Brunello’s Sangiovese list: un invito a dichiarare di lavorare con il Sangiovese in purezza

Avevo promesso di farlo a Carlo Merolli, che ha avuto l’idea di questa Brunello’s Sangiovese list, e mantengo la promessa oggi.
Ai produttori di Brunello di Montalcino, a tutti indistintamente, a quelli cui sono simpatico e anche a quelli cui diciamo che sto un po’… sui corbelli, propongo una cosa semplice semplice, una sorta di dichiarazione pubblica, di “coming out”, per dirla all’americana.
Propongo di inserire il loro nome e cognome, il nome dell’azienda e se vogliono la produzione media annua in bottiglie di Brunello, in una lista, “che non sarà di proscrizione, né avrà valore legale, ne´metterà in cattiva luce chi non c’è” e decide di non farne parte, e che avrà la sola funzione di comunicazione e guida verso i lettori di questo blog e per qualsiasi altro consumatore desiderasse informarsi, che comprenderà tutti i produttori di Brunello di Montalcino che vogliano pubblicamente dichiarare: “Il mio Brunello di Montalcino viene prodotto con 100% di uve Sangiovese di Montalcino”.
Tutto qui. Lo ribadisco, non si tratta, né potrebbe mai pensare di esserlo, una “schedatura”, ma semplicemente di una sorta di albo aperto a tutti i produttori di buona volontà, a tutti coloro che vogliono mostrare, attraverso un gesto semplicissimo, una libera dichiarazione pubblica, di produrre e voler continuare a produrre Brunello di Montalcino esclusivamente con le uve Sangiovese iscritte all’albo del Brunello.
Un gesto di buona volontà a difesa del Brunello, di Montalcino, della corretta immagine di questo vino prezioso vanto della Toscana e dell’Italia.
Sento già le obiezioni dei capziosi: ma che senso ha chiedere una dichiarazione del genere quando tutte le aziende produttrici di Brunello associate al Consorzio del Brunello potrebbero essere d’ufficio iscritte a questo elenco?
C’è una differenza non indifferente. Questa è una dichiarazione pubblica, una presa di posizione pubblica che le singole aziende prendono, una sorta di autocertificazione rivolta ai consumatori, agli appassionati, ai clienti, un segnale forte che le singole realtà produttive e mi auguro siano parecchie a rispondere (a meno che passi una tacita consegna del silenzio o un invito “dall’alto” ad ignorare questa Brunello’s Sangiovese list) vogliono lanciare.
Suvvia amici produttori rispondete, sono, siamo qui (i lettori di questo blog disseminati nel mondo) ad attendere la vostra pubblica dichiarazione d’amore per il Sangiovese di Montalcino, il vostro impegno a non prescindere mai, a Montalcino, dalla sua centralità, dal suo non aver bisogno, per il Brunello, di nessun “aiutino”…

Qui di seguito i vostri dati in ordine cronologico d’arrivo:

Nome e cognome
Giuseppe Gorelli
Guido Folonari
Francesca e Margherita Padovani
Roberto Moretti
Gemma Marcucci
Riccardo Campinoti
Carlo Lisini Baldi
Andrea Ciacci
Fabrizio Bindocci direttore Tenuta Il Poggione
Fabio Innocenti
Pasquale Vallone e Pierina Campigli
Simonetta Valiani
Nome dell’azienda e produzione media annua di Brunello
Tenuta Le Potazzine di Giuseppe Gorelli 18-20 mila bottiglie
Tenuta San Giorgio Ugolforte
Campi di Fonterenza 4000 bott. Brunello e 4000 bott . Rosso di Montalcino
Querce Bettina
Azienda Agricola San Carlo di Giancarlo Marcucci 5800 bottiglie di Brunello e 3400 di Rosso annue
Az.Agr.Le Ragnaie 15000 bott. tra Rosso e Brunello
Azienda Agraria Lisini produce 80.000/90.000 Bottiglie tra Brunello, Rosso, e San Biagio (IGT), tutte da Sangiovese in purezza
Tenuta di Sesta circa 100.000 bottiglie tra Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino
Tenuta Il Poggione
500.000 bottiglie tra Brunello Riserva, Brunello Annata e Rosso di Montalcino
Citille di Sopra
Terre Nere Campigli Vallone
circa 50.000 bottiglie tra Brunello e Rosso di Montalcino,tutte solo Sangiovese
Az.agr.Le Chiuse
6,5 ettari di vigna circa 15000 bottiglie di brunello e 7000 di rosso di Montalcino

82 pensieri su “Brunello’s Sangiovese list: un invito a dichiarare di lavorare con il Sangiovese in purezza

  1. Ma figurati Andrea chi si mette a fare ” sti giochetti “, ma siamo seri per amore di Dio, non è cosi’ che si risolvono i problemi.
    Per carità di Dio…dove siamo arrivati
    Nicola

    P.S. ) ma andrea ti sei accodato per rimediare alla strigliata che ti sei preso poco tempo fa ??

  2. mi aspettavo interventi come questo di Nicola. Lo chiami pure giochetto o come diavolo vuole, vedremo quale sarà la risposta. In ogni caso, che rispondano o meno sarà indicativa.
    Quanto al p.s. Nicola lei rispondendo così dimostra una mentalità da gregario. Magari le persone dicono che una cosa li convince non solo per leccare. Qui non siamo mica su certi forum dove danno ragione al padrone di casa a prescindere…

  3. a me invece sembra un’iniziativa bizzarra.
    Qualunque produttore abbia posto in commercio una bottiglia di Brunello ha già dichiarato implicitamente di seguire il disciplinare, che prevede la provenienza del vino da vigneti siti nel territorio comunale e composti al 100% di Sangiovese. Salvo clamorose autodenunce, non può quindi che ribadire quella dichiarazione, fedele o infedele che essa sia. Se non lo farà, sarà più verosimilmente perché non è interessato a rispondere a questa iniziativa, o non ne riconosce la legittimità, o semplicemente perché non è informato.

  4. Temo che gp abbia ragione. Fra l’altro chi non usa sangiovese al 100%, se ha avuto la faccia tosta di sbattersene del disciplinare accettando gli eventuali rischi, figurati se ha problemi a dichiarare che usa sangiovese 100%. Fra l’altro lo ha già fatto, basta leggere i vari siti dei produttori.

  5. Molto probabilmente chi risponderà, volendo inserire il proprio nome, sarà un produttore che non ha scheletri nell’armadio e che ha idee comuni a quelle di Ziliani in fatto di vino e ancora, e soprattutto, è abbastanza autonomo per poter scegliere con la propria testa (non sembri una banalità, non lo è). Gli altri, la stragrante maggioranza, diranno che è un giochetto stupido e che non vale la pena sporcarsi con queste sciocchezze: il grido di battaglia, a mo’ di scusante, sarà “se produciamo brunello è perché adoperiamo 100% sangiovese”. Qualche altro produttore onesto (100% sangiovese) non parteciperà per non mettersi in luce (magari perché ha paura di inimicarsi qualche “grande” non del tutto onesto, al quale è vicino per un qualche motivo d’interesse).
    Sono pessimista: forse aderiranno in pochissimi. Visto il clima omertoso a Montalcino negli ultimi tempi è davvero difficile che facciano outing in molti. Comunque, staremo a vedere con vivo interesse.

  6. vocativo, butto lì una mia previsione. Secondo me non aderirà nessuno, per vari motivi, quelli che dici e altri. Questo non rende questa proposta-provocazione priva di senso, o bizzarra oppure “un giochetto”. E’ un’idea che ha un suo significato e non potevo non proporla, consapevole del suo quasi sicuro fallimento, dopo che Merolli l’aveva buttata lì, ieri, come un’idea da considerare. Comunque diamo tempo ai produttori di Montalcino di valutarla e di reagire. Anche con il silenzio. Ma sarà un silenzio quanto mai eloquente e… assordante…

  7. @Angelo

    IMHO no, non basta. La presa di posizione dovrebbe essere intesa come “voglio CONTINUARE a usare solo sangiovese”, quindi come dichiarazione di intenti nel caso si arrivasse a votare una proposta di modifica al disciplinare.

    Luk

  8. funzionerà o no, questa storia dell'”invito”, suona interessante. Bisognerebbe farne tanti di inviti: alle guide che avvertono il giorno prima della visita, ai giornalisti che chiedono soldi e rimborsi extra, a chi vende le bottiglie a 1,50…..e altro ancora. Thath’s corret Ziliani.

  9. Il punto è che proprio perché non è priva di senso ed è una forte provocazione produrrà come effetto il ritenerla assurda dai produttori (ed è più comodo, per molti, che sia così).
    Quasi quasi sarebbe più significativo se non aderisse nessuno anziché pochi nomi. E le conclusioni saranno più interessanti che mai…

  10. Voglio continuare a usare solo sangiovese per produrre
    Brunello , nel rispetto della tipicità e del disciplinare
    di produzione.

    Tenuta Le Potazzine di Giuseppe Gorelli
    Produzione media annua di Brunello : 18-20 mila bottiglie

  11. Voglio continuare a usare solo sangiovese per produrre
    Brunello , nel rispetto della tipicità e del disciplinare
    di produzione.

    Tenuta Le Potazzine di Giuseppe Gorelli
    Produzione media annua di Brunello : 18-20 mila bottiglie

  12. Voglio continuare a usare solo sangiovese per produrre
    Brunello , nel rispetto della tipicità e del disciplinare
    di produzione.

    Tenuta Le Potazzine di Giuseppe Gorelli
    Produzione media annua di Brunello : 18-20 mila bottiglie

  13. ..visto che non c’è valore ”legale ”(forse ”statistico”)sarebbe interessante farlo(ma temo impossibile) per altre DOCG,ad esempio per il Chianti e/o Chianti Classico..

  14. Caro Ziliani,
    mi riallaccio alla sua idea che trovo interessante e forse non darà al consumatore le stesse ceretezze che potrebbero dare le analisi di laboratorio, ma almeno consente in un paese dove pochi sono abituati a metterci la faccia di prendersi le proprie responsabilità.

    IO PRODUCO NELLA TENUTA SAN GIORGIO “UGOLFORTE” – BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG SOLO CON 100% DI SANGIOVESE.

    In merito invece al dibattito che leggo sui siti specializzati tra Angelo Gaja e Franco Biondi Santi sul futuro del Brunello vorrei contribuire al dibattito affermando che il Brunello di Montalcino deve assolutamente restare Sangiovese al 100% e lancio l’idea che ha già trovato applicazione in Langa con il LANGHE DOC di creare una MONTALCINO DOC che possa assorbire al suo interno la DOC Rosso di Montalcino e la DOC Sant’Antimo Rosso che andrebbero a sparire. Questa nuova DOC aperta all’utilizzo in percentuale di vitigni varietali consentirebbe a molti di commercializzare come GAJA fa in Piemonte i propri vini con blend che siano espressione della propria capacità enologica.
    In questo modo si salvaguarderebbe il patrimonio e la tradizione del BRUNELLO e si darebbe la possibilità a chi lo vuole di fare altri grandi vini a Montalcino utilizzando oltre al Sangiovese anche altri vitigni.

    Cordiali saluti

    Guido Folonari

  15. Sono convinto che sia buona iniziativa, anche se io sarei favorevole a che siano resi pubblici i nomi di quelle aziende che, come sarà accertato dopo le analisi dei Carabinieri, hanno utilizzato oltre al Sangiovese anche altri vitigni nella produzione del Brunello

  16. @Luk: …io credo che ci sia anche un elemento non trascurabile di segnare il tempo, se e quando vi saranno modifiche al disciplinare non si terrà certo conto di ciò che si “dichiara” qui. Semmai tratti i nodi dal pettine alla chiusura delle indagini sarà curioso semmai vi saranno “condannati” andare a spulciare il Blog di Franco per vedere chi abbia detto cosa. Non credo di sbagliarmi.

  17. az agricola campi di fonterenza di francesca e margherita padovani (montalcino)noi crediamo e lavoriamo con
    100% sangiovese sia nel brunello che nel rosso di montalcino! produciamo 4000 bottiglie di brunello e 4000 di rosso di montalcino annue circa. evviva!!!

  18. Un’azienda come la mia, dove la vigna è stata tutta impiantata nel 2000 e le strutture (cantina. depositi ecc..) sono dimensionate per accogliere la propria produzione di Sangiovese in purezza perchè sin dall’inizio questo è stato l’unico nostro scopo: massimo rispetto della tradizione nell’ambito di quanto dice il vigente disciplinare, questo per poter dare valore alle capacità della terra più che di quelle dell’enologo, non ha problemi a dichiararsi schierata in questa lista e poi basta assaggiare il vino e chiunque capisce un poco di Brunello non può che esserne certo.
    Ma a Montalcino non tutti sono fortunati ad avere la terra con le sue qualità abbinate al Sangiovese in purezza a supporto del proprio Brunello e forse questa storia andrebbe fatta raccontare a chi ha dato i permessi per fare questo vino la dove non può …..
    Noi produciamo poche migliaia di Brunello e altrettante di Rosso di Montalcino alle quali si aggiunge anche un IGT Toscana tutti i vini sono rigorosamente ricavati da Sangiovese Grosso (Brunello)

  19. Trovo l’idea bellissima; trovo che così si esce dalla polemica e dalla politica e si torna sulla terra, dove c’è gente che ci crede, che lavora bene, che vuole bene a ciò che fa.

  20. Posso rilanciare? Con un piccolo ma incisivo passo in più, le aziende firmatarie di questa lista si affidassero ad un autorevole laboratorio di analisi (ad esempio, quello scelto dalla procura di Siena) per certificare che il loro Brunello contiene davvero solo Sangiovese. La certificazione potrebbe essere riportata sui loro siti web e, se consentito (non conosco i mille vincoli in merito) anche in retroetichetta. Un gesto semplice, poco costoso, capace di dare un segnale positivo al mercato e di rassicurare i consumatori.

    Ora che si è tanto parlato di Brunello taroccato (vero o presunto), si può rovesciare il clamore mediatico e cavalcarlo per annunciare l’adesione volontaria a controlli più stretti. Se si svegliasse dallo stupito torpore di questi mesi, lo stesso Consorzio farebbe un figurone proponendo una soluzione di questo tipo. Visto il dibattito sull’affidabilità dei test, da parte del Consorzio accetterei anche un meccanismo progressivo, che preveda una prima fase solo sperimentale, per arrivare a regime nell’arco di tre-cinque anni (il tempo necessario per introdurre un monitoraggio di tutte le fasi, dalla vendemmia all’imbottigliamento).

    Qualcuno forse obietterà che, di fronte alle ricadute commerciali legati al superamento di un test del genere, i laboratori inzieranno a farsi corrompere per taroccare i risultati: certo, è possibile, ma la frode si farebbe sempre più acrobatica.

  21. A questo punto caro Franco, perchè non raccogliere le firme dei produttori che vogliono mantenere il disciplinare del Brunello 100% Sangiovese Grosso?
    potrebbe dire qualcosa il risultato? diciamo che una proposta di questi produttori che richiede al Consorzio un controllo a campione di 10-15 aziende all’anno su prodotti trovati in commercio potrebbe forse ridare un po’ di fiducia. Giusto un’idea…

  22. i produttori sono “già” quattro, un bilancio superiore alle mie previsioni e la dimostrazione che qualcuno, con un pizzico di coraggio e di orgoglio, a Montalcino c’é ancora. Frattanto il mio sodale Usa Jeremy Parzen ha dato la notizia di questa “purity list”, su VinoWire:
    http://vinowire.simplicissimus.it/2008/09/11/opinion-vino-al-vinos-brunello-100-sangiovese-list/
    Vedremo se nei prossimi giorni altri si aggiungeranno all’elenco… ma io continuo a pensare che saranno veramente pochissimi coloro che vorranno cogliere questa occasione. Ormai la mia idea su Montalcino e sul modo di pensare di tanti produttori me la sono già ampiamente fatta…

  23. Pingback: Esalazioni etiliche | Fate Brunello di Montalcino con sangiovese 100%? Dichiaratelo su Vino al Vino

  24. Caro Franco, non avrei mai pensato che qualcuno di Montalcino rispondesse a questa sollecitazione, e invece sono contento di essermi sbagliato.
    Ricordi una canzone di Gino Paoli?
    “eravamo 4 amici al bar che volevano cambiare il mondo”, bene, chissà che alla fine l’onestà paghi davvero.

  25. tutto tace e oggi nessun produttore si é aggiunto ai “quattro gatti” che con un misto di coraggio e incoscienza hanno accolto il mio invito. Intanto oggi, con coerenza e chiarezza innegabili, Ezio Rivella rilancia e propone la modifica del disciplinare del Brunello di Montalcino, qui http://www.winenews.it/index.php?c=detail&id=13750&dc=15 con una formula che prevede una percentuale minima di Sangiovese dell’85% e un 15% delle altre uve rosse coltivate nel territorio di Montalcino. Una soluzione stile Chianti Classico, per un Brunello dichiaratamente e ufficialmente cabernetizzato e merlotizzato…

  26. dopo la proposta ”Rivella si può dire..che ”copioni”a Montalcino ..solo il chianti(quello classico)deve essere ”merlotizzato”…”popolo” del chianti”insorgete”(solo per chi lo ha voluto).

  27. Azienda Agricola SanCarlo di Giancarlo Marcucci,
    produciamo Brunello e Rosso di Montalcino dal 1974: circa 5800 bottiglie di Brunello e 3400 di Rosso annue frutto del 100% di sangiovese e….dell’orgogliosa fatica che proviene dall’amore e dal rispetto per il nostro territorio.

  28. Non c’è un modo per lasciare sempre in risalto questo post? In prima pagina? Potrebbe essere un ulteriore pungolo, un modo per tenere sempre all’erta i produttori e magari convincerli a farsi avanti.

  29. Atteggiamento diverso sul caso Montalcino e sulla questione del Brunello per due wine blogger americani che si occupano molto spesso di vini italiani. Se Jeremy Parzen sul suo blog Do bianchi http://dobianchi.wordpress.com/ canta Montalcino in my mind in questo post http://dobianchi.wordpress.com/2008/09/12/montalcino-on-my-mind/ dal canto suo Alfonso Cevola sul blog On the wine trail in Italy http://acevola.blogspot.com/ proclama che Brunello is dead. Long live Brunello! (il Brunello é morto: lunga vita al Brunello!) in questo post da meditare http://acevola.blogspot.com/2008/09/brunello-is-dead-long-live-brunello.html

  30. Ho letto l’intervita del sig.Rivella e non nascondo il fatto che a caldo,subito dopo,se lo avessi avuto di fronte gliele avrei cantate chiare!:-) Ma con quale coraggio afferma certe cose? Come puo’ affermare questo :”Ma questo Sangiovese, ha veramente una marcia in più? Assolutamente no! A Montalcino viene certamente prodotto uno dei migliori Sangiovese di Toscana, ed i progressi in tema di coltivazione e di vinificazione sono stati notevoli negli ultimi vent’anni. I difetti di famiglia però restano. Il Sangiovese è un vitigno difficilissimo, che ha grossi problemi di maturazione, specialmente sotto l’aspetto degli aromi e del complesso tannini-coloranti; se fa freddo, ma anche se fa troppo caldo. La produzione va molto contenuta, altrimenti il risultato è scadente: questo richiede cure ed interventi manuali, come il diradamento dei grappoli. Nonostante tutto questo, il risultato può considerarsi particolarmente riuscito una vendemmia su venti. Un cavallo che vince così raramente, non è da considerarsi eccezionale. In altre aree del pianeta fanno vini eccelsi tre anni su cinque!
    I problemi sono sempre gli stessi: eccessiva magrezza, acidità, tannini ruvidi e sgraziati, difficoltà di estrazione del colore ed eccessiva perdita dopo la vinificazione. Ciò non di meno questo prodotto può essere paragonato ad un’ottima intelaiatura, che assicura al vino una certa longevità. Con gli anni, i difetti si smorzano, e se il telaio è stato sapientemente rivestito, il risultato può divenire eccezionale. Questo è stato il senso del miracolo Montalcino, ma il merito va attribuito al territorio ed ai produttori, non al Sangiovese.”Quindi, secondo lui, se a Montalcino piantassi il “mio” Negramaro otterrei lo stesso risultato del Brunello perche’,a suo avviso,il merito sarebbe dei viticoltori e del territorio…Sarei curioso di chiedergli quali siano i “difetti di famiglia” di una riserva del 55 di Biondi Santi…Caro sig.Rivella,se un produttore decide di acquistare una tenuta a Montalcino per produrvi del Brunello deve accettare a priori il fatto che puo’ solo usare il Sangiovese grosso al 100% affrontandone tutte le difficolta’ che comporta produrlo e,soprattutto,deve avere molta pazienza.Perche’ il Brunello ha bisogno di molto tempo per esprimersi;solo se si accetta questo e si ha la pazienza di aspettare si puo’ comprendere la maestosita’ di questo vino. Se non e’ di quest’avviso,secondo me,farebbe meglio a recarsi a Bolgheri e produrre un altro dei tanti SuperTuscan!

  31. Ehi siamo a SEI, su duecento. Che percentuale è? Mi pare il 3%.
    Forza signori, avanti qualcuno ancora.
    Poi si fa un bell’articolo e si apre la rubrica: PRODUTTORI CORAGGIOSI.

  32. Non si può, caro Franco, cercare di intessere una rete con altri blog e siti, dove poter mettere in evidenza questo invito che a me pare di una certa rilevanza?
    Magari con l’aiuto di Lavinium che è strutturato in homepage come sito e non come blog. Lo stesso possiamo fare noi, nel nostro piccolo col sito di divinoscrivere, che resta comunque una vetrina.
    Altri contatti, altri che si rendano disponibili?

    lo so, è difficile, specie ora che l’attenzione cade sul caso Bonilli-Gambero Rosso…

  33. vocativo, l’appello é pubblico. Chiunque, come ha fatto l’amico Roberto su Esalazioni etiliche, può riprenderlo e rilanciarlo su blog e siti… Ma il problema non sta nell’amplificare l’appello, bensì nel coraggio (che manca) di troppi produttori di Montalcino, che preferiscono fare i pesci in barile e fare finta di niente…

  34. Pingback: L’invito di Franco Ziliani ai produttori di Brunello « Divino Scrivere

  35. L’Azienda Agraria Lisini produce 80.000/90.000 Bottiglie Tra Brunello, Rosso, e San Biagio (IGT), tutte da Sangiovese in purezza.
    Lo abbiamo sempre fatto e non vediamo ragioni per non continuarlo a fare.
    Lo raccontiamo alle fiere, lo diciamo ai clienti lo scriviamo nei nostri cataloghi.
    Adesso lo ribadiamo anche sul blog dello Ziliani.
    Dov’è il problema?

  36. Mi sorge un dubbio…
    Il fatto che in questa lista ancora non compaia nessuna delle aziende più conosciute e rinomate, se non altro per quantità di bottiglie prodotte, non sarà mica perché sono troppo impegnate nelle operazioni di vendemmia?!?
    Potrebbe essere una buona scusa…oops! volevo dire ragione!!

  37. l’intervista a rivella ha se non altro il pregio della chiarezza. finalmente il mondo capirà, il problema a Montalcino è il sangiovese! finiamola con questo infame vitigno, e già che ci siamo mi unisco a Lui e proprongo i finanziarne l’espianto totale grazie ai nuovi contributi dell’OCM, e vai!!!!!

  38. Ricevo con piacere il presente messaggio e pertanto aggiorno la Brunello’s Sangiovese list: “Gentile Sig. Ziliani, aderiamo volentieri alla sua iniziativa per ribadire la nostra fedeltà al vino Brunello di Montalcino realizzato con uve 100% Sangiovese. Nome e Cognome: Giovanni e Andrea Ciacci. Azienda Tenuta di Sesta di Ciacci Giovanni con una produzione di circa 100.000 bottiglie tra Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino Cordialmente Andrea Ciacci Tenuta di Sesta Castelnuovo dell’Abate Montalcino”

  39. Qualcuno oggi ha scritto, fra tante altre cose, che i dieci che hanno risposto a Ziliani, Sangiovese 100%, rischiano di fare una figuretta perchè, sintetizzo,la “maggioranza” cambierà il disciplinare. Se affermare di aver rispettato le regole e credere nel “tradizionale” è fare una figuretta..vogliamo farla anche noi. Azienda Terre Nere Campigli Vallone,vigneti in Castelnuovo dell’Abate, produce circa 50.000 bottiglie tra Brunello e Rosso di Montalcino,tutte solo Sangiovese.Siamo fortemente convinti che l’utilizzo del Sangiovese in purezza sia e debba essere il tratto caratterizzante dei nostri vini e rappresenti anche il forte valore aggiunto. Convinti come siamo abbiamo sottoposto il vino ad analisi del Dna presso laboratorio del Dipartimento di Scienze ambientali “G.Scarfatti” Università degli Studi di Siena. L’immagine del nostro territorio e la qualità dei nostri vini devono essere tutelate, con forza, nella trasparenza e con il lavoro di tutti.Un saluto.

  40. Che chi dichiara l’amore per la prorpia terra ed il rispetto delle regole faccia una figuretta, è cosa dell’altro mondo. A me l’iniziativa sembra pratica e di grande suggestione. La rete viene usata per un fine nobilissimo: mostrare l’umana buona volontà. we can! Mi sembra che cosi’ come è stata motivata, renda onore a chi l’ha ideata. Non si tenti di confondere le idee ai produttori! Coloro che utilizzano il Sangiovese al 100%,si spera siano il tutto, non hanno che da dirlo pubblicamente. Non sono certo una decina! E’ tanto difficile fare un passo avanti, vincere la banale pigrizia o la diffidenza? Anche io ho rilanciato l’appello. E spero che abbia successo. Saluti a Franco. http://campaniachevai.blogspot.com/2008/09/i-love-brunello-lappello-di-franco.html
    M.P.

  41. a proposito di questa Brunello’s Sangiovese list mi scrive da Case Basse Gianfranco Soldera: “come tu ben sai io scrivo 100/100 Sangiovese sull’etichetta del Pegasos IGT 2005 e idem sulla retro etichetta del Brunello 2002 Riserva presto in vendita. Se poi qualcuno dubita che i miei vini siano 100/100 Sangiovese non merita a mio avviso alcuna mia dichiarazione né risposta, pur rispettando le idee di tutti se in buona fede.
    Cari saluti,Gianfranco Soldera”

  42. @Soldera: per interposta persona, cioé Franco Ziliani. Qui non é che nessuno dubita. Un mondo di amatori che é lontano migliaia di chilometri fisici ma vicinissimo con il cuore, ha chiesto una filiale e paritaria rassicurazione.Lo so: é scostumato andare a chiedere a Soldera se fa il Brunello con il cento per cento sangiovese. Come chiedere al papa se é cattolico. Ma credo che il papa non avrebbe nessuna difficoltá a sorridere e rilasciare una dichiarazione: “Si figlio mio: sono cattolico”. Costa solo una gentilezza e darebbe enorme valore allo sforzo che Franco Ziliani sta facendo ai fini di null’altro che un po´di chiarezza.

  43. Nessuno ha dubbi su Soldera.
    Ma non credo che questi signori, qui sopra, abbiano scritto perché temevano che si dubitasse di loro (del loro vino); per questo mi associo a ciò che ha scritto Merolli.
    Tra i tanti equivoci in cui si dibatte questa docg, tra i tanti nemici, o meglio falsi amici, Ziliani si è battuto, si è preso i sarcasmi facili, le battutacce e anche qualche pesante commento, da parte di chi approfitta di un luogo di dibattito per cercare la stupida rissa.
    Ziliani è stato solidale e si merita altrettanta solidarietà da chi l’ha ricevuta: val bene una dichiarazione, ancorché pleonastica.
    (perché si ricordino quelli che ci tengono, che a pochi importa che questo vino sia all’altezza della sua reputazione; alla maggior parte della gente importano solo il margine operativo, il fatturato, i valori fondiari, il mutuo, la faccia e i posti di lavoro: nell’ordine in cui sono scritti).
    Prima di tutto i soldi e poi si vedrà.

  44. Concordo con Merolli e Giorgia, a quest’ultima vorrei puntualizzare che è possibile avere in buon margine operativo, un ottimo fatturato ed in definitiva soldi solo perseguendo la qualità e la serietà del prodotto. Il Brunello al Merlot o al Cabsauv alla fine si dimostrerà una scelta perdente proprio in quei termini che lei giudica negativi e che invece sono alla base del mondo agricolo e dell’economia in generale. Una ONLUS non produrrà mai buoni vini.

  45. @ Paolo Boldrini: la Lisini che è sopra il tuo post è imho una delle più grandi aziende di Brunello. Fra l’altro pochi mesi fa ho aperto un loro Riserva 1975 ed era ancora godibilissimo (per non dire “magico”).

    Speriamo arrivino altri “pezzi da 90″… sempre se sono qualificati a commentare qui 😉

  46. @ Francesco: probabilmente quando ho inviato il mio post ancora non era stato inserito quello di Lisini, sulla cui grandezza e serietà non ho dubbi.
    Mi riferivo in particolare, però, ad aziende molto note e che sono state più volte nominate in diverse altre occasioni in questi ultimi mesi.
    Ma anche Il Poggione o Tenuta di Sesta non sono piccole…

  47. egregio signor Franco Ziliani

    premetto subito un punto fermo, sono d’ accordissimo che se il disciplinare del brunello verrà cambiato permettendo l’ uso di altri vitigni, questo decreterà la fine del brunello come vino di qualità.

    quando l’Associazione Italiana Sommelier e altre riviste dispensavano punteggi e valutazioni stratosferiche alle aziende finite sotto inchiesta per aver taroccato il brunello chi scriveva quegli articoli?
    e come mai cosi tanti bravi esperti non si sono mai accorti per anni del colore e dei profumi inusuali nel brunello?

    Brunello’s Sangiovese list
    questa iniziativa è talmente banale, astrusa e naif che fa la pari con quella di organizzare una conferenza sul brunello e portarsi come consulente un produttore di barolo, bravo finchè vuole ma… è come portare un campione di pugilato a commentare delle gare di ginnastica artistica,

    Brunello’s Sangiovese list
    è come chiedere a un incriminato se sia innocente o colpevole, cosa vuole che risponda finchè non sarà provata l’ accusa a suo carico, e anche se sarà provata sa quanto gliene frega di quello che ha detto prima?

    ma il punto cruciale è che dando per scontato che nel brunello ci sia solo uva Sangiovese,
    questo non basta a garantirne la qualità e che il vino sia buono e fatto bene,
    il che è molto più importante per il consumatore finale, che si trova a dover scegliere tra più di 200 produttori di brunello e non sa che scegliere perchè la maggior parte dei cosidetti esperti giornalisti a parte difendere i soliti noti dai nomi altisonanti e prezzi esorbitanti, o qualche amico,
    non sanno che pesci prendere per proporre un brunello con un giusto rapporto qualità/prezzo, il che vale anche per gli altri vini, forse per il semplice motivo che loro i vini non li comprano

    perciò i dubbi sull’ imparzialità di riviste, giornalisti o nel suo blog possono solo aumentare,
    comunque il fatto è che i giornalisti parlano parlano ma non producono niente,
    se sanno tutto di meglio e di più a quando un brunello da loro prodotto?
    naturalmente con solo uva Sangiovese e poi lasciar giudicare al consumatore

    in attesa gradita risposta brindo alla diversità dei punti di vista naturalmente con un brunello riserva del 1997

    p.s.
    mi occupo di vino per lavoro dal 1978 per esperienza diretta ho potuto verificare la sconcertante differenza di qualità tra vini dello stesso tipo e annata con lo stesso punteggio nella stessa rivista,
    e parlando con i miei clienti, il consumatore finale che fa uno sforzo economico per assaggiare uno di questi “famosi” ho riscontrato spesso lo stesso parere
    saluti a tutti
    pietro

  48. Pietro la cui mail inneggia al Merlot, alla sua prima domanda non posso che replicare che io rispondo solo dei miei articoli – e sono anni, verba volant e scripta manent, che denuncio l’esistenza di Brunello (e altri) vini palesemente taroccati – e che se altri, giornalisti o guide, in passato o tuttora “dispensavano punteggi e valutazioni stratosferiche alle aziende finite sotto inchiesta per aver taroccato il brunello “, non posso che prenderne atto, con grande dispiacere, ma senza averne alcuna responsabilità.
    Quanto alle altre cose che dice, padrone, ci mancherebbe altro, di giudicare la mia Brunello’s Sangiovese list “banale, astrusa e naif”, ma non sono assolutamente sfiorato dalla sua superficiale accusa, che personalmente rigetto perché non mi riguarda, secondo la quale il “consumatore finale si trova a dover scegliere tra più di 200 produttori di brunello e non sa che scegliere perchè la maggior parte dei cosidetti esperti giornalisti a parte difendere i soliti noti dai nomi altisonanti e prezzi esorbitanti, o qualche amico,
    non sanno che pesci prendere per proporre un brunello con un giusto rapporto qualità/prezzo”. Ho scritto un sacco di articoli dove ho scelto e proposto Brunello di Montalcino non solo autentici, ma interessanti per il loro rapporto prezzo qualità e altrettanto hanno fatto altri giornalisti. Il suo sparare sulla categoria, scrivendo di giornalisti che “parlano parlano ma non producono niente, se sanno tutto di meglio e di più a quando un brunello da loro prodotto” é, mi consenta, all’insegna di un qualunquismo talmente becero e da bar che si commenta da solo…

  49. egregio signor Franco Ziliani, l’ inizio della mia mail sta per san giovese non per santo. sangiovese e merlot sono i due uvaggi che preferisco, per quanto riguarda i giornalisti come naturalmente le consento il mio qualunquismo talmente becero e da bar che si commenta da solo… proviene dal fatto che la realtà dei fatti spesso diverge da quella dipinta negli articoli per cui essi sono pagati, in non sparo sulla categoria o nei suoi confronti, ma nel fatto che come lei dice “Ho scritto un sacco di articoli dove ho scelto e proposto Brunello di Montalcino non solo autentici, ma interessanti per il loro rapporto prezzo qualità e altrettanto hanno fatto altri giornalisti” che questo non vale per molti altri che hanno un seguito di lettori che vengono influenzati nelle scelte di acquisto, tutto qua cordiali saluti Pietro

  50. Sono Simonetta Valiani proprietaria dell’az.agr.Le Chiuse produco in 6,5 ettari di vigna circa 15000 bottiglie di brunello e 7000 di rosso di montalcino mando questa mail per dire con forza che vinifico SOLAMENTE uve di sangiovese prodotte nella mia azienda bio a Montalcino.

    Saluti Simonetta Valiani

  51. Approvo e sottoscrivo questa lodevolissima iniziativa, mi scuso del ritardo ma l’ho vista solo ora, anche perchè il blog mi è stato consigliato solo ieri sera da una mia amica.

  52. Sono Federico Orazi proprietario dell’az.agr.Tenuta Colle Favignano con i -miei filgi produco vino rosso prodotto solo con uve Sangiovesegrosso a Velletri in pr. di Roma con un ottimo risultato.Riceviamo continuamente offerte di pubblicazioni ma solo dietro notevole pagamento da varie guide e riviste o giornali,è meglio fare da soli.Saluti Federico Orazi

  53. Mi associo a ciò he ha scritto Fabio il 13/09/08.
    Io sono un piccolo produttore “artigianale” di Sangiovese in Romagna. Tutti gli anni è una lotta con questo vitigno; il mio è un rapporto di amore e odio, penso che sia così per la stragrande maggioranza dei produttori che hanno a che fare con il Sangiovese. In certe annate difficili mi viene la voglia di espiantarne tutti i vigneti. Spesso mi chiedo: perchè con il Cabernet S. e con il Merlot riesco ad ottenere quello che veramente voglio 4 anni su 5 e con il Sangiovese, se va grassa, 3 su 10? Comunque il nostro disciplinare prevede l’uso fino al 15% di altri vitigni a bacca rossa oltre al Sangiovese ma anche qui c’è chi se ne approfitta (Merlot e Cabernet Sauvignon fino al 40%) ma il problema non è solo di chi agisce in questo modo ma anche delle istituzioni che glielo lasciano fare.
    Io personalmente non vado oltre al 4% (non vitigni internazionali ma Ancellotta ed in fermnetazione, non dopo) solo per fissare il colore che è la più grande falla di questo vitigno (oltre alla magrezza, la ruvidezza etc.).
    Vi invito a degustare qualche Sangiovese di Romagna nella versione “Riserva”…. non sono tutti vini di serie B come il 99.9% degli Italiani pensa.
    Cordiali saluti.
    Gabriele Succi – Azienda Agricola Costa Archi.

  54. SAN GIACOMO azienda agricola di Pieri Graziella
    produciamo circa 5000 bottiglie di Brunello di Montalcino e 2000 bottiglie di Rosso per ogni annata.
    Siamo legatissimi alla tradizione che ha reso questo vino famoso nel mondo, per cui “100% Sangiovese” e solo botti di grande capacità.
    Saluti

  55. Ho scorso velocemente e per la prima volta il sito…..mi viene in mente un’idea! perchè non creare un vestito unico e riconoscibile sullo scaffare (in tutto il mondo) per il prodotto 100% brunello?
    La mia azienda produce contenitori in vetro e sarebbe ben lieta di studiare con voi un nuovo progetto in questo senso.
    Che ne dite.

  56. Siamo una giovane Azienda di Montalcino,POGGIO RUBINO, con i nostri 6 ha di Sangiovese facciamo il vino con metodi tradizionali usando solamente botti da 25 e 30 hl e rigorosamente con uve 100% Sangiovese sia per il Brunello che per il Rosso. Produciamo ogni annata circa 15000 bottiglie di Brunello e circa 5000 di Rosso.
    Molti saluti Az. Poggio Rubino di Alessandra e Edward Corsi

  57. Complimenti,
    Ziliani è una lodevole iniziativa, conosciuta solo ora a conclusione BENVENUTO BRUNELLO 2010.
    Il Suo parere sui RISERVA del 2004 Brunello di Montalcino –

  58. Io la smetterei con tutto questo puritanesimo, alla fine alcune aziende hanno solo messo un pò di merlot o cabernet insiema al sangiovese non del veleno!
    Mi sà che bisogna prendere lezione dai francesi o dai californiani, prima di tutto il vino si deve vendere e il brunello si vende soprattutto in USA. Secondo non è solo il vitigno che fa il vino…il terroir è l’insieme del vitigno, suolo, microclima e l’uomo che crea il vino secondo la sua idea o personalità.
    Per esempio lancio una provocazione… quante DOC in Italia si danno la zappa sui piedi dettando delle regole rigidissime ancor prima che il vino abbia un mercato riconosciuto? (ovviamente non è il caso del Brunello)
    Non sarebbe meglio prima lasciare che i consumatori decidano quale vino più gli piaccia e poi solo dopo stabilire delle regole di base non rigide come fanno i francesi?
    Quanti hanno mai letto il disciplinare di Bordeaux?

    • ma che razza di commento é mai il suo “Rocko”? Fino a che esiste un disciplinare di produzione del Brunello che prevede il 100% di Sangiovese (di Montalcino ovviamente), occorre rispettarlo e se non va bene, e se esiste una maggioranza per farlo, lo si cambi. E poi quale razza di consumatori che ha in mente lei vogliono che il disciplinare del Brunello venga cambiato? Non sta poi ai consumatori modificare il disciplinare del Brunello, ma ai produttori, che più volte chiamati a decidere hanno votato a stragrande maggioranza per il mantenimento delle attuali regole. Qui non si tratta di “puritanesimo”, come dice lei, ma di rispetto delle regole, si informi

  59. il mio è ovviamente un commento provocatorio sig. Ziliani. Mi dispiace per la sua risposta un pò piccata… Ho lavorato a Montalcino e sò che la stragrande maggioranza dei produttori rispetta le regole e lavora ottimamente. La provocazione era riferita al sistema di alcune DOC inventate dal nulla prima di essere storicamente (min 30 anni) riconosciute in Italia ed all’estero. Ci sono troppe DOC e con basi storico culturali pressoché inesistenti. All’estero solo pochi le conoscono eccetto (Barolo, Brunello, Chianti, Amarone, Prosecco e pochi altri). Quindi la mia domanda è se sia utile darsi delle regole strette prima ancora che il prodotto sia riconosciuto di qualità (sia oggettivamente che culturalmente)?

    • si rilegga Rocko: questo suo nuovo intervento é di tono, e argomentazioni, completamente diverse dal primo intervento che lei stesso definisce “provocatorio” e che io ho trovato e trovo tuttora fuori luogo

  60. Francamente l’iniziativa e’ piu’ mediatica che altro. Chi imbottiglia Brunello dichiara, dato il disciplinare, di imottigliare un vino di soltanto Sangiovese proveniente dal Comune di Montalcino. Se il vino non e’ 100% Sangiovese o viene da fuori zona, dichiara il falso e commette frode, rischiando seri problemi penali. Chi e’ disposto a rischiare contravenendo al disciplinare non avra’ alcun problema a firmare una dichiarazione di questo tipo.

  61. Ad un anno e mezzo dall’inizio della discussione si può provare a trarre delle conclusioni. La mia esperienza ultra trentennale di selezionatore di vini del territorio mi dice che il numero di dodici produttori è appena sottostimato rispetto alla ventina che credo siano i produttori in “purezza”.Quanto alle dichiarazioni di Rivella, che sono enologicamente corrette, non fanno che confermare qullo che si sa: il sangiovese è un vino difficile; il disciplinare del Brunello non prevede altri vitigni ergo che li usa è commercialmente scorretto.
    Poteva mettersi a produrre un altro vino. Ma cosa ci voleva a cambiare il disciplinare del Rosso di Montalcino, creando un Montalcino rosso superiore infilandoci dentro tutti i vini non “puri” ? Nulla. E’la solita furbizia all’italiana che alfine crea disastri. Ma si può essere più furbi e fare quello che Gaja ha fatto con i suoi ex cru di Barbaresco. Chi è colpa del suo mal…………….

  62. qualcuna ha notizie del il poggiolo di rudy e del suo il mio brunello (di montalcino)…ha percaso aderito?
    si lavora e si fatica per la chiarezza e l’etica.
    bravo franco

  63. ma è mai possibile che tutte le volte in italia bisogna dover dare prova di onestà produttiva quando questa dovrebbe essere palese e intrinseca fin dalla prima vangata in vigna, soprattutto per gli ignari consumatori che bevono quello che non è creandosi uno stereotipo organolettico distorto che non rispecchia più il vitigno o il vino nella sua vera identità.
    Ma la storia non insegna nulla: se non si rispettano le regole non si va da nessuna parte cara Italia prima o poi……..

  64. Mi ricapita di leggere questo post e mi meraviglia come due o piu´contributori critichino la “list” (Rocko,Pietro e – mi sorprende un po’ -Kyle). Forse non ne hanno capito il senso o la funzione: non é la lista dei buoni che presuppopne che “gli altri” siano i cattivi.
    E non é neanche l’ovvia risposta alla domanda ” Oste é buono il vino ?”.

    E´- deve per forza essere – una dichiarazione di orgoglio, una cresima in cui si conferma il battesimo( o suggerirebbe qualcuno, il non-“battesimo” del sangiovese grosso.)

  65. Giustissima la precisazione di Carlo. Franco le elementari le ha passate da un pezzo (credo…) e non ha certamente creato questa lista per soddisfare il capoclasse durante l’assenza della maestra. Non e’ assolutamente giusto dare dei “buoni” a chi fa questa dichiarazione orgogliosa e dei “cattivi” agli altri, anche perche’ ci sono dei fior di produttori con vini eccezionali che non se la sentono e non se la sentiranno mai di sottoscrivere questa lista, per ragioni che possiamo comprendere oppure no, che sono le piu’ svariate, che possono essere giustificabili oppure no, ma che fanno parte del bello della nostra e della loro liberta’ di espressione, di parola, di stampa. Perfino il grande precursore non c’e’. Dobbiamo poter credere che negli incontri e nelle assemblee tirino fuori ciascuno il meglio delle proprie convinzioni, con sincerita’ e anche voglia di ascoltare le altre, in modo che poi possano decidere non per partito preso, ma per credo. Montalcino lo merita, e’ sotto gli occhi di tutto il mondo, fa dei vini stupendi (mai come il Barbaresco, sia detto per inciso, che e’ decisamente il migliore in assoluto di tutti i vini del mondo) ed e’ assolutamente fuori luogo sospettare che chi non aderisce alla lista non sia onesto, corretto e capace di far miracoli in vigna col sangioveto, che rimane un vitigno molto difficile da coltivare e vinificare, uno tra i piu’ impegnativi che esistano, anche soltanto per i tannini.
    Ha fatto bene Carlo Merolli a ricordarci ancora una volta il senno della proposta di Franco, che non e’ un talebano e non merita dunque di essere frainteso.
    Franco, se ho detto qualcosa che non ti va mi puoi sempre prendere a roncolate… vero?

  66. Ho sempre usato e sempre userò il sangiovese per fare il mio Rosso e Brunello!!!
    Az Agr l’Aietta – 3000 bottiglie totali

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