Certo che a Montalcino e dintorni le inventano di tutti per farci divertire, per dimostrare che quanto sta succedendo non è una cosa seria!
Dopo i comunicati trionfalistici, poi seccamente smentiti dal ministro delle Politiche Agricole, oggi, come ci racconta qui l’informatissimo Corriere Fiorentino, è potuto accadere che si scoprisse che uno dei tre saggi nominati dal ministero per far parte del Comitato di garanzia incaricato di “salvare” il Brunello (anche dai suoi stessi protagonisti, se possibili), Fulvio Mattivi, responsabile del laboratorio di analisi dell’Istituto di San Michele all’Adige, si trovasse, insomma, in regime di conflitto d’interessi.
Questo perché sarebbe stato controllore ma in qualche modo anche controllato, in quanto “dallo scorso 8 maggio, è infatti anche uno dei consulenti tecnici di parte dell’azienda Banfi, finita sotto inchiesta da parte della magistratura di Siena”. Lo aveva “nominato l’avvocato Enrico De Martino, difensore dell’azienda vitivinicola, assieme a un pool di specialisti: il professor Attilio Scienza di Milano, Alessandro Dini, direttore generale dell’Istituto di San Michele all’Adige (lo stesso di Mattivi) e Francesco Papanello”.
Immaginatevi che bel “parapiglia” ha scatenato la scoperta di questo doppio incarico! Così il dotto Mattivi non ha potuto far altro che rassegnare “le dimissioni da componente tecnico del collegio peritale della società Banfi, coinvolta nell’inchiesta sulle presunte violazioni del Disciplinare di produzione del brunello.
Lo ha fatto spiegando che “dopo la nomina, il 9 giugno nel Comitato di garanzia per il controllo della produzione del Brunello di Montalcino – prosegue – ho subito rassegnato le dimissioni dalla consulenza di Villa Banfi, che avevo assunto l’8 maggio scorso, e anche dagli altri incarichi potenzialmente incompatibili, per il tempo in cui svolgerò il mio lavoro come consulente del ministero, per 6 mesi, tanto è il tempo indicato nel decreto. L’ho fatto prima dell’insediamento del comitato che dovrebbe tenersi la prossima settimana proprio per evitare che ci fosse una incompatibilità”.
Impeccabile e inevitabile decisione la sua, anche se viene da chiedersi se il ministro Zaia fosse a conoscenza, nel nominare Mattivi, di questo suo impegno con la potente azienda a capitale americano…
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0 pensieri su “Montalcino, una comica continua: Mattivi era anche consulente tecnico della Banfi!”
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caro Ziliani, spieghi a tutti perché questo dottor Mattivi si è dimesso dall’incarico che aveva, lo spieghi bene, perché gli italians – che le scrivono domandando perché il consiglio del consorzio non ha più legittimità da quando alcuni membri sono inquisiti – altrimenti potrebbero non capire.
una cosa mi viene in mente: forse sarebbe stato più corretto che Mattivi si dimettesse dal Comitato di Garanzia (anche se é un fior di ricercatore e di esperto) e che continuasse la sua consulenza per la Banfi…
Ciao Franco,
ti domandi se il Ministro Zaia fosse a conoscenza…
Ma no! Non credo, come farebbe a sapere tutto e tutto ciò che sta dietro a tutto. E’ incolpevole. Sono invece più colpevoli gli uffici del Ministero che avrebbero dovuto sapere. E qui forse si capisce anche la nomina del Dottor Riccardo Ricci Curbastro che è sotto un altro aspetto, altrettanto in conflitto di interessi. Infatti questi, che ricopre la carica, fra le altre, di Presidente di Federdoc, è stato, attraverso questo ente, il principale sponsor del famigerato decreto orga omnes, che rappresenta la summa del conflitto di interessi. I controllati sono anche i controllori di loro stessi. E quali danni possa fare questo decreto, firmato dal Ministro De Castro, lo si è visto appunto a Montalcino.
Tornando alla tua domanda, non è che forse gli uffici del Ministro hanno voluto dare una certa colorazione al Comitato di garanzia? Perchè, il professor Mattivi è certamente persona stimata, ma se era stato scelto dall’Avvocato De Martino, per fare parte del collegio peritale di parte Banfi, tanto distante da come la pensano al Castello non dovrebbe essere, no?
Ciao,
Francesco Bonfio
Un’altra aspetto, Franco.
Forse è opportuno che, preso atto di questa situazione, il Ministro, nomini un altra persona in sostituzione del prof Mattivi, cosa che potrebbe fare perchè tutte le persone di buon senso adesso si aspettano che il professor Mattivi si dimetta anche dall’incarico del Comitato di Garanzia.
E infine forse il Ministro potrebbe rivedere alcune situazioni all’interno del Ministero, dove il suo predecessore aveva provveduto a rimuovere negli ultimi mesi funzionari e dirigenti bravi e per bene che potrebbero essere molto utili in questi frangenti.
Ciao
Francesco
Franco, sarebbe stato ancora più corretto se non avesse accettato e motivato al ministero la sua incompatibilità a coprire l’incarico di controllore dato che è un consulente di Banfi.
Nessuno mette in dubbio la sua onestà, ma vuoi che qualcuno non pensi che sia il cavallo di Troia di un’azienda indagata, dentro una commissione di controllo?
Dai Franco, vedrai che quando finisce di fare il consulente del comitato, non torna a fare il consulente di Banfi.
Mica siamo nel Burundi, neh!
Scherziamo, ironizziamo, ma la questione a me sembra fin troppo grave e intollerabile. Non sono del tutto sicuro, come afferma Bonfio, che Zaia non fosse a conoscenza della situazione di Mattivi, anzi, mi permetto di diffidare perché nel mondo dei conflitti di interesse ormai ci sguazzano tutti con assoluta naturalezza. La dimostrazione è data proprio dalla scelta di Ricci Curbastro, che come ha giustamente ricordato sempre Bonfio, è stato uno dei principali sostenitori dell’erga omnes.
Che poi i ministri siano magari messi a conoscenza dai loro sottosegretari, questo è altrettanto sicuro, ma in un caso così delicato, se non avesse già chiaro come stanno le cose, non avrebbe dichiarato che il disciplinare andrebbe cambiato e anche in fretta.
A me sembra che siamo passati dalla padella alla brace e che ancora una volta saranno le questioni finanziarie ad avere la priorità, altro che “il Brunello non si tocca”!
E certo. Un ministro della Repubblica è ignaro di un conflitto di interessi che riguarda una nomina di sua competenza (ministro guardacaso di un governo che è primatista mondiale nei conflitti di interessi), mentre tutto il resto del paese è occupato in trame e tramette.
Perdonismo nei confronti del potere, giustizialismo nei confronti dei comuni lavoratori. Ennesima dimostrazione che questo paese non crescerà mai.