Un blitz in Salento (a Nardò e dintorni) per Rosalento

Non mi metterò certo, goffo e un po’ rotondetto come sono, a ballare la “taranta”, ma per un paio di giorni pieno lasciate che m’immerga – e non solo idealmente – nella magia e nell’incanto del Salento!
Da giovedì mattina a sabato pomeriggio, quando, ahimé, un aereo mi aspetterà a Brindisi per riportarmi nell’afosa Bergamo, saranno proprio il  mitico tacco dello stivale e poetici scorci di mare come quelli ritratti in queste foto lo scenario delle mie giornate.
Visite ad aziende naturalmente, tra Sandonaci e quell’autentico triangolo dell’anguria (a quando una degustazione di cru?) che comprende Galatina, Galatone e Nardò.
Luoghi a me cari, lunghe distese di vigneti ad alberello del caratteristico vitigno Negroamaro o Niurumaru come lo chiamano qui, terra rossa, colori intensi e nitidi, il bianco abbacinante delle case basse a determinare un paesaggio unico.
Il pretesto per questo ritorno in una terra che è nel mio cuore e a cui mi legano tanti ricordi (basta nominare paesi come Porto Cesareo e Guagnano per risentire la voce e rievocare la presenza dell’indimenticabile Cosimo Taurino, re del Salice Salentino, la sua straripante allegria e la voglia di circondarsi di amici…) è quanto mai piacevole, perché legato ad una manifestazione
, promossa dall’Amministrazione Comunale di Nardò, con il patrocinio della Regione Puglia e la collaborazione della condotta di Slow Food Neretum, che vede protagonista una tipologia di vini che notoriamente amo, il rosato e che ha proprio nel Salento una delle sue due grandi patrie e terre d’elezione.
Dopo i miei girovagari per cantine e vigneti giovedì 7, incontrando vecchi amici, venerdì 8, sottraendomi a fatica dalla prevedibile pace del mio buen retiro a Santa Maria al Bagno, invitato da Francesco Muci (che non ha bene idea di quale mina vagante si sia portato in casa…) sarò a Nardò per la quarta edizione di Rosalento, ovvero un omaggio che questa terra di rosati dove esiste anche un Cenacolo del Rosato (di cui mi piacerebbe fare parte…) dedica al suo vino simbolo, una manifestazione articolata in diversi momenti.
Si è cominciato domenica 3 agosto, presso il Blu Salento Village di Sant’Isidoro, con una degustazione alla cieca a cura di Slow Food, con una giuria di esperti, di sommelier, autorità ed esponenti del settore e della stampa, impegnati in un incontro di assaggi al fine di decretare chi, quest’anno, si aggiudicherà il premio come miglior Rosato del Salento.
La manifestazione avrà il suo vero avvio a Sant’Isidoro il 6 e 7 agosto con momenti d’intrattenimento e di spettacolo, mentre a Nardò curato da Slow Food il 6 e 7 Agosto, all’interno della Villa Comunale di piazza Cesare Battisti, si svolgerà “Rosato in Villa“, dove per due serate consecutive si terranno i Laboratori Del Gusto rispettivamente ” Figli di un Bacco minore” – alla scoperta dei vitigni meno conosciuti per dei rosati unici e il laboratorio “Le mille bolle…rosa” – il fascino delle bollicine in alcune tipologie classiche e inusuali.
Il clou, la serata conclusiva sarà invece l’8 Agosto, quando in piazza Cesare Battisti a Nardò saranno proclamati i vincitori del concorso, e verranno premiati importanti personaggi della stampa e del settore enologico, tutto sulle note del concerto Jazz “Canto Generale di Pino Minafra”, mentre un banco di degustazione pubblico proporrà le migliori etichette di rosati salentini.
Il tutto comincerà verso le 20, con gazebo per il banco d’assaggio dei vini rosati salentini, mentre alle 22 i premi Rosalento andranno (posso anticiparlo?) al produttore Piernicola Leone De Castris (un premio alla storica azienda creatrice nel lontano 1943, con il Five Roses, del primo rosato del Salento e forse d’Italia), al celebre enologo Severino Garofano (ispiratore dei più grandi vini base Negroamaro di Puglia), al giornalista della sede Rai della Puglia Michele Peragine, nonché ad altra persona un giornalista…, che lascio a voi la “sorpresa” (si tratta sempre di una manifestazione coordinata da Slow Food, seppure da una condotta pugliese e salentina), di scoprire chi possa mai essere (Premio Rosalento)…
Ovviamente seguirà la premiazione del rosato vincitore del Concorso enologico Rosalento, (leggi programma manifestazione) si susseguiranno assaggi, anche di cose buone di produttori aderenti alla Comunità del cibo del Parco naturale regionale di Porto Selvaggio, e poi musica, allegria, festa.
E chissà mai che, complici i ripetuti assaggi (i rosati vanno giù che è un piacere, ma é Negroamaro, mica acqua di rose, la loro origine…), non finisca anch’io per farmi contagiare e trascinare (sperando di non finire su You tube…) dal ritmo indiavolato della taranta!…

0 pensieri su “Un blitz in Salento (a Nardò e dintorni) per Rosalento

  1. Caro Franco, come sai ho già goduto della mia razione di Salento per due settimane, a giugno. Adesso tutto quello che mi sento di dirti da quassù, nel mezzo di una crisi da “mal di Salento” é: INVIDIA!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *