Quando il ristorante comunica sul Web: Trattoria alle rose e Osteria dell’Orologio a Salò

Non capita spesso, girando per i siti Internet dei ristoranti italiani, di imbattersi in pagine Web che abbiano davvero lo spirito di servizio necessario e che entrino nella logica di essere pagine aperte e trasparenti, tali da informare ed invitare il potenziale cliente e fornirgli tutte le indicazioni utili che cerca ed uno stimolo a decidere di passare dalla visita virtuale alla prenotazione.
Quante volte ci si trova davanti alla più assurda assenza delle informazioni più normali, tipo cosa si mangia, quanto si spende, cosa si può bere, e, quante volte, persino se si volesse contattare, non solo per prenotare, ma per chiedere una semplice informazione il locale, ricorrendo alla e-mail invece che al telefono, l’indirizzo di posta elettronica risulta misteriosamente nascosto o inesistente o viene sostituito da freddissimi form da compilare ai quali nessuno risponde!
In questo caso, cui voglio pubblicamente plaudire, invece tutto è chiaro, trasparente, disponibile, con una scelta di comunicazione così evidente (ma stiamo plaudendo l’ovvio e l’ordinario che diventa straordinario perché raro…) che denota intelligenza, non solo in chi, tecnicamente ha costruito il sito, la Femar Consulting, ma in chi l’ha ideato e voluto così, ovvero il ristoratore.
Tutto questo “pistolotto” per battere le mani al nuovo sito Internet, con duplice dominio e indirizzo d’accesso, della Antica Trattoria alle Rose e dell’Osteria dell’Orologio di Salò, da anni luoghi riferimento per buongustai e golosi in quel posto magnifico che è Salò sulla sponda bresciana del Lago di Garda.
Regno delle famiglie Briarava e Giacobini, con Gianni Briarava patron delle Rose in via Gasparo da Salò al 33 ed il cognato Alberto alla tolda dell’Osteria in via Butturini 26 (con mogli, suocere e parenti vari coinvolti, con molti bravi collaboratori, tra cucine e sale), i due locali, inutile che li presenti, propongono su diversi livelli, quella di una trattoria di gran tono con stile, arredo e proposte e prezzi da ristorante le Rose, quello di un’elegante osteria, dove si può ordinare anche un solo piatto e ordinare vino al bicchiere, l’Orologio, una fresca, stuzzicante e saporita cucina gardesana.
Cucina dove è ovviamente protagonista il pesce di lago (da non perdere, quando disponibile, il mitico carpione, pesce di profondità dal gusto ineffabile, e poi il persico, il coregone, il luccio, le sardine di lago e tutto quando il Garda ed i suoi pescatori propongono giornalmente), ma dove co-protagonisti sono le verdure croccanti e saporite, l’elegantissimo olio extravergine gardesano, il pollame e le carni, i funghi (mai provato il fiore di zucca delle Rose ripieno di funghi porcini?) ed una serie di primi piatti a base di pasta home made che da soli giustificano una visita.
Perché giudico ben fatto, anzi esemplare, il sito Internet di Rose e Orologio? Per la sua concezione innanzitutto, perché accedendo indifferentemente da uno o dall’altro dominio si può visitare anche il sito dell’altro locale con un sano principio di vasi, pardon, locali comunicanti, per la grafica, semplice, elegante, essenziale, molto curata, per le splendide foto proposte a rotazione firmate da Claudio Amadei, che mostrano interni dei due locali, esterni, scorci suggestivi, foto dei piatti, per la ricchezza e la chiarezza delle informazioni fornite.
Entrati nella home page e scelto da quale dei due locali partire, si compie la scelta della lingua (per ora c’è solo l’italiano) e ci si trova in entrambi i casi di fronte a due menu di orientamento. Quello a sinistra, nel caso delle Rose comprende la trattoria – le proposte – i vini – che nel caso dell’Orologio diventano l’osteria – la cucina – la cantina, quello sopra, uguale per entrambi i locali,  mentre il menu superiore, immutabile per Rose e Orologio, comprende le sezioni ambienti (ovvero immagini di interni ed esterni dei due locali) e dintorni (con belle foto di scorci lacustri e un file pdf scaricabile con l’indicazione di una serie di alberghi della zona consigliati per un possibile soggiorno).
C’è poi la possibilità di iscrizione alla news letter per ricevere regolarmente informazioni sul locale.
Tornando al menu di sinistra quello delle Rose presenta alla sezione la trattoria una storia del locale e foto di interni-esterni a scorrimento, alle sezione le proposte una bella galleria fotografica di piatti, dove cliccando su ognuno appare la scritta “vuoi sapere come realizzare questo piatto? Possiamo inviarti la ricetta, dicci dove” ovvero un simpatico meccanismo grazie al quale inserendo l’indirizzo di posta elettronica nello spazio indicato si riceve sempre via e-mail la ricetta del piatto. Unica (piccola) pecca, forse sarebbe stato meglio anche inserire una didascalia che indichi, foto per foto, di che piatto si tratti.
Sempre in questa sezione è presentato chiaramente – vivaddio! – il menu orientativo della trattoria compreso in un file PDF scaricabile, il tutto con l’elencazione dei piatti e dei relativi prezzi. Infine, altro applauso, nella sezione I vini la carta dei vini, sempre su file PDF scaricabile con la rara e lodevole indicazione dei prezzi vino per vino.
Una scelta, quella dei vini delle Rose, molto ampia, che “segue una logica di territorialità” che premia in particolare i vini gardesani e della provincia di Brescia (Lugana e Franciacorta in primis), ma comprende, con selezioni particolari opera di Gianni Briarava vini un po’ di tutte le regioni italiane.
Chiude il tutto la sezione “contatti”, con ben indicato l’indirizzo del locale, il numero di telefono, l’indirizzo e-mail e l’indicazione con Google map su “dove trovarci”.
Identico il meccanismo e l’organizzazione delle informazioni sul locale fornite nel caso dell’Osteria dell’Orologio, con nella sezione L’osteria la presentazione dello spirito del locale, come funziona la proposta vino a bicchiere e la possibilità di ordinare anche solo un singolo piatto, nella sezione La cucina l’indicazione (anche qui con file PDF scaricabile) del menu, con antipasti, primi, secondi e contorni, la galleria fotografica dei piatti con l’identica possibilità di ottenere le ricette via e-mail, quindi la cantina, con la carta dei vini (e file PDF) disposti in ordine alfabetico. Molto apprezzabile e segno di discrezione la scelta di non pubblicare nel sito alcuna fotografia di cuochi, patron, ecc (normalmente nei siti queste appaiono e sono un po’ prevedibili e ridondanti) lasciando che siano le immagini del locale, dello splendido scenario gardesano circostante e dei piatti ad essere le sole protagonista, com’è giusto che sia.
Una volta visitata una vetrina Web del genere come non mollare al più presto il computer e correre a Salò?

0 pensieri su “Quando il ristorante comunica sul Web: Trattoria alle rose e Osteria dell’Orologio a Salò

  1. Alle Rose sono stato l’ultima volta una sera d’agosto dell’anno scorso. Da bravo “bastardello” avevo prenotato per due con falso nome, ma poi sono arrivato da solo. Serata affollata, ma cucina perfetta. Memorabili i tagliolini con porcini e finferli.

  2. e bravo Ziliani, con questo “consiglio per gli acquisti” estivo mascherato da notizia chissà quanti pranzettini gratis nella trattoria e nell’osteria del suo amico di Salò! Marchetta raffinata la sua, ma sempre marchetta…

  3. Silvia, non se la prenda, ma il suo commento dimostra quanti stupidi, lei compresa, ci siano in circolazione. Allora, seguendo il suo “ragionamento”, é tutto una “marchetta”. Se scrivo bene di un vino é perché sono foraggiato dal produttore, se dico che ho mangiato bene in un ristorante é perché sono amico del proprietario e ci mangio a ufo, se scrivo una recensione favorevole di un libro é perché chissà quali rapporti ho con l’autore (o meglio ancora l’autrice)… Consideri pure come vuole, marchetta o altro, quello che ho scritto sul sito Internet di due locali con i quali ho antica consuetudine, che conosco bene da anni, ma nei quali, da tempo, non metto piede. Per me si chiama corretta informazione, giornalismo, lei chiami pure questo modo di scrivere come diavolo vuole…

  4. Signor Ziliani, non se la prenda…

    Per una persona parlano anche i comportamenti, lo stile e l’autorevolezza.
    Piuttosto chi critica dovrebbe avere il coraggio di qualificarsi e motivare, aspramente ma apertamente, le proprie dichiarazioni.
    Di sicuro chi scrive non è la Silvia del Leopardi…!
    A prescindere dalla marchetta ( occhio alle multe di Verona…!) il suo è un buon pezzo di analisi sul posizionamento dei ristoranti.

    Se solo un 10% dei posti blasonati mettessero in pratica gli spunti ed i consigli esaminati, forse, saremmo un pò piu’ trasparenti…

    Marchetta o meno…

    Gianni “Morgan” Usai

  5. Vado leggermente OT non per commentare quanto sopra, ma per riflettere con il sciùr Franco riguardo a questo fatto: sull’ultimo numero di Evo, mensile inglese di auto sportive, il direttore, Harry Metcalfe, racconta della sua visita a Modena per ritirare la sua nuova Maserati Granturismo in fabbrica. Nel viaggio di ritorno, la sua prima tappa è al confine francese per la benzina e a Beaune per la notte. Il mattino dopo, riempito il baule di vino e delicatezze varie, riparte e raggiunge Londra in serata. Tra Modena e Beaune c’è un buco grande circa 950 km …..

  6. Silvia, quando vuole ,essendo lettrice del blog di Ziliani, venga pure a trovarmi, si faccia conoscere, le offrirò volentieri una cena e le spiegherò un paio di cosette che purtroppo ora le sfuggono. In fiduciosa attesa Gianni Briarava

  7. forse è giusto il detto..provare per credere…[chi ha provato ci crede,e chi crede a chi l’ha detto ..ci CREDE].

  8. Egr. Dott. Farina, la ringrazio per il bel commento sulla nostra cucina e sui tagliolini. Ma spendiamo due parole sul perchè un giornalista debba prenotare sotto falso nome. Cosa potrebbe cambiare? Me lo sono sempre chiesto e non ho mai trovato spiegazione. Anche tu Franco aiutaci a capire.

  9. queste del prenotare sotto falso nome sono perversioni che il povero Tommaso ha imparato da un tale che si prendeva troppo sul serio e amava definirsi il Savonarola della buona tavola prima di finire a fare il comico (involontario e ben pagato) su Rete4…

  10. Alle Rose prenotare con vero o falso nome non cambia nulla. E quasi ovunque, credo. E’ solo un modo per lasciare qualche traccia in meno. Poi ci sarà sempre gente che mi riconoscerà dalla carta di credito, o che pur non identificandomi specificamente con Tommaso Farina capirà quello che sto facendo (tipico sintomo: l’arrivo di assaggi e portate mai richieste).

    Caro Briarava, oltre a complimentarmi ancora per il suo lavoro le chiedo a che indirizzo email posso contattarla.

  11. Tommaso, un consiglio da parte di qualcuno che ha qualche anno più di te: non giocare al raspellino! Non c’é alcun serio motivo, ieri come oggi, per prenotare con un nome posticcio e non con il proprio, e non dire ” é solo un modo per lasciare qualche traccia in meno. Poi ci sarà sempre gente che mi riconoscerà dalla carta di credito, o che pur non identificandomi specificamente con Tommaso Farina capirà quello che sto facendo (tipico sintomo: l’arrivo di assaggi e portate mai richieste)”, come se tu fossi l’agente segreto 008 con licenza di spazzolare i piatti! Prenota al ristorante, vai, goditi il pranzo o la cena, prendi tutti gli appunti necessari per quel che vorrai scrivere e ricordati che stai facendo un’esperienza piacevole e non compiendo chissà quale compito gravoso! E’ solo indice dell’iper egocentrismo di qualche personaggio che fu autorevole e importante e ora non lo é più, prenotare con un falso nome (che poi quando arriva al ristorante lo riconoscono anche i secchielli portaghiaccio e se non lo riconoscono e non gli fanno gli inchini lui, il tipo, lo considera un delitto di lesa maestà), lasciar cadere il tovagliolo per vedere in quanti secondi il cameriere glielo cambia, andare ad ispezionare minuziosamente le toilettes, prendersi tremendamente sul serio come se dal suo responso dipendesse la vita o la morte (pollice su o pollice verso) del ristorante!
    Sei giovane, pieno di entusiasmo, non farti contagiare da questi comportamenti infantili e vecchi da vecchi tromboni ed ex primedonne, rilassati e stai sereno, che é sempre la prova di un ristorante quella che fai,un momento ludico, piacevole, godereccio, non il tentativo di salvare il mondo dall’invasione di minacciosi extraterrestri!
    E poi ricordati, prenotando con un nome falso e poi presentandosi con la propria faccia ed il proprio nome si rischia anche, come successo anni fa al “Savonarola” in oggetto, che un ristoratore con gli attributi ti dica, “scusi lei ha prenotato come Bianchi ed é invece Rossi e quindi non posso darle il tavolo perché devo tenerlo per Bianchi”, dimostrando di non voler stare a questo minuetto stupidino degli pseudonimi, della falsa incognita, del “lei non sa chi sono io, anzi ufficialmente non dovrebbe saperlo, ma poi quando arrivo lo scopre”, e quindi così facendo potresti anche restare senza tavolo…

  12. complimenti a briarava credo sostanzialmente che un locale che continua con successo da anni abbia dei requisiti ben saldi.Serieta’ e ottima cucina. vi ho portato due produttori ed amici l’anno scorso, mi ricordo ancora la pasta fresca con coregone.

  13. Adriano, bello il tuo pubblico riconoscimento ad un bravo collega ristoratore gardesano! Mi fa particolarmente piacere, perché non so quanti altri avrebbero speso belle parole per un altro ristoratore, vedendolo come un collega che lavora bene e non come un “nemico-avversario”. Chapeau!

  14. Tranquillo Franco, per me la prenotazione con falso nome (ma di solito preferisco non prenotare nemmeno) è un gioco come un altro. Mi godo tutto quanto. Un giorno o l’altro, dovremmo goderne insieme con una buona cena.

  15. Non credo che parlare con questi toni giovi a qualcuno,credo che tutti dobbiamo tornare ad essere quello che siamo senza forzare le nostre convinzioni alle mode.
    Un ristorante o qualunque azienda uno metta in piedi e gia una persona che a coraggio,poi mette in essere le proprie personali conoscenze,quindi una filosofia di vita che lui crede giusta.
    Quello che ognuno di noi dobbiamo fare nelle nostre considerazioni e toglierci di testa che i nostri non debbano essere giudizi inrevocabili o incontrastabili,se facciamo ciò cadiamo nel ridicolo.
    Riportiamo la discussione sana avvolte accesa ma rispettiamo i sentimenti e le decisioni altrui,ma aggiungo penso che quando si vada a mangiare in un ristorante non bisogna fare l’errore di non tornarci più se delusi ho peggio di con i modi giusti dire che ciò che quello che si è ricevuto non era all’altezza di quello che si e speso(sempre secondo il personale gusto e metro di giudizio)la cucina non e diversa da chi scrive un libro ho compone una canzone in cucina ognuno sceglie il proprio stile noi scegliamo i nostri ristoranti.
    Io ad esempio quando ritengo opportuno esco in sala a chiedere come sono andati i piatti che abbiamo proposto e vi posso assicurare che anche grazie alle dimostranze dei clienti siamo e continuiamo a crescere io credo molto nel dialogo corretto e rispettoso.Ma una cosa va ricordata che chi paga per qualcosa merita più rispetto e attnezione.
    Ho conosciuto questo sito adesso in questo istante e mi è piaciuto subito.
    Grazie a tutti e spero che noi italiani riscopriamo il gusto di ridere aiutare e metterci a disposizione di chi ci chiede aiuto,che questo sta alla base di chi vuole fare ristorazione,nel limite del possibile fare ciò che chiede il cliente,ingedienti permettendo.Saluti Rocco

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