Banfi 2003 Brunello cleared by authorities


In Italia non si ha ancora notizia di una comunicazione ufficiale in tal senso (che quantomeno a me non é arrivata e non arriverà di certo…), ma dagli Stati Uniti, grazie all’amico Jeremy Parzen, ottimo wine blogger in proprio con Do bianchi, e mio sodale nell’avventura di VinoWire, è trapelata la comunicazione (leggi qui) che il Brunello di Montalcino 2003 della Castello Banfi ha ricevuto il semaforo verde dalla Procura di Siena, che ne ha autorizzato la commercializzazione, oltre all’imbottigliamento del 2004.
Il testo integrale inglese, che essendo la Banfi un’azienda a proprietà e capitale totalmente americano non traduco, dice: “In a press release issued just moments ago (3:48 p.m. EDT), Banfi Vintners has announced that Castello Banfi’s 2003 Brunello di Montalcino has been cleared for release by Siena authorities and that bottling of the 2004 vintage has begun. Castello Banfi was one of at least 5 wineries implicated in the Siena prosecutor’s office investigation of Brunello producers.
According to the statement, issued by Banfi Vinters’ Long Island, NY office, analysis showed that the wine was made from 100% Sangiovese grapes grown in Montalcino. The statement does indicate, however, that “a small percentage of the production still has to undergo analysis for clearance”.
Prendo atto senza alcun commento di questa novità e mi chiedo solo, ma come faceva quella celebre canzone di Riccardo Cocciante?

0 pensieri su “Banfi 2003 Brunello cleared by authorities

  1. sono ben lieto e orgoglioso di aver fatto tanta “fatica”, di aver sostenuto le mie battaglie, di aver proclamato la mia fede nel vero Brunello. E’ un fiore all’occhiello della mia lunga attività giornalistica. Ora prendo atto delle decisioni della Procura di Siena e mi chiedo, senza ironia, se le aziende che sono state colpite dai sequestri cautelativi del loro Brunello 2003 non debbano chiedere alla stessa Procura ragione del proprio operato. E mi chiedo se non dobbiamo cominciare a nutrire qualche perplessità sull’azione della Procura di Siena, se tutte le cose siano state fatte per bene e se non si sia fatto tanto rumore per nulla. E la prossima volta che andrò a Montalcino, se ci andrò ancora (in verità ho solo voglia di vedere pochissimi amici veri, degli altri non me ne cale granché) e mi capiterà di assaggiare Brunello che mi sembreranno troppo scuri, con profumi diversi da quelli del Sangiovese, con un gusto merlotteggiante o di chissà che altro, non perderò tempo a dirmi “oh bischero, guarda che a Montalcino hanno tutti le carte in regola, usano tutti solo Sangiovese di Montalcino, rispettano le leggi. E se ti vengono dei sospetti simili é perché non capisci un tubo di vino, dei nuovi cloni di Sangiovese, del nuovo che avanza!”. In ogni caso se fossi nei panni di Argiano, che ha declassato il proprio Brunello 2003 ad Igt, mi girerebbero parecchio le scatole, eccome se mi girerebbero!

  2. Caro Ziliani,
    lei molto spesso parla troppo, e a vanvera.
    E anche stavolta non si smentisce.

    Complimenti per il suo “lavoro”(?)

  3. Il problema vero secondo me è che, anche stavolta, noi italiani ci siamo dimostrati dei cialtroni di fronte al mondo perchè il colpevole non viene mai fuori. E a Montalcino un colpevole deve esserci; se non sono i produttori devono essere o coloro che hanno indagato sollevando un polverone che, a quanto pare, si dimostra inconsistente oppure coloro che, per interessi superiori, stanno riuscendo ad annullare gli effetti del’inchiesta.
    ERA GIA’ TUTTO PREVISTO canta Cocciante; ora sono curioso di vedere che posizione prenderanno i così detti wine writer…….

  4. Ci si sta avvicinando alla logica conclusione di una vicenda che se proseguiva nella direzione che aveva preso, avrebbe portato al suicidio della credibilità delle denominazioni italiane (e non solo).Che certi vini conterrebbero quantità di vitigni non conformi rimarrebbe tutto da provare oggettivamente.Ma in nome della verità vogliamo fare delle analisi dei profili antocianidici di annate in commercio, attuali e passate e chiarire una volta per tutte le perplessità che tutti noi abbiamo degustando certi Brunelli ? Ma possibile che nessun giornalista voglia davvero scoprire la verità, ma per davvero, oggettivamente ?

  5. Il mondo si divide in due: quello delle cisterne cattive (esogene) e quello delle cisterne buone (endogene).
    Solo così si può spiegare questo mistero; altrimenti vi sarebbe solo da ipotizzare che quelli della procura siano degli incompetenti e degli incapaci

  6. la cosa interessante é che di questi due ultimi dissequestri annunciati da Frescobaldi e Banfi negli States non c’é notizia, non c’é riscontro, non ci sono comunicati ufficiali o riprese su siti Internet molto addentro alle cose ilcinesi in Italia: come interpretare questo silenzio? Perché le due aziende annunciato questa positiva risoluzione della vicenda che li riguarda oltre Oceano, sui loro principali mercati, e non ricorrono alle grancasse a casa loro? Che stranissimo comportamento, non trovate?

  7. Caro Franco,
    stai sereno, siamo in tanti che negli anni hanno apprezzato il tuo ‘lavoro’.
    Come sai sarò presto per la prima volta a Montalcino e grazie a te ed al tuo ‘lavoro’, al tuo parlare a vanvera secondo qualcuno, finalmente visiterò e berrò ancora le migliori espressioni del Sangiovese che quel territorio può offrire.

  8. Caro Franco, propongo di autotassarci sul blog (una forma la troveremo) per finanziare delle analisi dei profili antocianidici di Brunelli scelti a caso, ancora meglio sarebbe farle di tutti i brunelli in commercio annata 2003 se si riuscisse a reperirne le bottiglie e poi pubblicarne ufficialmente i risultati….. cosi si farebbe un po’ piu’ di chiarezza sul caso.
    Poi i risultati sarebbero anche incontestabili se fatti da un laboratorio di quelli con le “Palle”..
    che ne dite??

    andrea

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