ICQ di Firenze: davvero tutto a posto con le dichiarazioni di conformità?

I ben informati e gli ottimisti per natura ci dicono anche qui ad esempio, che “l’Icq di Firenze è intensamente impegnato, in questi giorni, nell’innovativa definizione della procedura per la richiesta di rilascio della dichiarazione di conformità del Brunello di Montalcino”, in conformità al dettato del “decreto, firmato nelle settimane scorse dal Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, pubblicato in questo fine settimana sulla Gazzetta Ufficiale”, che “ha introdotto la novità di una specifica dichiarazione di conformità per il Brunello di Montalcino destinato all’esportazione negli Stati Uniti”.
Questo decreto prevede che questa benedetta “dichiarazione venga rilasciata dall’Ufficio periferico di Firenze dell’Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari del Ministero (Icq)”.
Detta Icq (ex Servizio Repressione Frodi) dovrebbe verificare “la tracciabilità di ciascuna delle partite di vino oggetto di esportazione, anche avvalendosi della consultazione di sistemi informativi automatizzati predisposti ai fini dell’applicazione del piano dei controlli e, tenuto conto degli atti eventualmente prodotti dal comitato di garanzia, rilascia la dichiarazione di conformità”.
Sommesso interrogativo: ma siamo sicuri che il Direttore dell’ufficio fiorentino dell’Icq sia così convinto di prendersi questa pesantissima responsabilità e che disponga di mezzi, uomini e indicazioni chiare e incontrovertibili che gli consentano di effettuare, con assoluta sicurezza, i controlli? In fondo è lui ed il suo ufficio che devono firmare una dichiarazione di conformità che farebbe testo e sarebbe una garanzia nei confronti dei giustamente esigenti funzionari del TTB americani…

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