E intanto, mentre il tempo stringe e occorre muoversi in fretta, prima che qualcuno si metta in tasca il Brunello, a Montalcino il sempre più discusso Consorzio perde pezzi significativi.
Dopo le dimissioni del presidente, il conte Francesco Marone Cinzano (con il quale ho avuto stamani un franco e sereno colloquio telefonico), sono arrivate le dimissioni di un altro grosso calibro, il presidente del Collegio Sindacale (quello che ha il delicato compito di esaminare i bilanci…), Stefano Cinelli Colombini (nella foto).
Le motivazioni delle dimissioni sono contenute in una lettera, vibrante e circostanziata, che sarebbe molto interessante poter leggere…
Le mie informazioni dicono che anche altri Consiglieri, componenti del tanto discusso e ormai delegittimato, Consiglio di Amministrazione del Consorzio dovrebbero dimettersi. Se così è che questi signori si diano una mossa e lo facciano al più presto oggi stesso, rendendo di fatto impossibile la riunione del Consiglio prevista per domani e l’elezione di un nuovo presidente.
Non c’è tempo da perdere, forza ilcinesi cari, datevi una mossa perbacco!, per amore del Brunello e a tutela dei vostri interessi e non solo di qualcuno…
Una cosa è certa: non va toccato minimamente, checché ne dicano quelli che agitano altrimenti, strumentalmente, lo spettro dei licenziamenti, della cassa integrazione, della miseria in cui cadrebbe l’economia di Montalcino, – “se centinaia o migliaia di lavoratori (non una o due aziende) dovessero pagare il prezzo di tutto questo qui torneremmo all’emigrazione in massa degli anni ‘60” se non si dovessero cambiare, il disciplinare di produzione ed il legame inscindibile, simbiotico, Brunello di Montalcino – Sangiovese 100%.
Vogliono un altro vino i fautori del cambio di disciplinare? Bene, si accomodino nella Doc Sant’Antimo oppure creino una nuova denominazione chiamandolo International Brunellino.
Questo anche ad uso e consumo del ministro delle Politiche Agricole che, come riporta oggi la Nazione nelle pagine di Siena, ieri, da Mosca dove si trovava, avrebbe dichiarato: “Noi siamo pronti alla mediazione. Se serve un disciplinare nuovo, i produttori lo preparino in tempi brevi e, come ministero, siamo pronti a confrontarci in tempi altrettanto brevi“.
E poi ancora: “Il problema – ha aggiunto – va risolto anche per la nostra credibilità internazionale. Non si tratta di una questione di sicurezza alimentare. Il fatto è che da noi, magari, il grande pubblico non sa neppure che il Brunello è fatto con il Sangiovese, ma sui mercati noi siamo produttori leader e ci viene perdonato molto meno che ad altri. Questo per noi deve restare un caso isolato - ha detto ancora il ministro -. E’ come trovarci di fronte ad un malato eccellente: dobbiamo curarlo subito e bene per evitare di dover intervenire in modo drastico, poi, in sala operatoria“.
Bene Signor Ministro Zaia, se questa è la sua posizione, magari dopo le pressioni politiche che avrà ricevuto (ripeto G.W. Bush jr. é in arrivo a Roma e sicuramente si farà portavoce con Berlusconi delle istanze di qualche potente company con interessi a Montalcino) se questa è la sua idea di difesa del Brunello di Montalcino, bene, questo blog e altri giornalisti liberi e indipendenti, non servi di nessun interesse economico né collaterali o funzionali a questo o ad altro governo, non esiteranno a criticarla ferocemente, a sostenere che il ministro leghista è uguale a tutti gli altri ministri, democristiani, amici di Prodi, alleanzanazionalini, ecc, che l’hanno preceduto.
Questo ministro e devono contribuire in prima persona a renderlo consapevole di questo i produttori per bene di Montalcino, deve mettersi bene in testa: che non c’è una maggioranza che vuole “un disciplinare nuovo”.
Che c’è invece un nucleo compatto e incazzato a questo punto, stufo di essere preso per il corbelli, e finalmente coeso e combattivo che è pronto ad uscire dal Consorzio se si faranno i pasticci, se si cambieranno, in corso d’opera, a partita in corso, le regole. Io sono pronto a coinvolgere in questa battaglia, che è la madre di tutte le battaglie, amici e colleghi, opinion leader internazionali, importatori, enotecari, buyer, wine merchants.
Giù le mani dal Brunello, il disciplinare non si tocca, checché ne dicano vecchi stregoni e furbetti vari!
Il Brunello di Montalcino ed il Sangiovese 100% sono sinonimo, chi deciderà altre cose, si prenderà la responsabilità e verrà additato come colpevole, di aver decretato la fine di un mito di un grande vino. E allora sì, la crisi di un comparto economico che sul Brunello di Montalcino vive.
p.s.
Lunedì 16 giugno il ministro Zaia sarà a Verona ad inagurare il 31° Congresso Mondiale della Vigna e del Vino e la sesta Assemblea Generale dell’O.I.V.
Cari produttori di Montalcino che avete a cuore la sorte e l’interesse del vostro vino, cosa ne direste di marciare su Verona e andare a fare sentire direttamente al ministro la vostra voce?
Lui, sul sito del Ministero “ribadisce che per essere ricevuti dal Ministro non è necessario protestare perché il Ministro è a disposizione di tutti, come in molti hanno già avuto modo di sperimentare”. Quale migliore occasione per farsi ascoltare da lui?
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0 pensieri su “Ministro Zaia, niente pasticci e niente trucchi!”
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Finalmente Stefano Cinelli Colombini (saluti!) lancia una voce che, conoscendolo, è profonda, competente e, soprattutto, innamorata. Sarebbe mai possibile conoscere degli stralci di questa famosa lettera?
Bene Signor Ministro Zaia, se questa è la sua posizione, magari dopo le pressioni politiche che avrà ricevuto (ripeto G.W. Bush jr. é in arrivo a Roma e sicuramente si farà portavoce con Berlusconi delle istanze di qualche potente company con interessi a Montalcino) se questa è la sua idea di difesa del Brunello di Montalcino, bene, questo blog e altri giornalisti liberi e indipendenti, non servi di nessun interesse economico né collaterali o funzionali a questo o ad altro governo, non esiteranno a criticarla ferocemente, a sostenere che il ministro leghista è uguale a tutti gli altri ministri, democristiani, amici di Prodi, alleanzanazionalini, ecc, che l’hanno preceduto.
é curioso che una volta che questa sua congettura paranoica i presidenti di USA e Italia diano inportanza al suo blog di grande interesse e ben fatto ma ignorato dal 99% della popolazione mondiale.
Mi sembra che si stiano perdendo i confini del proprio io e del proprio super io.
Cordialità
Lupin
Addirittura citato direttamente nel post! Seppur con una frase decontestualizzata in un modo “un po’” arbitrario, via… Caro Franco, una battuta: ormai lei si sarà convinto che dietro lo pseudonimo gb si nasconda qualche tal Mariani…!
Con lo stesso rispetto dichiarato nel mio primo intervento.
no Lupin, io cerco di difendere, in modo totalmente disinteressato, il Brunello, lei ed altri lettori commentatori di questo blog tirano la volata e fanno consapevolmente gli interessi di qualche potente company. Ecco la fondamentale differenza tra noi! Quanto alla “paranoia” di cui mi accusa no comment, certe uscite si commentano (e fanno pena) senza che ci sia bisogno di replicare…
Assai gustoso il suo commento.
Le differenze tra Lei e me sono molte tra cui riconosco con grande umiltà e razionalità la sua competenza in materia e mi spiace che si stizzisca in tal modo per il commento di una persona che tenta di fare il suo stesso mestiere e che anzi molto spesso la prende a modello.
Proprio perchè spesso mio modello (se non addirittura mentore…ma non vorrei provocare di nuovo un sentimento di pena) mi sembrava strano il suo rimando a persone talmente tanto lontane dal punto di vista spaziale, economico, politico da tutti noi comuni mortali!
COridalità
Lupin, se lei é davvero un “collega” e commenta nascondendosi dietro ad uno pseudonimo e senza avere l’onestà intellettuale ed il coraggio di manifestarsi, dei suoi complimenti non so proprio che farmene e spero anzi di non essere in alcun modo un suo “modello”! Ma lei dove vive se non capisce che lo scenario che descrivo (Bush che dice al suo amico Silvio di avere un occhio di riguardo sul caso Brunello per un’azienda americana amica) é realissimo e tutt’altro che immaginario e remoto?
suvvia Franco, arsenio ha ragione; non ci si deve esporre alle ritorsioni delle Lobby dominanti, che come sappiamo bene sono pesantissime (e menomale che siamo in grado di oreganizzare un “orto di guerra”). Ma in questo blog ignorato dal 99% della pop mond (il che farebbe che è letto da circa 80 milioni di persone!! Miiinch…) ci si può anche esporre, vista l’audience bassa.:*)
Che intuizione geniale e affidabile che ha avuto il Ministro Zaia, che si
sia affidato ai consigli di Rivella, rendendosi disponibile a modificare
il disciplinare del Brunello!!! Siamo veramente in buone mani!
Magari potrebbe pensare di aumentare la soglia degli inquinanti permessi negli alimenti, di modo da far rientrare anche la mozzarella di bufala. Trovo sconfortante anche il vantarsi della politica sul fatto che i controlli funzionano; ma non e’ stata la magistratura ad aprire un’inchiesta??
beh.. io continuo ad essere pragmatico (leggi pure realista) anche perchè son tutti omosessuali con le terga degli altri…
Zaia ha solo detto che se i produttori vogliono cambiare il disciplinare lui ne prenderà atto. La palla passa ai produttori, se vogliono evirarsi con le loro mani liberi di farlo.
e intanto i produttori, anche aziende importanti e alcune di quelle colpite dall’inchiesta in corso, smentiscono le voci allarmistiche messe strumentalmente in giro sul rischio di massicci licenziamenti e di cassa integrazioni di molti addetti al mondo vitivinicolo di Montalcino:
http://www.winenews.it/index.php?c=detail&id=13089&dc=15
Ma allora a che pro queste voci sono state diffuse?
Caro Franco,
hai ragione: questa di Montalcino, per le sue mille implicazioni anche simboliche, è la madre di tutte le battaglie. L’operazione Brunello di questi mesi, vista in prospettiva e con il necessario distacco, mi pare l’avanguardia del grande movimento con cui la finanza sta tentando di mangiarsi il mondo del vino, o meglio quella che già era l’industria del vino. La finanziarizzazione è un passo ulteriore, essenziale per il processo di globalizzazione in corso, che prevede il “rientro” di tutti i settori dell’economia sotto il controllo diretto o indiretto di grandi gruppi. Pensiamo a quanto accaduto in passato con le grandi griffe del lusso e della moda.
Questo processo prevede l’esproprio del controllo sul prodotto e sulle regole che sono alla base della sua produzione, in vista di una “normalizzazione” in grado di trasformare la merce in un bene internazionale, adatto ai consumi di massa.
Affinchè l’esproprio avvenga, occorre che non solo i piccoli produttori, se non proni, ma anche gli ultimi esponenti di un certo capitalismo vinicolo familiare fortemente legato al territorio vengano espulsi dal sistema. Questo è quello che si sta, senza troppi scrupoli, cercando di ottenere cavalcando abilmente e strumentalizzando le conseguenze dello scandalo che scioccamente alcune delle stesse vittime della manovra hanno provocato.
Capisco bene di chi si trova stretto tra l’uscio e il muro, come Stefano Cinelli Colombini. Il quale ha capito, anche lui come te, Franco, che la battaglia è dura e va combattuta ora, con ogni mezzo, perchè è una battaglia che trasversalmente coinvolge produttori, finanza, associazioni di categoria e politica. Ce la faranno i nostri a respingere l’offensiva?
Io spero di sì, anche se credo che ciò gli costerà, anche economicamente, molti morti e feriti.
Quanto alle opinioni del sedicente Lupin, senza entrare nel merito delle stesse, dico (ripetendo quanto più volte detto in altre circostanze anche su questo blog) che un giornalista per definizione deve esprimere il proprio pensiero firmando con nome e cognome. Altrimenti è solo un sedicente e gli va dato il peso che merita. Cioè zero.
Ciao, Stefano
Stefano,
questa è un’analisi moooolto azzeccata! Bravo, come sempre.
Vorrei esprimere a Stefano Cinelli Colombini (oltre ai saluti) il mio bravo! per la coraggiosa scelta che ha fatto ed inviargli la mia solidarietà. Conoscendolo da molti anni e sapendo il mondo in cui vive ha preso una decisione che deve essergli costata lunghe notti insonni. Molto figlio di sua mamma. Con grande stima, un abbraccio Stefano.
Francesco Bonfio
come si fa non essere d’accordo, in tutto con la (tesi) di Stefano Tesi?
altro che rischio ci siamo! in Toscana grazie a personaggi da cavallo di
Troia, in Piemonte una realtà aziendale diversa,si giocano carte diverse,
anzichè entrare dalla base, si entra dall’alto si acquistano oggi due
domani tre aziende di vertice ed il gioco è bello fatto. I consorzi che
dovrebbero tutelare anche i consumatori,pensano solo a mantene la propria
baracca,più bollini ritiri(compri)più ai ragione,si compra un tanto al Kg.
Una regione che può presentare maggiori difficoltà in questo è il Friuli,
perchè micro aziende, poi vini bianchi si prestano a minor speculazioni.
Riguardo ai pseudonomi, più che zero, meritano azoto liquido.
Non credo che il ministro potesse comportarsi differentemente,credo che anche lui voglia capire cosa il brunello sia e voglia essere,ma sono fermamente convinto come lei che i produttori veri,seri e anche con qualche callo nelle mani hanno l’ultimo appello per non farsi derubare da davanti agli occhi la storia,la passione e il lavoro costato sacrifici e sudore.
Orgoglio,petto in fuori e attributi sul tavolo,altrimenti il ministro farà quello che può o”deve” fare,ma non ci si può aspettare che il ministro combatta una battaglia non affrontata prima dal territorio,lui deve garantire onestà e correttezza in questo momento,non altro,dategli dei punti di riferimento e sarà più importante che avere un nuovo presidente.
Complimenti a Stefano Tesi per l’analisi.
Aggiungo che si assiste ormai da tempo il rischio dell’annullamento di chi non sta al gioco della normalizzazione:
La burocrazia, cioè le stesse migliaia regole, leggi e norme applicate indifferentemente per chi produce 10.000.000 di bottiglie o 10.000 bottiglie stà gia mietendo vittime tra i piccoli produttori che non riescono addirittura andare in vigna costretti a inseguire la burocrazia, spesso inutile e ripetuta dai numerosi enti che la gestiscono. Addirittura si ha paura a lavorare. C’è paura! E allora ci facciamo la domanda: chi me lo fa fare di continuare?
Resistere, resistere… ma solo se non siamo soli.
volete ridere? un anonimo (mai che si firmino e dicono chiaramente chi sono, certe persone…) mi ha inviato la seguente e-mail: “Caro Ziliani, leggo da tempo le tue divagazioni sul Brunello di Montalcino. Condivido le tue opinioni sui Brunelli taroccati cosi come si sono visti negli ultimi tempi. Ma ciò detto non portare avanti un FALSO STORICO e GIURIDICO, ovvero Brunello = Sangiovese 100% . Leggiti il primo disciplinare, quello del 1966, fatto dai produttori storici del Brunello. Orbene era consentito un taglio del 10% con vini e mosti provenienti anche da altre zone. E in armonia con questo primo disciplinari nei nei successivi non è stata esclusa la pratica dell’arricchimento (tranne per la tipologia “vigna”. La grandezza del Brunello è dovuta a tutta una serie di fattori, quale clima, territorio, cultura enologica, e fra queste la BASE del sangiovese rappresenta un aspetto importante, ma storicamente non unico e non assoluto. Considera poi che il passo fra Brunello = Sangiovese 100% e Sangiovese 100% = Brunello sarebbe breve. Ti prego quindi di smetterla con una polemica e con una assurdità che, ne sono certo, nuoce al Brunello, perché basata su falsità storica. Robin”.
Avete capito, questa battaglia in difesa del Brunello di Montalcino “nuoce al Brunello” ed é una “falsità storica”!
Risponderò in giornata a questa “argomentazione”, frattanto volevo segnalarvela ad inizio giornata, perché possiate iniziarla anche voi con una bella risata….
Buongiorno.
Gentile signor Cianferoni, io dico sempre che la burocrazia è la rovina del mondo. Oggi poi, meno ne servirebbe più ne trovano…. ma questo è un’altro discorso. Lasciamo perdere. Mi ricollego a quanto scritto dall’ottimo Tesi per ribadire che la finanza non è l’economia, anzi, visti i risultati, la finanza in alleanza al marketing sono la rovina dell’economia. Figuriamoci la distanza che passa tra finanza e agricoltura, l’una che tutti gli anni chiede dividendi e rendimenti, l’altra che vive di momenti, di stagioni, di piogge, di sole e di esperienza……….
Ribadisco che per legge la cassa integrazione guadagni, ordinaria e starordinaria, può essere erogata dall’INPS solo ai dipendenti delle cooperative agricole e/o zootecniche. Le legge definisce anche i casi per in cui può essere applicata e fra questi non rientra certo la violazione del disciplinare.
Bé dai un po’ come Pantani a Madonna di Campiglio, quando “drogato” venne cacciato dal giro per un ematocrito al 52%. Bastò cambiare le regole subito dopo e portare la soglia al 55% e non era successo niente, per gli altri, non per Lui.
Scommettiamo ? Sangovese al 70% altri vitigni 30%. E chi s’è visto, s’è visto. Teniamoci buone le bottiglie che abbiamo in cantina!
Marco
Penso proprio di sapere CHI le ha scritto la baggianata sul brunello che non era vergine, ma già negli anni sessanta copulava con altre uve…
di certo qualcuno che ha una partita di roba imbarazzante in cantina e allora si premunisce.