Quanno ce vo’…, ce vo’… – la finestra di Briscola

Oggi ho ricevuto in invito ad andare a Napoli, che, di questi tempi, è un invito ambiguo, diciamolo.
Una volta si diceva “Ma va’ in Egitto” (chissà perché, forse qualcuno ce l’aveva con le piramidi o con il Nilo o con i faraoni e i coccodrilli, mah!), adesso se uno ti dice “Va’ a Napoli” ci devi pensar su prima di rispondere. Mi hanno invitato a una degustazione di vini, nella Città del Gusto, altra definizione che, a Napoli, fa un po’ pensare.
La Città del Gusto di Napoli, come si sa, è nata recentemente. E’ nata in corso d’opera, più o meno quando era esplosa  l’emergenza rifiuti. Non so perché sia nata lì, ma una ragione ci sarà. Non so perché sia nata proprio allora, ma anche questo avrà pure una ragione.
In quel tempo, si diceva che non è mica vero che la città (non del gusto) era piena di immondizie, ma va’. Anzi: belle riprese televisive ci dimostravano che era tutto lindo, ci mancherebbe. Tutt’intorno c’era il caos, ma lì no. Va be’.
Oggi però mi hanno invitato a una degustazione di vini autoctoni. Autoctoni di dove?!?  La domanda non è peregrina, pensateci.
E allora ho immaginato se, per ipotesi, dovessi dire in famiglia: “Ciao, vado a Napoli a una degustazione di vini autoctoni!”, qualcuno si porrebbe delle domande, magari evitando di pormele pur di non sentire la risposta.
Ecco, allora io dico che ci vuole un applauso. Non ironico o maligno, ma un applauso sincero perché l’invito è perlomeno eroico, così come l’intenzione (che par la sola intenzione buona, a quanto si sa) di sollevare un po’ le sorti di una città, di un territorio, di una zona che sta soffocando. Non che sia negabile l’esistenza del problema, ci mancherebbe.
Ma qualcuno che dica: “La vita continua”, questo è (ahimé) straordinario. Non andrò a Napoli perché vivo a troppi chilometri di distanza ma chi può dovrebbe andare, così, anche solo per verificare che la città è pulita o sporca e poi venire a raccontarcelo, compreso un giudizio sui vini.
P.S.: non sono una fan scalmanata delle iniziative gamberosse, ma quanno ce vo’, ce vo’!
Many Kisses! Briscola

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  1. Io invece credo che questo post abbia un senso, e sia in questa frase “Non andrò a Napoli…ma chi può dovrebbe andare”. Sì, nonostante tutto, ma proprio tutto, chi può venga a Napoli: sotto lo schifo, c’è ancora tutto.

  2. Pingback: Vino da Burde - » Saluti a Cooking, a Vitigno Italia e la grande Napoli

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