In ricordo di Sergio Zenato, grande imprenditore del vino gardesano e veronese

Ho appreso solo ieri, trovandomi nella zona del Bardolino per un’ampia degustazione (di cui parlerò presto) della scomparsa, avvenuta qualche giorno orsono, di Sergio Zenato, patron dell’omonima azienda vinicola di San Benedetto di Lugana.
E’ una notizia che mi ha colpito e molto rattristato, perché conoscevo Zenato, inconfondibile con la sua chioma di capelli ormai bianchi, la sua “ciacola” veneta ed il suo modo schietto e diretto di fare, da tanto tempo, direi almeno una quindicina d’anni e ho sempre apprezzato, in lui, la tempra dell’imprenditore vinicolo di razza, quello che crea un’azienda vinicola, cosa che lui fece nel lontano 1960, e la fa crescere progressivamente sino a diventare una realtà importante e di riferimento nel variegato universo vinicolo del Garda e per estensione della provincia di Verona.
Dire Zenato, oggi, significa indicare una grande azienda con voce in capitolo nel mondo del Lugana, di cui è stato uno dei pionieri e uno dei grandi interpreti, ma anche della Valpolicella, grazie ai suoi Amarone e Valpolicella, oltre al celebre “Ripassa”, di stile sapientemente moderno. Grande selezionatore di uve e commerciante di quelli tosti, ma anche proprietario di vigneti propri e di un’azienda agricola come la Santa Cristina, 40 ettari di vigneti da cui ricavava i suoi Lugana top e altri vini. Ho diversi ricordi di Sergio Zenato, dovuti a visite e degustazioni fatte nella sua cantina e ad incontri fatti in giro per l’Italia.
Uno particolarmente intenso mi riporta all’agosto del 1999, quando ci trovammo entrambi in Salento, a Guagnano, a porgere l’ultimo saluto ad un amico comune e grande uomo del vino, pugliese e italiano, Cosimo Taurino (il papà del Patriglione e del Notarpanaro ed il re del Salice Salentino) che se n’era andato all’improvviso, lasciandoci sgomenti, il 23 agosto, alla vigilia della vendemmia.
Ricordo la sua e la mia emozione, il nostro essere senza parole, come lo sono ora che so che questo grande personaggio del vino del Garda e di tutto il Veneto, non è più con noi.
Alla Signora Carla, ai suoi figli Nadia e Alberto, già da tempo attivi in azienda, le mie più sentite condoglianze e l’augurio di proseguire, con pari energia e successo, il lavoro avviato e così brillantemente proseguito da Sergio.  

0 pensieri su “In ricordo di Sergio Zenato, grande imprenditore del vino gardesano e veronese

  1. Ricordo come se fosse ieri l’incontro con lui e con la sua famiglia in un assolato giorno di gennaio, proveniente in automobile dalla Polonia, e auguro a tutti e tre, alla signora Carla come alla signora Nadia e ad Alberto, di vivere ogni giorno della loro vita come se lui fosse ancora li con loro, anche se invisibile, a vedere cosa fanno, cosa dicono, come un’ombra con cui poter parlare e da cui ricevere segretamente forza per andare avanti. Io me lo portero’ nel cuore per sempre, perche’ ci siamo scambiati poche parole, ma di quelle che non si dimenticano mai.

  2. Sei volato via Sergio e l’ho saputo solo adesso, con un fulmine a ciel sereno da questo blog a cui sono affezionato.
    Sembreranno frasi trite ma tra in tanti conosciuti in questo mondo emergevi per signorilità e disponibilità.
    Tornano alla mente le cene in compagnia in diverse parti del mondo, specialmente a New York.
    I viaggi fatti con la tua splendida figlia e gentilissima moglie.
    Peccato che il tempo passi per tutti.
    Un abbraccio a tutta la famiglia e specialmente alla mia amica Nadia.
    Beniamino

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