Indagini in corso sul Vino Nobile ed il Consorzio prontamente comunica!

Altro stile, altra efficacia, altra trasparenza, altra intelligenza a Montepulciano al Consorzio rispetto a quello che è accaduto in questi mesi con gli omologhi di Montalcino! Diventati oggetto di un’inchiesta due produttori di Vino Nobile, al Consorzio del Nobile, anche senza ricorrere ai preziosi, è proprio il caso di dirlo, consigli di un mega consulente pagato intorno ai 250 mila euro per 8 mesi (cose che accadono a Montalcino e fanno letteralmente venire i brividi…), hanno pensato che non fosse il caso di perdere tempo e subito, il tempo di scrivere un comunicato stampa, hanno deciso di comunicare, di raccontare, di spiegare.
Ecco pertanto il testo del comunicato della Press Release diffuso in data odierna dove il presidente del Consorzio riporta la posizione del Consorzio.
Ai produttori di Montepulciano, al Consorzio e al suo presidente, i complimenti per il comportamento trasparente e specchiato (nessuna ridicola accusa di “congiura mediatica” o chiamate di correo per il destino cinico e baro e per la stampa scandalistica) assunto in questa occasione. Avessero fatto così a Montalcino non si troverebbero nei guai in cui si trovano oggi…
Testo del comunicato stampa del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano
Indagine in corso su due produttori di Montepulciano
La posizione del Consorzio per voce del Presidente Luca Gattavecchi

“Montepulciano. In merito alle notizie pubblicate da un quotidiano toscano sugli avvisi di garanzia inviati dalla magistratura a due produttori di Vino Nobile di Montepulciano, Luca Gattavecchi, in qualità di titolare dell’omonima azienda, ed Enrico Trabalzini, Presidente della società cooperativa Vecchia Cantina, si esprime lo stesso Luca Gattavecchi che è anche il Presidente del Consorzio dei produttori.
L’avviso di garanzia è un atto dovuto da parte della magistratura: le indagini sono in corso, mi sono messo a disposizione degli inquirenti per fornire tutti gli elementi utili alle ricerche ed all’accertamento della verità. Se è sorto un sospetto, è giusto che si faccia chiarezza: attendiamo con fiducia l’esito delle indagini”.
Non sono sorpreso, sappiamo che i vini toscani sono da mesi sotto la lente d’ingrandimento. L’indagine si svolge nell’interesse dei consumatori ma anche dei produttori a cui sta particolarmente a cuore che si accerti la genuinità del nostro vino e la rispondenza delle sue caratteristiche qualitative alle normative vigenti”.
Per un giudizio complessivo ed oggettivo sulla vicenda, suggerisco di riflettere sul fatto che a Montepulciano non produciamo, tra i vini di qualità, solo Nobile Docg e Rosso Doc (che rispondono a precisi disciplinari) ma anche numerosi IGT, apprezzati dalla critica. Ricordo inoltre che sin dal 1980, secondo il disciplinare del Vino Nobile, possono concorrere alla sua produzione vitigni complementari previsti per il territorio della provincia di Siena nella misura del 20%”.
Per quanto riguarda il Consorzio, invito tutti a tenere distinta la mia posizione di produttore da quella di Presidente dell’associazione”.
Sull’indagine a cui è sottoposto il Presidente della Vecchia Cantina non ho elementi di conoscenza diretta: mi limito ad esprimere fiducia nell’operato di quest’antica azienda, fortemente radicata sul territorio”.
Montepulciano, 6 giugno 2008 c.s. 18

 

0 pensieri su “Indagini in corso sul Vino Nobile ed il Consorzio prontamente comunica!

  1. Beh, non è difficile notare una nettissima differenza di stile fra i due Consorzi coinvolti nelle recenti indagini…..che la storia recente abbia fatto scuola ed insegnato/consigliato le buone maniere ed una certa dose di trasparenza ??

    Ciao

  2. Caro Franco,
    vorrei dire che che il comportamento del consorzio del Nobile è diverso per molti motivi. Primo, perchè il caso Montalcino ha probabilmente insegnato parecchie cose a parecchia gente (escluso, pare, che ai diretti interessati). Secondo, perchè a Montepulciano già da qualche anno hanno un ufficio stampa che, con sobrietà e professionalità, fa semplicemente e puntualmente il suo lavoro, come in questa circostanza. Terzo, perchè nella città poliziana si è meno avvezzi al trombonismo e meno inclini alla lesa maestà. Quarto, perchè ci sono ben diversi interessi da difendere e una sistema di interrelazioni con il potere meno complesso.
    Aggiungo, e ciò suoni a lode, che la risposta del presidente è solo quella che normalmente si dovrebbe dare in situazioni del genere. Quella che ci si aspetta, nell’auspicio che tutto finisca in nulla e che comunque ci sia qualcuno che avverte la responsabilità di quanto sta accadendo, senza dare la colpa a misteriosi burattinai o ai giornalisti.
    Non ci resta che attendere gli eventi.
    Ciao,

    Stefano

  3. Stefano, poco fa una cara amica al telefono a proposito del diverso comportamento del Consorzio del Vino Nobile rispetto a quello del Brunello, mi faceva notare che “a Montepulciano hanno letto qualche libro in più che a Montalcino”. E’ una spiegazione, che chiama in causa il ruolo della cultura, di cui credo si debba tenere conto, oltre al fatto, da te ben sottolineato, che nella patria del Vino Nobile “ci sono ben diversi interessi da difendere e una sistema di interrelazioni con il potere meno complesso”

  4. Sebbene apprezzi l’intervento di Gattavecchi, mi rimane qualche perplessità sul perché abbia voluto sottolineare questo passaggio:
    “…suggerisco di riflettere sul fatto che a Montepulciano non produciamo, tra i vini di qualità, solo Nobile Docg e Rosso Doc (che rispondono a precisi disciplinari) ma anche numerosi IGT, apprezzati dalla critica. Ricordo inoltre che sin dal 1980, secondo il disciplinare del Vino Nobile, possono concorrere alla sua produzione vitigni complementari previsti per il territorio della provincia di Siena nella misura del 20%”.
    Inoltre, per quanto riguarda la Vecchia Cantina, non sarei così tranquillo e fiducioso, ma questo fa parte del gioco…

  5. Caro Giuliani, il Sig. Gattavecchi ha così annunciato al mondo enologico la futura linea difensiva.
    Se nelle cantine c’erano vini provenienti da uve o zone diverse da quelle consentite per il disciplinare del Nobile, queste presenze si giustificano con l’utilizzo delle stesse nella produzione di numerosi IGT.
    Poi andranno comparate le quantità e fatte le analisi, ma la prima linea difensiva è ben delineata.

    Ciao

  6. Gentile Ziliani, anche se la sua cara amica, al telefono, metteva in luce le diversità culturali tra Montepulciano e Montalcino, io credo che i balbettii e le ‘ingenuità’ del consorzio del Brunello siano, prima di tutto, legate agli enormi interessi economici, e solo dopo alla mancanza di buone letture. Certo le carenze culturali e il ritenersi il centro del mondo hanno il loro peso (ignorare che, se il vino lì lo producono, altrove lo consumano, acquistandolo, è proprio grave).
    Mentre i commensali del mondo che gustano il Brunello (o il Nobile) e lo apprezzano per la sua unicità, se ne fregano degli equilibri politico-economici locali e continuano a stupirsi della poca considerazione in cui viene tenuta l’origine, cioè la terra d’origine.
    E’qui che s’innesta il tema della cultura, non necessariamente legato ai libri letti; per fare un esempio, provi a chiedere ai produttori, che non mancano mai di sottolineare l’importanza del marketing, se si è mai pensato -in tempi in cui tutti si chiedono come cambierà il mercato – di commissionare una ricerca di mercato?
    La risposta sarà affermativa, peccato che le ricerche si facciano localmente, cioè in Toscana. Come se il vino prodotto fosse prevalentemente consumato lì.
    Mentre tutto il mondo del made in Italy si dà da fare per capire quanto saranno graditi i prodotti del genio italico – da chi, dove, e perché – facendo ricerche là dov’è il mercato, e cercando di equipaggiarsi al meglio per competere in anni di inedite difficoltà.

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