Su “il salvagente” dico la mia su “Brunello taroccato” e altri scandali

Siete ancora in tempo, sino al 10 luglio, anche se in questo momento vi trovate sulle spiagge o in montagna, ad acquistare il numero 27, uscito il 3 luglio, del vivace e agguerrito settimanale dei diritti, dei consumi e delle scelte Il salvagente (mediaCoop editore) che dedica due pagine al caso del “Brunello taroccato”, con un articolo di apertura intitolato “Quel bouquet di sospetti nel vino italiano” ed un’intervista, firmata dallo stesso giornalista, Lorenzo Misuraca, “all’esperto Franco Ziliani”, che si apre con il bel titolo “C’é lo strapotere delle grandi firme”.
Nel corso di una lunga chiacchierata telefonica fatta con il giornalista ho detto la mia, in consueto stile “franco tiratore”, pane al pane e… vino al vino – “to call a spade a spade” direbbero negli States – sullo scandalo dei Brunello non conformi, sulle commissioni di degustazione delle Camere di Commercio, che spesso non bocciano, come sarebbe loro dovere, i vini più stravaganti e palesemente in contrasto con il dettato dei disciplinari di produzione, sul ruolo della stampa, spesso ottusa e collusa, su un sistema che Misuraca definisce efficacemente “colabrodo”.
Rinviandovi all’intervista, voglio solo riportare un giudizio, molto amaro, che ho espresso: “il vino italiano è lo specchio del Paese. Certe degenerazioni, che per fortuna riguardano una minima percentuale dei produttori, sono lo specchio della mancanza di onestà che si respira”

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