13 maggio: Serata Brunello di Montalcino a Modena

Sono proprio felice, lo sono sempre, ma questa volta lo sono ancora di più, di tornare a Modena, dagli amici della delegazione modenese dell’A.I.S. (cito su tutti il delegato Luigi Carnevali e la brava Barbara Brandoli, ideatrice dell’associazione culturale Divino scriveresito e blog ) per condurre, reduce da una settimana in Langa, una serata dedicata al Brunello di Montalcino (vedi Serata Brunello Modena).
Otto vini, otto signori vini, otto vini sulla cui natura esclusiva di vini prodotti solo con uve Sangiovese in purezza di Montalcino non ho alcun dubbio e di cui mi faccio garante, in degustazione, e basterebbe già questo, credo, a rendere la serata quantomeno interessante.
Ma c’è altro però, c’è stato e ci sarà altro, come ci riferiscono le cronache (leggere la prima uscita delle WineWebNews dell’A.I.S – link – per averne un’idea), ovvero lo scandalo – ma oportet ut scandala eveniant ho scritto – vedi – dei Brunello di Montalcino “non conformi” al disciplinare, perché sospettati, così dice l’inchiesta in corso, di avere unito al Sangiovese quote di altre uve (leggi Merlot, Cabernet, ecc.) e sarebbe ipocrita non tenerne debitamente conto.
Sarà pertanto una bella occasione, oltre che per rendere omaggio al lavoro serio della stragrande maggioranza dei produttori di Montalcino, che hanno rispettato il dettato del disciplinare in vigore, che non hanno turlupinato i consumatori, che non si sono sognati, né si sognano, di proporre di imbastardire il loro Brunello con iniezioni, più o meno truffaldine, di altre uve, e per presentare le aziende che hanno voluto collaborare a questa serata e coglierne lo spirito, particolarmente in questo momento, ed i loro vini. E per cercare di riflettere insieme su cosa è successo a Montalcino, non solo ora che lo scandalo è scoppiato, ma nel corso degli ultimi 10 anni, da quando il vino, essendo diventato di successo e oggetto di un fiorente business, ha subito una serie di attenzioni-tentazioni che hanno condizionato il lavoro delle aziende.
Anche in occasione di questa serata, come ho sempre fatto su questo blog a partire dal mio primo post sul tema, pubblicato il 21 marzo, esprimerò, con chiarezza e assoluta indipendenza, il mio punto di vista, quello che penso su quello che è accaduto e su quello che ora si dovrebbe fare, a Montalcino, per mantenere alti il nome e l’immagine di Messer Brunello.
I vini in degustazione, nel corso della serata, che si terrà martedì 13 maggio alle 21, presso quella bellissima sede (già collaudata in febbraio nel corso di una fortunata Serata Barolo) che è il Golf & Country Club di Colombaro di Formigine (via Castelnuovo Rangone 4) all’immediata periferia di Modena, lungo la strada verso l’Abetone, saranno otto Brunello di Montalcino, rigorosamente annata 2003, di aziende note e meno note, delle più grandi e affermate Col d’Orcia e Lisini, sino ai piccoli, ma qualitativamente impeccabili, Citille di Sopra, Gianni Brunelli, Pecci Celestino, Pinino, Tenuta di Sesta e Uccelliera.
Vini che ho scelto non perché mi siano simpatici i produttori, che in alcuni casi non conosco nemmeno di persona, ma perché nel corso degli assaggi di Benvenuto Brunello edizione 2008 ho ritenuto i loro vini tra i migliori, o più interessanti, rispettosi del Sangiovese e dei terroir di Montalcino in un’annata difficile e quantomai soggetta a “tentazioni” interventiste come il 2003.
Sono persuaso che sarà una bella serata e che chi deciderà di esserci (vedi qui il link al sito della pagina dell’A.I.S. Modena del sito Internet dell’A.I.S. Emilia per informazioni e modalità di iscrizione) non si pentirà di aver scelto di partecipare…

0 pensieri su “13 maggio: Serata Brunello di Montalcino a Modena

  1. E bravo, bravo davvero, caro Ziliani!
    Da iniziative come questa passerà la ri-costruzione del rapporto tra il Brunello e i suoi estimatori. E da qui può riprendere una riflessione seria di chi ha sbagliato, facendo compiere uno scivolone all’immagine di TUTTI i soci (cioè di tutti i produttori) e mettendo a repentaglio un pezzo significativo del Made in Italy. E a quest’ultimo proposito, sarebbe interessante conoscere il parere di uno che se ne intende – e che proprio per la sua competenza è stato nominato – sto tirando in ballo Luca di Montezemolo.
    Sì, perché lui sa che Ferrari ha vinto e vincerà perché la squadra che ci lavora non si permette defaillances; e anche se la metafora può sembrare tirata per i capelli, non pensa – gentile Ziliani – che vi siano più d’una analogia (tra la Ferrari e il Brunello)?
    Perché con i compromessi e con l’opacità non si può mantenere la leadership in uno scenario mondiale…
    Saluti.

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