<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Ciao Gianni! Giovanni Arcari ricorda un grande uomo del vino abruzzese</title>
	<atom:link href="http://www.vinoalvino.org/blog/2008/08/ciao-gianni-giovanni-arcari-ricorda-un-grande-uomo-del-vino-abruzzese.html/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2008/08/ciao-gianni-giovanni-arcari-ricorda-un-grande-uomo-del-vino-abruzzese.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ciao-gianni-giovanni-arcari-ricorda-un-grande-uomo-del-vino-abruzzese</link>
	<description>Il Blog di Franco Ziliani</description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 May 2012 13:12:33 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Quando meno te l&#8217;aspetti&#8230; &#171; TerraUomoCielo</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2008/08/ciao-gianni-giovanni-arcari-ricorda-un-grande-uomo-del-vino-abruzzese.html#comment-10525</link>
		<dc:creator>Quando meno te l&#8217;aspetti&#8230; &#171; TerraUomoCielo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 08:06:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2008/08/ciao-gianni-giovanni-arcari-ricorda-un-grande-uomo-del-vino-abruzzese.html#comment-10525</guid>
		<description>[...] pubblicato su quelle pagine, mi sono commosso nello stesso modo di quando Franco, pubblicò il mio ricordo dedicato a Gianni Masciarelli. Queste sono per me le più belle gratificazioni per la vita che ho scelto. Queste sono per me le [...] </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] pubblicato su quelle pagine, mi sono commosso nello stesso modo di quando Franco, pubblicò il mio ricordo dedicato a Gianni Masciarelli. Queste sono per me le più belle gratificazioni per la vita che ho scelto. Queste sono per me le [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Tesi</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2008/08/ciao-gianni-giovanni-arcari-ricorda-un-grande-uomo-del-vino-abruzzese.html#comment-10524</link>
		<dc:creator>Stefano Tesi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 08:26:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2008/08/ciao-gianni-giovanni-arcari-ricorda-un-grande-uomo-del-vino-abruzzese.html#comment-10524</guid>
		<description>Ho incontrato Gianni Masciarelli appena tre mesi fa, non riuscivamo mai a vedersi a causa dei difficili incastri dei nostri impegni.
Per ricevermi a San Martino quella volta lui si fece in quattro. Arrivò di corsa da non so dove. E invece di concedersi distrattamente in ufficio, tra una telefonata e l&#039;altra come fanno in tanti, insistette per uscire e andare in campagna a rilassarsi. Infatti la chiacchierata-intervista (più chiacchierata a tutto campo che intervista, a essere sinceri) si svolse sotto un ciliegio selvatico disperso a fondovalle tra i vigneti, da cui ambedue piluccavamo avidamente i piccoli frutti, ridendo e divagando.
Lo trovai, ora che ci penso, un po&#039; malinconico. Lì per lì mi parve solo disteso e contento di vedermi. C&#039;era un&#039;aura di vaga serenità intorno a lui, che ora è facile interpretare come presentimento. O forse sono solo suggestioni.
Anche a Semivicoli, un&#039;avventura che ai primordi avevo condiviso con lui dandogli alcuni suggerimenti e alcuni contatti per il restauro e la valorizzazione, Gianni si profuse in spiegazioni e dettagli. Gli piaceva condividere la passione per certe cose con chi sapeva che ne era capace. Coccolava quel palazzo come un figlio. Notai - mi parve di notare - che aveva voglia di parlare proprio di tutto fuorchè di vino. Furono vani, per fortuna, i miei tentativi di riportarlo al solco professionale. E ben volentieri quindi lo assecondai nel suo discettare di libri, letture, progetti, stili di vita. Lo faceva spesso. Ma ancora una volta, in quella circostanza, non potei fare a meno di notare in lui quella che oggi mi appare un&#039;intensità particolare. Non richiesto, cominciò a parlare del futuro, del suo desiderio di ritirarsi dal lavoro a sessant&#039;anni perchè nella vita aveva speso molto e desiderava &quot;accompagnare&quot; (disse proprio così) con lentezza e saggezza la sua vecchiaia. Parlò del suo desiderio che da un lato il suo patrimonio, la sua azienda, il suo messaggio non andassero perduti e restassero in famiglia, nonchè delle iniziative che aveva già messo in atto per garantire la continuità; dall&#039;altro sottolineò che per i suoi figli desiderava comunque una vita che assecondasse i loro desideri, senza gabbie. Sprizzava gioia da ogni poro per quel maschio tanto atteso e che era arrivato da poco.
Fu insomma un Gianni Masciarelli che, sebbene lo conoscessi bene da tempo, non mi aspettavo. Non per quello che disse, ma per come lo disse,  soprattutto. Ci lasciammo con la promessa che mi estorse di essere presente all&#039;inaugurazione del Castello di Semivicoli, il suo &quot;balocco&quot;, come do definì.
Ci lasciammo così, con la cordilità di sempre.
Ho saputo della morte tardi, ad esequie avvenute. Lo so, averlo saputo subito ovviamente non avrebbe cambiato niente. Ma per chi, come noi, vive di notizie in diretta, sul filo dei minuti, venire a conoscenza della scomparsa di un amico con troppi giorni di ritardo fa male, sembra un tradimento, una mancanza di sollecitudine verso chi non c&#039;è più.
A un mese di distanza, scriverò un biglietto a Marina. La conoscevo meno di Gianni, ma in quell&#039;incantato pomeriggio di maggio facemmo in tempo a incrociarci per un breve saluto. Giusto un ciao: Gianni aveva fretta di portare me e mia moglie a chiacchierare sotto i ciliegi per parlare del futuro, il suo.

                                          Stefano Tesi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho incontrato Gianni Masciarelli appena tre mesi fa, non riuscivamo mai a vedersi a causa dei difficili incastri dei nostri impegni.<br />
Per ricevermi a San Martino quella volta lui si fece in quattro. Arrivò di corsa da non so dove. E invece di concedersi distrattamente in ufficio, tra una telefonata e l&#8217;altra come fanno in tanti, insistette per uscire e andare in campagna a rilassarsi. Infatti la chiacchierata-intervista (più chiacchierata a tutto campo che intervista, a essere sinceri) si svolse sotto un ciliegio selvatico disperso a fondovalle tra i vigneti, da cui ambedue piluccavamo avidamente i piccoli frutti, ridendo e divagando.<br />
Lo trovai, ora che ci penso, un po&#8217; malinconico. Lì per lì mi parve solo disteso e contento di vedermi. C&#8217;era un&#8217;aura di vaga serenità intorno a lui, che ora è facile interpretare come presentimento. O forse sono solo suggestioni.<br />
Anche a Semivicoli, un&#8217;avventura che ai primordi avevo condiviso con lui dandogli alcuni suggerimenti e alcuni contatti per il restauro e la valorizzazione, Gianni si profuse in spiegazioni e dettagli. Gli piaceva condividere la passione per certe cose con chi sapeva che ne era capace. Coccolava quel palazzo come un figlio. Notai &#8211; mi parve di notare &#8211; che aveva voglia di parlare proprio di tutto fuorchè di vino. Furono vani, per fortuna, i miei tentativi di riportarlo al solco professionale. E ben volentieri quindi lo assecondai nel suo discettare di libri, letture, progetti, stili di vita. Lo faceva spesso. Ma ancora una volta, in quella circostanza, non potei fare a meno di notare in lui quella che oggi mi appare un&#8217;intensità particolare. Non richiesto, cominciò a parlare del futuro, del suo desiderio di ritirarsi dal lavoro a sessant&#8217;anni perchè nella vita aveva speso molto e desiderava &#8220;accompagnare&#8221; (disse proprio così) con lentezza e saggezza la sua vecchiaia. Parlò del suo desiderio che da un lato il suo patrimonio, la sua azienda, il suo messaggio non andassero perduti e restassero in famiglia, nonchè delle iniziative che aveva già messo in atto per garantire la continuità; dall&#8217;altro sottolineò che per i suoi figli desiderava comunque una vita che assecondasse i loro desideri, senza gabbie. Sprizzava gioia da ogni poro per quel maschio tanto atteso e che era arrivato da poco.<br />
Fu insomma un Gianni Masciarelli che, sebbene lo conoscessi bene da tempo, non mi aspettavo. Non per quello che disse, ma per come lo disse,  soprattutto. Ci lasciammo con la promessa che mi estorse di essere presente all&#8217;inaugurazione del Castello di Semivicoli, il suo &#8220;balocco&#8221;, come do definì.<br />
Ci lasciammo così, con la cordilità di sempre.<br />
Ho saputo della morte tardi, ad esequie avvenute. Lo so, averlo saputo subito ovviamente non avrebbe cambiato niente. Ma per chi, come noi, vive di notizie in diretta, sul filo dei minuti, venire a conoscenza della scomparsa di un amico con troppi giorni di ritardo fa male, sembra un tradimento, una mancanza di sollecitudine verso chi non c&#8217;è più.<br />
A un mese di distanza, scriverò un biglietto a Marina. La conoscevo meno di Gianni, ma in quell&#8217;incantato pomeriggio di maggio facemmo in tempo a incrociarci per un breve saluto. Giusto un ciao: Gianni aveva fretta di portare me e mia moglie a chiacchierare sotto i ciliegi per parlare del futuro, il suo.</p>
<p>                                          Stefano Tesi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

