Grandine a Montalcino: se ne può parlare o é… top secret?

Se è vero, com’è vero, come mi hanno comunicato – ma solo ieri – diversi amici che vivono e operano in questa località, che nel giorno di ferragosto a Montalcino, Maremma cane!, c’è stata, soprattutto nella zona di Sant’Angelo in Colle, una violenta grandinata (la fotografia a fianco é ovviamente di repertorio e non relativa a questo evento) e addirittura qualcosa che aveva la parvenza di una “tromba d’aria”, se è vero che questa cosa ha causato, lo ripeto, in una zona ampia ma circoscritta, parecchi danni, perché questa brutta notizia non è trapelata?
Perché non se n’è parlato nell’Internet bollettino ufficiale di Montalcino e dintorni, perché non se ne fa menzione sul sito Internet del Consorzio del Brunello, e nel nuovo spazio, inaugurato da poco, di news, denominato A proposito di Brunello… Filo diretto dal Consorzio del Brunello di Montalcino, annunciato (leggi qui) non senza qualche (esagerato) trionfalismo, perché non se ne parla in blog più o meno benvenuti, dove si può tranquillamente minacciare chi disturba il manovratore senza che il padrone di casa abbia nulla da eccepire, oppure nel solitamente ben informato Montalcino Report?
Per completezza dell’informazione, premettendo, come se fosse necessario farlo, che ovviamente sono molto dispiaciuto per l’accaduto (prima che qualcuno arrivi a dirmi “È chiaro che noi montalcinesi, produttori e non, non le siamo particolarmente simpatici”), si possono avere notizie, ufficiali, ufficiose, di corridoio, di sottoscala, di piazza (fate vobis) sull’accaduto, sulla reale portata dei danni ai vigneti, particolarmente perniciosi in questo momento che precede di un paio di mesi scarsi la vendemmia? Oppure, chissà per quali motivi, confessabili o meno, si deve tacere, rispettare la consegna del silenzio, far finta di nulla come se nulla fosse successo?
Si può chiedere e raccontare ai lettori i fatti, senza ghirigori e senza aggiunte, oppure facendolo si va incontro alle consuete ridicole accuse di indulgere in disfattismo o di lavorare per chissà quale “concorrenza”?
Da chiunque voglia parlare e raccontare aspettiamo dettagli e notizie, grazie.  

0 pensieri su “Grandine a Montalcino: se ne può parlare o é… top secret?

  1. Tutto il mondo e’ paese….qui mi e’ appena arrivata un e.mail da un azienda franciacortina “annata ottima, una delle migliori degli ultimi anni” ma ci prendono per fessi? ditelo a chi non e’ in zona….un mese fa e’ caduta una grandinata sulla zona che sembravano proiettili di gatling…..

  2. Ma sì, grandine e tromba d’aria hanno colpito un numero considerevole di produttori. Mi raccontano che basti percorrere la strada provinciale che attraversa il fiume Orcia all’altezza di S.Angelo Scalo e procedere verso S.Angelo in Colle, per constatare i danni del maltempo. E se sono evidenti lungo la provinciale, si può immaginare che i danni abbiano toccato parecchi vigneti di quel versante. Darne notizia non vuol dire non “amare” Montalcino…il solo pensare a una deduzione consimile accende il sospetto che troppi siano gli sciocchi ed i falsi ingenui in circolazione

  3. Giorgia, si vergogni! Anche lei fa dell’allarmismo, entra nel club dei provocatori e dei nemici della patria, di quelli che ce l’hanno su con Montalcino e degli ilcinesi, di quelli che non difendono i superiori interessi (di bottega) del noto villaggio tutto Docg. Sa come andrà a finire, che la colpa della grandine, sempre che ci sia stata, io finché non lo scrive il Sito Internet Istituzionale non ci credo, é stata mia e sua e di qualche altro gonzo, a Montalcino e dintorni, che di quanto avvenuto a ferragosto ha voluto informarvi! Ma mi faccia capire, perché il Consorzio, i produttori, tendono a silenziare la notizia e a non parlare di quanto accaduto. Non sarà mica che… Mi sa che aveva ragione, e quanto mi costa dirlo, Andreotti quando diceva, riferisco a memoria, che “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”… E quanti motivi di “pensar male” ci danno da tempo a Montalcino!

  4. ..non saranno mica stati alcuni lettori(e commentatori)di ”VINO AL VINO”a fare ”la danza della… grandine”;…certo hanno ”picchiato”molto forte ”su quei du’ pampani..”

  5. Ma no, ma no – gentile Ziliani – nessun allarmismo, soprattutto nessun disfattismo.
    Anzi, piange il cuore, se è vero ciò che mi telefonano da Montalcino (e mi telefonano gli ilcinesi, mica baluba qualsiasi).
    E credo che solo pochi sciocchini, o sciocconi – dotati di coda di paglia – possano lasciarsi andare a illazioni così oratoriali (da oratorio)senza capire, senza riflettere su alcuni aspetti di Montalcino e del Brunello (ma soprattutto di Montalcino) che saltano agli occhi di ogni intelligenza MEDIA (ma non mediocre).
    Montalcino – tramite il famoso vino – si è (più o meno consapevolmente) proposta al mondo quale luogo di eccellenza. Cultura, paesaggio, arte, natura, storia, ..vino.
    Mi viene in mente com’era una volta Vuitton: se avevi una borsa LV si sentiva che c’eri (elegante, chic, aggiornata, cosmopolita).
    Ora le cose per Vuitton sono cambiate, e non perché lo trovi anche alla Rinascente (dove per altro hanno inaugurato un nuovo trend, di profilo più alto), ma soprattutto perché LV è stato supertaroccato e i senegalesi ce l’hanno proposto a ogni fermata di metro, da mane a sera, da vent’anni a questa parte.
    E ancora sarebbe niente: il problema è che molte signore, moltissime, non hanno esitato a portare LV taroccato, che ormai si distingue poco da quello vero, se non per il prezzo, e per la salatissima multa che si paga quando colte in flagranza di ‘incauto acquisto’.
    Naturalmente LV ha messo in atto una serie di politiche ultra sofisticate per tutelarsi dai taroccatori ed è riuscito a incrementare gli acquisti e tenere il mercato. Ma ha dovuto affrontare il fenomeno, studiarlo e reagire adeguatamente.
    Ma che c’entra questo con la grandine e le trombe d’aria?
    C’entra che il mercato oggi è più periglioso che mai – pieno di trombe, tromboni, tromb… – e per starci e mantenercisi adeguatamente bisogna crescere, ma non tanto quantitativamente: bisogna crescere MENTALMENTE, coltivare (la vigna), ma allo stesso tempo coltivarsi DENTRO. Insomma capire che se è vero – com’è vero – che non si può fare d’ogni erba un fascio, non si può neppure fare d’ogni uva un vino.
    Ma lo dico in modo metaforico: un luogo come quello (Montalcino) merita il meglio, da abitanti, immigrati e visitatori: occhio lungo, pensiero, rispetto, consapevolezza del privilegio che si ha stando lì.
    Succede allora che talvolta accada qualcosa per cui viene il sospetto che non tutti quelli che stanno lì abbiano capito che hanno il dovere di starci al meglio; in altre parole, di dare l’esempio di far SENTIRE a chiunque interloquisca che è un privilegio, che il vino, è il meglio vino del mondo.
    Questo è ciò che sentono quelli che a Montalcino NON ci vivono.
    E pensano che il meglio vino, il meglio luogo, il meglio clima, i più bei boschi, le meglio vigne…devono semplicemente essere il MEGLIO.
    E se grandina -ahimé- grandina sul meglio e noi sappiamo che la grandine ci priverà di qualcosa di prezioso.
    Ma forse, a Montalcino, il meglio lo confondono con i soldi, che sono molto interessanti, ma appartengono a una diversa categoria del catalogo.
    Insomma, se a Portofino – perla del Tirreno – viene una devastante tromba d’aria, se ne parla e se ne scrive, eccome, perché ci priva tutti di un amenissimo luogo.
    A Montalcino forse pensano solo ai soldi(?).

  6. Forse non tutta la grandine vien per nuocere. Magari è l’occasione per fare un po’ di pulizia e un po’ meno bottiglie. A meno che, misteriosamente, le viti di Montalcino rifioriscano e fruttifichino in un paio di mesi, giusto il tempo per mantenere alto lo standard e, soprattutto, il numero di bottiglie da immettere sul mercato.
    Cattiveria per cattiveria: è grandinato in Puglia?

  7. Il giorno 15 ero a Montepulciano e si avvertiva che nei dintorni (in zona ovest per la precisione) stava venendo giù di tutto (hanno sospeso anche il palio a Siena). Ma qualcuno che si trovasse in zona di sicuro c’è, come Giorgia ha lasciato intendere.
    Ormai ogni anno è la vendemmia del secolo in tutta Italia.

    Propongo di adoperare come sottofondo la nota canzone di Alberto Sordi Te c’hanno mai mannato a quer paese… ogni qualvolta il blog vino al vino parla di Montalcino 😀

  8. la grandine a Montalcino é confermata purtroppo. Ecco quanto mi ha comunicato l’ex presidente del Consorzio, il conte Francesco Marone Cinzano:
    “Caro Ziliani, purtroppo la grandinata c’è stata e ha causato ingenti danni su una vasta area. A differenza di altre grandinate in anni passati, quando l’evento colpiva zone circoscritte, questa volta ha interessato tutta la collina di Sant’Angelo ed oltre. Sono stati rilevate raffiche di vento vicine ai 100 km/h. In alcune zone, visibili dalla strada Provinciale la perdita è probabilmente del 100% anche perché pur essendoci alcuni grappoli la pianta è completamente defoliata e perciò sarà incapace di portare a termine la maturazione. Come in tutte le grandinate, la perdita si potrà valutare con precisione solamente in cantina a fine vendemmia. Danni ingenti anche per gli olivi”.
    Prendo atto della comunicazione di Marone Cinzano, toccato, credo, dalla grandinata e attendo ancora che qualcuno, a Montalcino e dintorni (a proposito: non pagano un sacco di soldi un’agenzia che dovrebbe fare comunicazione e corretta informazione? Barabino, se c’é, batta un colpo!), ovvero sito del Consorzio, siti vicini al Consorzio, blog e siti ilcinesi vari, si decida a ufficializzare la brutta notizia. Oppure dichiarando che c’é stata la grandinata non si può più inneggiare alla “Grande Annata Annunciata”?

  9. Vedo con dispiacere che si continua incessantemente a focalizzarsi ed in modo anche morboso, su Montalcino o sul suo Brunello; ma per buffalmacco…non vedete che ci sono altre realtà sotto i vostri occhi, sempre nel campo vinicolo, provenienti dai nostri vicini/cugini francesi dai quali nulla emerge come a formare un muro tutt’intorno? mi riferisco allo scandalo dello Champagne Veuve Clicquot…ne volete parlare o no?
    Lei Giorgia, menziona Louis Vuitton, bene…fa parte anche lui del colosso del lusso (LVMH- moet hennessy-louis vuitton),quindi!!!traete voi le conclusioni, visto che siete dei luminari del settore!!

  10. c’é stata una grandinata a ferragosto a Montalcino, sicura, incontrovertibile. Nessuno ne parla, do la notizia, mi chiedo perché si sia stesa questa cortina di silenzio e cosa commentano e mi scrivono da Montalcino? Quello che annota Nemus, ovvero “Vedo con dispiacere che si continua incessantemente a focalizzarsi ed in modo anche morboso, su Montalcino o sul suo Brunello”. Ecco, é fare informazione “morbosa” raccontare quel che é accaduto qualche giorno fa, con sicuri effetti sulla produzione e sulla vendemmia 2008, secondo lo stravagante modo di “pensare” di parecchi montalcinesi. Nemus, i temi dei miei post, gli argomenti da trattare me li scelgo io, d’accordo?

  11. Che ci sia stata la grandine a Montalcino, è una notizia, che un giornalista del vino, la apprenda e la comunichi mentre produttori e consorzio stanno zitti, (tranne il signor Marone Cinzano, dopo che la notizia è uscita) fa parte delle regole dell’informazione.
    Ma perchè nascondere agli appassionati e compratori una notizia del genere?
    Suppongo che un’uva come il Sangiovese Grosso di Montalcino, che da un vino così costoso, sia sicuramente coperta da assicurazione sulla grandine e sulle avversità ambientali in genere.
    Quindi dove sta il problema a comunicare la notizia da Montalcino al mondo?
    Potri anche avere una risposta, ma è troppo infida e non suffragata da fatti e prove, quindi mi cheto, come si dice da queste parti

  12. Signor Ziliani,
    concordo in pieno con lei sul fatto che certe notizie vanno date eccome, ma resta il fatto che noi italiani “accusiamo” sempre e comunque il nostro prodotto, ma non guardiamo alle nefandezze perpetrate fuori dai confini; anche quelle dello scandalo dello Champagne sono notizie che debbono essere date ai consumatori, per metterli in guardia sui prodotti che vanno a comprare, spesso investendo parecchi soldi…tutto qua, signor Ziliani.Il mio marcare con l’aggettivo “morboso”, stava nel fatto che sui suoi post non si fa altro che leggere sullo scandalo del brunello; cercavo di sollecitare anche altre argomentazioni che a mio parere sembravano potessero interessare, ma vedo che mi sbagliavo ed allora ” AVANTI BRUNELLO”.

  13. Signor Ziliani,
    ho appena pubblicato sul blog Montalcino Report (www.montalcinoreport.com) una risposta del Sig. Leopoldo Franceschi, titolare della Tenuta Il Poggione, per la quale lavoro, al suo post sulla grandine a Montalcino, corredato da una foto scattata pochi giorni dopo (il 18/8). Essendo in lingua inglese, riporto qui sotto la traduzione.

    Molto probabilmente a differenza del Dott. Ziliani, il giorno di Ferragosto io sottoscritto Leopoldo Franceschi, proprietario della Tenuta Il Poggione, ero in vacanza. Appena saputo della grandinata sono tornato subito in Italia per una mia valutazione insieme al mio Direttore ed ai periti dell’assicurazione grandine. Quindi solo ora sono in possesso di notizie veritiere che altrimenti non potevo dichiarare o far postare sul blog Montalcino Report, vista la mia onestà nei confronti di tutti e soprattutto dei nostri clienti. Il nostro danno è del 35% complessivamente nei nostri vigneti: chiaramente, in base al prossimo andamento stagionale questo potrà aumentare o diminuire.

    Con questo rispondo all’amico Ziliani e a tutti i nostri clienti.

    Con stima,
    Leopoldo Franceschi

  14. Gentile Nemus! Immagino che l’appellation “luminari del settore” fosse diretta a Ziliani…non certo a me…io sono solo un’appassionata che un giorno è cascata su questo (in questo) blog. Sono rimasta colpita essenzialmente da due aspetti: il primo riguarda l’accuratezza con cui viene redatto e seguito il blog, il secondo è legato allo ‘Ziliani pensiero’, che alcuni pensano sia troppo ‘severo’o addirittura ‘cattivo’ nei confronti di situazioni come quella di Montalcino. Ma queste situazioni- chiamiamole così, in modo anodino – hanno messo in crisi un bel pezzo dell’immagine del nostro paese, e creato sospetti nei nostri cofronti in alcuni mercati importanti.
    Credo che quello che è accaduto a Montalcino (e che nel più puro stile italiano ancora non è stato chiarito)vada invece tenuto d’occhio fino alla sua conclusione, proprio per evitare che si faccia un pastone in cui si confonderanno le acque (e i vini). Cosicché se qualcuno PER PROPRIO INTERESSE avesse commesso irregolarità, o addirittura (diononvoglia) reati, alla fine sarebbe o tutti bene, o tutti male.
    Io invece ho citato Vuitton – che, sì!, fa parte del famigerato gruppo – solo perché continuo a domandarmi come mai in un campo come quello dei grandi vini, in Italia, non si usino le leve del marketing. Che non c’entra niente con le tecniche di commercializzazione, né con altri ‘tools’ un po’ ingenuotti di cui sento ogni tanto parlare.
    Abbiamo vini che sono BENI DI LUSSO, come tali dovrebbero essere percepiti dal mercato, e non come borse di ‘finto lusso’, come le Vuitton (o Prada o Gucci) vendute nei corridoi del metro.
    E come primo punto bisogna fugare OGNI SOSPETTO circa l’autenticità (come fanno i grandi marchi delle borse)in questo caso, del vino.
    Fa bene Ziliani a tenere alta la guardia. Fa bene al Brunello e a chi lo fa così come è stato raccontato al mercato e promesso ai consumatori.
    Quanto a Veuve Cliquot, che s’arrangi (tanto ci penseranno i suoi patron, che il marketing, loro, lo sanno usare).

  15. Pingback: Vino Wire » Reports of August 15 hail in Montalcino confirmed

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  17. Cortese Giorgia,
    anch’io come Lei sono solo un appassionato di enologia e viticoltura in generale, ma la mia mail era ben lontana dal criticare (non sono di certo all’altezza e neanche mi permetterei mai) gli argomenti che il Sig. Ziliani mette sul suo blog(ci mancherebbe!!) e credo giustamente che alcune situazioni “poco chiare” vadano messe sotto i riflettori; il mio disappunto si riferiva solo al fatto che in genere in Italia, alcune situazioni per così dire “dubbie”, vengano subito date all’opinione pubblica, senza, spesso, un minimo di verifica, di accertamento e approfondimento delle situazioni (ripeto non è certo il caso del Sig. Ziliani), mentre di ciò che avviene oltre i nostri confini, non si sa mai nulla, facendo quindi credere alla gente che solo qui da noi si cerchi sempre il modo di ” raggirare” il consumatore o di eludere una data normativa.
    Quindi a mio modesto parere, quando si sentono, nel mondo vinicolo in generale, cose “poco chiare”, riguardanti la salute umana, è diritto di chi fa giornalismo divulgare le notizie, a 360 gradi…tutto qua!
    Spero di aver chiarito il mio punto di vista.
    Con Cordialità a tutti i visitatori del Blog, nonchè all’autorevole Ziliani.

  18. Caro Nemus, sono dell’idea che prima di andare a vedere quanto accade e succede fuori dai nostri confini, si faccia bene a guardare in casa nostra, riusciremo così a poter essere credibili se facciamo qualche critica all’estero.
    In Italia le cose sono sempre “dubbie” perchè prima che le notizie passino alla gente, mi sa che devono essere vagliate dagli uffici stampa degli interessati per non toccare suscettibilità.
    Se non fosse stato per Franco Ziliani, il caso Brunellopoli non sarebbe venuto a conoscenza come lo sappiamo e sono pronto a scommettere che si sarebbe volatilizzato come bolle di sapone dopo poco tempo, in modo che la gente o non sapesse o non ne parlasse.
    In ogni caso, mi sorprende che i produttori sani non si imminchino.

  19. Gentile Sig. Pagliantini, è vero quello che dice sulle notizie in Italia, ma con tutta la stima che ho per la grandissima competenza del Sig. Ziliani, non credo che senza di lui lo scandalo del Brunello non sarebe mai venuto fuori, comunque quello che lei dice sta ad avvallare la mia tesi e cioè che nel campo vitivinicolo si pensa ci siano scandali primari, secondari, terziari, ecc..invece uno scandalo è uno scandalo, italiano o estero che sia e quindi un qualcosa da denunciare comunque.Inoltre all’estero le notizie negative non arrivano da noi perchè i primi a fare muro sono gli stessi giornalisti, forse sono un pò più “patriottici” verso i loro prodotti?
    Concludo dicendo che qui da noi siamo un pò troppo esterofili e parecchio catastrofici per quel che riguarda il nostro prodotto.

  20. Io credo soltanto che siamo poco seri noi e lo dico stando nel vino dal 1986.
    Di certo poi se si aspettava che lo scandalo venisse alla luce da chi ha mollato bicchieri e stelline a non finire, si stava lustri!!!!

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