Premio Rosalento: una grande emozione…

E’ inutile che lo nasconda o lo neghi, mi ha fatto sommamente piacere ricevere ieri sera nella splendida Nardò il Premio Rosalento come giornalista divulgatore e promotore delle sorti dei grandi vini rosati salentini.
Piacere per il Premio in sé, per la serata che é stata splendida e divertente, con un post premio conviviale che si é protratto lungamente mandandomi a nanna non prima delle due di stamattina, per le belle persone che ho avuto modo di incontrare, perché sono stato premiato insieme a persone che stimo come il collega Michele Peragine della Rai di Bari, al vecchio caro amico Severino Garofano, enologo sommo in Salento (impossibilitato ad essere presente ieri sera ma rappresentato dai figli Renata e Stefano, che guidano insieme ai genitori la Masseria Monaci di Copertino).
In questi due giorni ho rivisto vecchi e cari amici come Sandro Candido e Donato Lazzari, Antonio Martina e Pino Carrozzo, visitato per la prima volta l’azienda Valle dell’Asso a Galatina, i cui vini conoscevo e apprezzavo da tempo, incontrando il proprietario Gino Vallone, l’enologo Enzo Minoia, la brava Marina Saponari, ho conosciuto nuovi amici, come Francesco Muci, Francesco Vallone, il vulcanico giornalista del Quotidiano di Lecce Antonio Muci, e altri che citerò con più calma.
Il premio mi ha fatto soprattutto piacere perché ad assegnarmelo, insieme al Comune di Nardò e al suo simpatico assessore Caputo, é stata la condotta Slow Food Neretum della bella cittadina salentina. Chi segue questo blog sa benissimo come io non sia tenero anzi, ma sia stato e probabilmente continuerò ad essere critico con la golosa Associazione di Bra. Critico con i suoi vertici, ma profondamente rispettoso di molte delle idee guida di S.F. che condivido e del lavoro appassionato, disinteressato, curioso e spesso di alto spessore culturale dell’operosa “base” di Slow Food, composta da tante persone perbene, capaci, intelligenti con le quale ho spesso dialogato e con le quali mi trovo totalmente in sintonia.
Così é stato anche ieri sera, quando nel dopo premio, tra meravigliose polpette di carne, fritto di pesce e di verdure, stuzzichini e golosità varie, ovviamente abbinate a rosati salentini (tutto un pretesto… goloso, per stare in compagnia, simpaticamente “cazzeggiare” e divertirsi e rilassarsi a Rosalento portato a termine), ho incontrato diverse persone della comunità S.F. di Nardò e di Brindisi.
Siamo stati bene insieme, abbiamo mangiato, bevuto, fraternizzato, discusso, come se ci conoscessimo da sempre. Ecco l’idea Slow Food che mi piace ed ecco perché considero questo premio, ricevuto in una terra bellissima che ho nel cuore e che amo profondamente, uno dei riconoscimenti più belli della mia attività di cronista del vino, di giornalista indipendente. Che é critico e un po’ “cattivo” (dicono), ma di fronte alle cose belle, che mi piacciono, che mi gratificano il cuore e la mente, si emoziona…
Grazie Salento, grazie Francesco Muci e amici di Nardò e a presto rivederci!

2 pensieri su “Premio Rosalento: una grande emozione…

  1. Beh, caro Franco, che dire ?! Complimenti sinceri.
    Ormai in Puglia sei di casa, come si dice, hai sfondato!
    Bene, sono contento. Spero in ogni caso, prima o poi, di vederti varcar la porta dell’Osteria….qualche vinaccio da propinarti lo trovo di sicuro 🙂

    Ciao

  2. Complimenti al premio che Ti meriti.

    Devo farci un giro laggiu’ un giorno… Meglio che mi metta a dieta prima pero’.

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