Cresce il numero dei blogger arrestati, in discussione il diritto di critica


Un post di Downloadblog testimonia (leggi qui) una preoccupante evidenza. Cresce nel mondo il numero dei blogger arrestati, sulla base dei dati raccorti da World Information Access.
Come viene raccontato “il numero è salito da cinque arresti del 2003 a 35 l’anno scorso. Sembra che, agli occhi di qualche governo, bloggare sia diventato un pericolo da arginare”.
La cosa preoccupante è che gli arresti, come documenta “questo documento di Google che mostra i nomi di tutti i 64 blogger arrestati negli ultimi anni, con la data di arresto, il paese d’origine e la ragione dell’arresto”, non hanno luogo solo in Paesi di limitata o scarsa o inesistente democrazia come Iran, Cina, Arabia Saudita, Egitto, Russia o Tailandia, ma anche in Paesi dove si sarebbe portati a credere che la libera manifestazione del pensiero, e l’esercizio del diritto di critica di cui l’atto di bloggare è espressione fosse riconosciuta e non messa in discussione come Francia, Canada, Grecia, Stati Uniti, Regno Unito. Come dimostra il grafico presente qui, la tendenza a bloccare l’attività dei blogger, con motivazioni in larga parte di tipo politico, prende sempre più piede.
Un buon motivo per dedicare oggi, in questa giornata di ferragosto o Feriae Augusti tradizionalmente dedicata agli ozi, al riposo, alle vacanze, un pensiero a questi colleghi blogger (fortunatamente tra loro non figura per ora alcun italiano e nessun wine blogger…) perseguiti per le loro opinioni e per il coraggio dimostrato nel manifestarle.
Buon ferragosto a tutti!

0 pensieri su “Cresce il numero dei blogger arrestati, in discussione il diritto di critica

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  2. caro Franco… andiamo anche a leggere i motivi per cui son stati chiusi i blog nei paesi che consideriamo liberi nell’espressione delle proprie idee… e quindi usa francia ecc… insomma mi pare di leggere.. terrorismo.. pedofilia… insomma non èc he possiamo prendere il web come una giungla in cui tutto è lecito e poi meravigliarci se escon fuori ragazzi.. perfettamente esperti in fabbricazione di bombe in case e quant’altro possono apprendere semplicemente cliccando su internet!!
    insomma tutto ha un limite e son confinto che francia usa e canada avrann obene ponderato prima di arrestare e chiudere un blog! …a me fa ribrezzo il solo pensare a youtube.. che è diventata la pattumiera del web un incitamento ai più giovani a far di tutto pur di poter mettere un vido “curioso” su internet!

  3. Caro Franco, cambio sezione del blog perchè non voglio entrare in polemiche nelle quali non mi interessa partecipare ma dare solo un contributo costruttivo alla discussione.
    L’Articolo di Monty Waldin dice cose che ho ragione di credere siano perfettamente vere; un conto però è raccontarcele al bar o alla pizzeria tra amici, un’altra è farci sopra un pezzo giornalistico con riscontri precisi e circostanziati.
    Esistono due categorie di metodologie di divulgazione di informazioni e notizie:
    A-Il giornalismo
    B-Il pettegoloezzo
    Le due categorie apparentemente sono molto simili, nella realtà sono enormemente distanti come utilità sociale e approfondimento della della realtà, ed una prima linea di demarcazione, solo la prima, può esssere la regola delle 5 “W” di cui ho parlato nel precedente intervento.
    Si sta molto dibattendo se i blog debbano essere gestiti o diretti da giornalisti iscritti all’albo o disporre della massima libertà possibile. La massima libertà possibile sembrerebbe essere la risposta più logica e naturale, il problema è però quello di non mettere in giro chiacchere che non hanno alcun riscontro, indipendentemente dalla loro veridicità, e alla luce di questo problema mi domando se un giornalista professionista moderatore e “censore” non sia in qualche maniera utile.
    In fatti “so per certo” che alcuni produttori di Brunello di Montalcino nelle notti di luna piena, si riuniscono nelle piane dell’Orcia e dell’Ombrone, accendono dei falò di barrique e ballano con donne nude fino all’alba cantando oscene canzoni sabbatiche e blasfeme. Alla fine raccolgono le ceneri di questi riti e le aggiungono al Brunello in maturazione.
    Ovviamente non posso dirti chi sono, quando lo fanno, dove lo fanno e perchè lo fanno.

    Nel nostro mondo godiamo della massima libertà, cerchiamo di utilizzare questa libertà in maniera intelligente e consapevole anche per rispetto a coloro che pur facendo del giornalismo serio finiscono in galera per un modesto blog, oppure fanno una fine anche peggiore.
    Ciao carlo

  4. Per fortuna in Italia e nella maggior parte dei paesi democratici esiste la libertà di stampa, la libertà di pensiero e la libertà di parola.
    Chiudere o regimentare i canali di comunicazione a priori, solo perché qualcuno può farne un abuso sarebbe come proibire l’alcol perchè c’e’ chi si mette alla guida ubriaco.
    Per fortuna di tutti noi, come nel caso dell’automobilista beccato con troppo alcol nel sangue, esistono delle leggi e delle sanzioni per chi diffama, con addirittura delle aggravanti se lo fa a mezzo stampa.
    Per cui, come qualche volta accade ed è accaduto anche in Italia, basta sporgere querela per diffamazione contro chiunque compia questo reato, che sia blogger, giornalista, o una persona che parla in pubblico ad un bar.
    Mi sembra che in questo modo si garantisca sia la libertà che i diritti di ciascuno.
    Nel caso specifico mi pare che chi ha scritto quell’articolo abbia messo chiaramente la sua firma, quindi non dovrebbe essere un problema chiedere dei riscontri se uno si ritiene ingiustamente accusato. Oltre le persone fisiche si possono diffamare anche i marchi e le persone giuridiche, che possono difendersi nelle sedi appropriate.
    Diverso è invece il caso, di chi protetto dall’anonimato (ma credo protetto fino ad un certo punto) non si risparmia l’uso di epiteti non certamente lusinghieri (“quei cialtroni lassu”).
    Se si accusa si dovrebbe avere almeno il buon gusto di metterci la faccia, questo sì.

  5. Se qualcuno mi chiama “cialtrone”, e ci mette nome e cognome, se lo querelo penso di aver buone possibilita’ di farmi pagare i danni. Checche’ ne dica il dizionario Garzanti.

  6. e in questo caso non posso che essere totalmente d’accordo con Gianpaolo: qui c’é qualcuno che ha perso la misura e dal sacrosanto diritto di critica e di dissenso sta scivolando verso una forma, assolutamente immotivata e insensata, di insulto. STOP, adesso basta!

  7. Garzanti online:
    cialtrone s. m. [f. -a]
    1 persona volgare, vile, abietta
    2 persona sciatta, trasandata, che non ha voglia di lavorare. DIM. cialtroncello PEGG….

    un po’ diverso da “persona che compie male il proprio lavoro”

  8. Buongiorno.
    La definizione che ho riportato è del mio Garzanti cartaceo, evidentemente una vecchia edizione non aggiornata. Come me. Scusatemi tutti.
    Buona giornata.

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