Brunellopoli? Ora è una voce di Wikipedia

Beh, è una soddisfazione (morale) non da poco scoprire che lo sconosciuto redattore, in inglese, della voce dedicata a “Brunellopoli” pubblicata su Wikipedia, the free enciclopedia on line, ha correttamente ricordato il mio ruolo di precursore nella diffusione mediatica di questo scandalo scrivendo testualmente: “Brunellopoli is the Italian press’s name given to a scandal within the Italian winemaking industry and larger worldwide wine community that broke on March 21, 2008, when wine critic Franco Ziliani reported on his blog news of an investigation into allegations that some producers of Brunello di Montalcino wine had secretly and illegally added other varietals into what are supposed to be pure (known as “vintage“) wines, ostensibly to inflate production and increase profit on this usually expensive wine”.
A Montalcino degli imbecilli, a dire solo metà del loro nome, continuano a definirmi “
come il “regista” dell’”attacco al Brunello”, diversi colleghi mi criticano o mi danno del provocatore, magari senza avere le palle di fare il mio nome, qualche amico, forse pensando a quello che io e pochi altri abbiamo scritto sulla vicenda, parla di “fanatismo enoico per eccesso d’amore”, i grandi quotidiani o i settimanali si guardano bene, nonostante i miei 25 anni di esperienza e una riconosciuta capacità di scrivere e di “fare opinione”, dal chiedermi di collaborare, perché “ho un cattivo carattere” e non sono malleabile. Ai condizionamenti pubblicitari e al volemmose bbene imperante. Insomma, perché sono troppo indipendente e ragiono con la mia testa e scrivo quello che penso senza guardare in faccia nessuno…
Poi succede che il New York Times decida di scrivere un articolo su “Brunellopoli” e cosa fa? decide di intervistarti e ti cita (cosa che Corriere della Sera, Stampa, Repubblica, Giornale, ecc hanno accuratamente evitato di fare) in un ampio articolo, che i più importanti wine writer e wine blogger inglesi e americani ti contattato e ti chiedono lumi e rispondono volentieri, senza atteggiarsi a primedonne come certi loro colleghi italiani, a domande per le tue interviste, che le riviste estere ti consentano di scrivere (De Vinis e Bibenda a parte, dove posso scrivere in libertà e con piena soddisfazione) quegli articoli che in Italia, questo blog a parte ed il sito Internet dell’A.I.S., non potrei mai pubblicare.
E infine arriva uno sconosciuto, che compila la voce Brunellopoli per Wikipedia e rende omaggio al tuo lavoro, al tuo sentirti spesso isolato e solo. E poi provate a giudicare retorico e inadeguato il detto latino nemo propheta in patria oppure a dire che lamentandomi così scado, come mi ha scritto un amico direttore, nella “ossessione persecutoria”!

0 pensieri su “Brunellopoli? Ora è una voce di Wikipedia

  1. Caro Franco, sono stato dieci giorni in vacanza e da ieri sono di nuovo a leggere la rete.
    Potresti gentilmete riassumermi a che punto siamo con la questione Brunello ?

    Ciao e grazie.

  2. Franco,siamo in Italia!Qui,per emergere,vige la regola del “leccaculismo” e del conflitto di interessi.Le professionalità oggetive,vengono dopo questo.Il mondo del vino è pieno di finti professionisti.Poi guarda,certi tuoi colleghi,definirli giornalisti è troppo.Si mostrano altezzosi,nei confronti di chi(e non riesco proprio a capirne il motivo)li stima e li teme,e dei perfetti zerbini con i “potenti”(metti che con due leccate di rovescio,il potente possa dire bene di me!).Oppure,nel momento in cui dovrebbero sguainare gli attributi,perchè il mondo del vino,che “DA LORO MODO DI LAVORARE”(spesso è un hobby,ma che gli permette di guadagnare due soldi extra)è in pericolo,li vedi fischiettare e far finta di nulla.Perchè schierarsi apertamente per un ideale o per una palese ingiustizia nei confronti di chi invece,la legge la rispetta,sarebbe troppo rischioso per le loro “grosse natiche”.
    Dai,non sono giornalisti!Il giornalista è quello che riporta i fatti e con coraggio,esprime il suo giudizio in merito.Non quello che si trincera dietro le proprie,grosse orecchie da coniglio.

  3. Sig. Donni, sarei feliccissimo di incontrarla, per poterle stringere la mano,
    sembrano cose semplici,elementari,quelle che Lei sostiene,ma non in un Paese
    come il nosto, anche se di persone che lavorano bene ve ne sono ancora molte.
    Nella speranza di una stretta di mano.

  4. Sono d’accordo con te, Donni. Però, per quanto coraggio possa avere un giornalista, spesso si trova di fronte un vero e proprio muro di gomma. Colleghi invidiosi, editori pavidi, redattori indifferenti. Spesso quelli come Franco sono davvero profeti che urlano nel deserto (patrio). Ma per uno come lui che ha i coglioni per farlo, sai quanti ce ne sono che stanno tranquillini a scaldare il loro ego e a legarsi ai carri dei potenti? Certo, mi dirai, hanno “da campare” la famiglia, devono lavorare per vivere… In realtà hanno un’atrofia al fegato. E molti anche alle connessioni neuronali.
    La cosa più bella in assoluto, nel nostro mestiere, è quando si ha l’assoluta libertà di dire cosa si pensa. d’accordo, se sei in una struttura di potere non lo potrai mai fare… Ma, a maggior ragione, non lo puoi fare se non lo SAI fare.
    Ma ad ammettere che una cosa non la sai fare ci vuole coraggio. E tanta, tanta umiltà.
    Hai anche ragione quando parli di finti professionisti.
    Perdonatemi tutti se mi permetto una piccola digressione e vado sul personale.
    Vedi, ad esempio, nel mondo del vino io sono l’ultima arrivata, ne so meno di niente, quindi non mi permetto di disquisire su lieviti e tannini (si trattasse di lasagne sì, potrei farlo). Essendo però una linguaccia, ogni tanto intervengo su argomenti di varia umanità. Non mi spaccio per saputa quando non lo sono. Posso farlo perchè non ho debiti con nessuno, sono indipendente e non me ne frega niente di sgomitare per far vedere quanto son bella e quanto son brava.
    Sono immune dal virus della primadonna, che invece pare colpisca la nostra categoria.

    E tu, Franco, scadi pure nell’ossessione persecutoria, ne hai diritto. Ricordi la prima mail che ti ho mandato? Ti dissi che il mondo si divide tra coloro che ti leccano il culo e coloro che ti denigrano. Però in mezzo ci siamo noi, che ti apprezziamo, ti stimiamo, a volte non siamo d’accordo con te e civilmente discutiamo. Non sei solo, sei unico…

  5. Sarei io ad essere onorato di poter stringere le mani,di tutte quelle persone che antepongono i loro sogni,i loro ideali,le loro speranze e il loro amore per questo mondo(quello del vino),con correttezza e trasparenza e senza pensare sempre e preventivamente,al modo per arricchire se stessi ad ogni costo.Costo che spesso,pagano gli altri.
    Sarò dai sovversivi del gusto domenica.
    Beviamoci qualcosa insieme…

  6. divertente, ma visto il pulpito… Per quanto mi riguarda non mi sento toccato quando leggo che il noto sito “istituzionale” sempre vicino al potere ammonisce “chi ci ha preso gusto a tirare sassate e sputare dove prima leccava”. Le cose che ho scritto in questi mesi le ho sempre scritte anche negli anni precedenti, quando altri dicevano che tutto andava bene e splendeva, in quel di Montalcino…

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