Berlusconi, il Brunello e Montalcino

Strepitosissima, come sempre, la vignetta di Emilio Giannelli pubblicata sul Corriere della Sera di ieri sabato 19 luglio.
Il riferimento, spassoso, è alla frase del presidente del Consiglio Berlusconi che venerdì all’assemblea nazionale di Coldiretti ha dichiarato: “Per me che sono vecchietto è una grande gioia vedere i ministri giovani che lavorano, ma io sono come il Brunello di Montalcino: con gli anni miglioro”.
Come mai Berlusconi, che non parla mai a caso – spesso parla invece a vanvera… – ha fatto questo riferimento al Brunello? Diverse le ipotesi possibili, una è che il Berlusca, che comunque la si pensi sul politico (io l’ho già detto più volte e per essendo dichiaratamente di destra, di una mia idea di destra, alle ultime elezioni non l’ho votato) è “animale” dalle antenne ben attente, abbia voluto rendere omaggio e dare una mano ad un vino celeberrimo che secondo un sito Internet vicino al potere e ai potenti “sarà anche sottoinchiesta, sarà che bene o male fa comunque parlare di sé, sarà che ultimamente è stato al centro dell’attenzione per un presunto mancato rispetto del disciplinare piuttosto che per le sue riconosciute virtù”.
Paragonarsi al Brunello in una conferenza stampa che avrebbe avuto sicuramente un’ampia eco è stata una trovata di marketing e di comunicazione ben superiore, e meglio congegnata rispetto a quelle (che in verità si sono fatte scarsamente notare…) della ben pagata agenzia e società di comunicazione che dovrebbe occuparsi dell’immagine del celeberrimo vino di Montalcino.
Fossi il Sindaco di Montalcino nominerei subito, per manifestargli gratitudine, Berlusconi cittadino onorario di Montalcino anche se politicamente i due sono agli antipodi…
Sono però convinto che quella di Berlusconi sul Brunello sia un’uscita che abbia altri significati e che il Berlusca, che solo cinque anni fa era stato sul punto di acquistare il Castello di Velona, ma che poi era stato costretto a rinunciare da un’accoglienza diciamo non proprio calorosissima, abbia ancora intenzione, i dané, e tanti, li ha, di acquistare una tenuta a Montalcino.
Per farne vino, ovviamente, si spera di quello vero, buono, pulito e giusto come direbbe il sor Petrini il profeta di Slow Food con il quale vorrebbe andare a cena il ministro Zaia, ma anche per disporre di una bella location situata in un posto bello, celebre e titolato.
Io allora credo che con questi chiari di luna, con quello che è successo e soprattutto quello che potrebbe succedere ancora a Montalcino e con i problemi arrecati all’immagine del Brunello, nel borgo toscano non dovrebbero fare tanto i sofisti ed i puri e duri della sinistra “incazzata” post comunista ma ancora tanto comunista (e un po’ stalinista) dentro, e pensare alle “barricate” se Berlusconi manifestasse ancora la propria volontà di diventare proprietario di una bella tenuta a Montalcino.
Primo perché sarebbe suo diritto, secondo perché l’arrivo del Berlusca e della sua corte (fatta anche di nani e ballerine, di giovani e belle ministre, di yes man e di varia umanità) sarebbe per Montalcino, come la battuta del premier di ieri, una grande trovata di marketing e fonte di tanta pubblicità.
E di possibili, attenti alla parola ricercata, “sinergie” per sviluppi che magari non mi piacerebbero, ma che magari non farebbero certo male al villaggio, al vino, all’economia, basata su vino e turismo, di questo bel villaggio. Volete mettere con un Berlusconi produttore di vino a Montalcino, quale magistrato si sognerebbe mai di indagare su vere o presunte irregolarità?
Poi magari ci saranno anche gli irriducibili, come il mio amico vignadelmar, che per ritorsione verso una Montalcino “berlusconizzata” (ma si tratterebbe solo dell’acquisto di una tenuta, non della conquista, mani al portafoglio, del villaggio…) magari smetterebbe di bere Brunello, anche se ne produce uno, di poca personalità e medio profilo, il suo idolo, il Giove Tonante dell’Enologia Italiana.
Ma poi ilcinesi carissimi nonostante tutto, signor Sindaco Buffi, nel mondo del Brunello di ilcinesi purosangue a 24 carati ne sono rimasti pochi, visto che in questo Eldorado del vino sono arrivati un po’ da ogni parte, e non sempre con risultati commendevoli o da portare ad esempio.
Che differenza farebbe se nella terra del Brunello, del Rosso e della magia antica di Sant’Antimo (parlo dell’Abbazia non del vino) se dopo danarosi americani, tedeschi, altoatesini, veneti, ecc arrivasse, mi consenta, anche il Berlusca?

0 pensieri su “Berlusconi, il Brunello e Montalcino

  1. E così Giannelli trovò il nome per il Brunello serie B.
    BRUNETTA, proprio un bel nome per il vino che non è stato alle regole.

  2. Fossi il Sindaco, sì, Berlusconi lo inviterei, stando attento che gli sciocconi che durante la visita di alcuni anni fa l’avevano insultato, se ne stiano buoni a casa loro.

  3. Il nuovo Re Mida, tutto quello che tocca luccica.
    Che comprasse davvero un’azienda a Montalcino, ne sarei felice, andrei di corsa a vedere lui, Fede, Confalonieri, Galliani, Letta, Bondi e tutta la sua corte a zappare le viti con Ronaldinho a fare il fattore vecchia maniera

  4. Se io ne fossi il sindaco proporrei al Consiglio Comunale di nominare Montalcino “Comune deberlusconizzato”…..e,a scanso di equivoci, citare il Berlusca per danni !!! 🙁

    Certo è che i due più grandi indagati d’Italia, Berlusconi ed il Brunello di Montalcino uniti nella lotta, sarebbe singolare vederli !!!

    Comunque, detto per inciso, il Giove Tonante dell’Enologia Italiana non si discute sulla sua produzione langarola. Per quella gode di una sorta di “dogma di infallibilità enologica” ottenuta per la continua e strabiliante serie di eccezionali vini che annualmente ci propone.
    Sulla produzione ilcinese non mi esprimo, pochissimi sono gli assaggi e nessuno di questi è al livello dei suoi immensi nebbioli.

    Ciao

  5. Sai Franco, io sono cresciuto nella fede assoluta a questo motto che mio padre faceva sempre proprio: “I migliori scelgono i migliori” !!! 🙂

    Buona domenica.

    Ciao

  6. ossignur….cambia pusher lucianone….gia’ quel stalin santo mi fa venire seri dubbi sulla tua integrita’ mentale…senza offesa ne’.
    gaja te lo lascio tutto con una delle sue bottiglie ne compro tre di un altro grande vecchio langarolo.

  7. Che ognuno compri ciò che vuole, ma mi sembra assurdo vedere un comune “deberlusconizzato” e poi cedere terra, viti e vino a chi coltura e cultura non ha… USA??? tempo fa avevo aperto così il mio blog (www.amicidivini.com)
    Traggo preghiera satirica di Camillo Langone da IL FOGLIO di primo Lunedi d’anno: “Per i piantatori di viali di cipressi. Traversando la Val d’Orcia da Montalcino a Montepulciano ho visto molti viali di cipressi secolari ma ancor piu’ numerosi viali di cipressi giovani, cipressini esili e verdini sfidanti il vento dei falsopiani. Sono alberi appena piantati dai nuovi proprietari dei casali, che cosi’ facendo lucidano il proprio blasone e il paesaggio di tutti. Foglie verdi per le quali bisogna ringraziare i capelli grigi: i giovani non comprano casali in Val d’Orcia, chiaro. I cipressini dimostrano che gli italiani di una certa eta’ non sono tutti vecchiacci egoisti come i pensionati d’oro malindesi o come Giorgio Bocca, che a Massimo Fini ha detto parole terrificanti, “da vecchio non puoi piu’ nemmeno piantare un albero, perche’ sai che non lo vedrai”, come se da che mondo e mondo gli alberi (e figuriamoci i lenti cipressi) non si piantassero per le generazioni future. Oppure dimostrano che i nuovi proprietari dei casali della Val d’Orcia non sono italiani.”
    Riflettendo sovvien a mente elevato numero di cantine straniere in valle che e’ cuor d’Italia.

  8. …veltroni….diliberto…..d’alema……

    …..migliori…?????

    caro vignadelmar…mai provato a iscriversi a uno di questi concorsi…per giovani talenti…..????

  9. Sig Michele, chi ha detto che quelli da lei indicati siano i migliori ???
    Dal mio punto di vista trovarne di peggiori in questa parte dell’agone politico sarebbe veramente difficile….oh, sia chiaro, anche altri non scritti da lei farebbero parte a pieno diritto di questa lista di impresentabili !!!

    Ciao

  10. Per me l’uscita all’assemblea della coldiretti di berlusconi sul Brunello è stata la migliore pubblicità che si potesse fare al Brunello….e per di più gratuita….mi viene da pensare a chi invece prende migliaia di euro al mese e non si vedono i risultati….io sarei felice anche se si comprasse una tenuta a Montalcino….tutti ne parlerebbero….ed altra pubblicità gratuita..

  11. Forza Presidente! C’è una prestigiosissima tenuta in vendita, con un palazzo in cui far arrivare i grandi del mondo…con alberi antichi (uno dei più bei cipressi in circolazione).
    E questa volta i montalcinesi avranno capito che le opinioni politiche non devono intaccare il senso dell’ospitalità e la gratitudine per uno spottone così generoso; quasi un massaggio cardiaco, che Bara-bino non sa manco cosa sia.
    Benvenuto Brunello? Benvenuto Berlusconi!

  12. mi consenta Giorgia, non esageriamo con i Benvenuto che poi qualcuno qui a Montalcino s’inca…vola! Piuttosto, come dice Marco, ma i produttori di Montalcino non hanno niente da dire su chi “prende migliaia di euro al mese” e dovrebbe fare comunicazione e promozione e magari lobbing “e non si vedono i risultati”? come dicono a Milano: roba de matt!

  13. Glielo consento, ma se a Montalcino avessero una vaga idea di che cos’è la comunicazione si sarebbero regolati diversamente. Da anni.

  14. non so se vi interessa,cmq il berlusca la tenuta la sta comprando davvero, ma a qualche km di distanza: Cinigiano x la precisione, zona Montecucco….

  15. Qualche chiarezza storica mi sento di scriverla.
    Al di là delle posizioni ideologiche che in questo post stanno venendo fuori, l’analisi storica obiettiva è questa, per lo meno in Toscana:
    In toscana fino alla seconda guerra c’erano i contadini a mezzadria che non avevano nessun diritto, il padrone poteva disporre degli uomini e delle donne a piacimento. Non c’erano diritti o sicurezze. I padroni a loro volta possedevano decine e a volte centinaia di poderi e quindi centinaia di famiglie che lavoravano al 50% di ogni produzione. Per comparazione alla nostra epoca i padroni erano come Bill Gates e noi stessi.
    Ciò non toglie che dalle due parti si procedeva per sopravvivere ad una vita non facile: i contadini costretti a ubbidire ma allo stesso tempo, i più virtuosi, stimolati a fare meglio e bene, i nobili e i preti proprietari, a gestire l’agricoltura tra ignoranza, virtù e i propri vizi.
    Dopo la seconda guerra i comunisti hanno avuto il pregio di assecondare un’idea di uguaglianza che però nel corso degli anni si è modificata fino allo sfascio odierno, mentre la destra dopo il periodo di crisi, sta vivendo una seconda giovinezza impersonata da singoli personaggi ma senza compattezza e uniformità di intenti.
    Il difficile in questa situazione è trovare un’equilibrio dove destra e sinistra riescono nelle differenze a trovare il giusto e il bello.
    Sono convinto che Diliberto, come Berlusconi, parlino di vino senza saperne un gran chè, a mò di battute che poi in fondo non hanno nulla di importante.
    L’importante, e il valore, è il buon senso di un comparto in qualche modo bandiera di una nazione: L’Italia.

  16. A quanto mi risulta, le barricate contro Berlusconi a Montalcino furono alzate anche dai ricchi proprietari terrieri forestieri non di sinistra.

  17. Forse lor Signori, non conoscono il savoir faire degli amministratori, e se il Berlusca lo desiderava si sarebbero messi subito a pecoroni. Il Cavaliere è attento al buon governo, e certo dopo la Liguria il granducato ha le tasse più alte, e la qualità della vita è inficiata da mafie locali, certo non meno pericolose di altre zone…. La tutela dell’ambiente , ( la dice lunga) guardate distributori e tettoie autorizzate nonostante il parere negativo del Ministero. Il Sindaco è sensibile alle ” ECCELLENZE”, come giustamente dice, peccato che il turismo non è più come prima e spesso le cantine sono diventate di proprietà delle banche.. ma il B di Berlusconi non vuol dire bischero e certo il tempo ne deve avere poco perché noi italiani gli abbiamo chiesto di governare.

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