Brunello tasting in Usa: un video molto istruttivo…

A proposito di Brunello di Montalcino, andatevi a vedere questo interessantissimo ed istruttivo video della Wine Library TV dove la star di questo singolarissimo canale che propone e commenta vini di tutto il mondo (svariati italiani), Gary Vaynerchuk, Director of Operations di questa società sita a Springfield, NJ, degusta alla cieca e commenta tre Brunello di annate 2003 e 2001.
Beh, sentite quello che dice e fatevi un’idea su quale idea si stiano facendo negli States di quello che hanno fatto in questi anni a Montalcino e come sia arrivati a quello che chiamano il “Brunello scandal”…

0 pensieri su “Brunello tasting in Usa: un video molto istruttivo…

  1. Il bizzarro ma simpaticissimo Vaynerchuk (che in Usa è un fenomeno popolare più di Parker) ci ha dato in questo video alcune lezioni:
    – la prima è tecnica ovvero che gli americani comprendono i concetti di tipicità ed eleganza
    – la seconda è commerciale quando dice chiaramente che i primi due Brunello “stile moderno” non valgono il prezzo
    – la terza riguarda la comunicazione: sarà magari merito dei puppazzetti del wrestling o del suo amore per i New York Jets ma sarebbe bello che in Italia ci fosse qualcuno popolare come lui a parlare di vino in maniera più spontanea, più popolare, più diretta divertendosi e facendoci divertire.

  2. ….ma se abbiamo il”mitico ” luca maroni……fenomeno(in tutti i sensi) di marketing e enologia……”creativa” che quanto a farci divertire con certe recensioni……..ci fa stramazzare al suolo dalle risate riguardo a certi vini…..

  3. Ancora una volta questo video dimostra come la comunicazione del mondo del vino stia cambiando. La rete sta spiazzando la comunicazione “ufficiale” di questo mondo del vino. I giornalisti convenzionali della carta stampata, più o meno legati a inviti, cene e pernottamenti in luoghi fantastici (e a scrocco), legati mani e piedi per giudizi condizionati, si stanno scontrando con questa dirompente novità: blog, video, testate giornalistiche internet: informazioni molto più veloci, indipendenti, dove soprattutto i consumatori più evoluti vanno a cercare le loro curiosità e condividono in rete, finalmente, le proprie opinioni belle o brutte che siano.
    Ho già sentito qualche produttore asserire che i wine blog sono ad alto rischio e occorre starne lontano: una stroncatura in pochi minuti fa il giro del mondo! Io credo invece che sia un’opportunità per coloro che hanno voglia di raccontare e lavorare bene senza bisogno di avere i milioni di euro necessari per la “pubblicità ingannevole” di alcuni.

  4. Paolo, hai ragione: “i wine blog sono ad alto rischio e occorre starne lontano”, sono animati da personaggi “brutti, sporchi e cattivi” e magari, salvo qualche eccezione che ho in mente, privi di condizionamenti pubblicitari, abituati a scrivere (ma guarda te che sfrontati) quello che pensano, senza guardare in faccia a nessuno. Brutta gente, meglio starne alla larga e continuare a blandire la stampa tradizionale, quella che spesso scrive bene di te, perché in questa pagina c’é il lavoretto stile Monica Levinsky e nella pagina a fianco, o appena dopo, c’é la pubblicità dell’azienda elogiata. Questo senza alcun riferimento ad una rivista dove non scrivono certo due di coppe con la briscola a bastoni…

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