Divino scrivere: reportage sul vino in forma di racconto

E’ molto bello quando un’esperienza sul vino, vissuta con sana passione ed entusiasmo e raccontata al prossimo con il piacere di condividerla, di testimoniare quale grande occasione di gioia il vino possa essere, si trasforma in racconto dotato addirittura di una valenza letteraria.
E’ questo il caso degli eno-reportage opera di due grandi innamorati del vino come Barbara Brandoli e Luigi Metropoli, che appaiono sul blog Divino scrivere. Grappoli di parole per viaggiatori di spirito.
Vi invito, per avere un’idea, di quale capacità di far rivivere esperienze bellissime come una visita (con degustazione of course) a produttori ospitali e con tante cose del loro difficile lavoro da raccontare, a leggervi i tre episodi sinora pubblicati denominati Tour nelle Langhe alla ricerca delle radici del bere.
Il primo testimonianza di una visita da Cappellano, a Serralunga d’Alba, il secondo di una degustazione e lunga chiacchierata dai Cavallotto, a Castiglione Falletto, il terzo, ancora nello stesso villaggio posto proprio al centro della zona di produzione del Barolo, di una visita alla cantina Gigi Rosso.
Già che ci siete, spostandovi idealmente dalla Langa del Barolo a Montalcino, leggetevi anche la bella cronaca, con minuziose note di degustazione, opera di Barbara Brandoli, della recente serata dedicata a otto Brunello di Montalcino 2003, che la locale delegazione A.I.S. ha organizzato a Modena.
Giuro che non avrei saputo descrivere meglio i bei vini degustati e proposti ad un centinaio di appassionati in quella bella serata..

0 pensieri su “Divino scrivere: reportage sul vino in forma di racconto

  1. Ho avuto il piacere di poter (ri)pubblicare sul mio blog il resoconto della prima tappa, quella dai Cappellano, a firma di Luigi, mio conterraneo, amico e compagno di sbronze. A lui e a Barbara i miei complimenti più sinceri.

  2. Confusi e felici…

    Davvero troppo generosa questa segnalazione!

    Abbiamo cercato di conferire uno “stile”, per quanto possibile, ai reportage, per renderli vividi, capaci di riattivare tutti i sensi (il nodo cruciale in un racconto è tutto lì).
    Che poi ci siamo riusciti, non tocca a noi dirlo (quanto ad autovalutazione siamo messi davvero male).
    Sappiamo solo che tra i vini assaggiati ce n’erano alcuni davvero entusiasmanti (complice anche la bellissima annata 2004) e credo che questo si colga nei riferimenti specifici alle varie cantine.

    La prossima tappa è da “Citrico” Rinaldi, per la serie: “abbiamo assaggiato cose che voi umani non potete immaginare” 🙂 (o meglio, voi umani specializzati in vini lo sapete benissimo, ma per noi resta sempre un’esperienza irripetibile). Poi, ancora, Maria Teresa Mascarello e altri…
    Insomma, ne vedremo delle belle (e speriamo di essere degni di scrivere di questi vini straordinari).

    Ne approfitto per salutare Mauro – che ha commentato sopra – la cui amiciza tengo ben stretta e ne vado fiero.

  3. A proposito: per la gioia di Mauro (e anche di Fabio, se ci legge), ieri abbiam bevuto il Vigna della Congregazione 2005, ancora giovanissimo, ma dopo un’ora e mezzo aperto è da brividi (resto tuttavia convinto che il 2004 sia superiore).

    Cià, guagliò!

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