Facciano pure quello che vogliano a Montalcino – dove amici (pochi e veri me ne sono rimasti, gli altri evidentemente non lo erano…) mi segnalano che sono apparsi comici manifesti di “militanti leghisti” ilcinesi recanti questa scritta “Brunello: crisi risolta. Grazie Lega. Grazie ministro Zaia” – sequestrino vini, li dissequestrino, facciano i pesci in barile, continuino a presentare chi crede nel vero Brunello (forse più di loro) come un “nemico”.
Oppure non trovino il modo, e mi riferisco ai “puristi del Brunello”, la rete di piccole e medie aziende (quante siano non si sa bene) che hanno rispettato le leggi e vorrebbero un Brunello adamantino e incontaminato, di fare gruppo, di comunicare insieme, di farsi sentire, di reagire a questa situazione a metà tra Kafka e il vaudeville ed il tran tran da piccola provincia toscana, dove tutti sanno tutto di tutti e un’immaginario (ma non troppo) Grande Fratello politico-sindacale-economico-finanziario-bancario controlla ogni movimento e unifica il pensiero…
Da questa sporca vicenda usciranno a testa alta solo le persone per bene, le aziende dotate di un marchio forte, di una credibilità incrollabile agli occhi dei consumatori e degli appassionati di tutto il mondo.
Tra queste, dalla più seria e prestigiosa, per esiti qualitativi non solo al di sopra di ogni possibile sospetto, ma ben al di sopra della qualità media raggiunta dagli altri, arriva un’iniziativa chiara e forte che farà discutere. Gianfranco Soldera, alias Case Basse, alias IL Brunello di Montalcino, con una lettera indirizzata agli amici comunica “un’importante novità”, la prossima uscita in commercio, con consegna a partire dal primo settembre 2008, di un’IGT Toscana rosso 2005, denominato Pegasos.
Oddio, cosa è successo a Soldera, gli ha dato di volta il cervello da indurlo, anche lui, a proporre, dalle sacre vigne ilcinesi, l’ennesimo Super Tuscan dove l’uva canonica du pays, il Sangiovese, viene imbastardita dai soliti banalissimi Merlot, Cabernet, Syrah?
Niente paura! Con altri questi “sbandamenti”, magari dovuti al caldo o a incertezze più commerciali che “filosofiche”, sarebbero possibili o da non escludere a priori.
Con Gianfranco assolutamente no, perché per lui, “custode del Sangiovese” in quel di Montalcino, cultore della sua possibilità di grandezza (che altri non capiscono o fanno finta di non capire…), il Sangiovese continua ad essere l’alfa e l’omega, il paradigma saldissimo di ogni possible operare vinicolo in quel territorio magico.
Ecco perché la sua decisione, le cui motivazioni affido direttamente alle sue parole, al testo della comunicazione giunta agli amici (quorum ego), non fa una grinza ed é perfettamente coerente e dotata di una precisa logica.
“Caro amico, della vendemmia 2005, caratterizzata da un particolare andamento climatico estivo, ho selezionato parte delle uve 100% Sangiovese dell’Azienda che hanno fermentato naturalmente in un grande tino grazie a lieviti autoctoni.
Questo vino, ottenuto mantenendo le basse rese produttive che ci contraddistinguono, senza pressature né filtrazioni, ha raggiunto la piena maturazione dopo 32 mesi di affinamento in una grande botte di Rovere di Slavonia.
L’ambiente particolarmente vocato, l’eccellente ecosistema, la coltivazione naturale di uva Sangiovese sana e matura prodotta in quantità contenuta, la vinificazione naturale e le grandi botti di rovere di Slavonia, gli studi e i controlli delle Università, sono il patrimonio distintivo del marchio Soldera che oggi presenta Pegasos 100% Sangiovese. Siamo lieti di unire qui la nuova etichetta, disegnata ancora da Pietro Leddi, che riprende la figura mitologica del cavallo alato Pegaso, che già ci ha contraddistinto nel passato.
Data la limitata produzione di 10.000 bottiglie, Vi invitiamo ad inviarci quanto prima il Vs. cortese ordine. Vi informiamo che la consegna sarà a partire dall’1 settembre p.v. e che, come tutti i vini Soldera, anche questa Igt Toscana Rosso è certificata 100% Sangiovese”.
Questa la presentazione del Pegasos da parte di Gianfranco: per chi volesse saperne di più non resta che visitare il sito Internet aziendale o inviare una mail a questo indirizzo di posta elettronica.
Il prezzo del vino è di 390 euro + Iva per sei bottiglie, ovvero un totale di 468 euro per un costo unitario a bottiglia di 78 euro.
Un prezzo “solderiano” anche per questa Igt che, ne sono certo, sarà all’altezza del blasone di Case Basse e decisamente più brunellesca, anche senza riportare il nome Brunello in etichetta, di tanti “Brunello di Montalcino” o presunti tali.
Mi piace sottolineare la scelta, sicuramente simbolica, del nome, quello del più celebre dei cavalli alati, che dopo essere stato utilizzato da Zeus per trasportare le folgori sino all’Olimpo e una volta terminate le proprie imprese, “prende il volo verso la parte più alta del cielo e si trasforma in una nube di stelle scintillanti che hanno formato una costellazione”.
Forza Pegasos, vola alto sopra le miserie di Montalcino e la sua ordinaria, provinciale, mesta e grigia quotidianità!
Questo blog rifiuta la commistione tra contenuto e pubblicità. La gestione è affidata al network di raccolta VinoClic che seleziona gli inserzionisti sulla base della qualità degli stessi e consente ad ogni editore di rinunciare ad una o più campagne sgradite dando pieno controllo all'autore su cosa sponsorizzare o meno.
- Pierpaolo su La Doc Sicilia si avvia a diventare la Doc italiana più estesa: e allora?
- Vittorio Vezzola su English Sparkling Wines sempre più protagonisti in UK
- Nelle Nuvole su Crescono i consumi, ma il vino negli States rimane roba da bianchi
- franco ziliani su La Doc Sicilia si avvia a diventare la Doc italiana più estesa: e allora?
- Stefano Cinelli Colombini su La Doc Sicilia si avvia a diventare la Doc italiana più estesa: e allora?
- La Doc Sicilia si avvia a diventare la Doc italiana più estesa: e allora? | Blog di Vino al Vino su Perché è nata la Doc Sicilia? Ma per accedere ai fondi UE, che domanda!
- Sofia su Vini autoctoni siciliani in degustazione domani a Monreale Aspettando Radici del Sud
Wine Blog Internazionali
- 50 States of wine
- 750 ml blog
- A glass after work
- Aepicurus
- Alawine wine blog rankings
- All for wine wine for all
- Andrew Jefford blog
- Avvinare
- Benito's wine review
- Berry's wine blo
- Besotted ramblings and other drivel
- Billigt Vin
- Blog au vin
- Carnet de Bord(eaux)
- Caroline Gilby on Wine
- Carpe Diem Club
- Catavino
- Charles Scicolone on wine
- Chrisoscope
- Chroniques vineuses
- Confessions of a Wino
- De vinis cibisqve
- Diario del Gourmet de Provincias
- Dirty South Wine
- Do Bianchi - Jeremy Parzen
- Do nariz à boca
- Dr.Vino
- El bloggo torcido
- Elevage
- Enobytes blog
- Enofilicos - Vinos de Galcia
- Epicurious
- Extremely pale rosé
- Fermentation
- Food & Wine blog
- Food and wine - Globe
- Good Grape: a wine manifesto
- Good wine under 20$
- Grand Hotel Garden
- Historias del vino
- Il vino da tavola
- In vino veritas
- Inside Italian Wine Merchants
- Italian wine blog Wine90
- Italian wine geek
- Jim's Loire
- Jordi Melendo blog
- Juicy tales
- L'Enoteca ma petite entreprise
- La bande des vins
- La otra botella
- Las Flores Wiew point Squirrel blog
- Le blog d'Olif
- Le vin parfait
- Learn Italian wines
- Learn Italian wines
- Lenndevours
- Les 5 du vin
- Les blogs du vin
- Les Delices
- Michael Edwards wine pages
- Miss Vicky wine
- Mondosapore
- Mosaic wine
- My life italian
- My wine and cellar
- Napa Valley wine radio
- Nectar
- New York Cork Report
- Non solo di vino
- Oenologic
- On the wine trail in Italy
- Passion for bubbles
- Patricia Guy
- PoLaKia
- Polish wine guide
- Q Vinho
- Reflections on wine
- ReThink wine blog
- Review of great Italian wines
- RJonwine.com
- Samantha Sans Dosage
- Serious about Wine
- Show Viniste
- Snooth
- Sobre vino
- Sommelier consultant
- Sotto la pergola
- South American Wine Group
- Spittoon
- Spume
- Steve Heimoff blog
- Tasting room
- The (Z)infidel
- The Blend blog
- The Burgundy Journal
- The Crush
- The Gray Market Report
- The Pour by Eric Asimov
- The Wine Blog
- The wine case
- The Wine Connoisseur
- The Wine Conversation
- The Wine economist
- The Wine Front
- The Wine Knows
- The Wine Offensive
- The World of Fine Wine
- Tinto y blanco
- Tom's wine line
- Tong Magazine
- Veritas in vino
- Vinagenturet
- Viniculture
- Vinissima
- Vino freakism
- Vino nostrum
- Vinodiversity
- Vinography
- Vinorama
- Vinosseur
- VinoWire
- Vinvenio
- Vivi's Wine Journal
- Wannabe Wino
- Wine & Spirits magazine blog
- Wine Anorak blog
- Wine Blog
- Wine blog
- Wine blog Juicy Tales by Jo Diaz
- Wine blog list by Vinography
- Wine blog watch
- Wine Curmudgeon
- Wine Dude
- Wine Indulgence
- Wine Life Today
- Wine Naturally
- Wine Sediments
- Wine Teraphy
- Wine Wisdom
- Wine Without Borders
- Wine woman and song
- Wine-blog-Atlas
- WineAbout
- Winecast
- Winefriend's blog
- Winery Website Report
- Wines and the city
- WineSomm
- Winicjatywa
- Wino Girl
- Worcester sauce
- World Wine News
- Zoomvino
Food Blog Italiani
- Anna in Saluzzo
- Cavoletto di Bruxelles
- Consumazione obbligatoria
- Corsari del gusto
- Cuochi di carta
- Delicious
- Fior di zucca
- Fratello Sole
- Gastrosophia
- Gazzetta Gastronomica
- Geisha Gourmet
- Gli onesti piaceri
- Gustoblog
- I sapori dei ricordi
- Il gastronomo riluttante
- Il maiale ubriaco
- Il Mangiaweb
- Il papero giallo
- Io cucino naturale
- Kitchenstories
- La cuoca petulante
- La piccola cuoca
- La voglia matta
- Le curiosità golose
- Lo spazio di Staximo
- Mani di cuoca
- Occidente Gardesano
- Pane al Pane
- Papille clandestine
- Peperosso
- Pianogrillo
- Quinto quarto
- Scienza in cucina
- Un tocco di zenzero
- Viola melanzana
Wine Blog Italiani
- Acquabuona blog
- Amici di vini
- Appunti di gola
- Appunti di viaggio
- Aristide
- Armadillo bar
- BarDoc - un blog per il Bardolino
- Blog A.I.S.
- Buongiorno Brunello
- Campino del paiolo blog
- Daniele Tombolini un arbitro enologo
- Degustazioni a grappoli
- Di Vini
- Di Vino scrivere blog
- Diario Enotecario
- Elogio dell'invecchiamento
- Eno blog
- Enofaber's blog
- Enophilia
- Enoteca letteraria
- Esalazioni etiliche
- Euthimya
- Gli amici del bar
- Glocal wine & terroir
- I colori del Brunello
- I numeri del vino
- il taccuino del Franco tiratore
- Il viandante bevitore
- In difesa dell'identità del vino Cirò
- Insoliti percorsi
- Io non sputo
- La botte a pedali
- Lady Wine
- Lemillebolleblog
- Marketing del vino
- Mercati del vino
- My wine marketing
- Nicolò Regazzoni
- Play wine
- Simo di vino
- Sommeliers Sauro e Gianni
- Soul and food
- Stralci di vite
- Terra Uomo Cielo
- Trentino wine blog
- Viaggiogustando
- Vino by Rizzari e Gentili
- Vino pigro
- Vino Roma
- Vino24.tv
- WebWineFood
- Wine Blog Association
- Wine Community blog
- Wine digest
- Wine Marketing digest
- Wine Stories
- Winemining
- Wino
Nice Stay - bei posti dove soggiornare
- Agritourisme La Vrille
- Agriturismo Nico Bresaola
- Agriturismo Solive
- Albergo Falterona
- Albergo Piccadilly
- Albergo Ristorante Il Giglio
- Antica Casa dei Rassicurati
- Borgo Egnazia Resort
- Cascina delle Rose
- Case Vacanza Bergamo
- Casino di Caccia
- Corte Verzé
- Country House Cefalicchio
- Grand Hotel des Iles Borromées
- Hotel Aquila d'Oro Trento
- Hotel Baraglia
- Hotel Bellevue
- Hotel Belmare
- Hotel Benaco Salò
- Hotel Diana
- Hotel Federico II Jesi
- Hotel La Giara
- Hotel La Perla Corvara
- Hotel Lago Bin
- Hotel Maratscher Lagundo
- Hotel Meridiana
- Hotel Napoleon Melissa
- Hotel Risorgimento Resort Lecce
- Hotel Ristorante Edelweiss
- Hotel Ristorante Giardino
- Hotel Riva del Sole Moniga del Garda
- Hotel Rivalago
- Hotel Villa Bartolomea
- Il Giardino di Margot
- L'Aube Safran
- La Fontanina wine hotel
- La Peschiera
- Lama di Luna biomasseria
- Locanda Altavilla Bianzone
- Locanda dell'Orso Bevitore
- Locanda delle Mura
- Masseria Barbera
- Masseria Le Fabriche
- Masseria San Giovanni I luoghi di Pitti
- Monte Tondo bed and breakfast
- Palazzo Cavalli B & B
- Peppe Zullo
- Pratello agriturismo
- Principe di Piemonte Hotel Viareggio
- Ramada Lake Garda
- Relais Franciacorta
- Relais Il Melograno
- Residence Da Felicin
- Risorgimento Resort Lecce
- Torre Barolo
- Via Paradiso
- Villa Lauri Hotel dei 4 vini
Siti Vino Internazionali
- Able grape
- American wine consumer coalition
- Anthony Rose wine
- Appellation America
- Burghound Allen Meadows
- Burgundy Report
- Cervim
- Clive Coates
- Club Barolo plus
- Dani Vino Enoteca no barrique
- Decanter
- Eccevino
- Eleonora Scholes web site
- Enobytes
- Exploring wine
- Giornale del vino
- Grape Crafter
- Grapevine
- Harpers
- Jancis Robinson
- L'Avis du vin
- La passion du vin
- Laurie Daniel Mercury news
- Le Journal du vin
- No Merlot
- Pour l'honneur du vin
- Tar and roses
- The Wine Gang
- The Wine Hub
- Vino Vinace
- Wine & Spirits Daily
- Wine and Spirit magazine
- Wine Business Monthly
- Wine Enthusiast unreserved wine blog
- Wine Marketer
- Wine Review on line
- Wine Spectator
- Wines and Vines
Siti Vino Italiani
- A.I.S.
- Acquabuona
- Barbera meeting
- Barolo di Barolo
- Enogea
- Enoidentità
- Enopedia
- Focus wine
- il franco tiratore su WineReport
- Il vino buono
- Info Wine
- Internet Gourmet
- Italia tv wine & food
- LaVINIum
- Luciano Pignataro
- MilleVigne
- Onav News
- Paolo Baracchino
- Perlage
- Slowine
- Teatro Naturale
- Terre di Vite
- Vinarius
- Vini di montagna Piemonte
- Vini di Puglia
- Wine Surf
0 pensieri su “Pegasos (Soldera) vola alto sopra le miserie di Montalcino e del suo Brunello”
Lascia un Commento
Commentando l'articolo accetti i termini della Privacy Policy.






Bellissimo nome per questo vino che sarà eccezionale come tutti quelli di Soldera.
Pegasos è tra l’altro il simbolo della Toscana, il cavallo mitologico che nel gonfalone regionale è su sfondo bianco e rosso che sono i colori del Granducato di Toscana e dell’Austria (gli ultimi granduchi erano di origine austriaca).
Peccato per il prezzo alto e la grafica dell’etichetta secondo me non all’altezza, ma ha il pregio di non essere modaiola. Certe etichette di oggi sembrano tutte uguali.
Auguri a Pegaso!
Se poi è come il Pegaso de ” Le confessioni di un malandrino/teppista” del grande Esenin ancora meglio…
Gianni “Morgan” Usai
l’hai fatto apposta Franco dillo!…..come posso non prenotarne alcune? :-O)
penso che chiunque ami la purezza e l’eleganza del Sangiovese, mica la volgarità sciocca di certi vinoni per gente che ha versato il cervello all’ammasso, e si possa permettere di spendere quasi 80 euro a bottiglia non debba farsi mancare l’occasione di portarsi a casa qualche bottiglia di questo Pegasos di Soldera…
anche per l’assonanza con il nome del mio figlio adottivo! :-O)
Totalmente d’accordo con Franco. Spenderei senza problemi 80 Euro per un vino vero di Soldera piuttosto di certi piattumi inlegnositi che sembrano fatti da un chirurgo plastico…
Buongiorno.
Gentile signor Bernardi, “certi piattumi inlegnositi” non dipendono dall’uso (o, presunto, abuso) del legno. Dipende molto spesso dall’abuso (quello sì) di criomaceratori, di concentratori (e conseguente necessaria deacidificazione) e di enzimi estrattivi in fermentazione: una serie di forzature frutto solo di una gestione sbagliata in vigna.
Un grande produttore bordolese afferma che per non sapere di legno, il vino (nel legno) deve passarci tre volte: in fermentazione, in malolattica, in affinamento. Chieda al Maestro Gambelli. Con questo non voglio difendere nessuno ma solo ribadire che il vino si fa in tanti modi, più o meno costosi, più o meno legali. Non credo che vini con volatili in odore di ascescenza (100 o più) siano molto più apprezzati di “certi piattumi inlegnositi “. Lo stesso vale con Brettanomyces galoppanti o colori e profumi distrutti da ossidazioni o riduzioni…………
Il vino per essere venduto bene va fatto bene.
Buona giornata.
AG;
Perfettamente d’accordo con lei. A certe pratiche di cantina da lei sottolineate, puo’ aggiungere anche la micro ossigenazione, l’uso di lieviti “selezionati” che non hanno piu’ nulla a che vedere con l’identita’ di un uva del territorio etc. Gia’ l’uso di quelle pratiche mi porta a chiamare quelli non piu’ vini ma prodotti.
Sull’uso intelligente del legno siamo d’accordo, se lo si sa usare e’ il sistema piu’ naturale per lasciare al vino di crescere e farsi grande e per esaltare quello che la vigna sta offrendo.
E’ verissimo che vini ossidati ridotti o con volatili sparate fuori sono ovviamente errori. La mia considerazione e’ che si osannano spesso vini che sono stati bastonati, asfaltati direbbe Ziliani, dall’uso sconsiderato (io direi perfino criminale) del legno e di tutto quello che giustamente ha detto.
Mai sentita un’uva che sa di vaniglia… e se ho voglia di vaniglia vado a comprami un bel gelato.
sottoscrivo, ovviamente, quello che annota acutamente da New York Paolo Bernardi. Mi piace la definizione di “uso criminale” del legno anche se mi fa pensare ad una definizione di “uso criminale della televisione” che un tipo bassottello e con pochi capelli (suoi) usò anni fa trovandosi in visita in Bulgaria…
Non posso non notare l’espressione (sogno?, vaneggio?) del mitico cavallo sull’etichetta del mitico Soldera. E’ un sogghigno rattenuto, un pensiero che sta solo nel retrocranio (di Soldera?). Sarà il caldo, ma il “P” dell’etichetta (è vero la grafica non fa urlare, ma è ‘rassicurante’)potrebbe avere un fumetto sulla capoccia, e se ce l’avesse, penso che potrebbe essere sulla necessità di darsi UN COLPO DI RENI E VOLARE ALTO.
A Montalcino, ma non solo. Sogno? Vaneggio?
Buongiorno.
Signor Bernardi, mi deve perdonare se contraddicendola scivolo nella polemica . Quella dei “lieviti “selezionati” che non hanno piu’ nulla a che vedere con l’identita’ di un uva del territorio” è una bella trovata di marketing (fuori di metafora, una bella panzana). Da un punto di vista tecnico, l’inoculazione di lieviti,(dove “selezionati” per me sta per “saputi scegliere”, come specifico sotto) data l’estrema delicatezza della fase di macerazione – inzio fermentazione, evita problemi che potrebbero poi danneggiare irrimediabilmente l’intera produzione. I lieviti, come tutti gli strumenti tecnici (legno, o meglio, i legni, inclusi), vanno saputi usare, vanno saputi scegliere, vanno saputi interpetare (direi) addirittura vendemmia per vendemmia.
E, ripeto, se il vino sa di vaniglia è perchè chi ha fatto l’uva non l’ha fatta sapere abbastanza di uva e chi la ha vinificata non lo ha capito……
Buona giornata
Caro Ziliani credo (in generale) che chi commercia vini da tavola o IGT (seppur con nomi altisonanti) in zone vocate abbia avuto problemi con le commissioni di assaggio (di prima e seconda istanza) dei piu’ importanti vini DOC e DOGC. Ovviamente è solo una ipotesi ma………
é sicuramente un’ipotesi, ed é già successo, magari anche in casa di questo produttore onore di Montalcino, che ottimi vini venissero inopinatamente bocciati (e qui sospendo ogni giudizio, perché le mie opinioni potrebbero essere da querela…) dalle commissioni di degustazione camerali, forse perché troppo base Sangiovese per apparire veri. Ma credo che la scelta di Soldera non sia dettata da una bocciatura di un vino destinato a diventare Brunello, ma da un giudizio sull’evoluzione del vino in quella particolare annata e magari a visioni future sulla denominazione Brunello. Secondo me Gianfranco lancia un segnale: a chi deve capire questo messaggio in codice il compito di decodificarlo…
@Ag: il suo commento riguardante i lieviti selezionati mi pare un pò eccessivo. Il fatto che sempre più produttori stiano abbandonando l’inoculo di lieviti selezionati merita più rispetto, credo. La tecnica non spiega tutto, in enologia come in altre discipline.
Caro Dottori, se la tecnica non la si conosce, non si può pensare di usarla o meno a seconda delle diverse condizioni. Questo per valorizzare al massimo la materia prima, che è il primo dovere di chi fa impresa .
amici enotecari mi pregano di sottolineare che “il prezzo citato di 65,00 euro + IVA cioè 78,00 euro per il Pegasos è il prezzo di listino al ristoratore e all’enotecario” e che il vino sullo scaffale non costerà meno di 100-110 euro…”
AG: non vedo la nota polemica e no non mi offendo.
Quello che lei dice e’ vero, ma sa anche benissimo a che cosa mi riferisco riguardo la panzana dei lieviti selezionati ovvero la pratica/tecnica vinificatoria di certi geni che “per essere sicuri” invece di usare pratiche leggere (fermentazioni scalari solforosa etc.) per gli apiculati cancellano tutto (incluso il buon cerevisiae) e poi sempre per essere sicuri si affidano al “baianus a tutto spianus…”; con questo non dico che certi lieviti come il baianus non si debbano mai usare – anche se Glorie diceva che si usa solo se si e’ stati talmente dei co..leotteri da far arrestare la massa, ma a Davis lo buttano anche sul caffe’… – ma tutto con granu salis. Ha detto bene che bisogna valorizzare e rispettare (e proteggere) la materia prima chi lo sa fare e chi no. Con questo non voglio darmi delle arie da tecnico solo fare un richiamo contro un certo iperinterventismo in cantina che crea vini fotocopia. E credo che lei in fondo sia sulla stessa linea anche se non vuole dirlo… Cordiali Saluti
Signor Bernardi, siamo assolutamente concordi. Non è che non voglio dirlo, è che non ci eravamo capiti, credo.
Caro ipotesi,
io avanzo l’ardita ipotesi che lei sia molto poco informato della realta’ delle DOC-DOCG “delle zone vocate”. Ogni zona vocata che si rispetti ha i suoi albi di VQPRD rigorosissimamente CHIUSI. Le suggerisco di prendere in considerazione l’ipotesi di lavoro che chi commercializza IGT in zona vocata possa anche eventualmente non avere le vigne iscritte all’albo, o averne solo in parte. Cosi’, banalmente.