Nuova circolare del TTB americano: è giusto essere ottimisti oppure no?

A proposito della circolare datata 20 giugno del Ministero del Tesoro degli Stati Uniti – leggi qui – registro oggi due punti di vista sostanzialmente diversi.
Il primo di un mio amico importatore di vino italiano negli States, la seconda dell’ex presidente del Consorzio Francesco Marone Cinzano. Chi avrà ragione nella lettura di questa nuova comunicazione del TTB? Lo scopriremo a partire dal 23 giugno…

Le opinioni di un importatore di vino italiano negli States

“Che dirti, a pancia mi sa che é un papocchio non voluto… Il TTB come organismo federale crede nella buona fede ed il rispetto nell’agire di un governo sovrano esterno fidandosi in prima voce della garanzia governativa italiana – non stupirti che la dichiarazione sia cosí semplice, il trucco sta nel fatto che la provenienza sia vera e dimostrabile.  I
nsomma é stata gettata una fune per salvare il consorzio naufrago e ramingo ma … attenzione!!!   Dato che esiste una inchiesta aperta é obbligo dei funzionari del TTB e di tutti gli attori del tier system nel vigilare che il prodotto importato sia rispondente alle caratteristiche indicate.
É base su cui  si fonda il three tier system  ed il Code of Beverage Regulations. In altre parole se io o un mio distributore un sommelier o pinco pallino che lavora al liquor store dell’angolo sospetta che ci sia un falso, basta che alzi il telefono ed il TTB ha l’OBBLIGO di controllare il prodotto dato che si tratta di sospetto di frode al consumatore e in questo il TTB si addossa anche le responsabilitá della FDA.
E negli USA non esiste il concetto di responsabilitá civile e della sua limitazione (la lex aquileia é propria del diritto romano…); ognuno é pienamente responsabile per le proprie azioni. Nota poi che una dichiarazione di falso ad una entitá federale, qualunque essa sia  é una “felony” (credo 5 anni di galera e minimo 200,000 di multa ma non sono sicuro).  E vale lo  stesso per un funzionario del TTB cosí come per me piccolo importatore. Insomma io resto della mia opinione… non mi fido”.

Lettera di Francesco Marone Cinzano ai soci del Consorzio del Brunello

“Cari Amici Soci, ho appena ricevuto dal NABI (National Association of Beverage Importer) la notizia della pubblicazione di un comunicato da parte del TTB relativo alle importazioni di Brunello in Usa. Il comunicato si trova al seguente indirizzo. In sostanza non vi sarà blocco delle importazioni in USA lunedì prossimo 23 giugno, ne sarà richiesta una dichiarazione specifica all’ingresso della merce da parte delle Dogane statunitensi.
Sarà invece richiesto ai nostri rispettivi importatori di avere disponibile nei propri uffici, in caso di un’ispezione, una dichiarazione emessa da un ente governativo italiano attestando che il Brunello di Montalcino da loro importato è in regola con i requisiti della DOCG Brunello di Montalcino e che tale prodotto è liberamente venduto in Italia.
Mi permetto di comunicarvi direttamente questa buona notizia considerando che l’azione intrapresa con NABI il 12 maggio scorso è proseguita nonostante le mie dimissioni da Presidente del nostro Consorzio ed ha contribuito alla soluzione del problema.
Auguro a tutti un buon fine settimana. Francesco Marone Cinzano”

0 pensieri su “Nuova circolare del TTB americano: è giusto essere ottimisti oppure no?

  1. Non mi sembra che la sostanza sia particolarmente diversa dalla circolare precedente…Mi sembra di intendere che l’importatore deve averne una presso le sue strutture, dichiarazione che può essere fatta anche per lotto, per annata, ecc.
    Ma non si capisce quale sia la dichiarazione da presentare oppure quale sia l’organo che debba produrla.
    Il certificato di origine che a tutt’oggi viene utilizzato per l’export verso alcuni Paesi, ad esempio l’Ucraina, ne certifica solo l’origine.
    L’autorizzazione della Camera di Commercio, quando rilascia le fascette, per intendersi, certifica la corrispondenza ai requisiti minimi della DOCG, ma non ne dichiara apertamente la vendibilità in Italia (anche se la sottointende)…
    Siccome la scadenza del 23 Giugno è in agguato, che devono fare quelli che devono spedire in America o, ancora peggio, quelli che hanno il vino già per strada (cioè, in alto mare)??? Il Consorzio di tutela a mio avviso non sta tutelando in modo necessario i soci: in vista del 23, già da qualche giorno doveva essere chiara la soluzione al problema e oggi, 21 Giugno, non lo è!!!

  2. A naso mi sembra che ci siano tutte le premesse affinchè il paventato blocco delle importazioni sia scongiurato.
    Gli Americani continueranno a bersi tranquillamente molto vino denominato Brunello e le indagini della magistratura italiana prima o poi arriveranno a conclusione.
    Tutto finirà in una bolla di sapone ?? E’ presto per dirlo ma molti segnali convergenti indicano quello sbocco come il più probabile.

    Ciao

  3. salve a tutti.
    Invio per conoscenza quello che ha dichiarato Zaia all’espresso in materia di brunello. IMHO c’è da rabbrividire, ma non perchè lascia aperta la porta al cambio di disciplinare, ma x come lo giustifica!

    ecco a voi il nuovo ministro:
    Domanda Il disciplinare va cambiato?
    “Lo decideranno i produttori. Noi di certo non complicheremo le scelte di chi lavora. Le regole per fabbricare un vino Doc non sono il Vangelo, persino la Costituzione è flessibile e può essere modernizzata. Io sono per il mercato: se i consumatori, che il disciplinare sanno a stento cosa sia, preferiscono un vino più rotondo e morbido, si conceda al loro palato la giusta soddisfazione. I vini duri, per quel che mi riguarda, hanno fatto il loro tempo. Il gusto cambia. Basta vedere il trend degli aperitivi: ieri i ragazzi ordinavano gin tonic, oggi va di moda la dolce caipirinha”

    A mio parere è semplicemente fuori dal tempo e non si è nepopure reso conto che i merlottoni e i cabernettoni rotondi e grassi sono, quelli si, ormai fuori dal tempo e che senza la difesa della tipicità il confronto con i vini internazionali tutti più o meno uguali sarà per noi in the long run, come dicono gli americani, assolutamente devastante.
    Visto quel che dice mi sa che comincio a rimpiangere de castro

  4. Francesco, avevo letto le dichiarazioni del ministro Zaia e ne ho fatto oggetto di un post di cui, anche se sarò in Puglia sino a martedì, ho programmato la pubblicazione a partire dalle mezzanotte di oggi.
    Ho cercato di interpretare questa oggettiva “apertura” ad un ipotesi di “ammodernamento” che per me fa rima con “sputtanamento” (scusate il francesismo) del Brunello del ministro e ho anche replicato al collega Fittipaldi dell’Espresso, che disinvoltamente parla di Brunello “allungato”… Poveri noi!
    Ecco invece come le pagine di Siena del quotidiano La Nazione interpretano l’ultima circolare del TTB. Una lettura ottimistica che personalmente (e questa mattina ho parlato con diversi, anche importanti, personaggi di Montalcino e li ho sentiti tutt’altro che ottimisti..) non condivido…
    http://lanazione.quotidiano.net/siena/2008/06/21/98719-libera_brunello_negli.shtml
    Su Agricoltura italiana on line, giornale informatico del Ministero delle Politiche Agricole, non c’é traccia di nessun comunicato ufficiale che dichiari chiusa e risolta la vicenda dell’eventuale blocco delle importazioni di Brunello ed il Ministro Zaia, parlando di vino, assicura sostegno ai produttori dell’ex Tocai friulano, ora Friulano tout court e Tai in Veneto:
    http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/contenuti/attualit/news/giugno_2008/tocai_zaia_pronti_a_sostenere_i_produttori

    p.s. Sempre il mio amico importatore mi scrive: “Caro Franco, credo che il futuro sia molto nuvoloso perché:
    1. Qui i controlli i funzionari li faranno, non fosse altro per scusa il termine pararsi il c… dato che se salta fuori un problema si tratta di frode al consumatore etc etc. Ricordati che qui i funzionari del TTB non hanno problemi ad affermare “noi le analisi siamo in grado di farle ed anche gli italiani”… qui si aspettano che il vino sia integro e se si accorgono che li stai prendendo in giro si arrabbiano di brutto;
    2 Come conseguenza imbratteranno il disciplinare ed il Brunello (avanti con il 25% di –ot ed –et) il quale nel futuro varrá come il 2 di picche… a parte certe cantine e certi crus per pochissimi. Corollario a tutto ció sta il fatto che sempre piú si vede il vino italiano in crisi…
    Leggi cosa mi scrive un amico distributore in una delle principali città degli States: “One important reality in my town right now is that the market is flooded with Italian wines that are essentially being dumped by larger distributors who have been the target of recent buyouts. A friend recently purchased mulitple cases of a notorius Roero Arneis 2007 for $2 a btl and others are loading up on single vineyard Barolos and Barabarescos from 1999 to 2003 for roughly $10 a btl. We can talk more about the affect this has had when you are here, and buyers will discuss this with you I am sure“.
    I motivi? Troppo vino, consolidation dei distributori e ricerca disperata da parte del retail di prezzi piú bassi. Il vino italiano sta iniziando a costare un po’ troppo (rapporto euro dollaro a parte) soprattutto se rapportato allo spagnolo e al francese che sta tornando ad essere competitivo (nota che un Bourgogne come prezzo é stabile franco cantina da molti anni mentre gli italiani vanno su di un 15/20% ogni anno). Crisi del ristorante italiano tradizionale che non si sa ringiovanire e del (thanks God!!!) italoamericano. Ed il brunellot non aiuterá.
    Per il momento la cosa é rimasta confinata agli addetti nella filiera distributiva, ma ci vuol poco a far scoppiare uno scandalo pubblico. Metti il caso che un giornalista giustamente zelante di una importante testata (senza far nomi per esempio uno come Eric Asimov) prenda dei Brunello, quei “Brunello” alla giacomino colore scuro e tannino fino, e li faccia analizzare… sai che botto? Gli autoctoni ci salveranno… spero…”.
    Nuvole fosche all’orizzonte su Montalcino e che dire se non intrecciare le dita?

  5. Mi sembra che anche il ministro sia rimasto vittima degli spintonamenti della politica; certo che tutti questi fresconi che parlano disinvoltamente di allentare il disciplinare non sanno davvero guardare al di là della punta del proprio…naso.
    Eppure le leggi della domanda e dell’offerta dovrebbero essere ben chiare a tutti ‘sti signori: più la merce è rara, più vale.
    Sono anni che sentiamo i produttori lagnarsi perché si fa ‘troppo Brunello’ (per ora con la maiuscola, dopo gli allargamenti chissà); sono altrettanti anni che gli stessi che piagnucolano denunciano rese per ettaro incompatibili – non solo con il Brunello – con un vino discretamente curato.
    L’amministrazione pubblica che si straccia le vesti – in ansia per la sorte di lavoro ed economia locale – ha concesso di piantare i vigneti nei campi buoni per i meloni.
    Ora ci si mette pure il ministro…
    Un altro pessimo segno viene dal Corriere di Siena (massoni, banca, politica) che riporta il plauso del sindaco di Montalcino per l’attitudine del ministro.
    In altre parole, c’è stato l’intrallazzo e stanno mettendosi d’accordo.
    Di Montalcino non gliene importa alcunché a nessuno dei sunnominati, e nemmeno ai numerosi montalcinesi che hanno fatto vino in tutti questi anni fregandosene di quello che stavano facendo (e mugghiando alle assemblee quando hanno visto che qua e là si aprivano crepe nel fronte omertoso).
    Soldi, soldi, soldiii. ecco l’unica cosa che interessa, anche se per farli si dovrà vendere quella che pomposamente chiamano identità (senza sapere che cos’è). E senza capire che svendendo i luoghi, la storia e la tipicità che rende il tutto unico…perderanno tutto e resteranno con le pive nel sacco.
    Certo, qualche montalcinese che sa e capisce, c’è, anche fra i produttori, ma sono una minoranza, e fanno fatica ad essere accettati dai colleghi.
    Ma allora chi fa il vino, ricercando ogni stagione – anno dopo anno – il modo per ottenere il meglio, da questa terra straordinaria (cercando di non avvelenarla)??
    Ci sono bravi produttori che fanno vini straordinari – ha ragione caro Ziliani – e non sono pochissimi: sono pochi. Ci sono dei fari nel buio, i Soldera, i Palmucci, il dottor Franco. E poi ci sono quelli che lei nomina altrove in questo blog.
    E allora signori. E’ quasi giunto il momento. Lasciate i particolarismi, le ruggini, le cose che non vi piacciono dell’altro e le rivalità d’antan, e trovate tre punti in comune.
    Aiutate gli altri a difendervi, a tutelare il vostro vino e quello che resta dell’onore di Montalcino.
    Siate più disponibili gli uni con gli altri – sulla base di pochi, incontrovertibili, punti.
    Noi consumatori e amanti di questo vino ce lo aspettiamo.
    Dovete essere voi i samurai che difendono la verità del Brunello dalla violenza degli intrallazzatori, dalle speculazioni della politica.

  6. Buongiorno.
    Caero Franco, buongiorno. Il suo amico ha pienamente ragione. Per quanto riguarda i controlli, quello scritto sopra è totalmente corrisponde la vero, compreso “se si accorgono che li stai prendendo in giro si arrabbiano di brutto”. Quindi spero che non si vogliano(chi?) dare autorizzazioni così alla carlona, come nel nostro stile.
    Per qunto riguarda il mercato e i prezzi, quelli sono i prezzi reali dei vini…………
    A dopo.

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