Caso Brunello: l’Usa Departement of the Treasury comunica agli importatori

Scusate, ma vi siete letta la circolare, che più chiara e netta non si potrebbe, inviata ad “Importers, Wholesalers and Others Concerned”, da mr. John Manfreda, Administrator Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau, sullo spinoso tema delle importazioni di Brunello di Montalcino negli Stati Uniti e sulla certificazione richiesta?
Dice, tra le altre cose, una cosa di importanza fondamentale, ovvero che “This circular serves as notice that beginning on June 23, 2008, the United States Customs and Border Protection (CBP) will not release shipments of Brunello di Montalcino wine unless the importer submits to CBP a statement attesting that the wine meets the requirements of the Brunello di Montalcino Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) and is acceptable for sale as such in Italy”, ovvero che dal 23 giugno senza la certificazione indicata nemmeno una bottiglia di Brunello potrà più entrare in territorio americano.
E ora cosa succederà, chi diavolo rilascerà e sarà in grado di rilasciare questa dichiarazione? Leggetevi, qui di seguito, tutto il testo della circolare del Dipartimento del Tesoro e quel che scrive qui, a questo proposito, il mio amico e compagno di avventure Jeremy Parzen su VinoWire.com

Department of the Treasury Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau

Industry Circular 2008-1

Date  June 17 2008

Brunello di Montalcino Wine

To:  Importers, Wholesalers and Others Concerned

Purpose

This circular serves as notice that beginning on June 23, 2008, the United States Customs and Border Protection (CBP) will not release shipments of Brunello di Montalcino wine unless the importer submits to CBP a statement attesting that the wine meets the requirements of the Brunello di Montalcino Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) and is acceptable for sale as such in Italy.

Background

Brunello di Montalcino wine is a controlled appellation DOCG Italian wine that under Italian rules must be produced exclusively from Sangiovese grapes. The Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB) has learned that some of the wine labeled as Brunello di Montalcino was produced from a blend of Sangiovese and other grape varieties, and is therefore not entitled to the Brunello di Montalcino designation.  This wine is mislabeled under both Italian and U.S. rules.

In order to ensure compliance with the provisions of section 105(e) of the Federal Alcohol Administration (FAA) Act, 27 U.S.C. section 205(e), CBP officials have the authority to withhold release from or demand the return to CBP custody of imported wine not covered by a proper certificate of label approval (COLA).  Brunello di Montalcino is a foreign nongeneric name that is a distinctive designation of specific grape wines under TTB regulations at 27 CFR sections 4.24(c)(1) and 12.31(c).  Brunello di Montalcino wine not made exclusively from Sangiovese grapes does not conform to the current requirements of Italy and is therefore also in conflict with TTB regulations at 27 CFR section 4.25(a)(2)(iii) and (e)(3)(iii).  Thus, it is not covered by the COLAs that are currently issued.


TTB Actions and Required Statement for CBP Release

TTB has requested CBP, beginning on June 23, 2008, to withhold the release of all shipments of Brunello di Montalcino wine from CBP custody unless the importer submits to CBP a statement from the Italian Government attesting that the Brunello di Montalcino meets the requirements of the Brunello di Montalcino DOCG and is acceptable for sale as such in Italy.  This statement must be in English or, if in Italian, accompanied by an English translation.

A copy of the required statement must be maintained at the importer’s premises.  Permittees are cautioned that the marketing of a mislabeled wine is unlawful under the FAA Act.  Until further notice, if TTB finds Brunello di Montalcino wine in the U.S. marketplace which was released from CBP custody on or after June 23, 2008, and the importer does not have the corresponding required statement, TTB will consider it a willful violation and may take appropriate action which could include suspension or revocation of the importer’s basic permit.

Questions

If you have any questions concerning this circular, please contact the International Trade Division (ITD) at 202-927-8110 or e-mail

John Manfreda

Administrator Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau

0 pensieri su “Caso Brunello: l’Usa Departement of the Treasury comunica agli importatori

  1. Bé Franco nel tuo “summary” ti è sfuggito una frase: “…importer submits to CBP a statement from the Italian Government attesting that …”
    Per loro è molto chiaro chi deve rilasciare la certificazione, il problema è quale possa essere l’istituto designato dal Governo a certificare la rispondenza al disciplinare.
    Marco

  2. Tic – Tac davvero!
    Scandaloso che tre giorni lavorativi prima del blocco non ci sia ancora una soluzione.
    Cosa c’era che non andava con le analisi …. a si, dimenticavo, non lasciavano passare i vini taroccati!
    Viene quasi il sospetto che qualche produttore a questo punto abbia interesse a che il blocco ci sia per proteggere la propia distribuzione.
    Rodolfo

  3. a statement from the Italian Government attesting that the Brunello di Montalcino meets the requirements of the Brunello di Montalcino DOCG and is acceptable for sale as such in Italy…
    Attenzione, questo semplicemente significa che occorre che il Ministero delle Politiche Agricole fornisca copia dell’avvenuta approvazione dalla Camera di Commercio e NON che abbia l’obbligo di dimostrare che il vino sia 100% sangiovese, che sarebbe allo stato attuale delle cose impossibile.vedere WineSurf http://www.winesurf.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=342 a proposito delle analisi.

  4. Già Laura, il mio complesso di persecuzione. Però come mai non è stata chiesta una deroga al 23 giugno quando gli americani sono venuti a trovarci? Sulla base del Decreto Ministeriale l’avrebbero concessa.
    Come mai a 3 giorni utili dal blocco l’unica proposta concreta di cui ho sentito parlare è quella di Cristiano, l’idoneità della Camera di Commercio?
    Comunque, gli americani che conosco io pesano ogni parola, soprattutto se scritta e se leggi bene la lettera del NABI, dice: “declaration could come from any government entity including that responsible for quality assurance.”
    questo vuol dire che sarà ICQ a fornire la dichiarazione: QUANDO?
    Cristiano, leggi bene l’intervista che mi segnali, gli americani sarebbero stati soddisfatti con una precisione del 97/98%…. sono stati certi produttori di Montalcino a non volerlo.
    Rodolfo

  5. Certo Rodolfo. Per inciso però se un vino cosiddetto varietale, sia nella CEE che negli Stai Uniti deve avere una composizione di almeno 85% del vitigno indicato, che è un’approssimazione secondo me piuttosto liberale ma anche dimostrabile analiticamente, nel caso del disciplinare del Brunello invece lo stato dichiara che debba necessariamente contenere il 100% e non il 97-98% che risulta essere il limite dell’analisi del profilo antocianidinico, che pure sarebbe già molto se i vini fossero in grado di dimostrare avere.(e che sarebbe pure interessante visionare i risultati di analisi del genere su un numero di campioni congruo…) A vedere oltre comunque non si tratta di accontentare gli americani, ma temo che se lo stato dovesse provare l’aderenza al 100% dei vini atti a divenire DOCG…beh, qualche diciamo pure che potrebbe anche risultare che molti disciplinari risulterebbero insostenibili come stanno ora le cose ,ma ce ne rendiamo conto di cosa significherebbe ? In Gran Bretagna esiste da tempo il Trade Description Act per cui si è tenuti a commercializzare merce come propagandata, ed in Italia sono sicuro che esiste una legge simile, ma non è che il Ministero delle Politiche Agricole non potendo provare che i vini approvati come DOCG siano aderenti ai disciplinari al 100% stia contravvenendo ad una legge fondamentale del commercio cioè faccia pubblicità ingannevole facendo apporre contrassegni di Stato arbitrariamente sostenendo l’insostenibile .E se un consumatore, di quelli che avesse tempo e denaro da perdere facesse causa al Ministero delle Politiche Agricole ?

  6. buona serata sono nuovo ma vorrei partecipare al dibattito sul brunello. ma se è tanto buono quello che si pensa non conforme al disciplinare che problemi ci sono ,lo chiamano moretto di montalcino e dintorni (il mercato è mercato )e saremo tutti felici

  7. Vedi Rino, tu la pensi come molti di noi. Il fatto è che gli americani possono apparire bambinoni, tutti wrestling e chips, ma non sono scemi.

    Loro applicano alla lettera il famoso proverbio dei “baùscia” (piccoli imprenditori) brianzoli: lavoro/guadagno/posso/pretendo.

    E allora, se pagano cifre da capogiro per una bottiglia di Brunello, che Brunello sia. Il Moretto di Montalcino, che probabilmente molti di noi comprerebbero al volo, perchè magari è buono, non potrebbe costare così tanto. Semplicemente perchè non è Brunello. Non ha la storia del Brunello. Quindi è difficile che i vigneron di Montalcino si decidano a fare il Brunello e il Moretto, uno per i veri intenditori e l’altro per gli americani.

  8. A proposito della circolare del TTB un amico importatore di vini, anche italiani, negli Stati Uniti, mi ha scritto: “Caro Franco: ecco perché non ho “warm feelings” con questa circolare salva brunell-ot…Secondo le informazioni che TTB. L’accesso é si garantito con questa disposizione… ma noi importatori saremo comunque gli ultimi responsabili (e qui si finisce in galera non si scherza) se il vino durante un controllo, che sará d’obbligo in questi casi dato che si tratta di frode al consumatore, non risulta negli standard qualitativi. Io pertanto quest’anno il brunello ed il rosso non lo tocco comunque. Spero di trovare un produttore tradizionale un giorno con cui lavorare con piena fiducia”. Di fronte a queste parole mi è venuta in mente una bellissima canzone di Bob Dylan, I shall be released, che vi invito ad ascoltare in questa vibrante versione http://www.youtube.com/watch?v=1nbrmP9kQCc&feature=related

  9. Ma scusate tanto signori miei…io continuo a non capire una cosa, ma chi sono codesti Americani che bloccano la nostra importazione di Vino???? Chi diavolo sono e che cosa vogliono loro??? sono come i Cinesi che bloccano le nostre mozzarelle!!
    Io sapete che vi dico io i nostri prodotti non gli’e li farei nemmeno vedere!!!
    Non venderei mai una bottiglia di Brunello, una mozzarella, una ferrari, un abito di Verasce etc etc ad un Americano!!MAI!!
    Loro non dovrebbero avere accesso ai ns. prodotti cosi facilmente!!! come si permettono!!

  10. Dimenticavo I vari george clooney etc che vengono nel nostro paese a comprare Ville e Casali… cosa ne pensate?? no io non venderei nemmeno quelli possono essere Inglesi, Francesi etc etc se veramente dovessi vendere qualcosa di nostro lo lo farei solo con gente Italiana!!
    Italiani vi prego abbiate cura delle Vs cose e del Vs paese!! non date in mano a tutti quelli che passano quello che noi abbiamo inventato e/o creato!!
    E tutto quello che di prezioso c’e nel Ns paese perche vi assicuro che non troverete mai nulla di simile da altre parti!!

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