Botticino, non solo il vin de pays di Brescia e dintorni

Bella sorpresa domenica 7 a Rezzato, in occasione della frequentatissima Rassegna del Botticino Doc che ha toccato la sua quindicesima edizione. Nel corso della degustazione comparativa di 18 vini di annate varianti dal 2006 al 2001, delle tipologie Botticino e Botticino riserva, ho scoperto molti più vini di quel che pensassi di un livello qualitativo decisamente interessante e tale da rendere questa piccola Doc (meno di quaranta ettari vitati complessivi, con una decina di aziende imbottigliatrici) non solo il simpatico vin de pays di Brescia e dintorni come viene naturalmente dipinto, ma anche un rosso da prendere decisamente in considerazione.
Ovviamente tenendo conto dei piccoli numeri (meno di duecentomila bottiglie globalmente prodotte), di una circolazione commerciale praticamente limitata all’operosa e ricca provincia bresciana, e di un gradevolissimo, per me, carattere un po’ “ruspante” che rende personali i vini e li rende insuperabile complemento di quella cucina bresciana della zona (con trattorie splendide come Eva a Botticino o Castello a Serle dove i vegetariani sono guardati come marziani) che vede nella cacciagione, nello spiedo, nelle grigliate, insomma nella Carne in tutte le sue dimensioni (magari accompagnata da funghi) il suo centro.
Dei vini che ho degustato e apprezzato, dell’identità, della realtà attuale, delle problematiche di questa piccola zona vinicola collinare e alto collinare a nord est di Brescia, ho diffusamente trattato in un articolo, leggi qui, che ho pubblicato nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S.
Per il resto lascio volutamente che siano le immagini a parlare, scorci di paesaggio dove la vigna convive con le cave del pregiato marmo Botticino, vigneti dove l’antica pergola forma della pergola bresciana convive con il Guyot, superfici vitate dove Barbera, Marzemino, Schiava, Sangiovese (ma anche Rebo e per fortuna piccole quote degli onnipresenti Cabernet e Merlot…) hanno il loro spazio e concorrono a determinare l’identikit di una Doc bresciana e lombarda che vi invito, se vi capiterà l’occasione, magari per un pranzo o una cena domenicale nei locali citati ed in altri del circondario, di venire in zona, a prendere in considerazione. Non saranno raffinatissimi, levigati, laccati e un po’ “fighetti” vini da degustazione e da guide, ma sul cibo, sui piatti di carne, eccome se funzionano e si fanno bere! .

N.B. Emilio Zanola, delegato A.I.S. di Brescia e patron della Trattoria Castello di Serle mi segnala questa chicca: “Il Botticino rosso. Ce lo scrivo un libro, ce lo scrivo? La zona ha vocazione vinosa ma cambiala la testa, organizza le selezioni fa le cernite migliora la vinificazione; una parola. Il vino, gran miracolo è già buono: pronto, sapido in bocca, voglioso di compiacerla, una creatura. Segnalo tra i produttori: Piero Bracchi, Emilio Franzoni e Pierino Franzoni.”
Luigi Veronelli Da Guide Veronelli all’Italia Piacevole,Lombardia Garzanti Editore 21 novembre 1968.
E aggiunge Zanola: “Ho trovato questa traccia, cosa ne pensi? Nelle degustazioni appare la nota di incoraggiamento verso questi produttori ancora un po’ disordinati ma comunque spero uniti nel portare avanti le sorti di un prodotto che può avere una sua posizione nel panorama enologico bresciano..”.
Un Gino Veronelli di quarant’anni fa – io all’epoca avevo solo dodici anni e il vino non sapevo manco cosa fosse – che aveva già capito tutto…


0 pensieri su “Botticino, non solo il vin de pays di Brescia e dintorni

  1. Caro Franco, più tardi leggerò l’articolo sul sito AIS, ma adesso solo un flash, le è piaciuto Valentino Musatti? Io trovo che sia forse il più attivo tra quelli che si stanno sforzando di migliorare le cose, logicamente oltre al sempre bravo Pierangelo Noventa.

  2. Buongiorno Franco.
    Da buon amatore di vini rossi,domenica 7 settembre,mi son recato anch’io alla rassegna del botticino, ho degustato i vini dei vari produttori scoprendo in alcuni casi degli ottimi vini,senza far troppi nomi FRANZONI e TOGNAZZI,mi son piaciuti piu’ di altri.Ho trovato splendido a dir poco,il VIGNA COBIO 2005 di TOGNAZZI a mio modesto parere il migliore.Condividi il mio parere?

  3. Rispondo a Matteo Preceruti e Nicola Bonera. Come ho scritto chiaramente i Botticino che più mi sono piaciuti sono quelli segnalati e fatti oggetto di note di degustazione in questo articolo http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=9&ID_Articolo=1297 pubblicato sul sito dell’A.I.S. Il vino di Valentino Musatti non mi ha entusiasmato e confermo che Tognazzi, Noventa e Franzoni mi sono sembrate avere una marcia in più rispetto agli altri, che comunque sono nettamente cresciuti

  4. Ho letto il parere di Matteo Preceruti e anche per me il cobio di Tognazzi e’ il miglior vino di Botticino,mentre Noventa ha deluso le mie aspettative,per il resto concordo con i giudizi di Franco.

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