Non è andata male, anzi, l’attesa assemblea dei produttori del Consorzio del Brunello che ieri si è protratta, con molti interventi vivaci e grande partecipazione, soprattutto di quell’insieme di piccoli produttori che formano il tessuto connettivo e la forza vitale del mondo produttivo ilcinese sino alle 20.30.
Il bilancio, molto discusso e da qualcuno contestato, è stato approvato, con alcuni voti contrari e qualche astensione, i “fenomeni” che nelle due ultime riunioni avevano tentato una… Fuga proponendo un cambio di disciplinare e l’apertura ad altre uve oltre al Merlot se ne sono stati zitti, come i rappresentanti di qualche grande azienda finita sotto indagine, e l’inchiesta continua (sarebbero addirittura un centinaio le aziende indagate per vari motivi) e, come scrive oggi La Nazione (leggi) “giovedì scorso sono stati disposti nuovi sequestri di documenti”, (insistenti rumors parlano della Guardia di Finanza in visita al Consorzio…).
Mentre tutti attendono l’arrivo, prossimo, degli americani, che verranno a chiedere quella chiarezza (i nomi di tutte le aziende indagate, per bloccare l’importazione dei loro Brunello, oppure in alternativa certificazioni rigorose che attestino essere i loro vini prodotti con solo Sangiovese di Montalcino), che sinora ha latitato, nella riunione di ieri non sono emerse idee strane e tentazioni di disinvolte scorciatoie e sono state approvate, anche tramite una mozione del presidente, le istanze di tutela, e disposta l’attivazione di un sistema rigoroso di controlli basata sul profilo antocianico dei vini.
Diversi gli interventi, di produttori grandi e meno grandi, che hanno espressamente richiesto che non si cambi il disciplinare del Brunello, che hanno capito benissimo, alla faccia dei furbetti, dei “teorici dell’omologazione, del liberismo selvaggio applicato al settore vitivinicolo, di quella malintesa modernità che vorrebbe qualsiasi prodotto enologico conforme ai canoni della richiesta di mercato”, che introdurre altre uve accanto a quella trave portante che è il Sangiovese, sarebbe stata un’emerita bischerata, che tanti appassionati del Brunello, consumatori, importatori, distributori, enotecari, ristoratori, giornalisti, non avrebbero capito e perdonato.
Non è andata male, insomma, come mi ha chiaramente detto qualche produttore da me interpellato (evviva!, diversi produttori sono tornati a parlare, capendo che questa “battaglia” è una battaglia fatta solo in difesa del Brunello, a tutela dei loro interessi, non per conto e al servizio di qualcuno, come ha detto qualche imbecille sprovveduto, per il quale i giornalisti sono tutti uguali a quelli che, magari, ha nel libro paga e non agiscono in base ad ideali e sentimenti ma solo per tornaconto personale…), e piano piano, se i politici non faranno danni, se non si cederà alla tentazione del colpo di spugna, illusione che qualcuno ancora coccola ritenendola LA soluzione obbligata, vedrete che il Brunello, quello vero, quello che è più forte delle parole, degli scandali, dei pasticci, e Montalcino riusciranno ad uscire, a testa alta, da questo cul de sac nel quale qualche sprovveduto li ha infilati.
Perché nessuno vuole una soluzione punitiva, o autopunitiva, oppure, come si è detto, un po’ infelicemente, “far tornare sulla Panda i tanti che oggi girano in Mercedes” (se uno ha la carte a posto e paga le tasse può permettersi tutte le Mercedes e le Porsche Cayenne che vuole…), ma semplicemente distinguere le responsabilità di chi ha osservato le leggi, rispettato la storia, l’immagine, la credibilità del Brunello e chi invece ne ha fatto un uso personale, disinvolto, in base al proprio tornaconto, o come forse preferirebbe dire, al business.
Vedremo gli sviluppi dei prossimi giorni, quelli che ci separano dall’incontro con le autorità dell’U.S. Alcohol and Tobacco and Trade Bureau (TTB) – leggi – che verranno tra una decina di giorni in Italia.
Intanto registriamo con interesse quello che riporta, ovviamente ben informato, il quotidiano fiorentino La Nazione oggi, con questo articolo (vedi) che sostiene che “il Caso Brunello continua a tenere banco sulle cronache” e riferisce che “giovedì scorso sono stati disposti nuovi sequestri di documenti, mentre proseguono gli interrogatori alla Procura della Repubblica. Quattro i produttori già ascoltati dai magistrati. E mentre l’inchiesta va avanti si aprono altri fronti per cercare soluzioni ai tanti problemi che stanno seriamente danneggiando (economicamente e in termini di immagine) uno dei migliori prodotti italiani conosciuto in tutto il mondo. E’ dell’altro ieri, infatti, l’incontro a Roma tra il sottosegretario Antonio Bonfiglio e il presidente del Consorzio del Brunello.
Nell’occasione è stata avanzata la proposta (portata ieri sera al vaglio dell’assemblea del Consorzio) di istituire una commissione di garanzia formata anche da componenti istituzionali che abbia la funzione di collegamento diretto tra produttori e Ministero.
«L’obiettivo è quello di trovare una risposta veloce — afferma Donatella Santinelli, responsabile regionale per An del settore agricoltura — ai tanti problemi che oggi gravano sul Brunello. Il ministero si sta occupando del caso in maniera seria e concreta e ha dato la sua massima disponibilità”.
Interessante l’ipotesi di una “commissione di garanzia” che dovrebbe fungere da tramite tra produttori e Ministero delle Politiche Agricole, ma chi dovrebbe farne parte? Ci si augura persone di specchiata garanzia, moralità e indiscussa competenza, assolutamente non coinvolte, anzi, nemmeno sfiorate, in questa indagine, che portino un contributo di chiarezza, professionalità ed un agire disinteressato, ovviamente nel nome del Brunello e dell’intero mondo produttivo di Montalcino, fortunatamente un po’ meno disorientato e più chiaro, nei propri orientamenti, di quanto appariva solo qualche settimana fa: il tempo, in alcuni casi, è davvero galantuomo…
qui, di seguito, il comunicato stampa ufficiale del Consorzio Brunello 31 maggio
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Mi sembra un discreto progresso, rispetto alla situazione delle scorse settimane.
Ci vorrebbero dei garanti intelligenti e capaci, che potrebbero quindi aiutare il consorzio a uscire da questo incubo, e perché no?, pilotare il rientro nelle regole delle aziende con problemi.
Se invece i garanti dovessero arrivare dalla politica (che magari può anche essere stimabile, ma non ha le competenze), o, come osservava qualcuno su questo blog, dalle associazioni di categoria (spesso in conflitto d’interessi!), si passerebbe dalla padella alla grigliata.
Perché il problema non è politico, è prima di tutto ETICO.
Chissà se il fiato (di questo procuratore della repubblica)sul collo ha portato buoni pensieri a qualcuno?
Io credo di sì.
E ricordo anche che, più di una volta, dalle situazioni di crisi estrema sono uscite soluzioni di rilancio.
Così, in tarda mattinata, il Consorzio del Brunello di Montalcino ha finalmente comunicato ufficialmente, sul proprio sito Internet, quanto deciso ieri, e quanto avevo sommariamente accenato: ”I produttori del Consorzio del Brunello di Montalcino riuniti in Assemblea nella cittadina toscana, hanno approvato il via libera a una svolta definita “epocale nella panorama del settore vinicolo italiano” approvando l’introduzione di tecnologie e metodi analitici a garanzia del DOCG del rinomato vino toscano.
La decisione di introdurre per la prima volta in Italia metodi analitici di controllo del vino è stata presa dal Consorzio di concerto con e il Ministero delle Politiche Agricole e la Camera di Commercio di Siena che daranno vita al fianco del Consorzio, con i rispettivi rappresentanti, al Board di Garanzia che definirà i parametri analitici e gli strumenti operativi per garantire la purezza Sangiovese richiesta dal Disciplinare.
Il Board di Garanzia – formato da tre persone con specifiche deleghe di competenze – si avvarrà della consulenza di tecnici specialistici di fama internazionale nel settore dell’enologia, dell’agricoltura e della biologia. A questa soluzione concreta e pragmatica si è giunti attraverso un confronto tra il Consorzio ed il Governo grazie all’operato dell’l'On. Antonio Bonfiglio, Sottosegretario alle Politiche Agricole e Forestali.
La decisione adottata dall’Assemblea conferma il rispetto del “Disciplinare” con l’introduzione oggi e per il futuro dei migliori e più innovativi strumenti e procedure di controllo che il mondo scientifico mette a disposizione per garantire, tra le altre, quattro priorità: la purezza del Sangiovese nel Brunello; la conformità delle tecniche vitivinicole dalla vigna alla produzione; l’affinamento tradizionale in legno; la tipicità e l’origine del vino in termini territoriali. L’assemblea del Consorzio del Brunello di Montalcino, inoltre, ritiene che la decisione adottata vada nella direzione di risposta alle richieste dell’Ente americano TTB – Ufficio per il Commercio e la Tassazione di Alcol e Tabacco – in merito alla tutela di garanzia per la distribuzione dell’annata 2003 sui mercati Usa. Il testo completo del comunicato sul sito Internet del Consorzio: http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/brunello/ns.asp?wci=wnsw&lng=1040&cur=0&pid=ZCN00322
Franco, sono curioso di leggere cosa scriveranno adesso, su questa decisione, i numerosi personaggi che solo un paio di mesi fa si sono stracciati le vesti di fronte alle ipotesi di taroccamenti……
non diranno niente Andrea, faranno finta di niente, anche qualche imbecille, ebbene sì, qualche imbecille, che aveva scritto che mi ero inventato tutto e che avevo sollevato la “questione Brunello” per farmi notare… La “battaglia” non é finita – io penso di aver dato un buon contributo affinché le cose andassero in questo modo e non altrimenti, facendo capire anche agli indifferenti come il mondo non avrebbe accettato pasticci e colpi di spugna – ma credo che quanto deciso il 30 a Montalcino sia una buona cosa e che il Brunello, oggi, abbia prospettive decisamente migliori…
….ora toccherà anche alla Barabino. Sono curiosa di vedere che cosa si inventeranno per il rilancio del brand….
Sig.Ziliani, sono convinto che chi ha dato “fermamente contro” ai suoi articoli che denunciavano la situazione debba per forza dire qualcosa. Specialmente se personaggio “pubblico” e addetto ai lavori.
Questo penso.
Auspico un periodo di estrema chiarezza sia a Montalcino che in altre aree DOC e DOCG da monovitigno.
Saluti
Caro Ziliani, sono convinto che senza questo blog, il suo coraggio e l’opinione di tante persone – addette o appassionate – di cui lei ha impavidamente stimolato l’attenzione, non ci sarebbero state due assemblee del consorzio così partecipate e attente.
Questo farà anche crescere tutti i soci, e non sarà poco.
Di questo le debbono tutti esser grati; presto capiranno anche le capetoste in Fuga, che sarebbe davvero una stupidaggine – un tacon pegio del buso – qualsiasi cambiamento che renda piacevole (cioè massificabile) un vino che NON è PER TUTTI.
Con buona pace dei falsi democratici, il Brunello è per chi lo capisce, non è un vino da pullman.
@ Giorgia, condivido pienamente la Sua interpetrazione, e mi
coplimento anche, per la chiarezza l’incisività del pensiero.
Lino
@ Giorgia
Il dott. Ziliani è un grande, non solo perchè difende a buona ragione una Docg così importante, ma perchè difende il vino italiano nella sua totalità, parlando anche di vini da vitigni meno conosciuti, sicuramente da degustare e apprezzare.
troppa grazia Sant’Antonio Paolo e bontà sua! Cerco di fare semplicemente, con onestà e dignità e attenzione alle ragioni del consumatore pagante, il mio mestiere di cronista del vino, esprimendo le mie opinioni, con chiarezza, senza guardare in faccia a nessuno. Sicuramente in questo lavoro ci metto tanto amore e un entusiasmo che non ho ancora perso, nonostante delusioni e disillusioni varie. C’é del marcio nel mondo del vino, ma credo che la parte sana, quella che vale ancora la pena di essere raccontata, sia preponderante ed é a quella, come a lettori curiosi e di buona volontà, che mi rivolgo…
Buona sera.
Sono appena tornato dal we e finalmente vedo qualcosa di sensato……. allora forse forse a chiedere (e richiedere e richiedere e richiedere…….) cose logiche e di buon senso, piano piano ci si fa ascoltare. Quasi mi meraviglio ma meglio così.
Buon serata.
Zaia ha rilasciato domenica le stesse dichiarazioni della Lega Nord di Siena di sabato sera: evidentemente la proposta del Consorzio del Brunello era un accordo (o un infinocchiamento) sottobanco della Vice Presidente di AN con le lobby dei produttori e o potentati del PD
interessante quello che sostiene Enrico, in questo strano gioco la politica, bipartisan, sta entrando pesantemente. Ecco perché ritengo ancora valido l’appello rivolto al Ministro delle Politiche Agricole in questo intervento di qualche tempo fa:
http://vinoalvino.org/blog/2008/05/brunellopoli-appello-al-ministro-delle-politiche-agricole-e-forestali-luca-zaia.html
Ma non ditemi che per arrivare al ministro della lega sono passati da an. Come dire che per arrivare a veltroni passo da d’alema.