Produttori di Langa: che errore non partecipare ad Alba Wines Exhibition!

Pensavo fosse superfluo, tanto la cosa è ovvia e ritenevo acquisita e incontestabile, ribadire la centralità e l’indispensabilità di Alba Wines Exhibition, l’annuale manifestazione, organizzata dall’Unione Produttori Vini Albesi, con il braccio operativo-organizzativo dell’agenzia Wellcom, che da 13 anni permette alla stampa specializzata italiana ed internazionale di convenire per alcuni giorni ad Alba per un assaggio meditato delle nuove annate dei tre vini base Nebbiolo di Langa: Roero, Barbaresco e Barolo.
Mi sembrava pletorico ripetere, per quante volte l’ho già ribadito, scrivendone, parlandone in pubblico, anche in terra toscana, favorendo una sorta di virtuoso passaparola ai colleghi della stampa internazionale, che questa è la manifestazione numero uno non solo in Piemonte ma dell’Italia tutta, quella che ci consente di degustare, nelle migliori condizioni possibili, con calma, seduti, serviti dai bravi sommelier A.I.S., disponendo di diverse ore di tempo a disposizione, con la modalità degustazione alla cieca, un massiccio, significativo, importante numero di vini delle nuove annate che Dio e Bacco mandano anno dopo anno in terra.
Chiedetelo ai colleghi che, come me, hanno da anni la fortuna ed il privilegio di essere invitati e di trascorrere alcuni giorni, ospiti dell’Unione Produttori Vini Albesi e dei produttori che credendo in questa manifestazione, nella sua efficacia, validità e serietà, ne rendono possibile lo svolgimento. Non c’è altra vetrina a noi riservata, in Italia, né Benvenuto Brunello, né Anteprime del Chianti Classico, del Vino Nobile di Montepulciano, dell’Amarone della Valpolicella, ecc. ecc. dove chi voglia farsi un’idea complessiva del valore delle nuove annate, delle stilistiche dominanti, delle diversificazioni dei vini in base ai terroir (elemento fondante e fondamentale in vini come Barbaresco e Barolo), possa avere a disposizione un campione di vini così ampio.
Eppure, spiace doverlo fare rilevare, a fronte di una qualità costante della manifestazione, di una sua crescita continua, che comprende anche le degustazioni pomeridiane e la possibilità di fare visita alle aziende che partecipano ad Alba Wines e mettono in degustazione, mettendosi in gioco alla pari degli altri, famosi o meno famosi, ricchi e potenti o emergenti, i loro vini, da alcuni anni si sta verificando un fenomeno preoccupante e deteriore.
Parlo del disimpegnarsi di un numero crescente di aziende significative, che decidono, per varie motivazioni, alcune oggettive, tipo non avere ancora imbottigliato i vini dell’annata che sarà tema delle degustazioni (quest’anno il 2005 per il Barbaresco ed il Roero, ed il 2004 per il Barolo), oppure diciamo così soggettive e personali, dotate di fondamento oppure meno, di non partecipare e di non mettere i loro vini in degustazione.
Questa scelta, piaccia o meno, costituisce un oggettivo impoverimento della manifestazione, che resta importante, anche se deprivata della presenza di vini noti e talvolta mediatici, ma che viene in qualche modo minacciata, nella sua essenza, dal non vedere molte aziende significative non scendere in campo e offrire il loro contributo ad una vetrina che è interesse di tutti, nessuno escluso, abbia a perpetuarsi ed essere la più rappresentativa e onnicomprensiva possibile anche in futuro.
Questo con il contributo, la collaborazione ed il co-protagonismo di tutti, perché è il messaggio dei grandi vini base Nebbiolo di Langa che deve passare, della loro grandezza e nobilitate, non dell’essere superstar, protagonista e numero uno (due o tre) di qualcuno in particolare.
Registro pertanto con disappunto e sincero dispiacere che quest’anno, è un elenco ovviamente incompleto, tentato alla volée e senza alcuna pretesa di essere esaustivo, mancano all’appello le seguenti aziende:
Azelia
Batasiolo
Boasso Franco
Boglietti
Borgogno
Bruno Giacosa
Cabutto Tenuta La Volta
Camerano
Cappellano
Castello di Neive
Ceretto
Cigliuti
Clerico
Conterno Fantino
Conterno Paolo
Corino Giovanni
Corino Renato
Elio Altare
Elio Grasso
Eraldo Viberti
Erbaluna
Ferdinando Principiano
Flavio Roddolo
Gaja
Giacomo Conterno
Giuseppe Mascarello
Ghisolfi Attilio
Manzone Giovanni
Oberto Andrea
Oddero Luigi e figli
Paolo Scavino
Piero Busso
Pira
Roberto Voerzio
Schiavenza
Sobrino
Varaldo

A tutti loro, vorrei chiedere, per favore, di riconsiderare la loro posizione, di non chiamarsi fuori, di non sentirsi estranei e non toccati da questa manifestazione che è e vuole essere una vetrina collettiva dei vini base Nebbiolo prodotti nella Langa albese, di crederci invece, e dare un contributo, importante, alla sua possibilità di avere un futuro anche nei prossimi anni.
E’ nell’interesse di tutti, nessuno escluso, mantenerla in vita, migliorarla, renderla sempre più vitale, non progressivamente soffocarla con un’indifferenza non solo egoista, ma miope e colpevole.

 

0 pensieri su “Produttori di Langa: che errore non partecipare ad Alba Wines Exhibition!

  1. La lista mette i brividi in effetti. Sarebbe interessante sapere in che modo queste aziende pensino di tener vita ai propri rapporti con la stampa del settore. O credono di “cavarsela” spedendo 2 bottiglie per tipo alle guide?

  2. I titolari di due di quella aziende mi hanno detto che in questo periodo arrivano da una serie di impegni promozionali, parecchi anche all’estero, che gli rendevano difficoltosa la partecipazione.
    Edoardo

  3. Credo che la scelta di non partecipare possa anche avere altre motivazioni. E scrivo quanto segue con tutto il rispetto per gli organizzatori e per i giornalisti serii che dedicano il loro tempo e non poche energie all’ evento. Ci potrebbe essere da parte di alcuni dei produttori elencati una scelta strategica di non mettersi in gara in una manifestazione generalista che include altri produttori magari non giudicati alla propria altezza Senza offesa per nessuno.

    Per produttori che hanno produzione limitata, ottimo “smaltimento” della propria produzione e mercato
    per cosí dire garantito, la partecipazione potrebbe essere una spesa superflua.

    Ma il problema di fondo é che le degustazioni vengono poi riportate – nella maggior parte dei casi – su i media dei giornalisti stranieri in forma di graduatorie e di punteggi. Non credo sia questo lo spirito
    né la volontá originaria dell’evento che é una presentazione e non una gara. Comprensibili, almeno da parte mia, quindi, le riserve di produttori che non desiderano gettare i proprii vini nella mischia e rischiare di essere il trentottesimo vino assaggiato da un giornalista che vine da Boston o da Auckland
    per stilare classifiche di merito. Non so quanti vini a base di nebbiolo possano essere
    giustamente inquadrati e valutati da chi – jetlag e stanchezze di viaggio a parte – in tarda mattina o alla fine della sessione pomeridiana ha sulle papille gustative trentotto, quaranta, sessanta vini.
    g

  4. Trovo la decisione di questi produttori, molti dei quali amici, sbagliata e dannosa, dannosa per la loro immagine prima ancora che per la manifestazione. Intuisco con dispiacere il disegno mentale che puo’ aver spinto alla defezione… un’istintiva e arcitaliota sfiducia ‘a prescindere’ verso le istituzioni [in questo caso il Consorzio e il comitato organizzatore di Alba Wine Expo]… e dunque il desiderio di attirare i giornalisti a casa propria, e li’ condurre, sotto l’occhio del padrone che ingrassa il punteggio… delle degustazioni ‘en privee”. Pur avendo partecipato a sole due edizioni, ho trovato il lavoro svolto dalla Wellcom e dal Consorzio egregio in tutti i dettagli, un servizio reso alla denominazione e a tutti i produttori senza favoritismi o ostracismi. Mi sbaglio? Qualche produttore la pensa diversamente?
    Pensiamo infine ai giornalisti che vengono da lontano, da altri paesi, che non hanno l’opportunita’ di visitare il Piemonte ogni mese per andare in cantina ad assaggiare i Barolo e i Barbaresco degli ‘aventiniani’.

    Saluti da New York,

    Luca Mazzoleni

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