Sporting & Golf Hotel a Moniga del Garda: ovvero luxe, calme et volupté

E’ un grande vantaggio fare quello strano mestiere, il mio, che è quello di cronista itinerante del vino. Si viaggia molto e a volte i continui spostamenti creano qualche problema di spaesamento, ma il grande pregio è che girando, oltre ad incontrare spesso persone molto interessanti, si finisce in posti così belli che giustificano ampiamente, per il fatto di trovarsi sì, la trasferta.
La bellezza di un posto può essere un dato oggettivo, legato al paesaggio, all’ambiente circostante, alla piacevolezza del luogo, ma spesso è relativa anche alle strutture, agli alberghi, agli agriturismi, alle foresterie delle aziende dove sei ospitato.
Beh, ultimamente devo dire che da questo punto di vista mi è andata benissimo, perché da un posto splendido come la biomasseria Lama di Luna
di Montegrosso di Andria  nella Murgia barese (vedi la seconda foto) sono tornato settimana scorsa nell’ospitale residence che Nino Rocca, alias Felicin, ha creato da un paio d’anni a Monforte d’Alba passando, ad un’ora di distanza da Bergamo, ad una decina di chilometri da Desenzano, a 45 dall’aeroporto di Verona e da 23 da quello, più piccolo, di Montichiari, da Moniga del Garda dove sono stato per la rassegna dedicata ai vini rosati Italia in rosa.
Qui a Moniga io e altri giornalisti presenti a questa festa del “vin en rosé”, ci siamo simpaticamente prestati al gioco della “cavia”. Nessuna tortura s’intende, ma molto più semplicemente sperimentare di persona come possa essere l’accoglienza ed il funzionamento di una struttura alberghiera, bella, ampia e dalle grandi ambizioni quanto a qualità e confort, che apriva al pubblico e di fatto veniva inaugurata proprio il giorno del nostro arrivo, venerdì 27 giugno.
Così, saliti di poco meno di un chilometro dalla statale che porta da Desenzano a Salò, dopo aver percorso non so più quanti rondò dall’uscita dell’autostrada, siamo giunti in collina, in uno scenario
tranquillissimo, al nuovissimo Sporting Golf Hotel, (vedi la serie di fotografie in sequenza), una vasta e articolata struttura che dispone, come racconta il suo sito Internet, “di oltre 120 tra camere ed appartamenti elegantemente disegnati ed arredati, di varie tipologie di sistemazione pronte a soddisfare ogni esigenza: camere matrimoniali, suite ed appartamenti”.
Arrivato alla reception, posta accanto allo spazioso salone destinato al ristorante e alla colazione ho trovato una “task force” di tecnici, elettricisti, idraulici, addetti ai sistemi elettronici, ancora in pieno esercizio ed impegnatissimi per fare in modo che i vari ospiti venissero accolti e sistemati nel migliore dei modi, anche se in realtà si stava eseguendo un vero e proprio collaudo e naturalmente, com’era giusto e normale che avvenisse, qualche piccolo problemino (la luce elettrica che non funzionava, ma fortunatamente l’impianto di aria condizionata invece sì, lo scaldabagno da regolare, e piccole altre minuzie) peraltro prontamente risolto dal personale non è mancato.
E’ bastato armarsi di santa pazienza e di ragionevolezza e soprattutto guardarsi intorno e vedere in quale bel posto fossimo capitati (peccato con poco tempo a disposizione per godercelo…), perché la scocciatura per i piccoli contrattempi sparisse e subentrasse quello spirito che potremmo riassumere con le parole di Charles Baudelaire espresse nell’Invitation au voyage dei Fleurs du mal,
Là, tout n’est qu’ordre et beauté, luxe, calme et volupté” (è tutto ordine e bellezza, lusso, calma e voluttà).
In questo posto appartato e tranquillo e lontano il giusto (il centro storico di Moniga dista meno di un chilometro e mezzo) dalla confusione e dal frastuono dell’estate vacanziera, chiunque pensi ad un soggiorno rilassante nel clima stupendo, meglio ancora se in primavera inoltrata o in settembre, dell’entroterra gardesano di sponda bresciana, penso possa avere trovato qui il suo posto ideale.
Al centro dello Sporting Golf Hotel, che consta come si è detto di camere e di appartamenti (bilocali e trilocali, soggiorno con divano letto matrimoniale, angolo cottura, camera matrimoniale e bagno) è una grandissima piscina, illuminata in maniera suggestiva con luci che cambiano d’intensità la sera, che funziona come polo catalizzatore di tutta la struttura, che comprende anche una zona fitness ed un centro congressi capace di accogliere sino a 200 persone.
Attorno alla piscina sono disposte, ognuna dotata di spazi molto ampi, le camere e gli appartamenti, quelli posti al pian terreno dotati di una veranda esterna dove riposare in tutto relax. Lo si usa spesso, nei dépliant e nei siti Internet, come uno slogan, ma davvero a giudicare dalla mia camera e da quella di un collega che ho visitato, le camere “sono dotate di ogni comfort e delle tecnologie più moderne per un soggiorno all’insegna del relax”. Ovviamente TV satellitare, aria condizionata, spazio notte distinto da un separé scorrevole in legno chiaro, telefono a linea diretta, e particolarmente apprezzato da quelli come noi che sono Internet-dipendenti, impianto wi-fi per connessione ad Internet, il cui funzionamento non ho potuto collaudare per il semplice fatto che non avevo con me il mio notebook. Stessa dotazione per gli appartamenti, con in più macchina da caffè, forno a microonde, le stoviglie di uso quotidiano, la biancheria da letto e da bagno”.
I prezzi (che potrete trovare qui in dettaglio), nonostante il confort diffuso e forse in ragione di un regime attuale di “promozione”, perché è normale che quando un albergo è nuovo e deve farsi conoscere tenga un filino più basse le proprie richieste economiche, mi sembrano molto interessanti, particolarmente accattivanti non solo ora che è il periodo di punta, ma soprattutto a partire dall’ultima settimana di agosto a tutto settembre.
Nel breve periodo della mia permanenza, dove però per tutta la giornata di sabato 28 sono stato impegnato a Villa Bertanzi per il talk show e le degustazioni e quindi non ho avuto modo, a differenza dal collega Matteo Marenghi, che stando in acqua e a bordo piscina si è ritrovato un abbronzatura da fare invidia, io mi sono trovato benissimo e ho capito di trovarmi di fronte ad un posto “giusto”, molto ampio (non saranno semplici la manutenzione e la gestione), arioso, di tono e classe senza essere fighetto e snob. Un posto che terrò seriamente in considerazione per qualche week end oppure quando il mio lavoro di wine globetrotter mi porterà nuovamente sul lago di Garda, sponda bresciana, alla ricerca di quel “grande Chiaretto” che vado “affannosamente” cercando, come se si trattasse del Sacro Graal…  

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