L’ultima bischerata: annunciare la “grande annata” due mesi prima della vendemmia…

Ma come diavolo si fa a giudicare “grande” un’annata il 6 agosto quando manca ancora un sacco di tempo alla vendemmia?
Sembrerebbe una sciocchezza, una solenne bischerata, invece è prassi comune nel mondo (piuttosto avariato e stravagante) della comunicazione sul vino che si fa oggi in Italia.
Ieri, come racconto in questo commento pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S., ho ricevuto dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano un trionfale comunicato stampa (vedi qui in allegato il testo completo)  con roboanti titoli e introduzione stile Agenzia Stefani che sono tutto un programma: “Secondo le aspettative dei produttori sarà una vendemmia “Nobile” a Montepulciano
. Grande qualità per la vendemmia 2008 a Montepulciano”
Dopo questa sparata sesquipedale si legge: “Annata regolare dal punto di vista climatico; si prevede un calo delle quantità rispetto alla precedente, ma la qualità dei grappoli in vigna è notevole e a Montepulciano già si parla di una nuova annata a 5 stelle dopo le due precedenti. A fine agosto si comincia con la vendemmia” e si ricorda che “fino a settembre inoltrato sarà difficile dare giudizi definitivi, ma stando alle prime valutazioni degli agronomi del territorio si può al momento parlare con tutta tranquillità di quelle che sono le prerogative per un’ottima annata vitivinicola a Montepulciano”.
A parte che sulle valutazioni dei Vino Nobile degustati nel corso dell’Anteprima di febbraio chi scrive, ad esempio, leggi ha opinioni differenti, ma poffarbacco e perdindirindina, non foss’altro che per scaramanzia, prima di celebrare, osannare, “pompare” un’annata, non sarebbe meglio, come buon senso e tecnica enologica prevedono, fare e terminare la vendemmia, portare le uve, Prugnolo gentile, ecc. in cantina, avviare le fermentazioni?
A chi giovano e non sono piuttosto dannose e controproducenti queste celebrazioni prima del tempo? Presidente e direttore del Consorzio del Vino Nobile, ma che razza di politica di comunicazione (Briscola, dove sei?) è mai questa?

0 pensieri su “L’ultima bischerata: annunciare la “grande annata” due mesi prima della vendemmia…

  1. Si, perchè se poi arriva un agosto estremamente siccitoso e le piante vanno in stress idrico?
    E se arriva un settembre estremamente piovoso e inizia il festival della botrite?
    Questa di annunciare a squarciagola la possenza della eccezionalità della vendemmia già ad agosto, mi pare una manovra degna e uguale a quella dei supermercati che ad inizio di ottobre iniziano a mettere in esposizione le palle di Natale e le statue del presepe.

  2. Questo andazzo è iniziato più o meno nel 1997. Vendemmia anticipata e previsioni sempre più anticipate, naturalmente tutte all’insegna dell’ottimismo. C’è una gara fra consorzi e organizzazioni agricole a chi parla prima, come i pulsanti del Rischiatutto. Io ho adottato un controrimedio splendido e mi trovo molto bene: aspetto il consuntivo di Assoenologi e lo pubblico nel supplemento economico annuale del mio giornale, Il Mattino, il 31 dicembre. Vi assicuro che non vivo lo psicodramma del buco, ma è dura perchè ogni tanto dalla stanza dei redattori capo si ode un grido: è in Ansa! Lo ha detto la Tv! E’ sui siti! Insomma il meccanismo infernale più volte descritto da Briscola. E non c’è rimedio: quando sarò in pensione (spero di arrivarci), ci sarà un precario al posto mio che per piazzare il pezzo annuncerà le previsioni anticipate dell’annuncio anticipato della vendemmia anticipata. E troverà ascolto.
    Insomma: la partita è persa.

  3. “si prevede un calo di quantità”, e questo si puo facilmente prevedere.
    Per mantenere il fatturato bisogna quindi alzare i prezzi!
    per alzare i prezzi bisognia offrire qualcosa in +
    ed ecco magicamente un ottima annata 🙂

    Buone vacanze

  4. Parafrasando Silvio Negro ( pag. 35 del volume La Stella Boara – Neri Pozza Editore) si puo’ dire :

    “La parola, ch’è uno strumento, per il Consorzio Montepulciano,per la Barabino e partners e compagnia cantando è un fatto. I vignaioli veri vivono della fatica delle braccia aiutandosi con il discernimento. I “comunicatori” e gli “esperti di pubbliche relazioni” che hanno incantato con le loro sirene anche molti Consorzi vivono quasi sempre di sole parole e chiamano, bestemmiando in tale modo, lavoro l’usarle.”

    P.S In base alle precipitazioni che nella primavera del 2008
    sono state particolarmente abbondanti attendiamo con ansia le previsioni relativamente alla vendemmia 2009. Sara’ migliore il Barolo od il Barbaresco ?

  5. ……a forza di dare poltiglia e zolfo il prossimo anno devo cambiare sia la zolfatrice che la botte……
    ……pero’ e una’ottima annata……..vabe’……….poi ci si lamenta che il vino italiano manca di credibilita’…….se come annata ottima si intendono tutte tranne il 2002…….ci credo!!!!!

  6. caro ziliani perchè si meraviglia? oggi il tg1 o il tg2, non ricordo quale, ha appena fatto un servizio proprio sulla magnifica annata 2008, con il ministro zaia a tagliare il primo grappolo in sicilia. Siccome “è il mercato che lo vuole” l’annata sarà eccellente e il vino, come il famoso rancio de “la grande guerra”, sarà “ottimo e abbondante”, come diceva sordi…ormai i giudizi si danno un tnato al kilo, vabbè, è come il decisionismo governativo, via su alla svelta…poi magari la decisione è una cazzata pazzesca, ma è stata fatta 2alla svelta”…che pena
    saluti a tutti
    francesco

  7. oltre che aspettare che inizi la fermentazione bisognerebbe anche che finisca per sapere cosa si ha in cantina……
    oppure il vino nobile ha tutto un altro modo di classificarsi?

  8. Mah, proprio ieri la Crociani parlava di venti caldi, ma secchi, che da due mesi stanno stancando le piante, senza che ci sia ombra di precipitazioni…
    singolare sì, questo comunicato!

  9. E’ un vizio generale quello di decantare la grandezza di un’annata, cioè tutte. I toni tra annate fantastiche o mediocri sono sempre gli stessi, o quasi. Sicuramente è questione solo di marketing, così la gente ricorda buone annate anche annate mediocri. Io penso che generalizzare non sia molto corretto, anche perchè grandine, lavoro, microclimi, lavorazioni, età dei vigneti, pratiche enologiche, ecc. influenzano fortemente ambienti anche limitrofi.
    Un buon agricoltore sà che nelle buone annate è possibile fare vini di struttura e longevi, in annate mediocri è possibile fare vini fruttati ma di vita breve; in entrambi i casi chi lavora bene ha buoni frutti, ma sempre diversi e poi chi lavora bene apprezza i vini della stessa vigna in ogni annata. I vini industriali sono altra cosa, risentono fortemente della “media”, buona o cattiva, a meno che la differenza tra le annate non viene appiattita dalle pratiche di cantina…

  10. Qui, su Marte, tutto bene.
    La vendemmia prossima futura, prevista fra 3 anni marziani (che sarebbero 5 terrestri), si presenta straordinaria per quantità e qualità. Il referente dell’Associazione delle Cantine Riunite e Consorziate in Società di Marte – Giove – Saturno (Ma.Gio.Sat.) lo conferma: “Non c’è pianeta socio che non possa vantare un risultato straordinario. Il restringimento dell’ellissi orbitale del Sole ha probabilmente influito sulla buona maturazione delle uve, con eccezionali escursioni termiche fra il giorno e la notte. Ciò è particolarmente evidente a Giove, favorito da un numero di lune propizie all’alternanza delle maree. Qualche difficoltà in più a Saturno, per ovvie ragioni legate all’anello di giaccio”. Per i lettori meno esperti di enologia e scienza siderali, si segnala che qua la scienza ha dimostrato inconfutabilmente che è il Sole a girare intorno ai pianeti e non viceversa, compiendo giravolte ora qua ora là secondo quanto dimostrato dalla Teoria dell’Otto Volante. In relazione alle Lune di Giove, una indiscrezione: pare che il Consiglio del Ma.Gio.Sat. stia per annunciare la necessità di distribuire le lune di Giove e i suoi satelliti in parti uguali fra i pianeti associati, secondo la legge della Star Condicio qui vigente. Non sarà facile, perché i Gioviali, benché tali, alle loro sfere ci tengono. Diverso il discorso per Saturno, dopo il lancio in campagna promozionale dell’etichetta “Il signore dell’anello”, con chiaro riferimento al rosso vivace Ice Wine qui prodotto ed esportato sino ai confini dell’Universo (non è un modo di dire). Ma come è possibile prevedere l’andamento di un’annata che non c’è ancora e sulla quale potrebbe influire ogni sorta di ben di Marte, dalle tempeste spaziali alla precipitazioni di meteoriti, non scordando il sempre probabile passaggio di comete? Lo abbiamo chiesto al referente di cui sopra, che ci ha risposto: “Non è possibile prevederlo, infatti. Tenga conto che dobbiamo ancora impiantare i vitigni e non c’è zona sui nostri pianeti attualmente vitata”. E allora? “Visto che non c’è, nessuno ci può smentire. La sa la storia della pantera nera?”. No, ma le domande le faccio io. “Facciamo che adesso le faccio io e che vi spiego la storia della pantera nera – ci ha risposto il referente del Ma.Gio.Sat. – Allora voi sapete che ogni anno salta fuori la pantera nera, una volta su Urano, una volta in Brianza, una volta a Barletta, un’altra sulle rive del Reno, ogni estate c’è qualcuno che dice di aver visto una pantera nera aggirarsi nella campagne. A volte è un puma, invece della pantera, ma questo è ininfluente, o un giaguaro, fa uguale. Siccome in estate la gente va al mare non succede mai niente, succede la pantera. E basta per quei quindici giorni di ferie del caporedattore. L’han vista di qua, l’han vista di là, che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”. Già sentita. “Va be’, è per fare un esempio. Anche qui facciam la stessa cosa: l’uva non c’è, il vino nemmeno, ma sfidiamo chiunque a dimostrare che l’annata che non c’è ancora sarà buonissima. E’ marketing, signorina, marketing marziano. Poi si va tutti in ferie e, siccome si torna dopo che è iniziata la vendemmia, la coscienza è a posto: il risultato l’abbiamo detto prima”.
    Da Marte, per oggi, è finita così.

    Briscola
    P.S.: ‘stavolta vi ho scritto, ma lì sulla Terra smettetela con la fantascienza perché sta bene fino a un certo punto.

  11. Consolatevi, se va avanti così leggeremo da qualche parte, verso la fine dell’imverno, che le gemme delle viti promettono vini di grande struttura, e che il fatto che le lumache abbiano lasciato la loro scia su qualche sasso di un ben noto paese significa che il vino là prodotto sfonderà sul mercato straniero.
    Quando si è alla canna del gas ci si attacca a tutto, anche a maghi, astrologi, indovini…

  12. Buongiorno.
    Ehhhhh, il “mio” “povero”, amato, Nobile…………
    Gentili produttori di Montepulciano,
    se mai un giorno imparerete a fare vino, significherà che quel giorno sarete consci di sapere chi siete e chi non siete, di cosa volete e cosa non. Forse, allora, vorrete non far sapere al mondo ca..te del genere.
    Buona giornata.

  13. carissima Briscola, grazie per il tuo intervento… “marziano”! Gli amici di Vino al Vino apprezzeranno molto questa tua incursione e la rottura del silenzio che avevi annunciato. A presto, guarda che ci conto (contiamo)!

  14. GRANDISSIMA Briscola!

    La moda “dell’annata ecccccezziunale” e’ partita ormai dieci anni fa come giustamente detto da Pignataro. Normalmente la qualita’ delle annate si ridimensiona una volta venduto il vino… E’ una cartina di tornasole per valutare la serieta’ di chi produce. Basta alzare il telefono e chiedere come stanno andando le cose: a seconda della risposta sai se vale la pena perderci del tempo o no.

  15. isaac asimov ti fa un baffo! potresti iniziare una “trilogia dell’impero vinicolo!”
    resta ancora valido l’invito soffiandoti a Lino Cantaluppi…tanto lo so che se organizzeremo una serata con te e Ziliani Lino verrebbe anche a piedi!
    ciauu

  16. Adriano, conosci il detto che a pensar male si fà peccato ma….si indovina?
    in questo caso, non hai pensato male ma hai indovinato.
    Però come non dare ragione a Tommaso, indipendentemente dal fatto salute.
    Io avrei già avuto qualche spunto/idea tipo, come inumidire….la Serata.
    A presto, in attesa di Buone notizie, un caldo saluto a tutti.

    Lino

  17. Pingback: Considerazioni… | Paladar

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