Montepulciano Cerasuolo l’Usignolo 2007 Feudo D’Ugni

Non dispongo dell’etichetta ma penso che il modo migliore di illustrare con immagini il Montepulciano Cerasuolo “L’usignolo” 2007 non possa essere che riprodurre una fotografia della sua artefice, la giovane vignaiola abruzzese Cristiana Galasso, alias Feudo d’Ugni, talmente impegnata da non aggiornare ormai da mesi il suo simpatico blog.
Anche se la foto è quella che è – ma prometto d’impegnarmi, complice una nuova fotocamera digitale in arrivo – come rendere meglio l’idea di quell’incredibile, delicato color cerasuolo petalo di rosa, corallo, sangue di pesce, pesca bianca e pastello che presenta il vino se non ricorrere  al volto acqua e sapone, tutto timidezza, e pomelli delle guance leggermente arrossate di questa vignaiola che si schermisce quando le fai i complimenti e le dici, e lo ripeti anche a sua madre, che è bravissima?
E’ un vino purtroppo virtuale, anche se assolutamente virtuoso e pieno di estri, carattere, intensità, questo Cerasuolo 2007, prodotto in soli 600 (diconsi seicento) esemplari, quantitativi che Cristiana supera, deo gratias!, con il suo Montepulciano d’Abruzzo (aggiudicarsi, please, il 2005 e l’ancor giovanissimo 2006!) e con il Trebbiano il cui riassaggio, domenica 13 al raduno dei Sovversivi del Gusto, ho confermato tutti gli entusiasmi che avevo già espresso per il 2005, oltre che con il Lama bianca, vino “gravneriano” ottenuto con una leggera macerazione sulle bucce, il cui 2007 mi è sembrato calibratissimo.
Eppure, se riuscirete, come ho fatto io, pagandole una cifra ridicola, cinque euro, ad aggiudicarvi qualche bottiglia, troverete che questo Montepulciano Cerasuolo merita pienamente di aggiungersi alla lista dei migliori Cerasuolo abruzzesi, per il colore, da sogno, rilucente di sfumature e mezzetinte, ma soprattutto per la perfetta corrispondenza, roba da produttori con i controfiocchi e di grande sensibilità, naso-bocca. Naso che parte compatto, fitto, ma elegante e soave, profumato di piccoli frutti rossi, lampone, mirtillo, accenno di fragola di bosco, per poi aprirsi aereo fragrante sciorinando sfumature di rosa, accenni di geranio e di pepe, una spruzzatina di mazzetto odoroso, un ricordo di ratafià, a comporre un insieme carnoso ed intenso.
E poi la bocca, ricca, piena, succosa, rotonda, avvolgente, all’insegna di una delicata ed elegante decisione, di un’espansività e larghezza d’espressione, di una polpa succosa, eppure fresca, tenera, carezzevole, con quell’acidità spiccata e quel nerbo sapido che equilibrano mirabilmente una materia ricca e un alcol (intorno ai 14 gradi) da vino d’impegno. Non è da tutti, lasciatelo dire da me che i rosati li bevo, li amo, credo di conoscerli, inventarsi un Cerasuolo così che dal Montepulciano tira fuori il carattere, il calore, la carne, quella rotonda godibilità del frutto, ma a tutto vantaggio di una fragranza, di un equilibrio, di una misura, direi quasi di un pudore e di una discrezione che rendono il vino un piccolo gioiello.
Coraggioso e tenero, timido ma determinato, poche parole e tanta sostanza proprio come Cristiana Galasso, esempio di quella generazione di giovani vignaioli e vignaiole che riscattano, con il loro candore e la loro “purezza”, la prevedibilità e lo squallore, la sciatteria di un mondo del vino dominato da marpioni e furbetti di ogni tipo…

0 pensieri su “Montepulciano Cerasuolo l’Usignolo 2007 Feudo D’Ugni

  1. Bevuto e confermo il fascino e l’originalità del vino e del suo frutto. Se il limite può essere tenere sotto controllo l’alcool alla beva, in un rosato di montepulciano, Cristiana col Cerasuolo ci è riuscita benissimo.

    Due parole mi va di dirle anche per il suo Montepulciano che mi ha colpito per la sua veemenza caratteriale e “animalesca”. Uno dei (pochi) vini che ami o odi per la loro spiccata personalità, con buona pace per chi la scambia per “difetti”.

  2. “Eppure, se riuscirete, come ho fatto io, pagandole una cifra ridicola, cinque euro, ad aggiudicarvi qualche bottiglia”

    è quel se riuscirete che intriga. anche se trovarlo in terra lombarda mi suona tanto di mission impossible. spedizione?

  3. incredibile ma vero: riesco a trovarmi d’accordo, grazie al Cerasuolo di Cristiana Galasso, ma anche al Montepulciano (soprattutto il 2005) nientemeno che con Danilo: un evento epocale!
    per Stefano provi a contattare Cristiana al suo indirizzo e-mail (risponde non proprio rapidamente, ma abbia fiducia…)
    feudo.dugni@gmail.com

  4. A quella, per me, sciagurata fiera dei sovversivi del gusto nel Varesotto tempo fa provai due annate del Montepulciano. Mi piacque più l’annata più vecchia, più “bastarda”, più animale, più “ignorante” come forse la definirebbe Cristiana. Forse più sovversiva.
    Non ricordo se degustai 04/05 o 05/06 quindi, magari, sul Montepulciano potremmo non essere così d’accordo.

  5. e invece siamo ancora d’accordo Danilo, perché quel Montepulciano più schietto e “animale” come dici tu era il fantastico 2005. Il 2004 é stato un inutile (da dimenticare) esperimento di affinamento in barrique, buono ma senza particolare carattere, ed il 2006, ancora giovanissimo, é sullo stile del 2005 e promette be-ni-ssi-mo!

  6. la sciagurata fiera non e’ stata poi cosi’ sciagurata…e se interveniva a questo raduno vedeva comunque l’ottimizzazione dell’evento….e sopratutto il progetto si sta ampliando positivamente, anche come libro.
    In ottobre faremo una giornata dedicata alle farine dei sovversivi per pochi intimi….

  7. @Franco. Quoto, anche se forse Cristiana non è molto d’accordo con noi. Fa piacere che almeno col naso (e la testa) nel bicchiere non ci si accapigli. In vino veritas?

    @Adriano. Sciagurata per me e solo per me ovviamente, per tutto quello che è successo dopo. Non per la fiera in sè, mirabile ed interessante.

  8. ho capito intendi il vecchio blog…..entra quando vuoi i pensieri costruttivi o critici sono sempre bene accetti…poi adesso il moderatore sono io…. non so se sia un bene od un male..ma vedo gente nuova che entra e parla civilmente….

  9. In effetti non sono molto abituata a ricevere complimenti, tutte queste belle, bellissime parole rivolte a me ed al mio lavoro, al mio vino, sono davvero una bella spinta che mi rimette in carreggiata e mi dice che vale la pena continuare a pedalare. Spesso accade di chiedermi cosa credo di fare… la vigna in affitto, la cantina in affitto, il vino che è sconosciuto e non si vende… Ora però sicuramente un po’ meno sconosciuto.
    Una come me poteva essere scovata solo da un Tombolini, un Liloni e un Ziliani.
    La cosa più bella qui, oltre al fatto di scrivere del vino, è che si scrive anche del produttore e viene fatto con affetto. Ci sono produttori che entrano in cantina e non sanno neppure che vino ci sia in un serbatoio, eppure è il vino più richiesto, il più conosciuto, si vende da solo, tutti ne parlano, ne scrivono. Poi ci sono quelli come me, sicuramente più grandi di me, che durante la vendemmia non dormono, non mangiano, vivono solo per il vino, hanno le mani nere di mosto e doloranti dal lavoro, la notte s’appoggiano al cuscino e hanno nella mente il rubinetto che perde, i serbatoi per i travasi, come fare tutto… e non sapere se si riuscirà a vendere il prodotto solo per andare avanti.
    Un mio caro amico e bravissimo importatore dice: di prodotti “buoni” ce ne é tanti, di teste buone molte di meno.”

    Non mi dilungo oltre. Non ho parlato del vino perché non ne sono in grado, è da assaggiare, e poi non lo saprei descrivere meglio di come è già stato fatto qui da Franco Ziliani. Lo rileggo e ogni volta mi stupisco.
    Chiedo scusa per i miei tempi di risposta, sono i tempi di una contadina che a volte è troppo stanca per accendere il computer o per parlare e scrivere in un italiano comprensibile.
    Ancora grazie.

  10. di una contadina cosi’ per afflato vitale potrei di nuovo innamorarmi….buon lavoro cristiana ed in alto le nostre origini che hanno tenuto l’Italia in piedi con sommo onore e fatica…e lascia stare i perfezionismi quelli lasciali ai laccati….tu vai benissimo cosi’.
    Adriano rapito dal cerasuolo

  11. Mi intrometto in punta di piedi, per portare vino al vino di questa Cristiana contadina, che fa simpatia già solo a guardare la foto: e si capisce che è una di fatti più che di parole.
    Coraggio e avanti. C’è bisogno di tanti giovani così, non solo nel vino.

  12. Volevo approfittare di questo blog per ringraziare Adriano e Daniele,
    perchè grazie a un breve incontro alla fucina dei sapori, mi hanno informato del raduno dei sovversivi.
    Per me una splendida giornata,dove ho degustato con l’amico Giovanni prodotti interessanti, ho conosciuto con grande piacere Franco Ziliani e Lino.
    Ammiro molto Cristina per il suo grande coraggio, anche per me il suo vino e stato una bella scoperta.
    Grazie Ancora.
    DAN.

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