a Berlino , dell’Erasmus, sono quelli che li trovi a fare il barman per 10 giorni alla Fiera di Birminghan o ad offrire il proprio prodotto al distributore Danese o a lavorare alla City di Londra e Ti sorridono quando Tu ITALIANO gli chiedi ” chi Ti ha raccomandato” perchè là vale il curriculum e la buona volontà. Questi per chi devono votare Sig.ra M.Grazia? Visto che Lei non è d’accordo con Ziliani.
@Gentile signor Franco (non Ziliani), le cose che Lei cita mi sono ben presenti. E’ proprio sicuro che nessuno in questo Paese nutra la speranza che ci sia ancora modo di cambiare le cose, nella direzione che Lei auspica? Sa per chi vado a votare? Per una giovanissima ragazza veronese che è stata espressa dai giovani democratici, che non ha mai partecipato alla politica e ai giri di “raccomandati” che lei cita. Lei semplicemente vuole non solo sperare, ma darsi da fare per restituire la moralità e il senso “alto” alla politica. Non ci sta, nella massa dei sostenitori dell’antipolitica e dice che se anche perderà e non sarà eletta alla Camera dei Deputati, non mollerà il suo impegno. Lei non fugge da questo Paese… Che dovrei fare, secondo Lei, non andare a votare?
No grazie. Voto, eccome e ne sono pure orgogliosa!
Apparterrò forse, secondo Lei, alla categoria dei sognatori e degli idealisti che hanno fette di prosciutto sugli occhi… Mi creda: se le cose non cambiano è perchè un po’ tutti hanno perso la forza di sognare e sì, qui ha ragione, di indignarsi. Mi illuderò, ma ci siamo messi in mente di provare ( almeno provare) a cambiare le regole del gioco.
Cordialmente,
M.Grazia
@Gentile Roberto Giuliani, la procedura di cui lei parla non è corretta. Siccome questo è un tam tam che gira da giorni consiglierei a tutti coloro che sono convinti che si possa attuarla, di telefonare all’ Ufficio Elettorale del proprio Comune di residenza, dove si verrà edotti sul fatto che:
il rifiuto della scheda elettorale è contemplato solo per i Referendum in quanto ha un senso in funzione del raggiungimento o meno del quorum.
Nelle elezioni si puo’ rifiutare una scheda se ve ne siano diverse, ad esempio rifiutare quella del senato e accettare quella della camera, o accettare quella per il voto amministrativo (province e comuni) e rifiutare quelle delle politiche: verrà verbalizzato il rifiuto di una o piu’ scheda MA il votante NON verrà conteggiato numericamente come votante.
ATTENZIONE, tale rifiuto va espresso PRIMA della consegna della scheda: una volta ricevuta la scheda e portata nella cabina il personale del seggio è OBBLIGATO per LEGGE ad inserirla nell’urna.
Pertanto, nel caso di rifiuto totale delle schede da parte di un elettore, la sua sola “presenza” al seggio NON sarà OVVIAMENTE conteggiata tra il numero degli elettori: tanto vale che se ne resti a casa!
E’ vero che i Segretari debbono verbalizzare eventuali proteste ma questo non cambia le procedure secondo le quali se un elettore, dopo aver portato la scheda in cabina, si rifiuta di inserirla nell’urna compie un illecito se non addirittura un reato.
In tal caso nonostante la verbalizzazione delle sue (illegittime) “proteste” verrà denunciato per intralcio alle operazioni di voto dalle Forze dell’Ordine, che il personale dei seggi è obbligato a chiamare in questi casi.
E’ bene ricordarsi che:
non restituire la scheda elettorale
strappare la scheda elettorale
intralciare le operazioni di voto
sono reati perseguiti penalmente.
E’ poi assolutamente FALSO che le schede bianche e nulle vengano assegnate: il loro valore è solo legato al conteggio nel numero dei votanti.
Per conoscenza.
M.Grazia
Il mito dell’estero, il mito dell’erasmus (o orgasmus?). Non esageriamo signor Franco, non esageriamo. C’è del sano anche in Italia, e glielo dice uno che lavora in Svizzera. Non siamo tutti Rivella & co. Saluti e buon voto a tutti.
@M.Grazia
la ringrazio per le precisazioni, anche se leggendo il testo unico non ci sono riferimenti ad alcun referendum. Le informazioni sono disponibili in rete nei siti che trattano l’argomento “non voto”.
Maria Grazia: quello che scrive le fa onore e io, a 50 anni, la penso e l’ho sempre pensata come lei. Ma tanti anni di lavoro in una pubblica amministrazione cui è seguito il lavoro in proprio e grazie all’impegno sociale che mi ha sempre animata oggi ho ancora speranza ma, appunto, non le fette di salame sugli occhi, peraltro, connotato tipico questo delle giovani persone per bene. Il sistema istituzionale ed economico italiano non funziona “dal di dentro”; è un groviglio di oscuri piccoli e infiniti centri di potere che come una mucillagine hanno invaso tutto quanto e non esiste al momento una forza capace di bonifica. Il PD è la riedizione di un film che dura da oltre 40 anni, perfettamente restaurato – e in questo rendo merito all’abilità di Veltroni e staff – ma che parte proprio dalla capacità ideologica estremamente consolidata di non voler cambiare nulla dando idea dell’esatto contrario. E’ una armata ordinata e ben ammaestrata, in cui i pezzi nuovi sono richiami da vetrina: il potere vero resterà sempre là dove è sempre stato, nel “sistema”. DaLL’ALTRA PARTE NON C’è VERA CULTURA POLITICA ma sparate in ordine sparso, che fanno vacillare le speranze di chi nel liberismo etico, nel merito e nell’uguaglianza di diritti e doveri ci crede davvero e alvora con impegno rischiando di persona ogni giorno, per sè e per i propri dipendenti. Ho tanti dubbi ma sempre tanta speranza e per questo andrò a votare. Ma non dimentichiamo che purtroppo nihil novi sub soli. Ed è vero da secoli.
@Patrizia, la ringrazio per la stima ed anche perchè, nonostante tutto, andrà a votare. Nutro la speranza che qualcosa di nuovo “si può fare”. Lo so, è uno slogan, ci sono molti protagonisti del film già visto, ma ve ne sono anche altri del tutto nuovi: tanti giovani innanzitutto e poi, tante donne: io stessa non ho mai fatto politica attiva fino a 50 anni. Mi viene da dire che mai come ora c’è bisogno di un voto sulla fiducia: i cambiamenti richiedono tempo e coraggio e proprio quella cultura politica di cui lei parla.
@Roberto Giuliani Interpellata la Prefettura che riferisce quanto segue:
“E’ POSSIBILE per l’elettore presentarsi al seggio, consegnare il documento d’identità, farsi registrare, farsi apporre il timbro sulla tessera elettorale e poi RIFIUTARE LA O LE SCHEDE ELETTORALI.
In questo caso, l’elettore risulterà essersi presentato al seggio, ma non aver votato e ciò non inciderà in alcun modo sul risultato elettorale. Il Presidente del Seggio metterà a verbale che l’elettore non ha ritirato la o le schede e quindi sarà spuntato dall’elenco.
Qualora, invece, l’elettore ritirasse la o le schede, risulterà elettore a tutti gli effetti e se non vorrà votare le schede, esse saranno considerate nulle.
Per quel che riguarda la possibilità da parte di chi non ritirasse le schede, di far mettere a verbale delle dichiarazioni, è consentito esclusivamente obiettare in merito al corretto svolgimento delle operazioni elettorali, quindi su questioni di carattere tecnico/procedimentale. Non è, invece, assolutamente consentito a qualsivoglia elettore, richiedere che siano registrate dichiarazioni di carattere politico o di altro genere.
In ogni caso, a nessuno è permesso, con il proprio comportamento, recare intralcio al regolare svolgimento delle operazioni di voto. Se si determinassero situazioni di tal fatta, sarà legittimo l’intervento del Presidente del Seggio e delle Forze dell’Ordine”.
Quello che volevo ribadire nel precednete post è che il rifiuto della o delle schede comporta il NON COMPUTO ai fini del risultato: è come se non ci si recasse al seggio o si votasse scheda bianca.
Cordialmente
M.Grazia
@M.Grazia
La ringrazio per il suo interessamento che si è dimostrato davvero utile, non sempre si riesce a fare chiarezza e ad ottenere informazioni precise su argomenti così complessi.