Sentirsi… Giuseppe Baretti, anche solo per un momento…

I complimenti fanno sempre piacere, anche se arrivano dagli amici che in quanto tali tendono ad essere un po’ troppo indulgenti e magari ad ingigantire, sempre che ci siano, i tuoi pregi.
Ma questo complimento, che mi è arrivato ieri sera da una persona che ho incontrato una sola volta (vedi foto che ci ritrae), durante il Vinitaly, ma che mi sembra di conoscere da sempre e di cui sono felice di essere amico, anche se in maniera molto epistolare, mi ha fatto un piacere doppio. Primo perché quello che ha scritto Jeremy Parzen, ottimo wine blogger con il suo Do bianchi, e mio compagno d’avventura nel nostro English wine blog VinoWire ospitato dalla stessa Simplicissimus blog farm che edita questo blog, mi lusinga.
Essere paragonato, come ha fatto nel suo post relativo al grandissimo articolo di Monty Waldin che ho proposto, courtesy of JancisRobinson.com, su Vino al Vino, nientemeno che ad un letterato finissimo quale Giuseppe Baretti, l’autore di una rivista celeberrima del Settecento illuminista italiano come La Frusta letteraria, è una grande soddisfazione.

Inoltre il paragone usato dal mio sodale di VinoWire (
leggi qui), che parlando del sottoscritto scrive “He reminds me of Italian literary figure Giuseppe Baretti, one of the great writers of the Italian Enlightenment: like Baretti’s critical journal La frusta letteraria or The Literary Whip, Franco’s excellent blog combines erudition, wine and travel writing, and an expertly critical approach to the field — where, too often, so-called wine writers are too timid to call a spade a spade. The title of Franco’s blog, vino al vino, comes from the Italian expression, pane al pane, vino al vino or call bread “bread”, call wine “wine”, in other words, say it like it is”, mi fa tornare al passato, a tempi in cui non avrei mai pensato di diventare un cronista del vino in servizio permanente effettivo.
I miei modelli non erano ancora Jancis, Hugh, Nicolas e per restare in Italia il Veronelli delle origini oppure Cesare Pillon o Germano Pellizzoni, e nello scrivere mi ispiravo e sognavo di diventare un Karl Kraus, il sulfureo autore di Detti e contraddetti e di aforismi perfetti quali “Chi non scava mai la fossa agli altri ci casca dentro lui” o “Ci sono imbecilli superficiali e imbecilli profondi”, oppure Georg Christoph Lichtenberg, per tacere dei Flaiano, dei Longanesi, o dei Montanelli, sui quali, come sui libri di Giovannino Guareschi, ho imparato, grazie a mio padre, a leggere e scrivere.
Vedermi paragonato, per la mia tempra di polemista e la  mia abitudine di dire “pane al pane e vino al vino”, ad un grande letterato e intellettuale come Baretti (ritratto qui a fianco) è uno di quei regali che ricorderò a lungo. Thank you Jeremy!

 

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