Ma voi siete per il Pinot nero o per il Merlot? Questa sera Sideways in televisione

Una bella occasione, questa sera, alle 23.30 su Rete4, subito dopo il nuovo episodio della bella serie del commissario Maigret interpretato alla grande da Bruno Cremer (Maigret e il vagabondo) per rispondere all’insinuante domanda: meglio il Merlot o il Pinot nero?
L’occasione è il passaggio tv del celebre film di Alexander Payne Sideways, con il confronto tra Jack (Thomas Haden Church) e il suo migliore amico, Miles (Paul Giamatti) ed i dialoghi tra i due protagonisti, che fiumi di inchiostro hanno fatto scorrere, su vino ed enologia e sulle preferenze per il borgognone piuttosto che per il bordolese (ma nella pellicola si parla soprattutto di vini californiani) vitigno e vino.
Ma voi, amici di Vino al Vino, siete per il Pinot noir o per il Merlot? Per quanto mi riguarda la domanda non si pone nemmeno…
 

0 pensieri su “Ma voi siete per il Pinot nero o per il Merlot? Questa sera Sideways in televisione

  1. I vini, le vigne con i loro uomini sono sempre più spesso raccontati nei film di successo (come Mondovino, “Un’ottima annata”, e appunto “Sideway”) e nei libri (come “Rosso d’Annata”, un giallo; oppure “Giulio Gambelli” biografia umana di un grande di questo mondo).
    Si ricercano le emozioni, le storie, le semplici verità che questo mondo vive. E devo ammettere che a tratti mi riconosco per molti aspetti in questi racconti. Viene la voglia di fare e di fare sempre meglio. E’ poi un bene che i consumatori siano “istruiti” anche da questo lato, poiché il vino non è una bevanda qualunque. Occorre raccontare e poi raccontare, per non disperdere la cultura del vino in questo mondo globalizzato.
    Purché non si banalizzi.

  2. Non credo che lo rivedrò, sia per l’ora piuttosto avanzata, sia perché una volta è più che sufficiente per un film di cui si è parlato davvero troppo.
    Il Pinot Nero, quando è grande, ha pochi rivali. Il Merlot, quando è grande, é eccellente ma non mi emoziona.

  3. Mi accodo all’opinione di Roberto e anzi mi sbilancio: il film è di una banalità e di una “americanità” insopportabili.
    Pinot batte Merlot 2 – 0.
    Ciao,

    Stefano

  4. Ringraziando per il link inaspettato dico la mia:
    Cose interessanti sul vino son già state dette nel settembre 2004 su report…e per ora attendo con impazienza che qualcuno trasmetta “mondovino”.
    Pinot o Merlot? Fragile e delicato l’uno, forte e maschio l’altro… Mi piacerebbe un Pirlot!

  5. …… a parte che gli americani, tra i tanti record e misteri dell’enologia, sono gli unici al mondo che riescono a produrre dei Pinot Nero scuri e densi come il Merlot……

  6. Devo dire che sono d’accordo con Stefano: questo film è un'”americanata” megagalattica, anche se il personaggio Miles (divorziato, accademico fallito, di San Diego, e amante del vino) mi assomiglia un po’ troppo. E comunque sappiamo tutti che il Pinot Noir e il Merlot che si bevono in California sanno più di legno che di frutta! N.B.: il vino che Miles beve alla fine, lo Cheval Blanc, è merlot.

    Long live Nebbiolo!

    Sincerely, Jeremy (San Diego, California!)

  7. caro Jeremy, sarà anche, come dici tu che sei un americano critico verso il proprio Paese, un’americanata, ma a me, che ieri sera lo guardavo per la prima volta, Sideways é sostanzialmente piaciuto. Molto simpatico Miles, incredibile e spudorato Jack, e molto bella, un po’ teatrale e plateale, la tirata sul Pinot nero che fa a Maya (e belle e intense anche le sue risposte), una tirata che a me ricorda certi “pistolotti” che io faccio talvolta raccontando il mio amore per il Nebbiolo. Piuttosto mi sono sorpreso ad immaginare come potrebbe essere una storia d’amore e di vino del genere, un po’ meno coreografica e happy end, ambientata invece che nei vigneti-giardino californiani in una vera terra da vino come la Langa del Barolo. Continuo a pensarci e chissà che un giorno di questi non mi decida (così che poi anche il mio manoscritto resti nel cassetto…) a provare a scrivere una storia, intanto un racconto, per prendere le misure, che veda il “mio” Barolo e la sua heimat protagonisti… Certo che se Miles invece di parlare e parlare di Pinot nero e di vino fosse stato diciamo più “pragmatico” e realista, sapendo cogliere l’attimo e l’atmosfera favorevole, la sua love story con Maya sarebbe anche partita prima…

  8. Non vorrei sbagliare e fare il “professorino” ma l’allegoria in Sideways non è tra merlot e pinot noir ma tra cabernet sauvignon e pinot noir. E la cosa non è di poco conto!
    Saluti

  9. Io non sono riuscito a guardarlo neanche tutto, (eppure ce l’ho anche in dvd) e non mi è piaciuto.
    Un pò noioso….. e preferisco sempre il sangiovese alle marmellate di frutta evocate nel film…
    Invece mi è piaciuto, e molto, Mondovino, che rivedrò con gusto e piacere quanto prima.

  10. Non sono d’accordo su chi vuole “Side Ways” una comune americanata. Personalmente la trovo una commedia fine, pungente e nient’affatto banale. Certo non è – ne’ per fortuna vuole esserlo – un documentario sul vino…
    Tra Pinot Nero e Merlot invece non ho dubbi: nessuno ed entrambi.

  11. Banale preferire il Pinot al Merlot …
    … quanto bisogna spendere per assaggiare un Pinot che lontanamente possa competere con un merlot di quelli buoni, tipo certi nostrani o un pomerol nemmeno di quelli al top?

    Merlot forever!

  12. Una terra e persone che hanno un rapporto con il vino profondamente diverso dal sentire “italiano”. Gli statunitensi raccontano amori che possono somigliare ai nostri, ma guardano al vino con occhi tanto diversi. E Sideways, innocuo, tratteggia ingenuità…
    Per Jeremy: Cheval Blanc non è Merlot. E’ innanzitutto Cabernet Franc, poi Merlot, (e altro, a volte). Ma Cheval Blanc è paradigma stesso del Franc.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *