E’ stato solo un qui pro quo: colpa del week end lungo… Parla Marone Cinzano

Colpa del week end lungo, colpa di un qui pro quo, la spiegazione del presidente del Consorzio del Brunello Francesco Marone Cinzano, fornita oggi al sito Internet FocusWine.it, legato all’Unione Italiana Vini, alla secca smentita da parte del ministro Luca Zaia di un coinvolgimento del Mipaaf nell’annunciato “Board di garanzia”.
Ecco quello che il presidente Cinzano ha risposto al giornalista Carlo Flamini.
Solo un qui pro quo. Così Francesco Marone Cinzano, presidente del Consorzio del Brunello, spiega la reazione del ministro Luca Zaia, che ha smentito ufficialmente qualsiasi coinvolgimento del Mipaaf nel “Board di garanzia” chiamato a definire i parametri analitici e gli strumenti operativi per garantire l’aderenza del prodotto al disciplinare, soluzione a cui si è giunti, come recita il comunicato del Consorzio, “grazie all’operato del sottosegretario Antonio Buonfiglio”.
Sarà stato il weekend lungo – scherza Cinzano – e probabilmente il sottosegretario non ha avuto modo di parlare direttamente con il ministro. Noi però nel frattempo abbiamo fatto uscire il comunicato, siamo forse andati un po’ troppo veloci”.
Presidente, resta il fatto che il portavoce del ministro afferma che le decisioni al ministero non possono essere prese da nessuno se non dal ministro stesso, neppure dal sottosegretario perché non ha le deleghe. E lei lo sapeva che non avesse le deleghe?
Io no
.
Ma allora il progetto prevede ancora la presenza del ministero?
Le posso assicurare che, dopo essermi sentito con il portavoce del ministro, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, diciamo tutti la stessa cosa: la decisione dell’assemblea di certificare i prodotti e garantire il rispetto del disciplinare è condivisa dal ministro, e questo è l’essenziale. Adesso va definito il modus operandi, aspetto che il ministro mi convochi e lo verificheremo.
Poi, lo si voglia chiamare board o con un altro nome, sia composto da sei persone invece che tre, ci si vogliano mettere dentro i funzionari dell’Icq o di un altro ente, questi sono dettagli, e la decisione spetta comunque al ministero. L’importante è che Zaia sia dalla nostra parte nella difesa del Brunello, cosa che sta dimostrando e di cui non possiamo che ringraziarlo.
Ripeto, tutti i produttori hanno deciso di intraprendere la strada della certificazione attraverso questi nuovi strumenti analitici che ci rendono il primo Consorzio in Europa da questo punto di vista
.
A proposito di strumenti, ci può dire di cosa si tratta esattamente?
A oggi non posso fare rivelazioni, in quanto adesso l’aspetto delle analisi è collegato all’indagine giudiziaria in corso, non possiamo metterci di traverso alla Procura dicendo che le analisi sono queste o quest’altre. Posso dire che ci sarà l’intervento di consulenti tecnico-scientifici di alto livello che ci indicheranno la strada e le metodologie più adeguate. Con il presidente della Camera di commercio di Siena siamo in piena sintonia per quanto riguarda la definizione dei nuovi parametri da inserire nel processo d’idoneità dei vini”.
Questa la spiegazione, ma non potevano parlarsi prima, evitando di fare cattive figure?

0 pensieri su “E’ stato solo un qui pro quo: colpa del week end lungo… Parla Marone Cinzano

  1. Caro Franco,
    te l’ho detto: pur con tutta l’umana comprensione che si può avere non verso il consorzio, ma verso le persone che lo compongono, questi mi sembrano in uno stato confusionale pericoloso. Spero che anche loro rifiatino e riacquisiscano la lucidità necessaria per gestire un caso spinoso come questo.
    Come giornalista ho da tempo deciso di astenermi da commenti, come spettatore sono sconcertato.
    Ciao,

    Stefano

  2. “L’importante è che Zaia sia dalla nostra parte nella difesa del Brunello….”
    Da queste parole del Presidente del Consorzio, parrebbe quasi temesse che eventuali paletti alla “difesa del Brunello” potessero incredibilmente provenire dal vertice ministeriale.
    No comment.

  3. Buonasera. Ah beh, ora li (e lo) riconosco.
    Mi sembrava strano lunedì pomeriggio leggere qualcosa di normale e sensato proveniente dal Consorzio. Ora va bene. Tutto rimesso a posto. NC (e altri amici) quanto diavolo volete continuate a sopportarli? Se all’inizio poteva essere bonariamente vista per sola incompetenza, dopo due mesi (e altri danni) questo è dolo. Non buon pomeriggio.

  4. Gentile signor Tesi, le chiedo e mi chiedo: in qualsiasi altra organizzazione economica o sociale, figure del genere sarebbero accettabili da parte dei membri o dei soci? Non voglio parlare di dietrologia, ma certe situazioni sono così macroscopiche che non posso non pensare che dietro ci siano forze nascoste troppo potenti che costringono certe persone a certi comportamenti (ometto l’aggettivo)…………

  5. Mi pare che la sindrome di Bassolino (il non dimettersi mai, a nessuna condizione) stia allargandosi anche al mondo del vino. Dopo una tale figura da cioccolataio mi meraviglio che il de cujus se ne resti pacifico al suo posto. Ma forse la dignità è fuori moda…

  6. da restare allibiti. godranno i consiglieri inquisiti che non vedono l’ora di sfiduciare il presidente e mettere al suo posto qualcuno che sia controllabile al 100%.
    se i produttori non si dissociano viene fuori una frittata.

  7. Buonasera a tutti.
    Chi chiede le dimissioni del Consiglio pecca di ingenuità. Con le dimissioni lo scenario prevedrebbe una assemblea per eleggere i nuovi consiglieri. L’assemblea è sempre in mano ai sindacati datoriali che avrebbero gioco facile nell’imporre un nuovo Consiglio sempre o ancor più allineato.
    Inoltre, i tempi tecnici, anche indicendo l’assemblea domani, lascerebbero in carica per almeno 40/50 giorni, anche solo per la gestione ordinaria, l’attuale consiglio. Mi sembrano scenari che a Montalcino non possono permettersi.
    Il Ministero deve commissariare il Consorzio. Non vedo altra via d’uscita.
    @Laura Bianconi. Buonasera signora, guardi che la dignità, che è certamente fuori moda, non c’entra. C’è qualcuno che ha detto loro di non dimetteresi fino a nuovo ordine.
    Un saluto a tutti.
    Francesco Bonfio

  8. Scusate, mi pare di volermi intromettere in tutto, ma mi permetto di dire a Giorgia che ha un’idea non perfettamente esatta della situazione. Posso assicurarti, Giorgia, che il presidente aveva presentato le dimissioni ai soci, che le hanno respinte, il 14 maggio. Lo so da fonte certa: le mie orecchie. Quindi non vedo fronde da parte degli inquisiti.
    Poi nella mia ottusità non capisco questa logica: teniamoci un presidente responsabile (politicamente, come da mio altro intervento) del disastro, perché chissà chi potrebbe arrivare al suo posto… teniamoci il male per non rischiare il peggio! Che razza di ragionamento è? Cinzano Marone e Campatelli SE NE DEVONO ANDARE!!!!!!!

  9. Caro ag,
    tanti anni di professione e di cronaca mi hanno insegnato una verità indiscutibile: se qualcosa accade, c’è sempre una ragione. La fatalità, il caso, l’insipienza, quando sono allargati a parecchie persone, mi sembrano come quelle fanfaluche sull’autocombustione inventate d’estate per negare l’esistenza dei piromani e degli speculatori. Questa vicenda brunelliana affianca grottescamente da un lato la superficialità sconcertante di alcuni soggetti e dall’altro l’abilità diabolica di altri nel far sì che il problema di qualcuno diventasse, anzi sia diventato il problema di tutti. Un problema cioè dalla “cattiva” soluzione del quale tutti avrebbero da scapitare.
    Da qui l’effetto pecora che attanaglia l’intera Montalcino, ivi inclusi politici e operatori estranei al mondo del vino.
    Questo è lo stato oggettivo delle cose.
    Tutto il resto, come dice Califano, è noia. O fuffa.
    Si salvi chi può.
    Saluti,

    Stefano Tesi

  10. Caro Stefano,
    (mi permetto il tu e il nome) non credi che l’abilità diabolica (ora io la vorrei vedere in altri contesti quanto è davvero diabolica) sia stata largamente aiutata dall’insipienza di cui accanto? Ma questa non è un’attenuante, è un’aggravante. Riallacciandomi anche a quanto scritto dal signor Bonfio (che saluto), il gioco è sicuramente grande e complesso e soprattutto diviso in capannelli mutevoli di complessa decifrabilità: dei produttori stessi, quanti e quanto veramente ne sanno di questa strana partita a scacchi, dove nel 95% dei casi (seri o meno seri) rappresentano solo pedoni? Ma i giocatori chi sono? Sono davvero solo 2? O forse 2 giocatori sono troppi?

  11. Caro signor Bonfio, buonasera
    ma quale (eufemisticamente) miope logica guida chi pedissequamente e pedestremente non va oltre certi ordini ricevuti dall’alto? Una risposta la ho. Ed è validissima. Ma è un paradosso su larga scala.
    Buona serata.

  12. Gentile Tommaso,
    conosco NC di persona da anni: ha le sue ottime ragioni per presentarsi così. Non conosco gb, ma credo, se non ho capito male, che abbia le stesse mecessità. Lo stesso vale per me. L’ho spiegato nel primo post che ho inviato.

  13. oggi intanto un’amica senese mi ha detto che su certi quotidiani c’è un comunicato dell’ambasciata usa, che introduce una variante.
    secondo l’amica, che non ha specificato la/le testata (immagino che sia testata senese), la dichiarazione dell’ambasciata direbbe quanto segue.
    sappiamo che nel vino che vi dovremo bloccare non ci sono sostanze nocive, ma per rispettare la nostra legge in materia dobbiamo essere certi delle tipologie di uva che contiene, cioè l’etichetta deve dichiarare fedelmente il contenuto; che sia sangiovese o altro a noi non interessa, purché sia dichiarato in etichetta.
    sta a vedere che il disciplinare ce/ve lo cambiano gli americani. forse anche lì c’è qualcuno che fa pressioni alle istituzioni, altrimenti potrebbe perdere la faccia presso i suoi lettori o presso l’utenza pubblicitaria?
    o forse stiamo tutti avendo gli incubi.

  14. Buongiorno a tutti.
    Sottolineo che il Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino si è dimesso da Presidente e da Consigliere. E gli altri Consiglieri coinvolti nelle inchieste? E per nominare il successore bisogna prima cooptare il primo dei non eletti e poi procedere all’elezione. Non era meglio, cogliendo la sensibilità del Ministro di non voler commissariare il Consorzio, che tutti si dimettessero per andare a nuove elezioni generali?
    Cordiali saluti,
    Francesco Bonfio

  15. signor ag.
    Certo, è questione di dignità.
    Ma anche di coerenza. Se i consiglieri non si dimettono contribuiranno ad eleggere il nuovo presidente. Mi sembra folle. Un po’ come tutta questa storia, che si dimostra sempre di più paradigmatica del modo italiano di gestire le situazioni.
    Alla prossima.
    Francesco Bonfio

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