Soave, un universo variegato tutto da conoscere

Ma guardate queste fotografie (niente di speciale, visto il fotografo  assolutamente dilettante e la fotocamera elementare a disposizione) scattate ieri nell’area del Castellano, nel cuore della zona di produzione di quel grande vino italiano che è il Soave?
Sono tra le tantissime, suggestive, immagini possibili, di angoli e scorci emozionanti, paesaggisticamente parlando, oltre che da un punto di vista viticolo, della zona del Soave. Una distesa di cru, terroir, microclimi, situazioni ambientali, incredibili, oggetto di un eccellente lavoro, Il Soave oltre la zonazione. Dalla ricerca ai cru, meritoriamente realizzato di recente dal Consorzio di tutela Soave, un libro bellissimo che mi accingo a leggere/godere e di cui scriverò presto.
Cari amici, smettiamola tutti di pensare al Soave come ad vino ad una sola dimensione: è monodimensionale, variegato, sfaccettato, ricchissimo di sfumature, come mi ha testimoniato per l’ennesima volta una bellissima degustazione di una sessantina di vini, di diverse tipologie e annate, fatta ieri mattina, che ha mostrato un livello medio davvero interessante con alcuni picchi qualitativi, anche da parte di aziende piccole, poco note, quasi emergenti (voglio subito citare, ne scriverò presto, I Stefanini di Monteforte d’Alpone con il cru Monte di Fice), che mi ha sorpreso e confortato.
Mi sa che tornerò molto presto a Soave e Monteforte d’Alpone e dintorni, perché, e lo dico parafrasando Leopardi, quanto m’è dolce “naufragar” in questo mare di vigneti!

0 pensieri su “Soave, un universo variegato tutto da conoscere

  1. Per mia fortuna ho smesso qualche anno fà di SMINUIRE questo prodotto!!
    Più produttori hanno cominciato (diversi anni indietro…direi dalla metà degli anni ’90) a fare produzione di alta qualità.
    Si trovano prodotti e produttori per tutti i gusti…chi usa moooolto legno,chi acciaio…. ognuno trova il SUO Soave!
    Invidio il buon Ziliani che riesce a fare degustazioni verticali e di annate oramai introvabili…
    Se per caso una volta avanza un posto…

  2. Franco, che bel regalo. Sono contentissimo di leggere il tuo post sul Soave. I vini dei Stefanini (cognome dei produttori Tessari) sono profondamente profumati, minerali, incantevoli al naso e al palato. Li abbiamo assunti subito e saranno da acquistare nella zona New Yorkese a partire da settembre. Brava gente, vini squisiti.Non vedo l’ora di leggere il tuo “roundup” delle aziende da te visitate. Saluti dalla Grande Mela.

  3. Beh, Franco, sono felice di sentire che sei rimasto affascinato dal nostro territorio e dal nostro vino Soave che ne rispecchia le infinite sfumature di suoli, climi e stili di produzione di vignaioli appassionati. E il territorio ha davvero il Consorzio che si merita: attento, appassionato anch’esso e sempre pronto a fare un passo avanti. Non so in quanti territori del vino si è fatta una zonazione così particolareggiata e approfondita… Mi spiace aver saputo in ritardo della tua visita. Se ce ne sarà un’altra, spero vorrai essere mio ospite, magari al Babajaga da Claudio… Il Castellaro è una delle zone a mè più care, assieme alla conca di Brognoligo. Un caro saluto,
    M.Grazia

  4. Sono felice di sapere che il Soave non ha conquistato solo me che presso il Consorzio ho avuto la fortuna di fare uno stage!
    quello di Soave è un territorio affascinante, pieno di risorse sorprendenti che lasciano il segno esattamente come il vino che là si produce.
    Mi fa piacere che l’abbia scoperto anche lei.

    Claudia

  5. Mi riempie di gioia leggere di una così autorevole segnalazione di questo vino di un produttore che – indegnamente – da tempo considero ai vertici del rapporto qualità prezzo. Ottimo il Fice, addirittura strabiliante il loro Soave base nomato “il sèlese” in vendita a 2 (leggasi DUE) eurini la bottiglia…
    E quanti buoni Soave! diretti, squillanti, privi della pletorica prosopopea di altre e più celebrate zone…

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