Bando alle ciance e che Petrini sia docente di sociologia! Appello al ministro Gelmini

Eh no gentile neoministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, oltre a pensare di reintrodurre i grembiulini per gli alunni delle elementari, deve assolutamente intervenire, senza perdere tempo, su questo caso! Se necessario si faccia aiutare dal suo collega ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, ma ponga subito limite a questo autentico sopruso.
E’ difatti intollerabile e inconcepibile, a prestare fede a questo articolo della Stampa di qualche giorno fa, che un gruppo di rivoltosi, sebbene professori e cattedratici di chiara fama, si ostini ad ostacolare e criticare la decisione dei responsabili della
Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università degli Studi di Torino di attivare la procedura eccezionale di chiamata in cattedra ”per chiara fama”, con l’incarico di insegnare sociologia dell’ambiente e del territorio”, a favore di quell’autentico genio e benemerito dell’umanità tutta che è il fondatore di Slow Food Carlo Petrini.
Ma come,
l’Accademia vuole incoronare Slow Food ed il suo capataz e lider maximo, il preside Alberto Conte applaude “un’idea di scienza aperta al dialogo con il territorio e l’ambiente” ed il Senato Accademico, che dovrebbe ratificare, insieme al suo ministero e al Consiglio Universitario Nazionale, la decisione, il corpo docente, dei banali umanisti, geografi, semiologi, sociologi, mica degli inventori dei presidi e dell’Arca del gusto, si permettono di fare dei banali distinguo? E addirittura affermare, come ha fatto il direttore del dipartimento di Scienze sociali Adriana Luciano, che “troppi atenei che si fanno belli con le penne di pavone altrui: credono, chiamando persone famose in cattedra o attribuendo loro lauree ad honorem, di avere e di dare lustro e lustrini, mentre si sviliscono, se non pongono in cima alle priorità le competenze”, per sminiuire, ovviamente senza riuscirsci, questa brillantissima, geniale idea della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali?
Suvvia Signor Ministro, è un vero scandalo, un insulto alla Cultura e alla Scienza, ai superiori valori che l’associazione (che non casualmente ha sede in via della Mendicità Istruita a Bra) rappresenta, leggere che tale
Giuseppe Ricuperati, della Facoltà di Lettere, riconosce al signor Carlo Petrini, bontà sua, “d’aver fondato un’iniziativa meritoria sul piano nazionale e internazionale” che però “non ha niente a che fare con la sociologia” e quindi di “abuso del meccanismo della chiara fama, nato per riportare in Italia grandi studiosi e usato in modo disinvolto e sconcertante”! E parlare, ancora, di una prassi ”più grave dell’abuso di lauree ad honorem”, compiuta “nel più profondo disprezzo della verifica delle competenze”.
Pura invidia, quella di questo professore e di tali Arnaldo Bagnasco e Sergio Scamuzzi, secondo i quali “le cattedre comportano responsabilità didattiche e scientifiche” e che suggeriscono pertanto di attribuire una banalissima laurea ad honorem (di cui peraltro Carlin ha già fatto collezione), e pura irriverenza da parte di Chiara Saraceno, che ha l’ardire di parlare di “fortissimo sgarbo istituzionale” e di far notare che “ai concorsi Petrini esaminerà i sociologi, anche se di sociologia non sa nulla. Come si permettono, i colleghi di Scienze, di far diventare qualcuno sociologo? Noi attribuiamo forse il titolo di fisico?”.
Persi nelle loro scartoffie in un’idea di cultura antica, sorpassata e polverosa, che non contempla, poverini loro, Terre Madri e la profonda saggezza del “cibo buono pulito e giusto”, orti in condotta, i presidi della Bella di Garbagna (da non confondere con la sua collega ministro Mara Carfagna, che bella è davvero…), del Chinotto di Savona e dell’Uvetta di Herat.
Questa è gente spudorata, gente che si permette di ironizzare pesantemente e di suggerire al preside di Scienze, Alberto Conte, il quale invita i sociologi a rispettare la nostra autonomia, e ricorda che “Petrini è competente, coperto di lauree ad honorem e riconoscimenti”, addirittura, come ricordava il Guardian, uno dei 50 saggi che salveranno il pianeta, di chiamare “come cervello migrato” nientemeno che Carla Bruni in Sarkozy!
Di fronte a questa enormità, a questo insulto arrecato non  solo ad un uomo in odore di santità, vero bipartisan, membro del comitato dei saggi del Partito Democratico e sodale di Piero Fassino e Livia Turco, ma contemporaneamente amico del Sindaco di Roma Alemanno, e già amicissimo dell’ex governatore della Regione Piemonte Ghigo, ma ai valori supremi della Cultura, credo che il governo, di cui lei, ministro Gelmini, è autorevole esponente, non possa restare indifferente.
Inutile suggerirle quali misure possiate urgentemente prendere, con un decreto legge (di disegni di legge non parliamone, inutile perdere tempo a discuterne in Parlamento) studiato, posso dirlo senza che il suo capo se la prenda?, ad personam.
Agendo di concerto con il ministro Maroni potrà facilmente disporre il trasferimento dei docenti e ricercatori dell’Università di Torino che si ostinano pervicacemente a criticare l’arrivo di Carlin Petrini sulla cattedra di sociologia dell’ambiente e del territorio, nella più tranquilla sede staccata universitaria di Ventotene o in altre località, possibilmente isolate, dove questi docenti che pensano stoltamente di detenere il monopolio del sapere potranno riflettere e magari compiere a loro volta studi sulla lenticchia di Onano, la fava di Carpino, il limone sfusato di Amalfi ed il mitico cappone di Morozzo.
Ovviamente sarà poi un esamino, semplice semplice, su questi e altri temi cari a Slow Food, sostenuto, ça va sans dire, con il loro collega sociologo dell’ambiente e del territorio Carlo Petrini, a decidere se possano essere maturi, oppure no, per tornare all’insegnamento a Torino o se debbano invece trascorrere un ulteriore soggiorno a Ventotene. Sono la Democrazia, il Progresso, i superiori interessi della Scienza e della Cultura, del Sapere a richiedere, egregio Signor Ministro, che non si perda più tempo e che, bado alle ciance, rebus sic stantibus Petrini diventi sociologo!

0 pensieri su “Bando alle ciance e che Petrini sia docente di sociologia! Appello al ministro Gelmini

  1. La facolta’ di Medicina dell’Universita’ di Torino, per controbilanciare la richiesta della facolta’ di scienze matematiche,fisiche e naturali ha deciso di proporre il signor Dracula per la cattedra di “Tecnica e metodologia delle trasfusioni e dei prelievi di sangue”.
    La proposta e’ stata motivata con il fatto che l’esimio professore s’occupera’ sia della parte teorica che delle esercitazioni pratiche : in tale modo non vi saranno costi per assistenti e ricercatori.

  2. Se il Berlusca “fa” il presidente del Consiglio, ci può stare pure Petrini professur. Sicuramente fa meno danni il secondo.

  3. c’é una non sottile differenza Remo: il Berlusca é diventato presidente del Consiglio perché l’hanno votato milioni di italiani (io non tra loro), mentre il capataz di Slow Food non mi risulta avere i titoli di studio, il curriculum per aspirare ad una cattedra universitaria. Da qui la “rivolta”, credo legittima, dei docenti torinesi…

  4. Aspettavo “la sottile differenza” dei mlioni di voto, comunque sono d’accordo con lei Ziliani, non vedevo proprio la necessità di questa cattedra, che probabilmente non avrà. Sui danni, invece non ho dubbi. Complimenti per il sito.

  5. Il Magnifico Rettore Pelizzetti bloccò la laurea honoris causa in economia alla figlia del Cav. Pesenti perchè non c’erano valide motivazioni, come non c’erano per Valentino Rossi, ma era un’altro ateneo. Non si capisce perchè Petrini, che già lavora in quel di Pollenzo, debba anche prendere un’altro stipendio senza avere i titoli e senza fare i regolari concorsi. E poi di professori fantasma, con i titoli, nell’università italiana ce ne sono già troppi. Bene han fatto i docenti torinesi ad opporsi. Se Petrini è personaggio di chiara fama lo chiamino per un ciclo di conferenze…

  6. Ultime notizie dall’universita’ di Torino.
    Il preside della facolta’ di lettere ha proposto di conferire la cattedra di Grammatica e sintassi italiana ad Aldo Biscardi per “la sua costante ricerca di un linguaggio nuovo, di nuove regole, di innovazioni sintattiche che pur non tralasciando la tradizione si adattano meglio ai nostri
    tempi”.
    In altre parole il linguaggio di Aldo Biscardi sta alla lingua italiana come il brunello al merlot sta al Brunello
    fatto con il 100% di sangiovese.

  7. Per Tommaso Farina
    Utilizziamo il grande Michelangelo Buonarroti che fece rispondere,da una statua,ad un ottimista dell’epoca (1520) con parole sempre attuali.

    Caro m’è ‘l sonno e più l’esser di sasso
    mentre che il danno e la vergogna dura
    non veder, non sentir m’è gran ventura
    però non mi destar, deh parla basso

  8. Pingback: Campus Blog » Blog Archive » Carlin divide e non impera

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