Brunellopoli: così parlò… il Robert Parker der Tufello

Godetevi questa video-intervista (vedi filmato) rilasciata all’amico “sommelier informatico” e wine blogger Andrea Gori (leggi) dall’ineffabile “Robert Parker der Tufello“, al secolo Daniele Cernilli, direttore del Gambero rosso e co-direttore della guida Vini d’Italia.
Si parla del Brunello e di Brunellopoli (a proposito delle quali si è fatto vivo improvvisamente, per la serie “non è mai troppo tardi” – leggi – il Consorzio del Brunello di Montalcino).
Non intendo commentare in alcun modo quello che Cernilli ci racconta, a voi il piacere di ascoltare e farvi un’idea…

0 pensieri su “Brunellopoli: così parlò… il Robert Parker der Tufello

  1. sarò ignorante in materia,ma mi pare di ricordare che un vino a d.o.c vada arricchito con m.c.proveniente dalle stesse uve stabilite dal disciplinare.

  2. Io, non so se il 6% di mosto concentrato sia sufficente o no. Ma, anche se si avvera che i produttori del Brunellopoli non hanno superato questo livello (e, ovviamente, non ne potrei avere la minima idea), rimane il problema dell’autenticità del Brunello in quanto toscano, no ? E’ una domanda sincera alla quale non ho personalmente risposta.

  3. Piero Totis ha messo anche un 2% di Picolit nella Ribolla Gialla e la differenza era sensibile. C’era anche chi metteva un 2,5% di Raboso del Piave nel Barolo e lo si sentiva. Dipende dalle caratteristiche dei mosti e dal tipo di vino che si fa, a volte basta poco davvero per lasciare il segno.

  4. La storia del mosto concentrato credo valga per tutti i vini italiani. Non credo si trovi nelle disciplinari delle varie D.O.C.G. o D.O.C.

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