Ricomincia l’avventura: itinerari vinosi tra Soave e Minervino Murge

Fine settimana animato per il vostro wine globe trotter, per il cronista del vino itinerante che sono. Dopo un salto a Milano, ieri pomeriggio, al Teatro Angelicum, per la cerimonia di premiazione del Premio Luigi Veronelli, fatto sperando che i riconoscimenti avessero migliore “mira” che negli anni scorsi (cosa che si è decisamente avverata, per molti premiati), questa mattina, giovedì 19 giugno, partenza abbastanza presto da Bergamo per essere per le 9.30 a Soave, capitale (non se la prendano a Monteforte d’Alpone) della celeberrima denominazione d’origine veronese, per una due giorni di degustazioni che gli amici del Consorzio Tutela Vini Soave, il direttore Aldo Lorenzoni & co. mi hanno cortesemente organizzato.
Avevo da tempo un gran desiderio di degustare, rigorosamente alla cieca, il più ampio numero possibile di vini di questo che considero essere uno dei più importanti vini bianchi italiani da vitigni autoctoni, per capire dove stia andando il Soave nelle sue diverse tipologie, e questi due giorni – all’interno dei quali mi sono ritagliato anche una visita ad uno dei più prestigiosi produttori, Pieropan, per un’altra grande verticale di vecchie annate, dopo quella fatta la scorsa settimana da Gini e una visita ad un ristorante, il Baba Yaga di Montecchia di Crosara, dove voglio approfondire la conoscenza della cucina del bravissimo chef Claudio Burato – penso che saranno sicuramente una grande esperienza. Nonché un “pretesto” per una serie di articoli che conto di scrivere a bocce (e bicchieri) fermi.
Ma non è finita, perché sabato 21, nel pomeriggio, volerò alla volta di Bari, per essere il 22 e 23 giugno a Minervino Murge in provincia di Bari, impegnato, come presidente della Giuria dei Giornalisti (con me saranno anche Ian D’Agata, Luciano Pignataro, Giampaolo Gravina, Carlo Macchi, Vito Intini, Teodosio Buongiorno, Enzo Scivetti, in due giorni di degustazioni (ci aspettano circa 150 vini…) per la terza edizione di Vini di Radici, il festival dei vini dei vitigni autoctoni di Puglia e Basilicata.
Esamineremo, insieme ad una Giuria degli Appassionati, dove peraltro ci saranno anche dei giornalisti, composta
dal Presidente Giuseppe Colamonaco, dall’amico wine writer inglese David Furer, Francesco Zompì, da ristoratori come Luciano Lombardi alias Vignadelmar come si firma intervenendo su blog e forum vinosi, Antonello Magistà, Franco Ricatti, nonché Giuseppe Misuriello, Paolo Costantini, Paolo Bargelloni, il lavoro di un centinaio di aziende e viticoltori, che gareggeranno nelle categorie di vini Primitivo, Negro Amaro, Nero di Troia, Aglianico del Vulture, Vini Rosati da vitigni autoctoni e Vini dolci.
Il programma completo di questa interessante manifestazione, alla quale prenderà parte anche il buon Eustachio Cazzorla radio
sommelier e curatore di un seguitissimo blog e nel corso della quale spero di ritagliarmi una “fuitina” presso uno dei miei ristoranti preferiti di Puglia, la trattoria degli Antichi Sapori di Montegrosso di Andria, lo potete trovare in un ampio articolo di presentazione, leggi, pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S.
Riusciranno i nostri eroi a sopravvivere a tanti vini degustati e a restare qualche tempo a casa? Spero di sì, e che mi possa riprendere per una fine del mese che mi vedrà ancora in viaggio, impegnato tra Moniga del Garda per Italia in rosa, grande manifestazione dedicata ai vini rosati, e le amatissime Langhe del Barolo, dove sarò il 29 e 30, tra Monforte d’Alba, Monchiero e Barolo, per chiudere alla grande questo giugno all’insegna di Bacco.

 

0 pensieri su “Ricomincia l’avventura: itinerari vinosi tra Soave e Minervino Murge

  1. Dai Franco, ci divertiremo !!!

    Sarà almeno l’occasione per conoscerci di persona e non solo informaticamente….era ora !!! :-))

    Ciao

  2. Che cru le hanno dato alla cieca? E’ riuscito a riconoscerle?Domani ha un’altro set di vini da individuare? Il soave cmq è IL miglior vino bianco italiano da vigneti autoctoni.Pieropan ha uno stile e aromi diversi da un Gini,il vino cambia nel soave anche a 100 mt di distanza.Buoni i vini del consorzio ,mi aggiorni sulle cru

  3. Caro Sig. Lorenzo,
    in verità le dico che in assoluto, senza se e senza ma, il miglior vino bianco italiano da vitigno autoctono è il Verdicchio nelle sue molteplici espressioni anche come metodo classico.
    Le Aziende ed i vini da citare come ottimi esempi esplicativi sarebbero davvero troppe.

    Ciao

  4. niente graduatorie e classifiche, please, che qui non siamo mica su Wine Spectator! Il Soave, (come ho avuto modo di avere conferma ieri in una bella degustazione di circa 60 vini di diverse tipologie), il Verdicchio dei Castelli di Jesi e di Matelica, il Fiano di Avellino, l’Etna bianco, certe Vernaccia di San Gimignano, il Colli di Luni Vermentino, la Falanghina dei Campi Flegrei, ovviamente larga parte dei friulani, i bianchi della Cantina di Terlano in Alto Adige, e qualche altra cosa appartengono, senza dubbi, al Gotha, all’aristocrazia dei bianchi italiani

  5. Caro Franco, sei diventato un cerchiobottista ??? 🙂

    Se analizzi il numero delle Aziende serie, il numero e quantità dei buoni ottimi verdicchi in circolazione, ne consideri anche le grandi doti di longevità e versatilità interpretativa arrivi alla conclusione certa che ho ragione.

    Senza se e senza ma……poi, siccome sei il padrone di casa, mi piego umilmente alla tua volontà e non insisto !!!

    Ciao

  6. beh lei ne sa certo più di me,cmq la varietà che ha nel gusto e negli aromi anche a distanza di 100 metri da vigneto a vigneto è innegabile nel soave;non conosco bene il verdicchio,seguirò il suo consiglio,grazie mille

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