Zaia e il Brunello: soluzione trovata?

Ghe pensi mi, sembra aver detto, con un sano decisionismo, il ministro delle Politiche Agricole, questa questione del Brunello è troppo seria per lasciarla agli ilcinesi
Detto fatto, come annuncia oggi il sito Internet Focus Wine, espressione dell’Unione Italiana Vini, “il problema del paventato blocco alle importazioni di Brunello negli Usa ”e’ stato parzialmente risolto”. Lo ha annunciato il ministro Luca Zaia (che al Tg 3 Toscana ieri sera ha chiesto scusa agli americani perché non hanno ricevuto nessuna risposta dalla loro richiesta di informazioni ad inizio aprile…) dopo l’incontro svolto con l’omologo americano Ed Schafer, in occasione del vertice Fao, per scongiurare la minaccia di blocco annunciata a partire dal 23 giugno. ”Intanto abbiamo ottenuto gia’ un grande risultato – continua Zaia – ovvero l’impegno di Schafer a dichiarare pubblicamente che sul Brunello non ci sono problemi di salute”. ”Lunedi’ prossimo – precisa il ministro – verrà da noi una delegazione Usa e presenteremo loro un piano riservato su come garantire i controlli, nel rispetto dell’autonomia dei produttori. Vogliamo definire questa partita, che consideriamo irrinunciabile – prosegue Zaia – senza spargere una goccia di sangue, anzi di vino”. ”Il Brunello – conclude Zaia – non e’ solo un vino ma un biglietto da visita importantissimo per il Made in Italy. Ora le possibilità di recupero con gli Usa ci sono” e il ministro ha detto che ”gli americani non intendono rinunciare ai vini di qualità italiani”.
Da parte americana, Schafer ha dichiarato di apprezzare la volontà italiana di risolvere presto e bene la vicenda e si è dichiarato fiducioso di pervenire a un accordo tale da scongiurare l’eventuale blocco del Brunello sul mercato americano. Preso atto che lunedì sarà a Montalcino una delegazione del Dipartimento del Tesoro statunitense, il ministro Schafer ha affermato che sarà sua cura “fornire ogni tipo di assistenza ai colleghi del Dipartimento del Tesoro per risolvere positivamente l’attuale congiuntura riguardante il Brunello”.
Anche sul sito Internet del Ministero si può leggere (vedi qui) questa rassicurante dichiarazione che tra l’altro ribadisce che “sul Brunello, i due Ministri hanno concordato sul fatto che mai è stata messa in discussione la sicurezza alimentare di un prodotto definito unanimemente “ottimo e sicuro”.
In verità nessuno aveva mai balenato la balenga ipotesi che bere Brunello corretto al Merlot facesse male, solo all’anima del vino e alla sua corretta immagine, come a quella dei produttori che avrebbero fatto ricorso a queste stupide scorciatoie, ma ribadire questo concetto non fa di certo male.
Speriamo che quanto di buono ha costruito il nuovo ministro delle Politiche Agricole nel corso del suo incontro con il collega Usa non venga poi vanificato/distrutto dall’incontro che la delegazione del Dipartimento del Tesoro statunitense avrà lunedì a Montalcino. Dove c’è da augurarsi (anche se il loro quasi sdegnoso no comment – leggi – all’annuncio che il ministro, non loro, avrebbe trovato una soluzione al loro problema non é un bel segnale…) che abbiano capito che la situazione è seria (cosa che ha capito, come dimostra la sua interrogazione l’ex assessore all’Agricoltura della Regione Toscana Susanna Cennileggi qui e ancora qui) e richiede serietà, e chiarezza assoluta di comportamenti…

0 pensieri su “Zaia e il Brunello: soluzione trovata?

  1. …e stamattina apprendiamo dalla Nazione che su alcuni produttori pende l’accusa di ASSOCIAZIONE A DELINQUERE.
    speriamo che non siano quelli che devono ricevere la delegazione americana.
    non è male ricordarsi che l’informazione non ha confini e che è l’ultima occasione di non far fare a montalcino una figura di m…a
    ps: è irrilevante, in questa circostanza, che coloro su cui pende l’infamante accusa siano o meno colpevoli (ci si augura di NO!). ciò che deve prevalere è l’INTERESSE COMUNE. Quindi E’ INDISPENSABILE che gli interlocutori della delegazione americana siano autorevoli e non sfiorati da questa terribile inchiesta.

  2. non ho alcuna simpatia per Adriano Sofri ma solo oggi scopro che lo scorso 17 maggio su Il Foglio nella rubrica Piccola posta ha scritto queste osservazioni, che condivido, riportate da questo blog:
    http://www.amicidivini.com/dblog/articolo.asp?articolo=43
    E’ proprio vero: “il Brunello si conosce da chi lo fa, e viceversa”. Certe facce, certe persone, sottoscrivo ad esempio il nome di Gianni Brunelli, che Sofri fa, e di cui io stesso mi onoro di essere amico, sono una garanzia. Altre facce direi meno…
    p.s. anche nella vicina Montepulciano, però non ridono, leggete qui:
    http://corrierefiorentino.corriere.it/cronache/articoli/2008/06_Giugno/06/montepulciano_nobile_sequestri_inchiesta.shtml

  3. Oltre oceano hanno la fama (beati loro) di essere rigorosi con leggi e pene.
    E se qualcuno analizzasse stì vini oltre oceano e li trovasse non conformi a quanto dichiarato in etichetta???
    Bè,se qualcuno lo facesse….diversi euro,scusate,DOLLARI per analisi li metterei anche io!!

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