Vespa prova a parlare del Montecarlo Doc ma ne ignora la storia…

Voleva stupire i lettori della rubrica che, inopinatamente, continua a condurre (cambiano i direttori ma lui resiste) su Panorama, mister Porta a Porta, al secolo noto come Bruno Vespa da l’Aquila.
Invece di parlare dei soliti noti, aziende i cui ricchi proprietari, spesso gente non del mondo del vino, ma petrolieri, finanzieri, politici, banchieri, artisti che Vespa conosce e frequenta nel corso della sua attività di rassicurante portavoce del potere (anni fa dichiarò tranquillamente che la D.C. è l’editore di riferimento della Rai e che occorreva tenerne conto..), di salottiero conduttore di programmi e di scrittore, per una volta tanto Vespa aveva deciso di parlare di un vino buonissimo, ma ben poco noto.
Su Panorama della scorsa settimana aveva pertanto scritto: “Bianco o rosso, qui si beve il Montecarlo … L’unica volta in vita mia che sono andato in quella città bella, dolce e civile che è Lucca, m’intrigai a tavola nella conoscenza di un vino singolarissimo che si chiama Montecarlo e si trova solo qui. Quella lontana esperienza mi è tornata in mente ora che Lucca è nel tripudio di festeggiamenti per i 150 anni della nascita di Giacomo Puccini. Gli appassionati di musica e di buon vino percorrano almeno idealmente i 48 chilometri che dividono Torre del Lago da Montecarlo”.
Fin qui tutto bene, anche la scelta dell’azienda di Montecarlo da indicare all’attenzione dei lettori, ovvero l’ottima Fattoria del Buonamico condotta con mano salda dall’amico Vasco Grassi (che è solo direttore e non, come scrive Vespa, “patron”). Ma proseguendo nell’articolo ecco “l’esperto di vini” mostrare quanto zoppicante sia la sua conoscenza delle cose vinose.
Dell’azienda ha scritto che “produce Montecarlo sia bianco sia rosso a prezzi bassi e convenienti soprattutto per il bianco”, ma proseguendo – ecco il primo errore da matita rossa e blu – eccolo annotare che “ha cercato la strada della competizione di alto livello con altri vitigni”, per poi arrivare allo sfondone vero e proprio, a proposito del Cercatoja rosso, dove, a suo dire, “si tenta la strada del Supertuscany mescolando a una base di Sangiovese (40 per cento) Syrah, Cabernet Sauvignon e Merlot. Ma quando ci si mette su questa via, c’è il grosso rischio di restare nel gruppone arrivando staccati al traguardo”.
A parte il fatto che Supertuscany i vini in larga parte Igt Toscana noti al mondo come Super Tuscan forse verranno chiamati così solo nei salotti bene frequentati dal mondano conduttore tv, ma dire che usando altre uve non autoctone a Montecarlo si cerca “la strada della competizione di alto livello con altri vitigni”, un po’ come sullo stile Super Tuscan si è fatto, dalla Maremma sino al Chianti Classico, all’aretino e sino a
Montalcino e Montepulciano, in quasi tutta la Toscana, significa ignorare bellamente la storia vinicola di Montecarlo e non avere una minima idea di quelle caratteristiche che ne determinano l’ampelodiversità.
Nulla di male se invece che fare un salto nel magnifico borgo antico di Montecarlo Vespa preferisce indugiare tra Bolgheri, Capalbio e Castellina marittima e naturale che se capita a Montecarlo invece di andare a visitare Case Basse o Poggio di Sotto (e magari imparare qualcosa su cosa sia un grande Brunello) preferisca fare una capatina alla Banfi, oppure alle tenute dei marchesi Frescobaldi o di Giacomo Neri.
Ma anche senza spingersi sino in questo delizioso angolo di terra lucchese, a Vespa sarebbe stato più che sufficiente andare sul sito Internet della Fattoria Buonamico, oppure sul sito Internet del Comune di Montecarlo e nella ricca e documentata pagina dedicata al vino di Montecarlo (leggi qui) scoprire, ma guarda te!, che a Montecarlo certe uve, che molti amici del vino di Vespa hanno piantato solo negli ultimi 10-20 anni, anche in zone dove avrebbe dovuto trionfare solo il Sangiovese, sono presenti dalla fine dell’Ottocento.
Da quando “per migliorare ulteriormente i propri vini, un illuminato ed appassionato viticultore montecarlese, Giulio Magnani, a quel tempo proprietario della Fattoria Marchi Magnani (ora Mazzini), intorno al 1870, partì alla volta della Francia per studiare i vitigni e le tecniche di vinificazione dei nostri cugini d’Oltralpe che a quel tempo producevano già dei vini apprezzati anche fuori dei loro confini.
Si recò quindi nella zona di Bordeaux e da quei luoghi portò a Montecarlo il Sauvignon, il Semillon, il Merlot, il Cabernet Franc ed il Cabernet Sauvignon. Ancora, riportò dalla zona del Rodano il Roussanne ed il Syrah e dalla Borgogna i Pinot bianco e grigio. Tornato a caso, sperimentò le percentuali giuste dei vitigni da aggiungere al Trebbiano al fine di produrre un vino più elegante, morbido e profumato
”.
Avrebbe così appreso, “l’esperto di vini” di Panorama, che per il Montecarlo Bianco, Doc dal 1969, è prevista la presenza di 40-60% Trebbiano Toscano e per il restante 40-60% Semillon, Pinot Gris e Bianco, Vermentino, Sauvignon, Roussanne, globalmente considerati, purché almeno tre dei vitigni indicati raggiungano singolarmente la percentuale del 10%.
Mentre per il Montecarlo Rosso, Doc dal 1985, è prevista la presenza di 50-75% Sangiovese, 5-15% Canaiolo nero, 10-15% singolarmente o congiuntamente Ciliegiolo, Colorino, Malvasia Nera, Syrah, Cabemet Franc, Cabemet Sauvignon, Merlot.
Altro che Super Tuscan o Supertuscany come preferisce chiamarli il Vespa, altro che ricerca della “strada della competizione di alto livello con altri vitigni”!
Questi vitigni a Montecarlo non ce li hanno portati le mode, il consiglio dell’enologo consulente à la page che se non gli danno da lavorare con un po’ di Merlot e di Cabernet non ci si ritrova, lo sfizio dell’industriale o del finanziere miliardario, con amicizie nel mondo politico e della stampa che conta, i cui vini Vespa ama spesso vezzeggiare e portare in palmo di mano nella sua rubrica!
Sono semplicemente presenti da una vita, cosa che ogni cronista del vino degno di questo nome conosce e che solo i Vespa della situazione possono tranquillamente, in omaggio alla “completezza dell’informazione”, ignorare…

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