Bardolino: cento vini degustati, conferme, sorprese, perplessità

Volete ridere? Questi, i 31 Bardolino Chiaretto ritratti in questa foto un po’ così così (non sono mica quel fuoriclasse di Marco Salzotto, vedere per credere e dire bravo bene bis!), sono solo una piccola parte dei 103 (diconsi centotre) Bardolino di varie tipologie, 6 spumanti, 31 Chiaretto, 50 Bardolino e Bardolino classico, 16 Bardolino Superiore, che mi sono capitati, un po’ tra il lusco e il brusco, martedì, in quel bellissimo e accogliente posto che è l’azienda agricola Monte del Frà, posta tra Sommacampagna e Custoza,  fondata da Eligio e Claudio Bonomo, è oggi co-condotta, al femminile (dolcezza, fascino, ma anche tempra) da Marica, anche vice-presidente del Consorzio del Custoza. E c’é anche la cugina Silvia, figlia di Claudio, a fare la sua parte in azienda.
Quei “fenomeni” (e lo dico simpaticamente) del Consorzio del Bardolino, il cui dominio Internet porta, chissà perché un nome inglese (acciperbacco è Bardolino, vino veneto e veronese, prima che un Bardolino wine…), guidati da un neo-presidente determinato e con le idee chiare, Giorgio Tommasi, (presidente anche della Cantina di Castelnuovo del Garda) hanno pensato bene che invece dei 60-70 vini concordati me ne dovessi “sciroppare” oltre 100…
Però, nonostante il tour de force non indifferente (meno male che la sera mi aspettava un meritato riposo presso il confortevolissimo agriturismo,-bed and breakfast Nico Bresaola: ve lo consiglio) l’esperienza è stata non solo professionalmente interessante e ricca di insegnamenti (ora sul Bardolino, vino dalla molteplice personalità, ho le idee molto più chiare…) e persino enoicamente piacevole (con la sola eccezione dei Bardolino Superiore – in cosa non si sa bene – che avrei evitato volentieri) per i tanti vini buoni o con possibilità di evoluzione e crescita che ho trovato.
E’ stata gradevolissima, umanamente e bella, per la simpatia ed il calore umano delle persone che ho incontrato, durante la degustazione, durante la visita ed il pranzo (un plauso alla Signora Bonomo cuoca e padrona di casa squisita) a Monte del Frà (nella seconda foto alcuni vigneti intorno all’azienda) e nell’incontro-conversazione che ho avuto con una ventina di produttori, ai quali ho riferito, a caldo, le impressioni nate dalla mia degustazione, quello che mi ha convinto (parecchie cose) e quello che invece mi lascia perplesso.
Non farò i nomi, perché mi dimenticherei qualcuno e non vorrei accadesse, ma tutti mi sono sembrati simpatici, schietti, curiosi (anche di sentir dire cosa avrebbe detto quel “provocatore” del sottoscritto), desiderosi di darsi da fare per le sorti, non proprio sfolgoranti oggi, del Bardolino, seriamente interessati, come ho suggerito loro e ad Angelo Peretti, “consigliere” e promoter del Consorzio e della denominazione, oltre che scrittore di cose vinicole, guidaiolo e Bardolino-blogger, a confrontarsi, dialogare, parlare, assaggiare insieme e trovare, insieme, la strada giusta per risollevare questa denominazione e questo storico vino e portarlo all’attenzione degli appassionati italiani ed esteri.
Vini buoni, quando il Bardolino sceglie di essere Bardolino (Chiaretto oppure in rosso) e non si dedica ad improbabili, inutili arrampicate sui vetri, ci sono, eccome, e sono vini che si fanno bere, che funzionano benissimo a tavola abbinati ai cibi anche i più semplici e quotidiani e non a vissanate o a trovate da grande cuisine, che hanno prezzi umani. Il che, con l’aria che tira, non è assolutamente male.
Occorre che i “bardolinisti” stessi ne siano consapevoli ed orgogliosi, che scelgano, come mi sembrano vogliono fare e come mi pare voglia fare questo presidente del Consorzio, la strada del buon senso, del realismo, della ragionevolezza.
A breve pubblicherò, qui e altrove, un racconto della degustazione, delle mie convinzioni che ho espresso ai produttori nel corso dell’incontro, e una segnalazione delle aziende produttrici dei vini più interessanti che ho trovato. Ci sono delle conferme, ma anche svariati nomi nuovi, piccoli, meno noti. Tutti da conoscere, tutti in grado di proporre Bardolino, perbacco!, degni di questo nome, buoni, puliti e giusti, come direbbe qualcuno…   

0 pensieri su “Bardolino: cento vini degustati, conferme, sorprese, perplessità

  1. mi tolga una curiosità Ziliani: ma come ha fatto ad assaggiare cento vini in una giornata? Come possono essere attendibili i suoi giudizi con così tanti vini degustati?
    Certo che quelli del Bardolino dovrebbero darle un premio, non penso che ci sia la fila per degustare Bardolino e per di più cento…

  2. ..LA STRADA DEL BUON SENSO,DEL REALISMO,E DELLA RAGIONEVOLEZZA”,che con molto piacere,è stata intrapresa nel Bardolino,sarà altrettanto ”benevolo”..che la segua qualche altra DOC…con o senza G…

  3. Vedo con piacere che il nuovo Direttivo del Consorzio del Bardolino si muove per far conoscere quello che è realmente il vero Bardolino, organizzando degustazioni per giornalisti.
    Altro che quella cosa aliena che è il Bardolino Superiore DOCG, uno dei tanti strafalcioni del direttivo precedente.
    Ma adesso vogliamo anche una manifestazione-degustazione di Bardolino per noi comuni mortali.
    Max Pigiamino Perbellini

  4. Speriamo,che con un pò di umiltà(a qualcuno ne serve davvero tanta)il Bardolino non diventi solo il vino del momento,della moda attuale che vuole prodotti freschi,di basso grado e di pronta beva,ma che trovi la sua identità con decisione ed entusiasmo.Per una volta,che qualcuno si impegni senza “fenomenismi”,conflitti vari,con la consapevolezza “di quello che si vuol fare da grandi” e rimanendo con i piedi per terra.Almeno questa volta…Se non per me,per i tanti produttori di Bardolino,che da anni sputano sangue per migliorare i loro vini e la loro condizione di mercato.A loro il mio rispetto e stima.

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