Calabria, Cirò marina: più delle parole possono le immagini…

Voglio esemplificare con qualche fotografia il mio commento delle 9.38 di oggi al post su Librandi, convinto che in questo caso le immagini possano essere più espressive delle parole.
Solo un breve testo per collegare le quattro foto che vi proporrò, scattate da me nel corso dell’ultima trasferta cirotana.
Ho già utilizzato, trovandolo bellissimo e pieno di poesia (lo è lo scenario in verità, non la mia foto…) lo scatto utilizzato in apertura di post.
Siamo sulle colline di Crucoli nella zona del Cirò Doc, qualche chilometro a nord di Cirò marina. Nuovi vigneti in un posto mozzafiato, alcuni già in produzione altri in fieri, con gli innestatori ancora all’opera, un panorama dove all’orizzonte si coglie, come una presenza magica, un filo conduttore, un’ammagliante musica di sottofondo, il mare.
Bene, cosa hanno pensato di costruire anni fa in questo posto dove l’atmosfera unica, la bellezza del paesaggio, la dolcezza e la verità estrema di questa sintesi di terra, vigne, cielo e mare, avrebbero dovuto essere gelosamente salvaguardati?
Guardatevi la seconda foto e inorridite come me: un grosso albergo che copre la visuale e si staglia minaccioso, con la sua mole di cemento, contro il mare.
Un “ecomostro” (che s’intravede nell’angolo a sinistra della prima foto), uno dei vari ecomostri, alcuni già finiti e sequestrati e bloccati da anni (cazzu iu come direbbe il mitico Cetto la Qualunque! la prossima volta che scendo a Cirò marina mi “diverto” a fotografarli tutti e m’impegno a pubblicarli qui) e lì fermi come monumenti alla stupidità e all’ignavia che sconciano l’entroterra cirotano.
Ci sono modi diversi di guardare al paesaggio, di concepire un paesaggio rispettoso e a misura dell’uomo in Calabria e in questa zona che tanto amo e dove tornerei ancora più spesso se le distanze non fossero quelle che sono.
Il modo un po’ bucolico e romantico, con le pecore libere di pascolare in uno scenario antico e immemoriale, e poi quello che interviene sul paesaggio, in maniera moderna e rispettosa, realizzando vigneti condotti come giardini, fonte di lavoro per tante persone del posto e base di un’economia che dovrebbe vivere del binomio agricoltura/viticoltura-turismo e poi c’è il modo violento, volgare non di costruire, che costruire si può e si deve ma in maniera  intelligente, misurata, a misura d’uomo, ma di erigere orribili cattedrali, ma che dico, blocchi di cemento tra vigne e mare.
E’ questo il modo che m’indigna, che mi fa urlare di dolore, da amico della Calabria, per le tante occasioni perdute, per l’ostinarsi becero e miope, a non voler capire, a non pensare ad un’idea di sviluppo ragionata e ragionevole!

 

0 pensieri su “Calabria, Cirò marina: più delle parole possono le immagini…

  1. Pingback: Andrea Pagliantini » Blog Archive » Foto: Il mare colore del vino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *